Luigi Speranza – GRICE
ITALO!; ossia, Grice e Zaleuco: la ragione conversazionale e la sapienza di
Locri a Roma-- dura lex sed lex – la scuola di Locri – la scuola di Reggio
Calabria – filosofia calabrese -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel
Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Locri). Keywords: dura lex sed lex. Filosofo calabrese. Filosofo
italiano. Locri, Reggio Calabria, Calabria. He achieves great respute and
respect as a law-giver in Locri, and has a reputation for being both humane and
severe. He establishes fixed penalties for each offence, and two stories are
told about the consequences of this. According to one, the punishment for
adultery is the loss of both eyes. When his own son is found guilty of it, he
orders that the punishment should be divided between them, so that they lose
one eye each. The second story tells how the penalty for entering a particular
public building carrying an arm is death. When he inadvertently violates the
law, he executes himself. Both Diogene Laerzio and Giamblico call him a direct pupil
of Pythagora – but his laws are usually dated to a much later period, making
that impossible. In any case, Z., whose name improperly starts with a “Z”
making him very UN-ROMAN (CATONE infamously banned the letter Z from the Roma
alphabet, describing it as the ‘sound corpses make as they become’ – is a good
proof that Cuoco is right, and that there is an Italic wisdom that pre-dates
Pythagoras -- who had been born in Florence, anyway! There is no way to defend
the view that Z. owes everything to the Hellenistic philosophy, even if those
where the letters Pythagoras never wrote down! Locri is a fascinating
philosophical city – or ‘village,’ as the Romans prefer. Cicero would say: “It
is much easier to give good laws to Locri than it is to give bad laws to Rome!”
– Zaleuco. Keywords: dura lex sed lex – Luigi Speranza. For Grice’s Play-Group,
The Swimming-Pool Library. Zaleuco.
Luigi Speranza –GRICE ITALO!; ossia, Grice e Zamboni: la
ragione conversazionale e la dialettica del lizio – la scuola di Cento –
filosofia ferrarese – filosofia emiliana -- filosofia italiana –Luigi Speranza,
pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Cento). Keywords: de interpretatione, significatum ad
placitum. Filosofo ferrarese. Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Cento,
Ferrara, Emilia-Romagna. “Famous for his dialettica e cosmologia and
implicature!” – Grice. Figlio di Matteo Z., un pittore originario di Cremona, di cui si
conservano affreschi negl’oratori delle chiese della Pietà e di San Rocco. “Unlike
his father” (Grice), Z. prende la strada degli studi filosofici. Studia a Ferrara
sotto PENDASIO (si veda). Insegna a Ferrara. Tenne rapporti con la corte
estense. Di fronte al duca d'Este recita il suo poemetto, “Le pompe funebri” –
“which the duke didn’t like” (Grice) -- e quando si trova a essere oggetto di
non chiarite gelosie e maldicenze da parte dei suoi colleghi a Ferrara, scrive
al duca per richiedere un suo intervento. Non risulta il duca risolve i
conflitti denunciati da Z., che, perciò, decide di trasferirsi altrove. Chiamato
a Padova per insegnare in sostituzione di Zabarella – “whose surname also
started with a Z” – Grice. Z. inizia il suo corso leggendo la prolusione
Exordium habitum Patavii. Contro il tentativo di fondare a Padova uno studio
rivale dell'università, Z. si espressa con l’oratione contro i gesuiti a favore
di Padova, tenuta di fronte alla signoria di Venezia, nella quale sostenne che
Padova, per insegnare, non ha bisogno dell'aiuto dei giesuiti e paventa i
rischi di dividere gli studenti in fazioni come i guelfi e gibellini. L'autorizzazione
all'apertura dello studio non a rilasciata e i gesuiti sono espulsi dalla repubblica
veneziana a causa dell'interdetto scagliato da Paolo V, cui segue la cosiddetta
guerra dell'interdetto. Ha una famosa controversia con RAGUSEO R sul
numero essatto dei quattro elementi, ma anche sul valore della storia delle
interpretazioni della filosofia del liceo, e su questioni didattiche in torno
dei pupili con calligrafia bella. Sostenitore dell’esistenza della sua anima –
“ma mortale” -- legata indissolubilmente a suo corpo, e sospettato d’eresia e e
denunciato all'inquisizione. Con l'amico GALILEI (si veda), Z., ad opera di
Belloni, condivideno accuse diverse, una denuncia al tribunale dell'inquisizione
che non ha conseguenza. GALILEI e accusato di praticare l'astrologia
giudiziaria e Z. di sostenere (i) che la sua anima e mortale e (ii) che
Aristotele separa la filosofia del papato. Z. affronta altri due processi dai
quali usce indenne grazie alla protezione della repubblica di San Marco. Molte
fonti riportano che muore durante l'epidemia di peste che colpe l'Italia.
Risulta che muore, invece, a causa di catarro accompagnato da febbre. Secondo
alcuni, GALILEI si ispira a Z. nella scelta di un “Simplicio” come
rappresentante dell'avversario liceale dell’elio-centrismo. Z. pubblica pochi
saggi della sua dottrina, mentre sono a noi giunte numerose trascrizioni delle
sue lezioni che prefere tenere solo oralmente. Le trascrizioni delle lezioni
tenute a Padova presentano gravi problemi interpretativi che hanno impedito
alla storiografia di poter avanzare una sintesi sicura di sua filosofia. Unica
eccezione a questa difficoltà interpretativa sono le Lecturae exordium. Nella
prima parte della lezione, si rammarica che il continuo rinascere della natura,
come la successione delle quattro stagioni, dalle sue forme ormai trascorse,
non susciti la meraviglia dell'uomo e lo sgomento per il continuo morire del
mondo. Il mondo non è mai. Il mondo nasce e muore continuamente. La
lezione si conclude con l’affermazione del dovere dell’uomo di conoscere se
stesso. L’uomo, filosofa Z., si scopre in mezzo alle tribolazioni
dell’incostanza. Ebbene, la conoscenza di sé è, per Z., l’unico strumento
capace di dare a Z. serenità. La strada per conoscere se stessi e raggiungere
la serenità è data dalla filosofia su cui si basa la morale e la scienza.
L'uomo – “o al meno, io” -- ha un intelletto onnipotente che dalla conoscenza
di se stesso e della natura giunge a congiungersi con la beatitudine del divino.
Secondo una diffusa narrazione Z. e uno di quei filosofi del LIZIO che non solo
rifiutano pervicacemente la scoperta eliocentrica di GALILEI in nome della
filosofia del Liceo ma si rifiutano, invitati da Galilei di osservare
direttamente nel telescopio l'esistenza delle montagne della luna, delle fasi
di Venere, dei satelliti di Giove. Questo avvenimento, tramandato come simbolo
della miopia di coloro che si ritengono custodi del vero sapere, è ritenuto
falso. Nella lettera Galilei racconta a Keplero il comportamento dei filosofi di
Padova ma non fa nomi. Che dire dei più celebri filosofi di Padova, i quali,
colmi dell’ostinazione dell’aspide, nonostante più di mille volte io offro loro
la mia disponibilità, non hanno voluto vedere né i pianeti, né la luna, né il
cannocchiale? Questo genere di uomini ritiene infatti che la filosofia naturale
e un libro come l’ENEIDE e che le verità e da ricercare non nel mondo o nella
natura, bensì, per usare le loro parole, nel confronto dei testi. Ad un esame
superficiale una lettera a Galilei, Gualdo conferma che tra coloro che
rifiutarono l'osservazione con il telescopio vi e anche Z.. Abbiamo qui Morosini,
il quale non può patire che Z. mentre V.S. è stata qui, non procura né voluto
vedere queste sue osservationi, avendole io detto ch’ella se gli e offerta di
andare sino alla sua propria casa per fargliele vedere; onde le pare che ha
torto contrariarle senza averne fatto qualche ESPERIENZA. Nella successiva
lettera di GUALDO a Galilei si riferisce di un colloquio con Z. che al
rimprovero di essersi rifiutato dell'ESPERIENZA col telescopio risponde che lo
fa perché, non volendo approvare cose di che io non ho cognizione alcuna né
l’ho vedute. Questo è quello, dico, ch’ha dispiacciuto a GALILEI ch’ella non ha
voluto vederle. Rispose: Credo che altri che lui non l’ha veduto. E poi quel MIRARE
PER QUEGL’OCCHIALI M’IMBALORDISCON LA TESTA. Basta, non ne voglio sapere altro.
Z. afferma in questo testo che gli causa DISAGIO mirare nel telescopio e che
dunque non si rifiuta di guardare ma non accetta di vedere cioè di accogliere
l'interpretazione di GALILEI di quella OSSERVAZIONE. Più in generale, Forlivesi
sostiene che la posizione di Z. e sempre coerente nel ritenere che
l'interpretazione dei dati osservativi non puo andare disgiunta dall'esistenza
di una dottrina filosofico-naturale complessiva. Forlivesi rileva altresì che
lo stesso Galilei, a volte, propone un’ipotesi circa la natura del cielo non
meno problematica di quelle proposte dal Lizio. D'altra parte, come conferma
Bellone il cannocchiale e uno strumento di fattura artigianale. Non c’e una
teoria dell'ottica - si deve attendere Newton e la immagine e alquanto deformata. Saggi:
“Le pompe funebri; ovvero, Aminta e Clori” Ferrara; Lecturae exordium habitum
Patavii, Ferrara, Mammarelli; Explanatio proœmii librorum LIZIO de physico
auditu cum introductione ad naturalem philosophiam, continente tractatum de
pædia, descriptionemque universæ naturalis philosophiæ quibus adjuncta est
præfatio in libros De physico auditu, Padova, Novellum; Oratio habita Ferrariae
ad Clementem VIII pro S. Q. Centensi, Ferrariae; Disputatio de formis IV corporum
simplicium quæ vocantur elementa, Venezia, Oratio habita in creatione
serenissimi venetiarum principis DONATI, Venezia, Disputatio de cœlo -- de
natura cœli, de motu cœli, de motoribus cœli abstractis; Adjecta est Apologia
dictorum del LIZIO, de via lactea, et de facie in orbe lunæ, Venezia, Balionum,
Oratione al serenissimo principe BEMPO nella sua essaltatione al principato; Apologia
dictorum LIZIO de V cœli substantia adversus Xenarcum, Venezia, Meiettum; Il
nascimento di Venezia, Venezia; Oratione al serenissimo principe Priuli nella
sua essaltatione al principato; Il ritorno di Damone, Venezia, Oratione in nome
di Padova, Chiorindo, Venezia; Apologia dictorum LIZIO de calido innato
adversus Galenum, Venezia, Deuchiniana; Apologia dictorum LIZIO de origine et
principatu membrorum adversus Galenum, Venezia, Piutum; Expositio in
digressionem Averrhois de semine contra Galenum pro LIZIO; Tractatus de
sensibus externis, de sensibus internis et de facultate appetitive, Venezia,
DIALETTICA Venezia, Le nubi, Venezia, Biblioteca Marciana; Z. Testamento. Fonte:
G. Tiraboschi, Storia della letteratura italiana. Favaro, Lo Studio di Padova; Preti,
Ragusa, Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana. Z. in occasione del trasferimento di Galilei da Padova a Firenze si
rammaricava scrivendo. O quanto harrebbe fatto bene anco GALILEI, non entrare
in queste girandole, e non lasciar la libertà patavine. Portale Galilei. Forlivesi,
Z. Il contributo italiano alla storia del pensiero – Filosofia, Roma, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Per esempio, Pinotti, autore dell'introduzione al “Dialogo
sopra i due massimi sistemi del mondo, Milano. Z. Lecturae exordium; Forlivesi,
Il contributo italiano alla storia del pensiero, filosofia; Enciclopedia
Italiana Treccani, Galilei, Epistola ad Keplerum, Padova, Le opere, A. FAVARO,
lettera, GUALDO, Lettera a GALILEI, Padova,, in Galilei, Opere; Gualdo, lettera
a Galilei, Padova; in Galilei, Le opere; Forlivesi. Galilei, Opere, ediz. naz.;
Tassoni, Lettere, Puliatti, Bari; Imperiale, Musaeum historicum et physicum,
Venezia; Arisi, Cremona literata, Parma-Cremona; Naudaeana et Patiniana,
Amstelodami; Crescimbeni, Dell'istoria della volgar poesia, Venezia; Borsetti,
Historia alini Ferrariae gymnasii, Ferrara, Guarino, Ad Ferrariensis gymnasii
historiam supplementum et animadversiones, Bologna; Borsetti, Adversus
supplementum et animadversiones, Venezia; Facciolati, Fasti Gymnasii Patavini, Padova;
Erri, Dell'origine di Cento, Bologna, Tiraboschi, Storia della letteratura
italiana, Venezia); Fiorentino, Pomponazzi,
Firenze, Favaro, Lo Studio di Padova, Atti del Reale Istituto veneto di
scienze, lettere ed arti; Berti, Di Z. e della sua controversia con
l'Inquisizione di Padova e di Roma, Memorie della Reale Accademia dei Lincei,
classe di scienze morali, storiche e filologiche; Mabilleau, Étude historique
sur la philosophie de la renaissance en Italie: Z., Paris; Favaro, Galilei e lo
studio di Padova, Firenze; ad Indicem; Favaro, in Archivio Veneto, rec. di
Mabilleau); Sighinolfi, Il posseso di Cento e della pieve e la legazione di Z. a
Clemente VIII in Ferrara, Atti e memorie della Regia Deputazione di storia
patria per le province di Romagna; Atti della nazione germanica artista nello
Studio di Padova; Favaro, Venezia; ad Indicem; Atti della nazione germanica dei
legisti nello Studio di Padova, cur. Brugi, Venezia; Charbonnel, La pensée
italienne et le courant libertin, Paris; Spampanato, Documenti intorno a negozi
e processi dell'Inquisizione, in Giornale critico della filosofia italiana; Spini,
Ricerca dei libertini, Roma; Firpo, Filosofia
e contro-riforma, Torino; Savio, Il nunzio a Venezia dopo l'Interdetto,
in Archivio Veneto; SAITTA, Il pensiero italiano, Firenze; Torre, Un processo: l'inquisizione
contro Z., Verità e libertà, Congresso della Società filosofica italiana, Palermo;
Rotondò, Documenti per la storia dell'Indice dei libri prohibiti; Garin, Storia
della filosofia italiana, Torino; Pupi, Una riflessione a proposito delle
critiche di Galilei al LIZIO, in Nel centenario della nascita di Galilei,
Milano; Acta nationis Germanicae artistarum a cura di L. Rossetti, Padova; ad
Indicem; Schiavone, ENCICLOPEDIA FILOSOFICA, Firenze; Torre, Studi su Z.,
Padova; Favaro, Galilei a Padova (Padova); Franceschini, Nuovi documenti
relativi ai docenti dello Studio di Ferrara, Ferrara; ad Indicem; Puliatti, Tassoni,
Firenze, ad Indicem; Rossetti, Manoscritti di Z., Cambridge, in Quaderni per la
storia dell'Università di Padova; Schmitt, Z., un aristotelico al tempo di
Galilei, Venezia; Corazzol, Portenari maestro di grammatica a Feltre ed una
lettera di Z., in Quaderni per la storia dell'Università di Padova, Torre,
Logica ed ESPERIENZA nel De Paedia di Z. in Aristotelismo veneto e scienza
moderna, Olivieri, Padova; A. Favaro, Lo Studio di Padova e la Compagnia di
Gesù sul finire del secolo decimosesto, in «Atti del regio Istituto veneto di
scienze, lettere e arti, Forlivesi, Z., Il contributo italiano alla storia del
Pensiero: Filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Treccani, Carlini, in
Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Schmitt, Dizionario
biografico degl’italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Grice: “There’s something
primitive about the way Italians speak. We would never call Austin the
Lancastrian, as the Greeks called Aristotle the Stagirite, or the Italians call
Zamboni ‘Cremonini’ just because he had a connection with Cremona. As Wellington
said when he was referred to as an Irishman: ‘being born in a stable does make
you not a horse’!” Grice: “Cremonini is of course underrated in Italy because
Galilei is OVER-rated. But Galilei was HARDLY a philosopher – what’s
philosophical about sticking your eyes on a muddy micro or macroscope? Instead,
Zamboni could lecture on Aristotle to no end!” He was a lizio! Voniam autem
omnia oportet de TERMINI – NOMINE et verbo dicere, vt fuit PROPOSITVM, nomen
autem,et verbum sunt VOX SIGNIFICATIVA et propter hoc diftinguuntur à
quibusliber VOCIBVS SIGNIFICATIONE carentibus, ideo oportet declarare modum
omnis SIGNIFICATIONIS, vt habeamus quenam proximè ab ipsis vocibus, que sunt
nomen, et verbum SIGNIFICENTVR, d preterea, vt habeamus quot modis ipsa, que a
vocibus significantur, le habeant, inde enim habebimus originem ENVNCIATIVE orationis;
quatuor igitur in ordine ad SIGNIFICATIONEM se habeät: Vnum fignificatur et
lunt ipse RES, aliud signiticat, et sunt que scribuntur, ideft litters ipfei
duo alia significant, et SIGNIFICANTVR CONCEPTVS SIGNIFICANT IPSAM REM, et signitcantur
per voces,et per litteras; similiter VOX SIGNIFICAT CONCEPTVS ET MEDIANTIBVS CONCEPTIVS IPSAM REM, significantur
aut per litteras, unde VOX IMMEDIATE SIGNIFICAT CONCEPTVS, quocirca qualis erit
conditio conceptuum, ralis etiam erit conditio vocum, et ita paret, quod primò
res elt, vt “homo”, deinde guid aliquis intelligit hominem, formatur conceptus
euldem hommis; tercio ilte conceptus homo exprimitur, quarto litteris
defignatur: aduertendum autem etts quod inter licteras, et voces noo eft
neceffarius ordo, potell refcribi id, quod non eft voce perlatum, et fic etiam
littere poflunt immediatè conceptum explicare, verumtamen ordo naturalis est,
vt conceptus per vocem explicetur, iita vero quatuor ita te habent, vi duo ex
illis tint ea-dem apud omnes, duo vero ad placitumlint; cadem apud omnes funt
prima duo, conceptus icilicet, o res, “HOMO” enim vorque idem elt, et 11
militer conceptus, qui tt de homine: Dicetis, ti conceptus funt idem apud
omnes, quomodo vnus haber diueríam opinionem ab alio? veluti de Deo vari) varia
opinantur; Respondetur, quod conceptus dupliciter poteft confiderari, vel simpliciter
vt elt PASSIO IPSIUS ANIMI, et fic idem elt APVD OMNES, vel vi elt paffio talis
in ordine ad objectum, de quo fic conceptus, et hic poteft elle varietas apud
varios; alia verò duo, voces Icilicer et littere funt AD BENEPLACITVM – ET NON
AD NATURAM -- et apud varios variè le habent, apud Grecos enim alia voce homo
fignificatur rideft, antropos e et alia feribitur, et SIGNIFICATVR APVD
LATINOS. Dicetis etiam SONVS BRUTORVM, est vox, tamen NON EST AD PLACITVM illorum,
sed eodem modo voi que fe habent; Relpondetur, quod voces funt duplices, alig
que SIGNIFICAT AFFECTVS, alie que SIGNIFICAT CONCEPTVS, fi loquamur de vocibus,
que fignificant conceptus, tales autem funt voces, que lequuntur intellectum,
dideo VOX ARTICVLATA proprie lunt ipiorum HOMINVM, cum itaque dictum fit voces
imediaté fignificare conceptus, veluti fe habe--- Cesare Zamboni di Cremona
(Cremonini). Zamboni. Keywords: i galileiani, la
dialettica di Zamboni, de interpretatione, nomen, significatio, ad placitum. Refs.: Luigi Speranza, "Grice e Cremonini,"
per Il Club Anglo-Italiano, The Swimming-Pool Library, Villa Grice, Liguria,
Italia. Zamboni.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Zamboni:
la ragione conversazionale e il volere –
la scuola di Verona – filosofia veronese –filosofia veneta -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Verona).
Keywords: psicologia del volere, volere, l’io, sopra-sensibile, volere,
volizione, volitum – the will – Grice e Zamboni on WILLING THAT – volere che. Filosofo
veronese. Filosofo veneto. Filosofo italiano. Verona, Veneto. Grice: “Not
everybody knows his zamboni.” There’s Giorgio Zamboni, but this entry is about
Giovanni Zamboni. Essential Italian philosopher. Filosofo italiano. Saggi:
Spencer: commemorazione e polemica, Garagnani,
Bologna; La filosofia scolastica secondo un positivista, Marchiori,Verona; Il
valore scientifico del positivismo d’ARDIGO (si veda) e della sua conversion, Verona;
La dottrina morale e la psicologia del VOLERE in un saggio di etica di un
discepolo d’ARDIGO, Società Veronese, Verona; La gnoseologia dell’atto come
fondamento della filosofia dell’essere: saggio d'interpretazione sistematica
della dottrina gnoseologica d’AQUINO, Milano; Gnoseologia, Vita e Pensiero,
Giuseppe, Milano; L’origine delle idee: saggio analitico INTROSPETTIVO, proposto
alla riflessione personale, Società Veronese, Verona; Sistema di gnoseologia e
di morale: base teoretica per esegesi e critica della filosofia, Studium, Roma;
Studi esegetici, critici, comparativi sulla CRITICA DELLA RAGIONE PURA, Veronese,
Verona; Metafisica e gnoseologia, Veronese, Verona; Il realismo critico della
gnoseologia pura: risposta al caso Zamboni, Gemelli, Olgiati e Rossi, Verona; Realismo,
metafisica, personalità: rilievi, note, discussioni, Veronese, Verona; La
persona umana: soggetto auto-cosciente nell’esperienza integrale: termine della
gnoseologia, base della metafisica, Verona, Giulietti., Vita e pensiero, Milano;
Precisazioni e complementi ai testi scolastici: religione naturale e l’essenza
della religione cristiana, Veronese, Verona; La filosofia dell’ESPERIENZA
IMMEDIATA, elementare, ed integrale: per la completa auto-consapevolezza dello
spirito umano, Veronese, Verona; Itinerario filosofico dalla propria coscienza
all’esistenza di Dio, Veronese, Verona; Teodicea, Rodella, Vita veronese,
Verona; La dottrina della COSCIENZA immediata: struttura funzionale della
psiche umana è la scienza positiva fondamentale, Veronese, Verona; Dizionario
filosofico, Vita e Pensiero, Milano; Idee e giudizi, Marcolungo F.L., IPL, Milano;
L’IO e le nozioni sopra-sensibili, (IPL, Milano; Corso di gnoseologia pura
elementare: spazio, tempo, percezione intellettiva, IPL, Milano; Corso di
gnoseologia pura elementare: idee e giudizi, IPL, Milano; Corso di gnoseologia
pura elementare; Autobiografia di una personalità integrale, Guidi). Archivio
storico, Curia diocesana, Verona, Studi sulla Critica della ragione pura; Qui Edit,Verona,
Sistema di gnoseologia e di morale; Qui Edit, Verona. Volontà. La Volontà,
statua di Janson per l'Opéra di Parigi. La volontà è la determinazione fattiva
e intenzionale di una persona ad intraprendere una o più azioni volte al
raggiungimento di uno scopo preciso. La
volontà consiste quindi nella forza di spirito diretta dall'essere umano verso
il fine, o i fini, che egli si propone di realizzare nella sua vita, o anche
solamente nel potere impiegato nelle sue azioni semplici e quotidiane. Esempi
di volontà possono essere il desiderio di lasciare un'eredità ai figli e/o ai
parenti, o il proposito di comprare una casa. Generalmente la volontà
rappresenta la facoltà di una persona di scegliere e raggiungere con sufficiente
convinzione un dato obiettivo. Da un punto di vista esclusivo, la volontà di
una persona è la sua capacità di non farsi condizionare dalle altre persone. In
questo senso, la volontà si può accomunare alla parola assertività. Quello di
volontà è un concetto fondamentale e a lungo dibattuto nell'ambito della
filosofia, in quanto inestricabilmente legato all'interpretazione dei concetti
di libertà e virtù. Particolarmente problematico è poi il suo rapporto con le
interpretazioni meccanicistiche del mondo. Se l'uomo sia capace di atti
volitivi – H. P. GRICE: WILLING AND VOLITING -- che, in quanto tali, rompono il
meccanicismo della realtà, o se invece la sua volontà sia determinata da una legge
che regola l'universo, e sia quindi snaturata e priva di ogni valore morale.
Sono qui evidenti i rapporti col concetto di libertà. La concezione intellettualistica dei
Greci Socrate, testa in marmo al Museo
del Louvre – Parigi. Una visione intellettualistica della volontà, condizionata
dal sapere, era nelle tesi di Socrate basate sul principio della naturale
attrazione verso il bene e dell'involontarietà del male. L’uomo per sua natura
è orientato a scegliere ciò che è bene per lui. La virtù è scienza, e consiste
nel dominio di sé e nella capacità di dare ascolto alle esigenze dell'anima. Se
non si fa il bene, è perché non lo si conosce. Il male quindi non dipende da
una libera volontà, ma è la conseguenza dell'ignoranza umana che scambia il
male per bene, proiettando quest'ultimo sui piaceri o su qualità
esteriori. L’accademia approfondì
quest'aspetto dell'etica socratica, in particolare nel Gorgia e nel
Filebo. Anche per il Lizio un'azione
volontaria e libera è quella che nasce dall'individuo e non da condizionanti
fattori esterni, purché sia predisposta dal soggetto con un'adeguata conoscenza
di tutte le circostanze particolari che contornano la scelta. Tanto più
accurata sarà questa indagine tanto più libera sarà la scelta corrispondente. Nel
PORTICO è centrale il tema della volontà di che aderisce perfettamente al suo
dovere – kathèkon --, obbedendo a una forza che non agisce esteriormente su di
lui, bensì dall'interno. Siccome tutto avviene secondo necessità, la volontà
consiste nell'accettare con favore il destino, qualunque esso sia, altrimenti
si è comunque destinati a farsi trascinare da esso contro voglia. Il dovere del
PORTICO non è quindi da intendersi come un esercizio forzato di vita, ma sempre
come il risultato di una libera scelta, effettuata in conformità con la legge
del lògos. E poiché il bene consiste appunto nel vivere secondo RAGIONE, il
male è solo ciò che in apparenza vi si oppone.
Plotino, rifacendosi all’accademia, sostenne analogamente che il male
non ha consistenza, essendo soltanto una privazione del bene che è l'uno
assoluto. La volontà consiste quindi nella capacità di ritornare all'origine
indifferenziata del tutto attraverso l'estasi, la quale però non può essere mai
il risultato di un'azione pianificata o deliberata. Si ha infatti in Plotino la
rivalutazione del procedere inconscio, dato che il pensiero cosciente e
puramente logico non è sufficiente. Lo stesso uno genera da sé i livelli
spirituali a lui inferiori non in vista di uno scopo finale, ma in una maniera
non razionalizzabile, poiché l'attività giustificatrice della ragione prende ad
agire solo ad un certo punto della discesa in poi. Il concetto di volontà
divenne centrale nella filosofia per la sua stretta relazione con i concetti di
peccato e virtù. Si pensi alla difficoltà di definire o concepire una colpa in
assenza della possibilità di determinare le proprie azioni. La filosofia accentua
l'aspetto volontaristico del neoplatonismo, a scapito di quello
intellettualistico, riprendendo ad esempio da Plotino il concetto dell'origine
imperscrutabile della volontà divina, ma attribuendovi decisamente il connotato
di persona, come soggetto che agisce intenzionalmente in vista di un fine. La BUONA VOLONTA [cf. H. P. GRICE,
“Ill-WILL”], e e non più LA RAZIONALITA, è quella che consente di volgersi alla
realizzazione del bene. Ma non è possibile raggiungere quest'ultimo senza
l'intervento divino elargitore della grazia – ‘Grice’s grace’ --, mezzo
essenziale di liberazione dell'uomo. La volontà non potrebbe indirizzarsi al
bene, corrotta com'è dalla schiavitù delle passioni corporee, se non ci fosse
la rinascita dell'uomo operata da Cristo. Agostino, dipinto di Antonello da
Messina- Palazzo Abatellis – Palermo. Permase tuttavia l'aspetto conoscitivo
della volontà, che si verifica attraverso un'illuminazione dell'intelletto per
opera dello Spirito Santo. Volontà e conoscenza rimasero così per Agostino
indissolubilmente legati. Non si può credere senza capire, e non si può capire
senza credere. La virtù che ne scaturisce divenne così la volontà di aderire al
disegno divino. In polemica contro Pelagio, Agostino aggiunse che la volontà
umana è stata irrimediabilmente corrotta dal peccato originale, che ha
inficiato la nostra capacità di compiere delle scelte, e quindi la nostra
stessa libertà. A causa del peccato originale nessun uomo sarebbe degno della salvezza,
ma Dio può scegliere in anticipo chi salvare, illuminandolo su cosa è bene, e
infondendogli anche la volontà effettiva di perseguirlo, volontà che altrimenti
sarebbe facile preda delle tentazioni malvagie Ciò non toglie che l'uomo
possegga un libero arbitrio, ossia la capacità razionale di scegliere tra il
bene e il male, ma senza l'intervento divino una tale scelta non avrebbe alcuna
efficacia realizzativa, sarebbe cioè preda di inerzia o arrendevolezza. Il conflitto tra la scelta operata dal libero
arbitrio e l'impossibilità di attuarla secondo libertà denota una condizione di
duplicità della volontà: non si tratta di un disaccordo tra la volontà e
l'intelletto, né tra due principi contrapposti in forma manichea, bensì di un
conflitto tutto interno alla volontà, che è come dilaniata: sente di volere, ma
non completamente, e quindi in un certo senso vorrebbe volere. Il comando della
volontà riguarda se stessa, non altro da sé. Quindi non è tutta la volontà che
comanda; per questo il suo comando non si realizza. Se fosse tutta, infatti,
non comanderebbe di essere, poiché già sarebbe. Allora le volontà sono due,
poiché nessuna è intera e nell'una è presente ciò che è assente nell'altra. Agostino,
Confessioni; Opera Omnia d’Agostino, cur. della Nuova Biblioteca Agostiniana
Roma, Città Nuova. Intelletto e volontà nella Scolastica Tommaso d'Aquino, dipinto di Fra Angelico -
Museo Nazionale di San Marco - Firenze Il connubio tra intelletto e volontà
permase nelle opere di Scoto Eriugena, e soprattutto d’Aquino, secondo cui il
libero arbitrio non è in contraddizione con la predestinazione alla salvezza,
poiché la libertà umana e l'azione divina della grazia tendono ad unico fine,
ed hanno una medesima causa, cioè Dio. AQUINO, come FIDANZA (si veda), sostenne
inoltre che l'uomo ha sinderesi, ovvero la naturale disposizione e tendenza al
bene e alla conoscenza di tale bene. Per Bonaventura tuttavia la volontà ha il
primato sull'intelletto. All'interno
della scuola francescana di cui Bonaventura era stato il capostipite, Duns
Scoto si spinse più in là, diventando assertore della dottrina del
volontarismo, secondo cui Dio sarebbe animato da una volontà incomprensibile e
arbitraria, in gran parte slegata da criteri razionali che altrimenti ne
limiterebbero la libertà d'azione. Questa posizione ebbe come conseguenza un
crescente fideismo, ossia una fiducia cieca in Dio, non motivata da argomenti.
Al fideismo adere OCCAM, esponente della corrente nominalista, il quale
radicalizzò la teologia di Scoto, affermando che Dio non ha creato il mondo per
«intelletto e volontà» come sostene Aquino, ma per sola volontà, e dunque in
modo arbitrario, senza né regole né leggi. Come Dio, anche l'essere umano è del
tutto libero, e solo questa libertà può fondare la moralità dell'uomo, la cui
salvezza però non è frutto della predestinazione, né delle sue opere. È
soltanto la volontà di Dio che determina, in modo del tutto inconoscibile, il
destino del singolo essere umano. Le
dispute tra Lutero, Erasmo, Calvino
Lutero - dipinto di Cranach il Vecchio - chiesa di Sant'Anna, Augusta
(Germania) Con l'avvento della Riforma, Lutero fa propria la teoria della
predestinazione negando alla radice l'esistenza del libero arbitrio. Non è LA
BUONA VOLONTA [cf. H. P. GRICE, “ILL-WILL”] che consente all'uomo di salvarsi,
ma solo la fede, infusa dalla grazia divina. È solo Dio, quello absconditus
della tradizione occamista, a spingerlo in direzione della dannazione o della
salvezza. La volontà umana è posta tra i due, Dio e Satana, come un giumento,
il quale, se sul dorso abbia Dio, vuole andare e va dove vuole Dio,se invece
sul suo dorso si sia assiso Satana, allora vuole andare e va dove vuole Satana,
e non è sua facoltà di correre e cercare l'uno o l'altro cavalcatore, ma i due
cavalcatori contendono fra loro per averlo e possederlo -- Lutero, De servo
arbitrio. Alla dottrina del servo arbitrio invano Erasmo replica che il libero
arbitrio è stato sì viziato ma non distrutto completamente dal peccato
originale, e che senza un minimo di libertà da parte dell'uomo la giustizia e
la misericordia divina diventano prive di significato. Alla concezione
volontaristica di Dio aderì tra gli altri Calvino, che radicalizzò il concetto
di predestinazione fino a interpretarlo in un senso rigorosamente determinista.
È la Provvidenza a guidare gli uomini, indipendentemente dai loro meriti, sulla
base della prescienza e onnipotenza divina. L'uomo tuttavia può ricevere alcuni
"segni" del proprio destino ultraterreno in base al successo o meno
ottenuto nella propria vita politica ed economica. La dottrina molinista e giansenista Giansenio - Incisione di Jean Morin Anche
all'interno della chiesa cattolica, che pure si era schierata contro le tesi di
Lutero e Calvino, iniziarono una serie di dispute sul concetto di volontà.
Secondo Molina la salvezza era sempre possibile per l'uomo dotato di buona
volontà. Egli sostenne che: la
prescienza di Dio e la libera volontà umana sono compatibili, poiché Dio può
ben prevedere nella sua onnipotenza la futura adesione dell'uomo alla grazia da
lui elargita; questo piano di salvezza si attua per una valenza positiva
attribuita alla volontà umana, in quanto neppure il peccato originale ha spento
l'aspirazione dell'uomo alla salvezza. A lui si contrappose Giansenio, fautore
di un ritorno ad Agostino: secondo Giansenio l'uomo è corrotto dalla
concupiscenza, per cui senza la grazia è destinato a peccare e compiere il
male; questa corruzione viene trasmessa ereditariamente. Il punto centrale del
sistema di Agostino risiedeva per i giansenisti nella differenza essenziale tra
il governo divino della grazia prima e dopo la caduta di Adamo. All'atto della
creazione Dio avrebbe dotato l'uomo di piena libertà e della «grazia
sufficiente», ma questi l'aveva persa con il peccato originale. Allora Dio
avrebbe deciso di donare, attraverso la morte e resurrezione di Cristo, una
«grazia efficace» agli uomini da lui predestinati, resi giusti dalla fede e
dalle opere. Le divergenze tra le due
posizioni, che diedero vita a una disputa tra i religiosi di Port-Royal e i
gesuiti molinisti, saranno risolte con il formulario Regiminis apostolicis del
1665. La concezione del pensiero moderno
Nell'ambito della concezione religiosa della libertà il pensiero moderno ha
assunto una visione razionalista con Cartesio che, identificando la volontà con
la libertà, concepiva quest'ultima in senso intellettuale come scelta
impegnativa di cercare la verità tramite il dubbio. Una cattiva volontà è ciò
che può essere di ostacolo in questa ricerca e causa l'insorgere degli errori. Mentre però Cartesio si arenò nella duplice
accezione di res cogitans e res extensa, attribuendo assoluta volontà alla
prima e passività meccanica alla seconda, Spinoza si propose di conciliarle in
un'unica sostanza, riprendendo il tema stoico di un Dio immanente alla Natura,
dove tutto avviene secondo necessità. La libera volontà dell'uomo dunque non è
altro che la capacità di accettare la legge universale ineluttabile che domina
l'universo. Leibniz - dipinto di Christoph Bernhard Francke - Herzog Anton
Ulrich-Museum - Braunschweig Leibniz Leibniz accetta l'idea della volontà come
semplice autonomia dell'uomo, ossia accettazione di una legge che egli stesso
riconosce come tale, ma cercando di conciliarla con la concezione cristiana
della libertà individuale e della conseguente responsabilità. Egli ricorse
pertanto al concetto di monade, ossia "centro di forza" dotato di una
propria volontà, che sussiste insieme ad altre infinite monadi, tutte inserite
in un quadro di armonia prestabilita, la quale però non è dominata da una
razionalità rigidamente meccanica. Si tratta di una razionalità superiore,
voluta da Dio per un'esigenza di moralità, da comprendere in un'ottica
finalistica, nella quale anche il male trova la sua giustificazione: come
elemento che nonostante tutto concorre al bene e che all'infinito si risolve in
quest'ultimo. Da Kant a Hegel Kant - Herzog Anton Ulrich-Museum. Per Kant
la volontà è lo strumento che ci permette di agire, obbedendo sia agli
imperativi ipotetici (in vista di un obiettivo), sia a quelli categorici,
dettati unicamente dalla legge morale. Solo nel caso dell’IMPERATIVO CATEGORICO
la volontà è pura, perché in tal caso non comanda alcunché di particolare: essa
è formale, cioè prescrive solo come la volontà debba atteggiarsi, non quali
singoli atti deve compiere. In un mondo
dominato dalle leggi deterministiche della natura (fenomeni), la volontà morale
è ciò che rende possibile la libertà, perché obbedisce ad un comando che essa
stessa si è liberamente dato, non certo in maniera arbitraria, bensì
conformemente alla sua natura razionale (noumeno). Essa però non comanda il bene.
Per Kant l'unica cosa buona è la volontà intrinsecamente buona. Riprendendo il Kant della Critica del
Giudizio, Fichte e Schelling esaltano la volontà come assoluta attività
dell'Io, o dello Spirito, in contrapposizione alla passività del non-io, o
della Natura, nell'ottica però di un rapporto dialettico che si risolve nella
supremazia dell'etica per il primo, o dell'arte per il secondo. Per Hegel invece
un tale rapporto si risolve nella supremazia della Ragione dialettica stessa,
dando adito alle critiche di chi, come Schelling, sostenne l'impossibilità di
ricondurre un libero atto di volontà entro il rigido schema razionale della
dialettica. Schopenhauer e Nietzsche
Schopenhauer - dipinto di Jules Lunteschütz Lo stesso argomento in dettaglio: Pensiero di
Schopenhauer § Il mondo come volontà e Volontà di potenza. Il tema della
volontà è centrale nel pensiero di Schopenhauer, il quale, riprendendo Kant,
sostenne che l'essenza del noumeno è proprio la volontà. In polemica contro
Hegel, secondo Schopenhauer la natura e il mondo non hanno un'origine
razionale, ma nascono da un istinto irrazionale di vita, da una pulsione
informe e incontrollata che è appunto volontà. Non c'è dunque spazio per
l'ottimismo della ragione, dal momento che questa volontà di vivere sfrenata e
arbitraria è causa di sofferenza. Da questa se ne esce attraverso la
sublimazione e la presa di coscienza che il mondo è l'oggettivazione della
volontà, cioè è una mia stessa rappresentazione, fenomenica e illusoria (velo
di Maya): concetto di origine orientale e in parte neoplatonica, che si traduce
nel desiderio della vita stessa (eros) di diventare finalmente consapevole di
sé; questa consapevolezza coincide con l'auto-negazione della volontà e
permette così di uscire dal ciclo insensato dei desideri, morti e
rinascite. A differenza di Schopenhauer,
Nietzsche esaltava questa volontà di vivere sfrenata e irrazionale, ponendo in
primo piano il valore dell'aspetto vitale e "dionisiaco" dell'essere
umano, in contrapposizione a quello riflessivo e "apollineo". Solo
dalla volontà di potenza, cioè dalla volontà che vuole se stessa e il proprio
accrescimento senza sosta, nasce la possibilità infinita del rinnovamento e
della vita. La rigidità della ragione, viceversa, che costringe la realtà
dentro uno schema, è una non-volontà, alleata della morte perché nega la
possibilità del cambiamento che è l'essenza del vivere. La volontà di potenza
pertanto non si afferma come desiderio concreto di uno o più oggetti specifici,
ma come il meccanismo stesso del desiderio nel suo funzionamento incessante:
soffermarsi sulle forme che essa produce sarebbe morire, e quindi deve ogni
volta paradossalmente negarle per potersi riaffermare di nuovo, in una continua
oscillazione. Questioni sociologiche Nel
campo della sociologia, Tönnies ha proposto una «teoria della volontà» che
distingue due diverse forme di volontà: una basata sulla natura, cioè sul
sentimento di appartenenza e sulla partecipazione spontanea alla comunità -- Wesenwillen;
l'altra costruita artificialmente, fondata essenzialmente sulla convenienza e
sullo scambio economico, da cui deriva la moderna società post-industriale – Kürwillen.
Questa concezione sociologica influenzò anche i filosofi Barth, Gusti e Jacoby.
Lessico e modi di dire Frasi fatte e combinazioni di parole di uso
frequente della parola volontà sono: «le ultime volontà», riferita in genere
alle decisioni prese in punto di morte; «volontà di ferro», a indicarne
l'energica fermezza e costanza. Tipica di Vittorio ALFIERI (si veda) è il motto
«volli, sempre volli, fortissimamente volli», con la quale il drammaturgo
settecentesco spronava se stesso a studiare ininterrottamente facendosi legare
alla sedia per poter acquisire una valida cultura classica a partire dai
ventisette anni. Socrate ha espressamente identificato la libertà con
l'enkràteia. Prima di lui la libertà aveva un significato quasi esclusivamente
giuridico e politico; con lui assume il significato morale di dominio della
razionalità sull'animalità. Reale, Il pensiero antico, Vita e Pensiero, Milano.
Tutta la mia attività, lo sapete, è questa: vado in giro cercando di persuadere
giovani e vecchi a non pensare al fisico, al denaro con tanto appassionato
interesse. Oh! pensate piuttosto all'anima: cercate che l'anima possa divenir
buona, perfetta» (cit. da Apologia di Socrate, trad. di Turolla, Milano-Roma. Aristotele, Etica
Nicomachea. IL PORTICO in proposito paragona la relazione uomo-Universo a
quella di un cane legato ad un carro. Il cane ha due possibilità: seguire
armoniosamente la marcia del carro o resisterle. La strada da percorrere sarà
la stessa in entrambi i casi. L'idea centrale di questa metafora è espressa in
modo sintetico e preciso da Seneca, quando sostiene: «Il destino guida chi lo
accetta, e trascina chi è riluttante -- Seneca, Epist. Mathieu, Come leggere
Plotino, Bompiani, Milano. Questo è il senso della celebre affermazione
agostiniana credo ut intelligam, e intelligo ut credam. Agostino si rifaceva in
proposito alle parole di Paolo di Tarso. C'è in me il desiderio del bene, ma
non la capacità di attuarlo; io infatti non compio il bene che voglio, ma il
male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a
farlo, ma il peccato che abita in me. Lettera ai Romani, su laparola. Perone,
Ferretti, Ciancio, Storia del pensiero filosofico, Torino, SEI. Trad. in
Donatella Pagliacci, Volere e amare: Agostino e la conversione del desiderio. Città Nuova. Lutero, De servo arbitrio -- cit.
in Memorie di religione, di morale e di letteratura, Modena. Erasmo da
Rotterdam, De libero arbitrio. In esso, particolarmente incisivo è l'esempio
che Erasmo presenta per supportare la sua soluzione, di un padre e il suo
figliolo che vuole cogliere un frutto. Il padre alza nelle sue braccia il
figlio che ancora non sa camminare, che cade e che fa degli sforzi disordinati;
gli mostra un frutto posato davanti a lui; il bambino vuole correre a
prenderlo, ma la sua debolezza è tale che cadrebbe se il padre non lo
sostenesse e guidasse. È quindi solo grazie alla conduzione del padre (la
Grazia di Dio) che il bambino arriva al frutto che sempre suo padre gli offre;
ma il bambino non sarebbe riuscito ad alzarsi se il padre non l'avesse
sostenuto, non avrebbe visto il frutto se il padre non glielo avesse mostrato,
non sarebbe potuto avanzare senza la guida del padre, non avrebbe potuto
prendere il frutto se il padre non glielo avesse concesso. Cosa potrà arrogarsi
il bambino come sua autonoma azione? Malgrado nulla avrebbe potuto compiere con
le sue forze senza la Grazia, ciò nonostante ha pur fatto qualcosa. Cartesio,
Principia. Spinoza, Ethica. Egli sostenne infatti che «quando si discute
intorno alla libertà del volere o del libero arbitrio, non si domanda se l'uomo
possa far ciò che vuole, bensì se nella sua volontà vi sia sufficiente
indipendenza -- Leibniz, Nuovi saggi. Schelling, Filosofia della rivelazione. Tönnies,
Gemeinschaft und Gesellschaft. Abhandlung des Communismus und des Socialismus
als empirischer Culturformen; Gemeinschaft und Gesellschaft. Grundbegriffe der
reinen Soziologie, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt, Dizionario
dei modi di dire, Hoepli editore.Espressione tratta dalla Lettera responsiva a
Ranieri de' Calsabigi, scritta da Alfieri. Alfieri, cur. Bartolucci. Brianese,
La volontà di potenza di Nietzsche e il problema filosofico del superuomo,
Paravia, Costa, La paideia della volontà. Una lettura della dottrina filosofica
di Epitteto, Anicia, Dorschel, The Authority of Will, in "The
Philosophical Forum", Horn, L'arte della vita nell'antichità. Felicità e
morale da Socrate ai neoplatonici, a cura di E. Spinelli, Carocci, Manca, Il
primato della volontà in Agostino e Massimo il Confessore, Armando, Müller,
Volontà di potenza e nichilismo. Nietzsche e Heidegger, a cura di C. La Rocca,
Parnaso; Nietzsche, La volontà di potenza. Scritti postumi per un progetto, a
cura di G. Raio, Newton et Compton, Pagliacci, Volere e amare: Agostino e la conversione
del desiderio, Città Nuova; Ricoeur, Filosofia della volontà, a cura di M.
Bonato, Marietti; Schopenhauer, Il primato della volontà, a cura di G.
Gurisatti, Adelphi; Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, a
cura di A. Vigliani, Mondadori; Schopenhauer, Sulla volontà nella natura, BUR
Rizzoli; SEVERINO (si veda), Verità, volontà, destino, Mimesis; Severino, La
buona fede. Sui fondamenti della morale, BUR Rizzoli; Vecchio, Volontà e
essere. Saggio di filosofia prima, Gangemi, Voci correlate Desiderio
(filosofia) Elicito Etica Libero arbitrio Volontà di potenza -- lemma di
dizionario «volontà» -- volontà, in Dizionario di filosofia, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, will, su Enciclopedia Britannica. Filosofia
Psicologia Sociologia Categorie: Etica Concetti e principi filosofici. Giuseppe
Zamboni. Keywords: psicologia del volere, volere, l’io, sopra-sensibile,
volere, volizione, volitum – the will -- Refs.: H. P. Grice, “Gnoseologia,” The
Grice Papers, BANC MSS 90/135c, Bancroft, University of California, Berkeley.
Luigi Speranza, “Grice e Zamboni, L’io,” The Swimming-Pool Library, Villa
Speranza, Liguria. Zamboni.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Zanini:
la ragione conversazionale e la simpatia
conversazionale – la scuola di Legnano – filosofia lombarda -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Legnano).
Keywords: simpatia, empatia, impassibile, impatetico, impassionato,
compassionato. Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Legnano, Lombardia. Essential
Italian philosopher. Grice: “If Z. likes Smith for his ‘etica della simpatia,’
I happen to prefer Englishman Butler, for his sermons on self-love and
benevolence!” -- Grice: “There are some resemblances between what Zanini
intelligently calls “the rhetorics, sic in plural, of truth, and my idea of
theoretical argument as a sort of deep-down practical argument.” Filosofo italiano. Si laurea in filosofia a Padova
con CURI -- si veda: Luigi Speranza, “GRICE E CURI”. Borsista presso la Fondazione Einaudi di Torino,
ove studia con LOMBARDINI. Insegna filosofia a Le Marche. I suoi saggi sono
indirizzati, in particolare, al rapporto tra filosofia politica e filosofia
dell’economia. È tra i principali interpreti di Smith e di Schumpeter. Saggi
principali: Filosofie del soggetto: soggettività e costituzione, Palma, Palermo;
Keynes: una provocazione metodologica, Bertani, Verona; Schumpeter impolitico, Istituto
della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma; Il moderno come residuo: lemmi, Pellicani,
Roma; Genesi imperfetta: il governo delle passioni in Smith, Giappichelli,
Torino; Modernità e nomadismo, Calusca, Padova; Smith: economia, morale, diritto,
Mondadori, Milano; Liberilibri, Macerata; Macchine di pensiero: Schumpeter,
Keynes, Marx, Ombre corte, Verona; Schumpeter, Mondadori, Milano; Lessico
postfordista, Feltrinelli, Milano; Retoriche della verità. Stupore ed evento, Mimesis,
Milano; Filosofia economica. Fondamenti economici e categorie politiche, Bollati,
Torino; L'ordine del DISCORSO economico. LINGUAGGIO delle ricchezze e pratiche
di governo, Ombre corte, Verona; Schumpeter: principi e forme delle scienze
sociali, Mulino, Bologna; Negri, Una traccia; Belfagor”, Garin, L'etica della
simpatia; L'indice; Salanti, L'economia politica come critica della società, note
sparse; Filosofia economia. Fondamenti economici e categorie politiche,
Quaderni del Dipartimento di Ingegneria gestionale, Bergamo. Caruso, Alla
ricerca della filosofia economica, Storia del pensiero economico, Fumagalli,
Sfera politica e sfera economica: un difficile rapporto. A proposito di
"Filosofia economica" “Economia
politica.” MLOL, Horizons Radio Radicale, univpm. Sito italiano per la
filosofia, su swif. Intervista su
Schumpeter. Video Mediaset, Legnago. Sympathy, di Brown. La simpatia, nell’uso
comune, indica un'inclinazione positiva verso un'ALTRA PERSONA, o più in
generale rispetto a un concetto o un'idea -- συν-πάσχω, letteralmente, patire
insieme, provare emozioni con.. Nel suo significato etimologico il termine
indica quindi un sentimento di partecipazione alle emozioni altrui, siano esse
positive o negative. Lo stato psicologico della simpatia ha tratti in comune
con quello dell'empatia, ma anche divergenti. Empatia e l’abilità di percepire
e sentire direttamente ed in modo esperienziale le emozioni di un'altra persona
così come lei le sente, indipendentemente dalla condivisione della sua visione
della realtà. Simpatia e la percezione di situazioni in maniera simile ad
un'altra persona. Questo quindi implica preoccupazione, partecipazione, o
desiderio di alleviare i sentimenti negativi che l'altro sta provando. Per
questo è possibile provare SIMPATIA, MA NON EMPATIA, quando si sente
internamente la voglia di AIUTARLO, ma non proviamo in modo diretto ed
interiore il suo sentimento di dolore (empatia). C’e empatia e simpatia quando
si percepiscono i sentimenti dell'altra persona (empatia) e si sente la voglia
di AIUTARLA. Costellazioni dell'emisfero
celeste settentrionale raffigurate come esseri senzienti in un gigantesco
zodiaco, ovvero giro degli animali (da Harmonia Macrocosmica di Cellarius. Magia
simpatica. Nella filosofia antica, la simpatia, «sentire assieme», venne intesa
non solo come un sentimento umano di natura psichica o emotiva, ma come una
forza cosmica, capace di pervadere ogni creatura e persino gl’elementi fisici.
Alla base di questa forza vi era secondo IL PORTICO una concordanza occulta fra
i vari aspetti della realtà, dovuta alla penetrazione universale dello stesso
Logos-Fuoco, principio di coesione, di movimento, e di vita. Come in un
gigantesco organismo vivente, abitato da una sola grande anima, le varie parti
dell'universo comunicavano tra loro vibrando all'unisono, attraversati dal
medesimo respiro o soffio spirituale, pneuma, che crea quella interdipendenza
in virtù della quale ogni singolo accadimento si ripercuoteva su ogni altra
regione del mondo. Simpatia e quindi il
riverbero o l'influenza che un punto colpito da un evento esercita su un altro
situato anche a distanza. L'uomo
zodiacale in un manoscritto medico che illustra le relazioni di simpatia dei
vari organi con le corrispondenti entità del macrocosmo. Supponendo che la
natura formi un tutto ben collegato e coerente che l'intero universo sia uno IL
PORTICO ha raccolto più di un esempio a sostegno di questa tesi. Se si toccano
le corde di una lira, le altre corde risuonano. Le ostriche e tutte le
conchiglie crescono e si restringono di volume insieme alle fasi della Luna. Il
flusso e il riflusso delle maree sono controllati dai moti lunari-- CICERONE,
De divinatione. Secondo Plotino la simpatia è come una singola corda tesa che,
toccata a un'estremità, trasmette il movimento all'altra estremità. Il termine
puo estendersi all'animismo come nell'occultista Bolo di Mende, il quale parla
di consonanze astrologiche, misteriosofiche e alchimistiche tra oggetti
inanimati ed esseri viventi. Nel
Rinascimento l'argomento e affrontato da diversi filosofi, tra cui FICINO (si
veda), Paracelso, CARDANO (si veda), CAMPANELLA (si veda), e PORTA (si veda),
che concepivano un universo animato da reciproche simpatie e antipatie. Essi
traduceno operativamente questa teoria nella pratica della magia naturale,
basata in gran parte sui fenomeni simpatetici. I maggiori teorici del fenomeno della simpatia,
sebbene limitata all'ambito sentimentale dell'essere umano, sono Hume, Smith, e
Scheler. Un ritorno alla concezione cosmica della simpatia si è avuto in
seguito in Schopenhauer, che parla di Mitleid ossia di compassione morale per
la sofferenza altrui, e nella filosofia antroposofica, per la quale la simpatia
compenetra la vita soggettiva dell'anima con sentimenti di attrazione, anti-tetici
a quelli di repulsione che invece rendono possibile il distacco proprio della
conoscenza oggettiva. Simpatia, su treccani; Zapelli, Simpatia, antipatia,
empatia: la regia del pathos, su else-where.it. Empatia, simpatia, contagio
emotivo: le differenze, su tesionline. Festugière, La Révélation d'Hermès
Trismégiste. Plotino, Enneadi; Compagni, La magia naturale: il contributo
italiano alla storia del Pensiero, treccani; Ernst, Il Rinascimento: magia e
astrologia, su treccani, Enciclopedia Treccani - Storia della Scienza; Calogero,
Simpatia, su treccani, Enciclopedia
Italiana. Le forze della simpatia sono poste così in relazione con quelle del
volere, e dell'antipatia con quelle del pensare, cfr. Simpatia-volere;
antipatia-pensare, su anthropos conosci te stesso. Hume, Trattato sulla natura
umana, Bompiani, Milano; Scheler, Essenza e forme della simpatia, Angeli, Milano.
Antipatia Compassione (filosofia) Empatia Intelligenza emotiva Magia simpatica
Polvere di simpatia Similia similibus curantur Sincronicità Sistema simpatico
-- il lemma di dizionario «simpatia» Antropologia Filosofia Psicologia
Categorie: Concetti e principi filosofici Emozioni e sentimenti Magia. Adelfino
Zanini. Keyword: etica della simpatia, simpatia, empatia, impassibile, non
passibile, impatetico, impassionato, compassione --. Refs.: Luigi Speranza, “Grice
and Zanini: the rhetorics of truth,” The Swimming-Pool Library, Villa Grice,
Liguria, Italia; H. P. Grice, “Zanini,” The Grice Papers, BANC MSS 90/135c, University
of California, Berkeley. Zanini.
Luigi Speranza – GRICE ITALO!; ossia, Grice e Zanotti:
la ragione conversazionale e la forza
viva – la scuola di Bologna – filosofia bolognese –filosofia emiliana -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Bologna).
Keywords: forza viva. Filosofo bolognese. Filosofo emiliano. Filosofo italiano.
Bologna, Emilia – Romagna. Saggi: Della forza dei corpi che chiamiamo la forza viva,
Filosofia morale; De viribus centralibus, Bononiae, Lelio dalla Volpe; Ragionamento
sopra la filosofia, Paradossi, Epistolario. Grice: “Z.’s point is conceptual. We call a body
animated. Suppose the king dies – his corpse is that of a dead animal. But is a
dead animal an animal? The whole point of calling an animal ‘animal’ is that
his body is self-animated – i. e. self-moves, as a plant does. Plants,
remember, are alive and animal at heart! Now Z. goes one step further. Instead
of sticking with verbs (‘she walks in beauty like the night’) he goes to render
the thing abstract into what he calls ‘forza’ – so we had to get rid of the
spirit or animus or inspiration. Now we have the élan or ‘vital force’. ‘Forza’
rings the wrong bells, since there is nothing forceful about it. James famously
said to a chair, ‘Move towards me’. ‘I fail.’ While one can animate one’s own
body when one is alive, one cannot animate any other body – Shelley
notwithstanding!” Slancio vitale è un'espressione nota
soprattutto nell'ambito della filosofia francese l’élan vital, di solito usata
nella parapsicologia, nella new Age, nella scienze spirituali e filosofiche e
nella correnti artistiche del dadaismo e del fauvismo. Nella filosofia antica di
Posidonio si ipotizza il concetto di una sorta di forza vitale, ritenuta come
emanata dal sole verso tutte le creature viventi sulla superficie terrestre.
Nelle filosofie orientali si teorizza il ki -- un concetto delle energie
fondamentali dell'universo, di cui fanno parte la natura e le funzioni della
mente umana -- e la kundalini -- un'energia residuale della creazione, meglio
nota come ‘shakti’ che si trova in ogni essere umano. In particolare ‘kundalini’
corrisponde alla forza generativa in contrapposizione alle altre due forme di
energia tradizionali cioè ‘prana’ o energia vitale, e ‘fohat,’ o energia di
movimento. In Occidente la teoria dello
slancio vitale appartiene propriamente alle filosofie vitalistiche sviluppatesi
in opposizione al positivismo e all'idealismo ai quali si rimprovera di aver
ridotto la filosofia ad una riflessione astratta sulla realtà della vita che
dove invece essere definita tornando alla concretezza. Schopenhauer accentra la sua filosofia sulla
volontà di VIVERE, concetto alla base di fenomeni biologici e spirituali che hanno
come loro essenza una forza IRRAZIONALE e cieca che rende vano ogni tentativo
degl’uomini di dare senso e direzione alla loro stessa esistenza.
Contrariamente alla visione pessimista di Schopenhauer, Nietzsche, pur
riconoscendo L’IMPOSSIBILITA DI RAZIONALIZZARE l'esistenza, come e avvenuto da
Socrate in poi, con il risultato di far cadere l'uomo in un rinunciatario
nichilismo, tuttavia profetizza l'avvento di un oltre-uomo capace di accettare
e superare il dolore dell'esistenza ricorrendo alle sue terrestri forze vitali.
L'espressione "slancio vitale" è stata usata specificatamente da Bergson
nel suo Evoluzione creatrice, in cui
affronta la questione della auto-organizzazione e della morfogenesi spontanea
di tutte le cose della natura. Secondo Bergson vi è una continua
differenziazione nello sviluppo della VITA in varie direttrici evolutive, per
esempio lungo la linea organico-inorganico, che spiega l'evoluzione delle forme
viventi. Quando siamo bambini, spiega Bergson, il nostro futuro sviluppo è
caratterizzato da un numero imprecisato di tendenze. Pensiamo di volta in
volta, mentre cresciamo, che faremo il pompiere, il giornalista,
l'esploratore..ecc, ma poi alla fine una sola di queste strade diverrà reale.
Nella natura avviene altrettanto. All'inizio si dipanano molte vie evolutive,
alcune di queste si bloccano, e altre invece proseguono, e la forza vitale, la
spinta creatrice che e nella linea di sviluppo che si è fermata, prosegue,
confluisce e dà forza alle linee che continuano ad evolversi con uno slancio
vitale. È come dire che, dalle scimmie antropomorfe, lo SCIMPANZE [H. P. GRICE,
“READ ‘CHIMP’ LIT.”] rappresenta una linea evolutiva che, all'inizio, continua la
sua evoluzione, che poi si è fermata, mentre lo slancio vitale prosegue in
un'altra direzione che porta all'Homo sapiens. Inizialmente, nell'ambiente
letterario e para-scientifico dei salotti francesi e ipotizzato che l'energia
vitale degl’esseri viventi, vegetali e animali, potesse essere tradotta e
misurata come fosse energia elettrica, orgonica, prendendo spunto dal concetto
bergsoniano di corrente di vita Pur
confermando scientificamente una minima attività bio-elettrica di tutti gl’organismi
viventi, Huxley successivamente ne smente l'analogia con l'élan vital, usando
quest'ultimo termine, energia vitale, in un uso più metaforico. L'effetto più clamoroso della teoria dello
slancio vitale si ha nel campo artistico dove venne ripresa l'idea bergsoniana
che l'uomo dove fare della propria vita una creazione estetica. Le avanguardie
moderne come il dadaismo fanno proprio questo progetto tentando di superare la
distinzione tra l'opera artistica e il suo creatore esprimendo così nell'arte
la loro naturale gioia di vivere (bonheur de vivre). Anche l'espressionismo
risentì di questo aspetto del pensiero di Bergson. Nicola, Atlante illustrato
di Filosofia, Giunti. Un'espressione simile, ‘vital force,’ si ritrova in
Emerson. Fornero, Salvatore Tassinari, Le filosofie, Pearson Italia. Voci
correlate: aura (paranormale) Bergson Ki (filosofia) Kundalini Orgone Vitalismo,
élan vital, su Enciclopedia Britannica. Portale Filosofia: accedi alle voci di
Wikipedia che trattano di Filosofia Categoria: Concetti e principi filosofici. Keywords: forza viva. Refs.: H.
P. Grice, “Zanotti and me,” The Grice Papers, BANC MSS 90/135c, The Bancroft
Library, The University of California, Berkeley. Luigi Speranza, “Grice e Zanotti: la forza viva,” The
Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria. Zanotti.


No comments:
Post a Comment