Grice e Rufo. (n. Roma) PUBLIO RUTILIO RUFO Scolaro di
Panezio di Rodi, Publio Rutilio Rufo combatte sotto Numanzia agli ordini di
Scipione come "tribunus militum" ed e pretore urbano. Al pari di
Mario, Spurio Mummio segue come legato Quinto Metello nella guerra contro
Giugurta.Quando Mario, quale console, assunse il comando dell’esercito, Spurio
Mummio ritorna a Roma. Console, Spurio Mummio segue l’amico Marco Scevola
l’Augure nel suo proconsolato d’Asia.Condannato ingiustamente per accuse di
nemici che si e procurato con la sua rigida onestà, Spurio Mummio visse da
prima a Mitilene e poi a Smirne, e rifiuta l'invito di Silla di accompagnarlo a
Roma.Cicerone conosce Spurio Mummio a Smirne.A Smirne, Spurio Mummio scrive un
"De vita sua" e una storia di Roma. E oratore (e i suoi discorsi
hanno per la loro aridità impronta stoica) e coltiva gli studi giuridici. Publio
Rutilio Rufomilitari romani e politici romani. Publio Rutilio Rufo Console
della Repubblica romana Nome originale: Publius Rutilius Rufus Nascita: Roma Morte: Smirne Gens: Rutilia Consolato. Publio Rutilio Rufo (in latino: Publius Rutilius Rufus;
Roma, Smirne) è un militare, politico e storico romano. Comincia la sua
carriera militare nel 134 a.C., al seguito di Scipione Africano minore, nella
guerra in Spagna. Rufo fu legato di Quinto Cecilio Metello Numidico, proprio
nel corso della guerra contro Giugurta, durante la quale, fra i sottoposti di
Metello, vi era anche Gaio Mario. Si distinse nella battaglia del Muthul, nel
corso della quale fronteggiò un attacco di Bomilcare e organizzò la cattura o
il ferimento della maggior parte degli elefanti da guerra numidici. Venne
eletto console, avendo come collega Gneo Mallio Massimo, il quale arrivò
secondo all'elezione. Le sue iniziative principali riguardarono la disciplina
militare e l'introduzione di un migliore sistema di addestramento delle
truppe. In seguito servì come Legato di Quinto Mucio Scevola, governatore
della provincia d'Asia. Aiutando il suo superiore nei suoi sforzi di proteggere
i provinciali dalle malversazioni dei pubblicani, Rufo si guadagna l'inimicizia
dell'ordine equestre, al quale i pubblicani appunto appartenevano. Venne citato
in giudizio con la grave accusa di estorsione ai danni di quegli stessi
provinciali che lui aveva fatto tutto il possibile per proteggere. L'accusa era
sfacciatamente falsa ma, poiché le giurie della quaestio de repetundis (il
tribunale preposto al giudizio dei governatori e amministratori provinciali
accusati di ruberie) a quel tempo erano scelte fra i cavalieri, la sua condanna
era cosa certa, a causa del risentimento che essi provavano per lui. Rufo e
difeso da suo nipote Gaio Aurelio Cotta e accetta il verdetto con la
rassegnazione che si addiceva a uno stoico e allievo di Panezio quale era
lui. Rufo si ritira a vita privata dapprima a Mitilene e poi a Smirne,
dove trascorse il resto della sua vita (forse un atto di sfida nei confronti
dei suoi persecutori: egli fu infatti accolto con tutti gli onori nella
medesima città nella quale, secondo i suoi accusatori, si era comportato da
funzionario corrotto), e dove Cicerone lo incontrò non più tardi. Sebbene
invitato da Lucio Cornelio Silla a fare ritorno a Roma, Rufo declina
l'invito. Durante il suo soggiorno a Smirne, Rufo scrive la propria
autobiografia e una storia di Roma. Rufo aveva infatti una profonda conoscenza
della letteratura ma anche del diritto, e scrive dei trattati giuridici, dei
quali alcuni frammenti sono citati nel “Digesto.” Altri progetti Collabora a
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Collegamenti esterni Rutìlio Rufo, Publio, su Treccani.it – Enciclopedie on
line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata Arnaldo Momigliano,
RUTILIO RUFO, Publio, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana, 1936. Modifica su Wikidata Rutilio Rufo, Publio, in Dizionario di
storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. Modifica su Wikidata Rutìlio
Rufo, Pùblio, su sapere.it, De Agostini. Modifica su Wikidata (EN) Publius
Rutilius Rufus / Rutilius Rufus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia
Britannica, Inc. Modifica su Wikidata (LA) Opere di Publio Rutilio Rufo, su PHI
Latin Texts, Packard Humanities Institute. Modifica su Wikidata PredecessoreConsole romanoSuccessoreQuinto Servilio Cepione e Gaio Atilio Serrano(105 a.C.) con Gneo Mallio MassimoGaio Flavio Fimbria e Gaio Mario IIV · D · M Storici romani Controllo di autoritàVIAF (EN) 51581927 · ISNI (EN) 0000 0000 4939 0741 · CERL cnp00138361 ·
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Categorie: Militari romaniPolitici romani del II secolo a.C.Storici
romaniMilitari del II secolo a.C.Storici del II secolo a.C.Nati nel 154
a.C.Morti nel 78 a.C.Nati a RomaMorti a SmirneConsoli repubblicani
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