Catalogue Raisonné of J. L.
Speranza’s Publications – H. P. Grice e J. L. Speranza: La Conversazione – I
Verbali: Sas
Speranza, J. L. (n. d.). ‘H. P.
Grice e J. L. Speranza: La Conversazione – I Verbali: Sasso – Ossia: Grice e
Sasso: la ragione conversazionale da Crotone a Velia – la potenza e il atto in
Gentile – Gentile megarico -- Lucrezio e Machiavelli – allegoria e simbolo in
Vico. Note sul Machiavelli. Il Gruppo di Gioco di H. P.
Grice Gennaro Sasso (Roma, Lazio): la ragione conversazionale da Crotone a
Velia – Both Grice and Gennaro Sasso approach meaning as something governed by
reason, but they situate that governance at very different philosophical
levels: for Grice, reason is immanent to ordinary conversation, realized
through the speaker’s intentions and the cooperative norms that regulate what
is explicitly said and implicitly conveyed, whereas for Sasso reason is a
historical–ontological power that unfolds across traditions, from Eleatic and
Pythagorean thought through Gentile’s distinction between potenza and atto and
down into Machiavelli, Vico, and Lucretius, where symbol, allegory, and
political judgment register the work of reason in culture rather than in
dialogue. Grice’s theory of conversational meaning is anti-metaphysical in
method but not in ambition: it explains how rationality operates locally, at
the level of linguistic exchange, by diagnosing precisely the slippages that
Sasso worries about at the level of conceptual history—above all the confusion
between the actual and the everyday “attuale,” or between the possible, the
probable, and the desirable. Sasso treats those slippages as symptoms of deeper
failures to keep act and potential distinct within a tradition of thought,
while Grice treats them as conversational malfunctions, detectable through
implicature, cancellation, and tests of coherence. Where Sasso reconstructs
reason as a long dialectical journey from Crotone to Velia and back through
Italian idealism, Grice reconstructs it as a set of norm-sensitive practices
that allow speakers to mean more than they say without collapsing logic into
rhetoric; the difference is scale and genealogy, not subject matter, since both
ultimately see reason as something that must be exercised, disciplined, and
guarded against lexical or conceptual tricks that let words do ideological work
while pretending to be neutral concepts. -- la potenza e il atto in Gentile –
Gentile megarico -- Lucrezio e Machiavelli – allegoria e simbolo in Vico
–Grice: Studia a Roma. Si laurea sotto ANTONI e CHABOD con
Machiavelli. Studia con CARABELLESE, RUGGIERO, SCARAVELLI, NARDI, PETTAZZONI,
SAPEGNO, GABETTI, PERROTTA, E SANCTIS. Insegna ad Urbino e Roma. Studia
l’idealismo italiano (CROCE) e MACHIAVELLI. Si occupa di ontologia, ALIGHERI,
Platone, Polibio, LUCREZIO, GUICCIARDINI, Shakespeare e Mann. Presidente della
"Fondazione GENTILE", Lincei. Altri saggi: “Machiavelli e Borgia.
Storia di un giudizio” “Machiavelli” (Napoli, Morano); “La storia della
filosofia” “La ricerca della dialettica” (Napoli, Morano); “Lucrezio: progresso
e morte” (Bologna, Mulino); “L'illusione della dialettica” (Roma, Ateneo);
“Guicciardini” (Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma); “Essere e
negazione, Napoli, Morano); “Machiavelli e gl’antichi” (Milano, Ricciardi);
“Tramonto di un mito: l'idea di progresso” (Bologna, Mulino); Per invigilare me
stesso. I Taccuini di lavoro di Croce, Bologna, Mulino); “L'essere e le
differenze nel "Sofista” (Bologna, Il Mulino); “Variazioni sulla storia di
una rivista italiana: "La Cultura"; Mulino); “Machiavelli, Bologna,
Il Mulino, Comprende: Il pensiero politico, Napoli, IISS, Bologna, Mulino,
Premio Viareggio di Saggistica, La storiografia. La fedeltà e l'esperimento,
Scarpelli, Trincia e Visentin interrogano S.; Filosofia e idealismo, Napoli,
Bibliopolis, Comprende: Croce, Gentile, Ruggiero, Calogero, Scaravelli,
Paralipomeni, Secondi paralipomeni, Ultimi paralipomeni, Tempo, evento,
divenire” (Bologna, Il Mulino); “Gentile: La potenza e l'atto” (Firenze, La Nuova
Italia); Le due Italie di Gentile, Bologna, Il Mulino); Potenza ed atto in
Gentile – Lucrezio in Macchiavelli, Lucrezio, simbolo ed allegoria in Vico, la
scuola di Velia, veliati, veliani, parmenide, scuola di Crotone. Grice: Caro Sasso, tu vieni da Crotone e
arrivi fino a Velia, passando per Gentile e tornando a Machiavelli come se
fosse una passeggiata: io, da Vadum Boum, mi perdo già al primo “atto”. Sasso:
Grice, è una passeggiata solo se non confondi mai potenza e atto. E soprattutto
se non scambi l’“attuale” con l’“attuale” di tutti i giorni: lì cominciano i
malintesi. Grice: Appunto. Quando sento dire “ciò che è attuale non è
possibile” (sic), mi viene da chiedermi se stiamo facendo ontologia o solo
ginnastica di parole: a me sembra quasi un non-senso, come se “attuale” fosse
diventato un lasciapassare per dire il contrario di qualunque cosa. E poi, in
certi discorsi, “possibile” finisce per suonare come “desiderabile”, e allora
il lessico fa il trucco… e la logica paga il conto. Sasso: La tua implicatura è
davvero quasi attuale (sic, in gergo), Grice. E sì: hai ragione a sospettare lo
slittamento tra possibile, probabile e desiderabile. Se vuoi metterla in forma
“da seminarista di Vadum Boum”, pensa al quadrato delle opposizioni dei modali:
necessario / impossibile e, dall’altro lato, possibile / non-necessario (cioè
“contingente”). Molti credono di muoversi tra possibilità e necessità, ma in
realtà stanno barattando la possibilità con la preferenza. E lì l’“attuale”
diventa una parola d’ordine, non un concetto. Sasso, Gennaro (1950).
Machiavelli. Sotto Antoni e Chabod – Roma.


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