Grice ed Infantino: l'implicatura conversazionale -- la diada conversazionale – il rischio dei solidali -- filosofia italiana – Luigi
Speranza (Gioia
Tauro). Filosofo. Grice:
“I like Infantino: for one, he prefaced an essay on ‘the perils of solidarity,’
which is all my conversational pragmatics is about!” Insegna a Roma. La sua filosofia
si svolge infatti nel solco tracciato da
Hayek che coniuga le acquisizioni di Mandeville e dei moralisti scozzesi
con quelle della Scuola Austriaca di Economia. Cura Menger, Boehm-Bawerk,
Mises e Hayek. Pubblica “L’ordine senza piano: le ragioni dell’individualismo
metodologico” (Roma, NIS) “Ignoranza e libertà” (Soveria Manneli, Rubbetino); “Individualismo,
mercato e storia delle idee”; “Potere. La dimensione politica dell’azione
umana” (Soveria Manneli, Rubbettino). Vede nelle conseguenze inintenzionali
delle azioni umane intenzionali l’oggetto delle scienze sociali, che vengono in
tal modo affrancate da qualsiasi psicologismo. È il tema sollevato da
Mandeville e dai moralisti scozzesi, ripreso poi con forza da Menger e Hayek.
Non sono le intenzioni dei singoli (o quelli che sono stati infelicemente
chiamati “spiriti animali”) a spiegare i fenomeni sociali. Occorre piuttosto
individuare le condizioni che rendono possibile o impossibile un dato evento.
Tale tradizione di ricerca ha come suo presupposto il riconoscimento
dell’ignoranza e della fallibilità umane. Da cui discende l’abbattimento del
mito del “Grande Legislatore”, il cui posto viene occupato dal processo
sociale, cioè dalla co-operazione volontaria. Questa costituisce un
procedimento di esplorazione dell’ignoto e di correzione degli errori. Ed è su
tale teoria della società che Infantino si muove per spiegare il fenomeno del
potere, da lui studiato come potere infra-sociale, derivante cioè dall’inter-azione,
e il potere pubblico, ossia il potere d’intervento dello Stato nella vita
sociale. La competizione minimizza il potere infra-sociale, perché non c’è un
unico agente che offre o un unico agente che richiede. Il potere pubblico si
minimizza o si limita, attribuendo allo Stato un’esclusiva funzione di servizio
nei confronti della cooperazione sociale volontaria. Pubblicato “Cercatori di
Libertà” (Soveria Mannelli, Rubbettino, ), in cui è ospitato un suo scritto che
ha fatto da introduzione a “A proposito di Rousseau”, dedicato da Hume alla
rottura dei suoi rapporti con Rousseau. Gli altri saggi della raccolta si
occupano di Constant, Mises, Hayek (Luigi Einaudi). Cubeddu e Reichlin hanno curato “Individuo, liberta, e
potere: studi in onore di Infantino” (Rubbettino Editore) di scritti in suo
onore, a cui hanno contribuito numerosi studiosi di ispirazione
liberale. Altre opera: Sociologia dell'imperialismo: interpretazioni
liberali, Milano, FrancoAngeli); “Dall'utopia al totalitarismo: Marx, Dio e
l'impossibile, Roma, Borla); “La societa aperta, Roma, Quaderni del Centro di
metodologia delle scienze socialiLUISS Guido Carli; “Metodo e mercato, Soveria
Mannelli, Rubbettino); “Destra: una parola ormai inutile” Soveria Mannelli,
Rubbettino); “Scuola austriaca di economia: album di famiglia, Soveria
Mannelli, Rubbettino); “Le ragioni degli sconfitti: nella lotta per la scuola
libera, Roma, Armando); “Le scienze sociali” (Soveria Mannelli, Rubbettino); “Individualismo,
mercato e storia delle idee, Soveria Mannelli, Rubbettino); “Idee di libertà.
Economia, diritto, società” (Soveria Mannelli, Rubbettino); Cercatori di
libertà, Soveria Mannelli, Rubbettino);Potere: la dimensione politica
dell'azione umana, Rubbettino, Soveria Mannelli.Grice: “Pure il nostgro piu
spontaneo desiderio di aiutare gli altri “esige un patto anticipato fra almeno
due persone”, chi propone e chi accetta. Come avviene in ogni altro rapport
intersoggetivo, amicia e amore compresi, c’e nella solidarieta uno ‘scambio,’
in cui devono essere presenti la disponibilita a dare e la disponsibilita a
ricevere. Étymol. et Hist. 1. 1584 dr. obligation solidaire (J. Duret,
Commentaire aux coustumes du duché de Bourbonnois, § 35, p. 274); 2. id. « se
dit des personnes liées par un acte solidaire »
« se dit des personnes qui ont une communauté d'intérêts ou de
responsabilités » (Caylus, Œuvres badines, X, 41); 4. 1834 « se dit des choses
qui dépendent l'une de l'autre » (Béranger, Acad. et Cav. ds Littré); 5.1861
mécan. « se dit des pièces d'un engrenage dont le fonctionnement est lié » (M.
Cournot, Traité de l'enchaînement des idées fondamentales dans les sc. et dans
l'hist., t. 1, p. 80). Dér. de solide*; suff. -aire1*, pour rendre compte du
lat. jur. in solidum « pour le tout », « solidairement ». Fréq. abs.
littér.: 436. Fréq. rel. littér.:xixes.: a) 358, b) 277; xxes.: a) 947, b) 829.
Società di mutuo soccorso associazioni di lavoratori sorte per sopperire alle
carenze dello stato sociale Lingua Segui Modifica Le Società operaie di
mutuo soccorso (SOMS) sono associazioni, nate in Italia intorno alla seconda
metà dell'XIX secolo. Pozzo (1835 - 1898), pioniere del mutualismo
italiano Targa della SOMS sull'esterno della sede ad Arquata Scrivia Le
forme originarie videro la luce per sopperire alle carenze dello stato sociale
ed aiutare così i lavoratori a darsi un primo apparato di difesa, trasferendo
il rischio di eventi dannosi (come gli incidenti sul lavoro, la malattia o la
perdita del posto di lavoro). StoriaModifica Magnifying glass icon
mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dello stato sociale in Italia:
l'età liberale (1861-1921). Le SOMS nacquero come esperienze di associazionismo
e mutualità, coeve alla protoindustria, per rispondere alla necessità di forme
di autodifesa del mondo del lavoro. Dopo l'ondata rivoluzionaria del 1848 la
loro diffusione subisce un notevole incremento grazie alla concessione di
costituzioni liberali negli antichi Stati italiani. Prima di tale data la
libertà di associazione era fortemente limitata ed ostacolata dagli ordinamenti
nati nel clima poliziesco della Restaurazione.[1] Il funzionamento delle SOMS
venne regolato con la legge. Moricci, L'artigiano cieco e la sua famiglia,
1851[2] All'epoca della I Internazionale (1864), erano già sorte le prime
Società di Mutuo Soccorso o di mutuo appoggio, nate con lo scopo di darsi
solidarietà e/o chiedere aiuto ad altri ceti sociali. L'"età d'oro"
delle società di mutuo soccorso è nei due decenni tra il 1860 e il 1880. In
particolare, nel periodo dal 1871 al 1893, le Società si unirono tra loro nel
Patto di fratellanza, di ispirazione mazziniana e saffiana.
Successivamente a questo tipo di esperienza che alcuni (tra i quali Bakunin)
consideravano paternalistica, si affiancarono altri tipi di organizzazione di
lavoratori che sostituirono alla concezione mutualistica e solidaristica quella
sindacale e partitica. Le società di mutuo soccorso continuarono tuttavia ad
espandersi sia come numero di associazioni (che toccò il picco di 6722 nel
1894)[3]che di associati (il culmine è nel 1904 con 926.000 soci)[4]. Le
società di mutuo soccorso svolgono un grande ruolo agli esordi delle prime
organizzazioni sindacali. Nel 1891 saranno le SOMS a creare la Camera del
Lavoro di Torino. A Milano il 2 e il 3 agosto 1891, si radunarono i delegati di
450 Società Operaie di Mutuo Soccorso che decisero di costituire sindacati di
categoria riuniti in Camere del Lavoro.[7] Il biennio 1898-99Modifica Il
1898 fu in Italia l'anno di una grave crisi politica sfociata in una sommossa
in molte città d'Italia, in particolare Milano. La reazione governativa fu
particolarmente pesante, furono sciolte molte organizzazioni socialiste[8] e
quelle cattoliche facenti capo all'Opera dei congressi[9][10] Il clima di
diffidenza investì anche le società operaie, accusate di svolgere attività
sindacale. Gli ambienti più aperti reagirono al clima di pesante controllo da
parte del governo presieduto da Luigi Pelloux (che ricopriva anche l'incarico
di ministro degli interni) sulle associazioni di carattere sindacale e
politico,[11] fondando nuove associazioni che svolgevano compiti di aiuto
economico ai piccoli imprenditori. In questo clima nella frazione Ronchi San
Bernardo fondarono una Società Agricola operaia. Per ribadire il valore
dell'associazionismo ripiegarono su attività sociali che non potevano essere
accusate di avere valenza politica. Le società agricole-operaieModifica
Il 1898 era anche un anno caratterizzato dalla grande crisi agraria: le zone
vinicole erano state devastate dalla fillossera e dalla peronospora. La formula
trovata dai settori più progressisti ed illuminati fu quella del rilancio di
strutture che assicurassero agli agricoltori la fornitura dei mezzi di
produzione (sementi, concimi, macchine agricole) a prezzi calmierati e di buona
qualità. Il governo, che non prendeva nessun altro provvedimento a favore del
mondo agricolo, dovette tollerare che iniziativa come quella dei piccoli
proprietari di Courgnè avevano intrapreso, sotto il modello di fratellanza
delle "società operaie" dopo aver chiarito che l'oggetto sarebbe
stato il sostegno alla produzione e non attività politica. Pertanto fu chiarito
che per essere ammesso come socio, occorreva dimostrare di essere proprietario
sia pure di un piccolo appezzamento di terreno agricolo.[12] L'autorità
di polizia aveva provveduto nel maggio 1898 allo scioglimento di molte società
di mutuo soccorso, al sequestro del loro patrimonio, e da una interrogazione
parlamentare dell'onorevole Bertesi, sappiamo che nel dicembre successivo non
era stato dissequestrato.[13] L'eccezionalità della costituzione della
Società Agricola Operaia Ronchi San Bernardo di Courgnè è dato che persino
nell'anno seguente il giornale La Stampa segnalava che le Società operaie
venivano chiuse senza che avessero dato alcun pretesto Di altro esempio di costituzione
di Società Agricola Operaia c'è l'anno successivo a Trapani[15] Al
fiorire delle iniziative sparse a livello locale corrispose, poi, uno sforzo
unificante. Il ruolo di acquisire i mezzi di produzione agricola si spostò a
livello provinciale nei Consorzi agrari, coordinati a livello nazionale dalla
Federconsorzi Le iniziative locali, quando sopravvissero, ebbero solo la
valenza di meri circoli che gestivano il massimo centro di aggregazione delle
piccole località rurali: l'osteria, ma salvando a volte una valenza
associativa.[16][17] La società di Cuorgnè riuscì così a raggiungere i 120
anni, continuando a svolgere attività di carattere sociale e filantropico Il
NovecentoModifica Il 5 settembre 1900 nasce la Federazione italiana delle
società di mutuo soccorso. L’articolo 1 dello Statuto di allora recitava così:
“È costituita la Federazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso al fine
di provvedere alla tutela degli interessi delle Società federate e contribuire
a migliorare moralmente e materialmente la condizione delle classi lavoratrici
a mezzo della previdenza". Fin dalle origini la Federazione fu al fianco
del movimento cooperativo e del movimento sindacale, formando un’alleanza
allora fondamentale per l’affermazione dei diritti dei lavoratori e della
legislazione sociale. Con decreto prefettizio, la Federazione italiana
delle società di mutuo soccorso fu sciolta nel periodo fascista insieme alle
SOMS, anch'esse sciolte o incorporate in organizzazioni fasciste. Nel 1948 la Federazione
fu ricostituita e assunse la denominazione di Federazione italiana della
mutualità (Fim). La sede della SOMS di Villa del Foro
(Alessandria) durante il periodo fascista Verso la fine degli anni cinquanta,
quando le SOMS ripresero ad espandersi, la società italiana era profondamente
cambiata: i lavoratori avevano ottenuto maggiori tutele, erano state introdotte
le pensioni ed era stata estesa la protezione nel campo sanitario(almeno per il
lavoro dipendente), mentre scarsa era la "copertura" per professionisti
e lavoratori autonomi; nei loro confronti si spostò quindi la maggior parte del
lavoro svolto dalle SOMS. A seguito della rinnovata attenzione alle forme
di mutualità integrativa al welfare pubblico, dopo il congresso del 1984, la
Fim diventò Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria
(Fimiv). Le SOMS hanno poi rivolto la loro attenzione soprattutto verso
l'assistenza sanitaria integrativa. Alla fine del 2007 viene costituita la
Società Generale di Mutuo Soccorso Basis Assistance che nel 2012 incorpora per
fusione prima Mutua 1886 e poi Mutua Sarda, diventando la più grande mutua
sanitaria italiana per numero di assistiti. Il 25 ottobre del 2011 prende
forma l'Associazione Nazionale Sanità Integrativa (ANSI) nuova realtà capace di
tutelare, aggregare e sostenere le diverse forme mutualistiche operanti in
Italia. L'ANSI è frutto dell'unione di 8 tra fondi sanitari e società di mutuo
soccorso, tra cui Mutua Basis Assistance, fondo C.A.S.P.I.E., Cassa di
Assistenza Basis Assistance, Mutua Unica e Mutua Sarda. Nel 2015, il
Fondo FASV – Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa di Assolombarda – ha
approvato il progetto di fusione per incorporazione nella Società Generale di
Mutuo Soccorso, Mutua Basis Assistance che diviene effettivo il 1º gennaio del
2016. Nell'aprile del 2017 l'Associazione Nazionale di Sanità Integrativa
cambia denominazione sociale, trasformandosi in Associazione Nazionale Sanità
Integrativa e Welfare, con l'intento di dare voce a tutte quelle realtà che si
affacciano al mondo del welfare aziendale. Sono oltre 500 le società di
mutuo soccorso attualmente aderenti alla Fimiv, collegate direttamente o
attraverso i coordinamenti territoriali associati, per complessivi 953.000 tra
soci e assistiti, questi ultimi intesi come familiari dei soci e iscritti ai
fondi sanitari gestiti in mutualità mediata. Nel 2016 le società di mutuo
soccorso della Federazione hanno partecipato all’integrazione dell’assistenza
sanitaria pubblica mediante prestazioni e sussidi erogati ai soci e assistiti
per un valore di 95 milioni di euro, pari a oltre il 78% dei contributi
raccolti. A garanzia della capacità di copertura delle prestazioni, gli
accantonamenti complessivamente destinati dalle società di mutuo soccorso a
riserva indivisibile ammontano a oltre 100 milioni di euro.[21] La Fimiv
svolge il ruolo di rappresentanza, promozione, sviluppo e difesa delle società
di mutuo soccorso e degli enti mutualistici che vi aderiscono, fornendo loro
assistenza e servizi di sostegno e organizzando convegni ed eventi pubblici
come la Giornata nazionale della Mutualità giunta alla sua IX edizione. Si
adopera per la diffusione e la tutela dei principi della mutualità ed esige il
rispetto del Codice identitario della mutualità da parte delle sue associate. La
Fimiv Aderisce alla Lega nazionale delle cooperative e mutue, al Forum
nazionale del Terzo Settore e all’Associazione internazionale della mutualità
(Aim). Nel 2001 è stata riconosciuta dal Ministero dell’interno quale Ente
nazionale con finalità assistenziali, ai sensi della legge n. 287/1991 e dei
decreti del Presidente della Repubblica n. 235/2001 e n. 640/1972. Lorenzo
Infantino. Keyword: co-operazione. Il diadismo metodologico, diadismo
conversazionale, statalismo, tottalitarismo, liberalism, partito liberale
italiano, collettivismo, cooperazione, competizione, solidale, solidario,
solidarii, solidali, le code francais, obligatio in solidum, oligatio in
solidum and solidarity, obbligazione in solidum e solidarieta, J.Vincent,
L’extension en jurisprudence de solidarite passive. I. Mazeaud, Obligation in
solidum et solidarite entre codebiteurs delictuels.’ Infantino. Keywords: diada
conversazionale. Refs.: Luigi Speranza, “Grice ed Infantino: il diadismo
conversazionale” – The Swimming-Pool Library.


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