Grice e Corvaglia: l'implicatura conversazionale dell'ottimismo -- il pessimismo e
l’implicatura di Tantalo – filosofia italiana – Luigi Speranza (Melissano).
Filosofo italiano. Grice: “I love Corvaglia – or corvus in diluvio, as he
called himself! – a very Italian philosopher and thus interested in the history
of Italian philosophy, especially Vannini – the fact that he wrote plays on
philosophical subjects – La casa di Seneca – helps!” Opera nel campo della filosofia del rinascimento.
Tra gli studi filosofico-scientifici si distinguono per vastità e profondità i
volumi Le opere di Vanini e le loro fonti, e Vanini Edizioni e plagi, risposta
polemica condotta contro le veementi critiche ricevute Porzio. Pubblica
il romanzo Finibusterre, trasfigurazione quasi sacra della sua amata terra e
del popolo del Basso Salento, ch'egli incitava con ogni mezzo, anche se spesso
travisato e intralciato e persino calunniato a crescere, per migliorare
materialmente e moralmente. Il romanzo fu ben accolto dalla critica. Benedetto
Croce, a cui Corvaglia lo aveva dedicato, rimarcò "lo sfondo storico
rappresentato in modo assai vigoroso" e il "trattamento dei caratteri
e degli effetti". Con maggiore puntualità Annibale Pastore (già suo
professore all'Torino) gli confidava di sentire emergere nella sua mente,
attraverso figure e temi del romanzo, ricordi sepolti, "struggente
malinconia", un mondo molto simile a quello del Manzoni, "anch'esso
celato alla superficie, soffuso d'ironia-limite", e tuttavia turbato da
altri affascinanti caratteri, quali: "il sorprendente realismo, la
perfetta armonia, l'effusione poetica, l'occhio acuto e sicuro, che scruta
l'animo umano fin nelle più remote pieghe". Si dedica totalmente
alla filosofia del Rinascimento, animato dal bisogno di trarre alla luce
obliterate sorgive e percorrendo il
movimento spesso alquanto sconosciuto della filosofia, che dal Rinascimento
risale fino al Medio Evo. S'apre nella sua vita uno spiraglio di fiducia
verso gli uomini impegnati, e si prestadoverosamente secondo la sua fede
politica all'attività politica, accogliendo e votandosi alla cultura mazziniana,
cui rimane Fedele.. È di questo periodo la pubblicazione, tra l'altro, dei
Quaderni Mazziniani: “Noi Mazziniani”, “Mazzini ed il Partito di Azione”, “L'Acherontico
retaggio”, “Il Partito Repubblicano italiano”, il discorso Ai giovani, la
conferenza (edita da Laterza) su Giuseppe Mazzini. Dopo la proclamazione
della Repubblica, però, si allontana da ogni azione politica, ritenendola del
tutto estranea e lontana dall'ideale da lui vagheggiato e sperato. Si
trasferisce a Roma, nell'ambiente culturale a lui più consono, ritornando agli
studi tra i suoi libri, dove soltanto sente di vivere senza alcun compromesso,
in assoluta libertà. Cascata di S.M. di Leuca. Scaligero, un saggio di
"speleologia". Saggio su Cardano. Su iniziativa del comune di Melissano,
è stato avviato un "Biennio di Studio su Corvaglia", al fine di
approfondirne e divulgarne la conoscenza. Alla realizzazione del progetto
collaborano, come protagonisti, anche l'Amministrazione Provinciale di Lecce,
l'Università degli Studi del Salento e l'Istituto Comprensivo Statale di
Melissano, che chiuderanno il biennio dei lavori, organizzando un Convegno su Corvaglia",
al fine di dibattere argomenti di particolare interesse presenti nella sua
opera. A tale riguardo si sta già operando non solo sul piano della ricerca
specialistica e accademica, ma anche sulla promozione d'iniziative, che
coinvolgano biblioteche e settori culturali degli enti locali, creando
opportunità per sviluppare in maniera articolata e organica la ricognizione e
la valorizzazione del patrimonio culturale salentino in generale e melissanese
in particolare, lasciato in eredità da Corvaglia. La casa di
Seneca- Commedia di L. Corvaglia. Altre opere: “La casa di Seneca” (Tipografia
Fratelli Carra, Matino (Lecce); “Rondini (dedicata "Al mio povero
innocente Nova, fuggevole visione di un Infinito", che avvampa e dilegua
in vicenda amara di avventi senza natale"; Tipografia Fratelli Carra,
Matino (Lecce); “Tantalo” Tipografia Fratelli Carra, Matino (Lecce), Santa
Teresa e Aldonzo (L. Cappelli Editore, Bologna); Rondini- Commedia; “Romanzo
Finibusterre, Editrice Dante Alighieri, Milano); “Le fonti della filosofia di
Vanini” (Anphitheatrum Aeternae Providentiae, Società Dante Alighieri, Milano);
“Introduzione semi-seria dialogata per il lettore Vanini” (Edizioni e plagi,
Tipografia Carra di Casarano); “Ricognizione delle opere di G.C. Vanini, in
"Giornale Critico della Filosofia Italiana”; La poetica di Scaligero nella
sua genesi e nel suo sviluppo, in "Giornale Critico della Filosofia
Italiana", Quaderni Mazziniani; “Noi Mazziniani” Tipografica di Matino
(Lecce), “Mazzini e il partito d' azione (critica), Tipografica di Matino
(Lecce), “ L'acherontico retaggio (con l'elogio della vita comune), Tipografica
di Matino (Lecce), Quaderni Mazziniani n° 4. Il partito repubblicano italiano,
Tipografica di Matino (Lecce). Discorso tenuto a Lecce nel Teatro Paisiello il
21 gennaio 1945. Giuseppe Mazzini, Discorso commemorativo tenuto a Lecce nel
Teatro Apollo, Laterza, Bari,"Rinascenza salentina", Un Paese del
Sud. Melissano. Storia e tradizioni popolari, Tipografia di Matino. Meridionalista
e Polemista, La Poetica di Giulio Cesare Scaligero nella sua genesi e nel suo
sviluppo, Musicaos Editore, Sulla Poetica di G.C. Scaligero. Convegno sy
Corvaglia. Il pensiero politico di Corvaglia. Popolo Sacralità Religiosità. Wikipedia
Ricerca Tantalo personaggio della mitologia greca, figlio di Zeus, legato al
famoso supplizio Lingua Segui Modifica Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se
stai cercando altri significati, vedi Tantalo (disambigua). Tàntalo Tantalus by
J.Heintz the Elder, 1535.jpg Tantalo Nome orig.Τάνταλος SessoMaschio Luogo di
nascitaLidia ProfessioneRe di Lidia Tàntalo (in greco antico: Τάνταλος,
Tàntalos) è un personaggio della mitologia greca. Re di Lidia (o della
Frigia) che per i suoi numerosi peccati fu punito dagli dei e gettato nel
Tartaro, la sua punizione è divenuta una figura retorica con cui si indica una
persona che desidera qualcosa che non può raggiungere. EtimologiaModifica
Secondo Platone, accordandosi alla radice greca τλα-/τλη- del verbo greco τλάω
(che significa "soffrire"), il nome Tantalo deriverebbe da
talànatos(infelicissimo)[1]. GenealogiaModifica Figlio di Zeus[2][3] o di
Tmolo[4] e della ninfa Pluto[2][3]sposò la ninfa Dione[2] (figlia di Atlante) o
Eurinassa[5](figlia di Pattolo) o Euritemiste[6] (figlia di Xanto) o Clizia[6]
(figlia di Anfidamante) e fu padre di Pelope[2][5][6], Brotea[4][7], Niobe[8][9]
e Dascilo[10]. MitologiaModifica Tantalo visse presso il monte Sipylos in
Anatolia, dove fondò la città di Tantalis[11]. Il banchetto di Tantalo I
misfattiModifica Tantalo, che grazie alle sue origini era ben voluto dagli
dei[12], si rese responsabile di diverse offese nei loro confronti e violò le
regole della xenia cercando di rapire Ganimede, rubando dell'ambrosia che in
seguito distribuì ai suoi sudditi ed organizzando il furto di un cane d'oro
creato da Efesto e posto a guardia di un tempio di Zeus a Creta (di tale furto
l'artefice materiale fu Pandareo ma Tantalo giurò il falso ad Hermes, inviato
dagli dei proprio per recuperare l'animale[13][14]; secondo un'altra versione
il cane era in realtà Rea trasformata in quel modo da Efesto[15]). Il re
infine organizzò un banchetto a cui invitò gli dei stessi e, per mettere alla
prova la loro onniscienza, uccise suo figlio Pelope e lo fece servire come
pasto: Demetra, disperata per la perdita della figlia Persefone, non si accorse
di nulla e consumò parte di una spalla del ragazzo, ma gli altri dei notarono
immediatamente l'atrocità e gettarono i pezzi di Pelope in un
calderone[13]. Il supplizioModifica Il supplizio di Tantalo Gli dei
punirono Tantalo gettandolo negli inferi[12] e condannandolo ad avere per sempre
una fame e una sete impossibili da placare[13] schiacciato dal peso di un
masso, legato ad un albero da frutto e immerso fino al collo in un lago d'acqua
dolce: appena prova ad abbeverarsi il lago si prosciuga e non appena prova a
prendere un frutto i rami si allontanano o un colpo di vento li fa volare
lontano[16]. Il sepolcro di Tantalo sorgeva sul monte Sipylos[3] ma gli
onori gli furono pagati ad Argo, la cui tradizione locale sosteneva anche di
possedere le sue ossa[3]. Miti successiviModifica I mitografi successivi
cercarono in tutti i modi di discolpare gli dei da un possibile atto di
cannibalismo stravolgendo in tutto la storia di Tantalo: secondo tale versione,
infatti, egli era un sacerdote che rivelò ogni segreto ai non iniziati, al che colpirono
suo figlio con una malattia orrenda. I chirurghi di allora, con varie
operazioni, riuscirono a ricostruire il corpo originale anche se di lì in poi
esso portò innumerevoli cicatrici[17]. FilosofiaModifica Il mito di
Tantalo venne successivamente ripreso dal filosofo Arthur Schopenhauer nella
sua opera più nota, Il mondo come volontà e rappresentazione, come esempio
della eterna insoddisfazione dell'uomo per cui "contro un desiderio che
viene appagato ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; la brama dura a lungo,
le esigenze vanno all'infinito mentre l'appagamento è breve e misurato con
spilorceria". CuriositàModifica Ulteriori informazioni Questa
sezione contiene «curiosità» da riorganizzare. Il furto dell'ambrosia a
vantaggio degli esseri umani lo accomuna a Prometeo[18], ma in questa veste il
suo mito si trasforma da peccatore a benefattore. Tantalo, alla stregua di
Licaone, era uno dei re originali a cui era concesso, con il favore degli dei,
di condividerne la mensa: il suo gesto viene visto come un atto di separazione
fra divinità e umanità, che verrà poi ripreso da molti altri miti come nel caso
di Achille. Il supplizio di Tantalo viene citato anche da Primo Levi in Se
questo è un uomo nella frase: "Si sentono i dormienti respirare e russare,
qualcuno geme e parla. Molti schioccano le labbra e dimenano le mascelle.
Sognano di mangiare (...). È un sogno spietato, chi ha creato il mito di
Tantalo doveva conoscerlo." Oriana Fallaci, in Se il sole muore, cita il
mito di Tantalo dal momento che nella missione Apollo 11l'astronauta Michael
Collins sarà costretto ad avvicinarsi alla Luna senza avere la risposta a:
"Com'è la Luna? Assomiglia alla Terra? È più bella? Più brutta? Che
effetto fa camminarci?". La tortura di Tantalo viene ripresa anche da Thomas
Mann in La montagna incantata. Un personaggio dell'opera, la signora Stohr,
riferendosi al prolungarsi indefinito delle prescrizioni per le cure, afferma:
«[omissis] Dio buono si è sempre allo stesso punto, lo sa anche lei. Si fanno
due passi avanti e tre indietro... Quando uno ha fatto cinque mesi, arriva il
vecchio e gliene rifila altri sei. Ah, è la tortura di Tantalo. Si spinge, si
spinge e quando si crede d'essere in cima...». È evidente la confusione che la
signora, avvezza alle gaffes, fa tra Tantalo e Sisifo. L'interlocutore, il
sarcastico e dotto umanista Settembrini, risponde sul punto: «Oh, brava e
generosa! Finalmente concede al povero Tantalo un diversivo. Per variare gli fa
spingere il famoso pietrone! È un atto di vera bontà! [omissis]». Ne La valle dell'Eden
John Steinbeck fa dire a Kate: "Chi era quello che non riusciva a bere da
un setaccio? Tantalo?" (cap. 46). Tantalo appare come sostituto di Chirone
nel secondo libro della Saga di Percy Jackson Il mare dei mostri. Il tantalio,
elemento chimico di numero atomico 73, prende il nome da Tantalo, e si trova
sotto il niobio, il cui nome deriva proprio da sua figlia Niobe. NoteModifica ^
Platone, Cratilo, 28. ^ a b c d Igino, Fabulae 82 ^ a b c d ( EN ) Pausania il
Periegeta, Periegesi della Grecia, II, 22.2 e 3, su theoi.com. URL consultato
il 13 agosto 2019. ^ a b Scholia ad Euripide, Oreste 5 ^ a b Giovanni Tzetzes a
Licofrone, 52 ^ a b c Scholia ad Euripide, Oreste, 11 ^ ( EN ) Pausania il
Periegeta, Periegesi della Grecia, III, 22.4, su theoi.com. URL consultato il
13 agosto 2019. ^ Igino, Fabulae, 9 ^ ( EN ) Apollodoro, Biblioteca, III, 5.6,
su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019. ^ Scolio ad Apollonio Rodio, Le
Argonautiche, II, v. 752 ^ Plinio il Vecchio Naturalis historia 2,93; 5,31 ^ a
b ( EN ) Diodoro Siculo, Biblioteca Historica, IV, 74.1 e 2, su theoi.com. URL
consultato il 13 agosto 2019. ^ a b c ( EN ) Pindaro, Olimpiche, 1.60 ff, su
perseus.tufts.edu. URL consultato il 13 agosto 2019. ^ Euripide, Oreste, 10 ^
Antonio Liberale, Metamorfosi, 11 e 36. ^ ( EN ) Apollodoro, Biblioteca,
Epitome II, 1, su theoi.com. URL consultato il 13 agosto 2019. ^ Tzetze, a
Licofrone, 152 ^ Pindaro, Olimpiche, 1, 59-63. BibliografiaModifica Fonti
primarie Esiodo, Teogonia 355 Pausania, Libro II, 22,4 Pindaro, Olimpica III,
41 Igino, Fabulae 82,83 e 124 Fonti secondarie Robert Graves, I miti greci,
Milano, Longanesi, 1979, ISBN 88-304-0923-5. Angela Cerinotti, Miti greci e di
roma antica, Prato, Giunti, 2005, ISBN 88-09-04194-1. Anna Ferrari, Dizionario
di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X. Anna Maria Carassiti,
Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, Prometeo Issione Tizio Sisifo
Altri progettiModifica Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene
immagini o altri file su Tantalo Collegamenti esterniModifica Tantalo, su
Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
Modifica su Wikidata Carlo Gallavotti, TANTALO, in Enciclopedia Italiana,
Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. Modifica su Wikidata ( EN ) Tantalo,
su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. La storia di Tantalo,
su haidukpress.Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che
trattano di mitologia greca Ultima modifica 3 giorni fa di Nicola Gotti PAGINE
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greca Wikipedia Il contenutoAlles Wollen entspringt aus Bedürfniß, also
aus Mangel, also aus Leiden. Diesem macht die Erfüllung ein Ende; jedoch gegen
einen Wunsch, der erfüllt wird, bleiben wenigstens zehn versagt: ferner, das
Begehren dauert lange, die Forderungen gehen ins Unendliche; die Erfüllung ist
kurz und kärglich bemessen. Sogar aber ist die endliche Befriedigung selbst nur
scheinbar : der erfüllte Wunsch macht gleich einem neuen Platz : jener ist ein
erkannter, dieser ein noch unerkannter Irrthum. Dauernde, nicht mehr weichende
Befriedigung kann kein erlangtes Objekt des Wollens geben: sondern es gleicht
immer nur dem Almosen, das dem Bettler zugeworfen, sein Leben heute fristet, um
seine Quaal auf Morgen zu verlängern. – Darum nun, solange unser Bewußtseyn von
unserm Willen erfüllt ist, solange wir dem Drange der Wünsche, mit seinem
steten Hoffen und Fürchten, hin- gegeben sind, solange wir Subjekt des Wollens
sind, wird uns nimmermehr dauerndes Glück, noch Ruhe. Ob wir jagen, oder
fliehn, Unheil fürchten, oder nach Genuß streben, ist im Wesentlichen einerlei:
die Sorge für den stets fordernden Willen, gleichviel in welcher Gestalt,
erfüllt und bewegt fortdauernd das Bewußtseyn; ohne Ruhe aber ist durchaus kein
wahres Wohlseyn möglich. So liegt das Subjekt des Wollens beständig auf dem drehenden
Rade des Ixion, schöpft immer im Siebe der Danaiden, ist der ewig schmachtende
Tantalus.Luigi Corvaglia. Corvaglia. Keywords: Tantalo, Schopenhauer, Sisifo,
assurdo, Camus, tragico. Refs.: Vanini, Bordon, poetica, Mazzini, Pomponazzi, Cardano
--. Luigi Speranza, “Grice e Corvaglia” – The Swimming-Pool Library.


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