Grice e Donà: l'implicatura conversazionale della sessualità – filosofia italiana –
Luigi Speranza (Venezia). Filosofo italiano. Grice:
“Well, Donà has philosophised on almost anything – I drank wine; he
philosophises on it – ‘bacchiana,’ he calls it – he has also philosophised on
‘eros’ for which he uses the very Italian idea of ‘sesso.’ – And he has also
punned with ‘di-segnare’ – ‘di-segno’ – In sum, a genius!” Si laurea a Venezia sotto
Severino, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Venezia, iniziai a
pubblicare diversi saggi per riviste e volumi collettanei, partecipando, lungo
il corso degli anni ottanta, a diversi convegni e seminari in varie città
italiane. A partire dalla fine degli anni ottanta, collabora con Massimo
Cacciari presso la cattedra di Estetica a Venezia e coordina per alcuni anni i
seminari dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Venezia. Sempre a
partire dalla fine degli anni ottanta, inizia la sua collaborazione con la
rivista di architettura Anfione-Zeto, della quale dirige ancora oggi la rubrica
Theorein. In quegli stessi anni, fonda, con Massimo Cacciari e Romano
Gasparotti, la rivista Paradosso. Negli anni novanta, invece, ha insegnato
Estetica presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente insegna
Metafisica e Ontologia dell'arte presso la Facoltà di Filosofia dell'Università
Vita-Salute San Raffaele di Milano. È inoltre curatore, sempre con Romano
Gasparotti e Massimo Cacciari, dell'opera postuma del filosofo Andrea Emo.
Dirige per la casa editrice AlboVersorio le collane "Libri da
Ascoltare" e "Anime in dettaglio" ed è membro del comitato
scientifico del festival La Festa della Filosofia. Ha scritto diversi saggi e
articoli per riviste, settimanali e quotidiani di vario genere. Collabora con
il settimanale "L'Espresso". Attività musicale In qualità di
musicista, dopo aver esordito, ancor giovane, con Giorgio Gaslini e con Enrico
Rava, forma un suo gruppo: i Jazz Forms, di cui è leader. In seguito sviluppa
il suo linguaggio trasformando l'idioma ancora bop dei primi anni in una
scrittura più articolata in cui entrano in gioco elementi tratti dalla musica
rock e da molte esperienze etniche maturate nel frattempo con diversi gruppi
musicali. Si esibisce in diverse città italiane con un sestetto, in cui ad
accompagnarlo sono una chitarra, una batteria, un basso, delle percussioni e
una tastiera. Nasce così il Massimo Donà Sextet. Suona con musicisti che
sarebbero diventati protagonisti della scena musicale italiana. Suona in jam
session anche con alcuni padri storici del jazz, come Dizzy Gillespie, Marion
Brown, Dexter Gordon e Kenny Drew. Riprende a suonare professionalmente e forma
un nuovo gruppo: il Massimo Donà Quintet, con il quale si esibisce in Italia e
all'estero. Il quintetto diventa quindi un quartetto; che è la formazione con
cui Donà suona da almeno tre anni. A tutt'oggi il nostro ha all'attivo ben
sette CD incisi con suoi gruppi. La sua etichetta di riferimento è sempre la
"Caligola Records", il cui responsabile artistico è Claudio Donà,
fratello di Massimo e importante critico musicale jazz. Altre opere: “Il
'bello, o di un accadimento. Il destino dell'opera d'arte” (Helvetia, Venezia);
“Le forme del fare” (Liguori, Napoli); “Sull'assoluto (Per una
reinterpretazione dell'idealismo Hegeliano” (Einaudi, Torino); “Aporia del
fondamento” (La Città del Sole, Napoli); “Fenomenologia del negative” (Edizioni
Scientifiche Italiane, Napoli); “Arte, tragedia, tecnica” (Raffaello Cortina
Editore, Milano); “L' Uno, i molti: Rosmini-Hegel un dialogo filosofico” (Città
Nuova, Roma); “Aporie platoniche. Saggio sul ‘Parmenide’” (Città Nuova, Roma); “Filosofia
del vino” (Bompiani, Milano); Magia e filosofia (Bompiani, Milano); Joseph
Beuys. La vera mimesi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano); Sulla
negazione, Bompiani, Milano); Serenità: una passione che libera, Bompiani,
Milano); La libertà oltre il male” (Città Nuova, Roma); Il volto di Dio, la
carne dell'uomo, con Piero Coda, AlboVerosio, Milano); Dell'arte in una certa
direzione” (Supernova, Venezia); “Filosofia della musica, Bompiani); Il mistero
dell'esistere: arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di Magritte”
(Mimesis, Milano); L'essere di Dio. Trascendenza e temporalità” (AlboVersorio,
Milano); Dio-Trinità. Tra filosofi e teologi” (Bompiani, Milano); Arte e filosofia”
(Bompiani, Milano); “L'anima del vino. Ahmbè, Bompiani, Milano); “Non uccidere”
(AlboVersorio, Milano); L'aporia del fondamento, Mimesis, Milano), “I ritmi
della creazione” (Bompiani, Milano); La "Resurrezione" di Piero della
Francesca, Mimesis, Milano); Il tempo della verità, Mimesis, Milano; Non avrai
altro Dio al di fuori di me” (AlboVersorio, Milano); “Il conciliabile e L'inconciliabile.
Restauro Casa D'Arte Futurista Depero” (Mimesis, Milano-Udine PANTA decalogo” (Bompiani, Milano); Filosofia.
Un'avventura senza fine, Bompiani, Milano); Comandamenti. Santificare la festa”
(il Mulino, Bologna Abitare la soglia.
Cinema e filosofia, Mimesis, Milano-Udine); “Eros e tragedia, AlboVersorio,
Milano); “Il vino e il mondo intorno. Dialoghi all'ombra della vite” (Aliberti
Editore, Reggio Emilia Figure
d'Occidente. Platone, Nietzsche e Heidegger” (AlboVersorio, Milano); “Le verità
della natura, AlboVersorio, Milano”; “Filosofia dell'errore” – errore vero, la
verita come errore relative – “Le forme dell'inciampo, Bompiani, Milano); “Parmenide.
Dell'essere e del nulla” (AlboVersorio, Milano); “Eroticamente: per una
filosofia della sessualità” (il prato, Saonara (Padova) Misterio grande. Filosofia di Giacomo
Leopardi, Bompiani, Milano); “Pensare la Trinità. Filosofia europea e orizzonte
trinitario” (Città Nuova, Roma Erranze
(Alfredo Gatto), AlboVersorio, Milano); L'angelo musicante. Caravaggio e la
musica” (Mimesis Edizioni, Milano-Udine); “Parole sonanti. Filosofia e forme
dell'immaginazione” (Moretti & Vitali, Bergamo J. Wolfgang Goethe, Urpflanze. La pianta
originaria; Albo Versorio, Milano); La terra e il sacro. Il tempo della verità,
Luca Taddio, Mimesis, Milano); Teomorfica. Sistema di estetica” (Bompiani,
Milano); “Sovranità del bene. Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura,
Orthotes, Salerno); “Senso e origine della domanda filosofica, Mimesis,
Milano-Udine); “La filosofia di Miles Davis. Inno all'irrisolutezza” (Mimesis,
Milano-Udine); “Dire l'anima. Sulla natura della conoscenza” (Rosenberg &
Sellier, Torino); “Tutto per nulla. La filosofia di William Shakespeare” (Bompiani,
Milano); “Pensieri bacchici. Vino tra filosofia, letteratura, arte e politica”
(Edizioni Saletta dell'Uva, Caserta); “In Principio. Philosophia sive
Theologia. Meditazioni teologiche e trinitarie, Mimesis, Milano-Udine); “Di
un'ingannevole bellezza. Le "cose" dell'arte” (Bompiani-Giunti,
Milano); “La filosofia dei Beatles” (Mimesis, Milano-Udine); “Un pensiero
sublime: saggi su Gentile” (Inschibboleth, Roma); “Dell'acqua” (La nave di
Teseo, Milano); “Essere e divenire: riflessioni sull'incontraddittorietà a
partire da Fichte” (Mimesis, Milano-Udine); “Di qua, di là. Ariosto e la
filosofia dell'Orlando Furioso” (La nave di Teseo, Milano); “Miracolo naturale.
Leonardo e la Vergine delle rocce” (Mimesis, Milano); "Arte e
Accademia", in Agalma; New Rhapsody in blue, Caligola Records; For miles
and miles, Caligola Records; Spritz, Caligola Records; “Cose dell'altro mondo.
Bi Sol Mi Fa Re, Caligola Records); Ahmbè, Caligola Records; Big Bum, Caligola
Records; Il santo che vola. San Giuseppe da Copertino come un aerostato nelle
mani di Dio, Caligola Records
Iperboliche distanze. Le parole di Andrea Emo, Caligola Records. Il
mistero della bellezza svelato da Massimo Donà. Intervista Alberto Nutricati,
in L'Anima Fa Arte Blog e Rivista di Psicologia Video-intervista sul mistero
dell'esistenza, su asia. "Arte e Accademia", in Agalma, Wikipedia
Ricerca Mascolinità assieme di qualità, caratteristiche o ruoli associati a
ragazzi o uomini Lingua Segui Modifica La mascolinità (o il genere maschile) è
un insieme di attributi, comportamenti e ruoli generalmente associati agli
uomini. La mascolinità è costruita socialmente e culturalmente,[1] anche se
alcuni comportamenti considerati maschili, come indica la ricerca, sono
biologicamente influenzati.[1][2][3][4] Fino a che punto la mascolinità sia
influenzata biologicamente o socialmente è oggetto di dibattito.[2][3][4] Il
genere maschile è distinto dalla definizione del sesso biologico
maschile,[5][6] poiché sia i maschi che le femmine possono esibire
caratteristiche maschili. Nella
mitologia greca Eracle è uno dei massimi simboli di mascolinità. Gli standard
di mascolinità variano a seconda delle diverse culture e periodi storici.[7] Le
caratteristiche tradizionalmente, culturalmente e socialmente considerate
maschili nella società occidentaleincludono virilità, forza, coraggio,
indipendenza, leadership e assertività.[8][9][10][11] Il machismo è una forma di mascolinità che
enfatizza il potere ed è spesso associata a un disprezzo per le conseguenze e
la responsabilità.[12] Il suo opposto
può esser espresso dal termine effeminatezza.[13] Uno dei sinonimi maggiormente
usati per indicare la mascolinità è virilità, dal latino virche significa
uomo. Contesti storici e culturali Modifica L'interpretazione ed il
riconoscimento della mascolinità variano all'interno dei diversi contesti
storici e culturali. Nell'antichità era prevalente prendere a modello l'uomo
d'arme[14]; la figura del dandy, tanto per fare solo un esempio, è stato
considerato un ideale di mascolinità nel XIX secolo, mentre è considerato al
limite dell'effeminato per gli standard moderni[15]. Le norme tradizionali maschili, così come
vengono descritte nel libro del Dr. Ronald F. Levant intitolato
"Mascolinità ricostruita" sono: evitare ogni accenno di femminilità,
non mostrare le proprie emozioni, tenere ben separato il sesso dall'amore,
perseguire il successo e raggiungere uno status sociale più elevato,
l'autonomia (il non aver mai bisogno dell'aiuto di nessuno), la forza fisica e
l'aggressività, infine l'omofobia (disprezzo per il frocio, il finto
maschio)[16]. Queste norme servono a riprodurre simbolicamente il ruolo di
genere associando gli attributi e le caratteristiche specifiche creduti
appartenere di diritto al genere maschile[17].
Lo studio accademico della mascolinità ha subito una massiccia
espansione d'interesse tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, con corsi
universitari che si occupano della mascolinità passati da poco più di 30 ad
oltre 300 negli Stati Uniti[18]. Questo ha portato anche a ricerche riguardanti
la correlazione tra concetto di mascolinità e le varie forme possibili di
discriminazione sociale, ma anche per l'uso che del concetto se ne fa in altri
campi, come nel modello femminista di costruzione sociale del genere[19]. Natura ed educazioneModifica Competizione sportiva, scontro fisico e
militarismo sono caratteristiche della mascolinità che appaiono in forme
analoghe in quasi tutte le culture del mondo. La misura in cui l'espressione
della propria mascolinità possa esser un fatto di natura o il risultato di un'educazione
(e quindi appartenente all'ampio spettro del condizionamento sociale) è stato
oggetto di molte discussioni. La ricerca
sul genoma umano ha dato importanti informazioni circa lo sviluppo delle
caratteristiche maschili ed il processo di differenziazione sessuale specifico
per il sistema riproduttivo degli esseri umani: il TDF sul cromosoma Y, che è
fondamentale per lo sviluppo sessuale maschile, attiva la proteina chiamata
"Fattore di trascrizione SOX9"[20] la quale aumenta l'ormone
antimulleriano che reprime lo sviluppo femminile nell'embrione. Vi è ampio dibattito poi su come i bambini
sviluppino a partire dalla realtà corporea una propria identità di genere; chi
la considera un fatto di natura sostiene che la mascolinità è inestricabilmente
collegata al corpo umano maschile, ed in tale visione diventa qualcosa che è
legato al sesso maschile biologico, cioè all'apparato genitale maschile il
quale diviene così l'aspetto fondamentale della mascolinità[21]. Altri invece suggeriscono che, mentre la mascolinità
può essere influenzata da fattori biologici, è anche però ampiamente costruita
culturalmente; la mascolinità non avrebbe quindi una sola fonte d'origine o
creazione, ma sarebbe anche associata a certi condizionamenti sociali. Un
esempio di mascolinità socializzata è quella rappresentata dallo spuntare della
barba, cioè dall'avere peli sul viso: l'adolescente che viene considerato e
trattato da uomo a partire dal momento in cui comincia a radersi[22]. Mascolinità egemonicaModifica Magnifying glass
icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Maschilismo. Esempio di maschio poco più che adolescente
con corpo muscoloso. Nelle culture tradizionali la maniera principale per gli
uomini di acquistare onore e rispetto era quello di arrivare a mantenere
economicamente la propria famiglia assumendone al contempo anche il comando e
la leadership[23]. Raewyn Connell ha etichettato i tradizionali ruoli e
privilegi maschili col termine di mascolinità egemonica, cioè la norma
maschile, qualcosa a cui tutti gli uomini dovrebbero aspirare e che le donne
invece sono scoraggiate dall'adottare: "Configurazione del genere come
prassi che incarna la risposta accettata al problema della legittimità
patriarcale... che garantisce la posizione dominante degli uomini e la
subordinazione delle donne"[24]. Il
Dr. Joseph Pleck sostiene che una gerarchia di mascolinità tra gli uomini
esiste in gran parte nella dicotomia riferita all'orientamento sessuale tra
maschio eterosessuale e non-maschio omosessuale e spiega che "la nostra
società utilizza la dicotomia etero-omo come simbolo centrale per tutte le sue
classifiche di mascolinità, distinguendo i veri uomini dotati di virilità da
quelli che invece lo sono solo per finta"[25]. Kimmel[26] promuove questo
concetto, aggiungendo però anche che il tropo "sei gay" indica che
uno è innanzitutto privo di mascolinità, prima ancora d'indicare un maschio
attratto da persone del proprio stesso sesso. Pleck conclude sostenendo che per
evitare la continuazione dell'oppressione maschile sopra le donne, sopra gli
altri uomini, ma anche sopra se stessi, debbono essere eliminate una volta per
tutte le strutture ed istituzioni patriarcali dall'auto-consapevolezza
maschile. CriticheModifica Si tratta di
un argomento dibattuto la questione se i concetti di mascolinità seguiti
storicamente debbano ancora continuare ad essere applicati. I ricercatori hanno
rilevato un corrente di critica alla mascolinità, dovuta al rimodellamento dei
valori contemporanei, ai gruppi femministi più attivi che hanno assunto per sé
certi ruoli tradizionali appartenenti alla mascolinità, all'ostilità culturale
che la società d'oggi ha in certi casi posto sui cosiddetti valori maschili, ed
infine anche alla promozione della mascolinità nella donna abbinata ad un
pressione rivolta agli uomini per femminilizzarsi. Le immagini di ragazzi e giovani uomini
presentati nei mass media possono portare alla persistenza di concetti nocivi
alla mascolinità; gli attivisti per i diritti degli uomini sostengono che i
media non prestano una seria attenzione alle questioni relative ai diritti
maschili e che gli uomini vengono spesso dipinti in una luce negativa,
soprattutto nella pubblicità[27].
Scholar Peter Jackson scrive che le forme dominanti di mascolinità
possono essere di sfruttamento economico e di oppressione sociale. Egli afferma
che "la forma di oppressione varia dai controlli patriarcali sui corpi
delle donne e dei diritti riproduttivi, attraverso le ideologie di domesticità,
femminilità ed eterosessualità obbligatoria, alle definizioni sociali del
valore del lavoro, le presunte maggiori abilità naturali del maschio e la
remunerazione differenziale del lavoro produttivo e riproduttivo
"[28]. Il lavoro meccanico in
fabbrica è associato con la mascolinità tradizionale. Nozione di mascolinità in
crisiModifica Un discorso sulla crisi della mascolinità è emerso negli ultimi
decenni, sostenendo l'ipotesi che il concetto di mascolinità si trovi oggi
nella civiltà occidentale in uno stato di più o meno profonda
crisi[29][30]. La crisi è anche stata
spesso attribuita alle politiche conseguenti al femminismo in risposta sia al
presunto dominio degli uomini sulle donne, sia ai diritti attribuiti
socialmente sulla base del proprio sesso d'appartenenza[31]. Altri vedono il mercato del lavoro in
costante evoluzione come fonte della crisi della mascolinità, la
deindustrializzazione e la sostituzione delle vecchie fabbriche con nuove
tecnologie ha permesso ad un numero sempre maggiore di donne di entrare in
questo mercato competendo alla pari con gli uomini, riducendo al contempo la
necessità e domanda di forza fisica[32].
Tendenze contemporaneeModifica
L'operaio edile, esempio moderno di mascolinità. Anche se gli stereotipi
effettivi siano rimasti relativamente costanti, il valore collegato alla
concetto di mascolinità maschile è in parte cambiato nel corso degli ultimi
decenni, ed è stato sostenuto che la mascolinità è pertanto un fenomeno
instabile e mai raggiunto in modo definitivo.
Secondo un documento presentato all'American Psychological Association:
"Invece di vedere una diminuzione dell'oggettivazione delle donne nella
società, si è recentemente verificato un aumento nell'oggettivazione di
entrambi i sessi... Uomini e donne possono limitare la loro assunzione di cibo
nello sforzo di ottenere quello che considerano un corpo attraente sottile, in
casi estremi portando anche a gravi disturbi alimentari"[33]. Sia gli uomini che le donne più giovani che
leggono riviste di fitness e di moda potrebbero essere psicologicamente
danneggiati dalle immagini perfette di fisico femminile e maschile che vedono:
alcune giovani donne e uomini si esercitano eccessivamente nel tentativo di
raggiungere ciò che essi considerano una forma corporea più attraente, che in
casi estremi può portare a disordine dismorfico del corpo (dismorfofobia) o
dismorfismo muscolare (anoressia riversa)[34][35][36]. TerminologiaModifica I concetti di
mascolinità sono variati a seconda del tempo e del luogo e sono soggetti a
costanti cambiamenti, quindi è più appropriato parlare di mascolinità al
plurale che di una singola tipologia di mascolinità. Constance L. Shehan, Gale
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166–178. Voci correlateModifica Androgino Bromance Bushidō Castro clone Comunità
ursina Femminilità Indice di mascolinità Leather Patriarcato (antropologia)
Sessismo Twink (linguaggio gay) Collegamenti esterniModifica The Men's
Bibliography, bibliografia completa sulla mascolinità. Boyhood Studies,
bibliografia sulla mascolinità giovanile. Practical Manliness, sugli ideali
storici della mascolinità applicati agli uomini moderni. The ManKind Project of
Chicago, supporting men in leading meaningful lives of integrity,
accountability, responsibility, and emotional intelligence NIMH web pages on men
and depression, sulla depressione maschile. Article entitled "Wounded
Masculinity: Parsifal and The Fisher King Wound" Il simbolismo storico che
si riferisce alla mascolinità, di Richard Sanderson M.Ed., B.A. BULL, sulla
narrativa maschile. Art of Manliness, sull'arte mascolina. The Masculinity
Conspiracy, critica mascolina online. Future Masculinity, corso di critica
sulla mascolinità. Portale Antropologia: accedi alle voci di Wikipedia che
trattano di antropologia Ultima modifica 1 mese fa di Aslog Murivel Effeminatezza
termine Michael Messner (sociologo)
sociologo statunitense Privilegio
maschile privilegio sociale degli individui maschi derivante solamente dal loro
sesso. Massimo Donà. Dona. Keywords: sessualità, eroticamente, per una
filosofia della sessualità. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Donà” – The
Swimming-Pool Library.


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