Grice
e Ghisleri: l’implicatura conversazionale dell’atlante filosofico – federalismo
contro-rivoluzione – lo stato -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Cascina
Sant’Alberto). Filosofo. Grice: “Whereas to many, Ghisleri’s best work is that
on Ancient Rome and counter-revolution, I treasure the details: ‘the pen is
like a sword’ – ‘the pen and the sword.’ “The pen is my sword.’ Note that the
first is a mere simile – as used by Ghisleri, but his executor turns it into a
metaphor just by eliding the ‘like’ (“come”). Grice: “I like Ghisleri – a
typical Italian philosopher; wrote on geography, on ‘la penna d’oca,” and a
fabulous history of Roman philosophy!” -- “He was into politics, too!” L'Italia non è
studiata, non è conosciuta dagli italiani. Dobbiamo rifare la nostra educazione
politica e civile sulla base di una nuova e più razionale conoscenza del nostro
paese. Dobbiamo studiare l'Italia regione per regione nella natura del suolo, nella
sua topografia, ne' suoi prodotti nelle sue industrie, ne' suoi dialetti, nelle
sue tradizioni, nelle sue varie necessità politiche e sociali.” Fonda La
Società dei Liberi Pensatori (L’'Associazione Nazionale del Libero Pensiero
"Giordano Bruno") di chiare simpatie democratiche e repubblicane. Iniziato
in Massoneria, l'anno seguente entrò nella Loggia "Pontida" di
Bergamo e nel 1906 fu affiliato alla Loggia "Carlo Cattaneo" di
Milano. Ghisleri diede alle stampe una
nuova rivista mensile, Cuore e critica, rivolta all'educazione civile e agli
studi sociali ed espressione di un'avanguardia intellettuale impegnata nella
costruzione di una coscienza repubblicana e progressista. Sorta a Savona, la
redazione della rivista si trasferì a Bergamo, in coincidenza con il trasferimento
del Ghislèri al Sarpi di quella città. Si dedica con assiduità agli studi di
geografia e di cartografia, che aveva cominciato a coltivare quando insegnava a
Matera. Allora si era sentito mortificato nel constatare che nelle scuole
italiane venivano adottati atlanti stranieri, assai carenti nel trattare la
geografia storica dell'Italia. Dopo aver pubblicato il “Piccolo manuale di
geografia storica” (Bergamo) volle perciò cimentarsi in un'impresa che non era
mai stata tentata: la realizzazione di un testo-atlante che desse il dovuto
rilievo all'evoluzione storico-geografica dell'Italia. Al progetto fu
interessato lo stabilimento "Fratelli Cattaneo di Bergamo" che,
grazie al successo delle iniziative editoriali promosse da Ghisleri, si
trasformò in Istituto italiano d'arti grafiche e s'impose nel settore della
cartografia. Ghisleri concepì il suo atlante in modo da offrire per una stessa
regione molteplici carte e cartine con le denominazioni e le divisioni
topografiche proprie di ogni epoca. L'apparizione dell'atlante fu salutata
dalle lodi di esperti e studiosi, ma suscitò anche riserve di parte del mondo
accademico, che rimproverava al Ghisleri superficialità e la commistione tra la
geografia fisica e la storia dei popoli, delle civiltà, delle esplorazioni, dei
commerci. Commistione del resto ricercata dal Ghisleri che, in polemica con il
tradizionale approccio alla geografia e senza sentirsi condizionato dai limiti
angusti dei programmi scolastici di allora, perseguiva metodi nuovi nello
studio e nell'insegnamento della materia. Tenne la cattedra di filosofia nel
Liceo di Lugano. Giornalista, fu direttore di «La geografia per tutti» e «Le
comunicazioni di un collega».Di idee mazziniane, recepite soprattutto nella versione
che ne proponeva Saffi, in campo politico fu vicino ai movimenti rivoluzionari
e collabora con Gaudenzi alla fondazione del Partito Repubblicano Italiano.
Tuttavia Ghisleri non fu un ideologo sistematico: una sistematizzazione del suo
pensiero è soprattutto opera di Conti.
Diresse la rivista Preludio di stampo filosofico positivista e
progressista. Diresse L'Italia del popolo.
Al Congresso del Partito Repubblicano, tenuto a Forlì, intervenne con
una relazione su La questione meridionale e la sua logica soluzione. Demofonti,
La riforma nell'Italia del primo Novecento: gruppi e riviste di ispirazione
evangelica, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, Vittorio Gnocchini,
L’Italia dei Liberi Muratori, Milano-Roma, Mimesis-Erasmo. Altre opera: “La
Scapigliatura democratica: carteggi” (Pier Carlo Masini,Milano), L'archivio di
Ghisleri fu ritrovato da Pier Carlo Masini ed è depositato presso la Domus
Mazziniana di Pisa. Democrazia come civiltà. Il carteggio Ghisleri-Conti, Antonluigi
Aiazzi, Libreria Politica Moderna, Firenze, Tripolitania e Cirenaica dai più
remoti tempi sino al presente, Emporium, novembre, Tripolitania e Cirenaica,
dal Mediterraneo al Sahara, monografia storico-geografica, Società Editoriale
Italiana, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, Le meraviglie del globo
esplorato e le zone non ancora conosciute Letture geografiche Società Editoriale
Italiana, Milano, Bagdad e la Mesopotamia nel passato e nell'avvenire,
Emporium, giugno, Lombroso nella vita intima, Emporium, luglio 1917 L'ultima
colonia africana della Germania, Emporium, Atlante scolastico di Geografia
moderna astronomica-fisica-antropologica,Istituto Italiano d'Arti Grafiche,
Bergamo (a cura dei professori Magg. G.Roggero, G.Ricchieri, A.Ghisleri) Saffi.
La vita, gli studi, l'apostolato, Libreria politica moderna, Roma, La questione
meridionale nella soluzione del problema italiano, Libreria politica moderna,
Roma, “Testo-atlante di geografia storica generale e d'Italia in particolare,
espressamente compilato per le scuole italiane conforme ai loro programmi- I
Mondo Antico; II Storia Romana; Fratelli Cattaneo e poi Istituto di Arti
Grafiche, Bergamo. Medio Evo, Evo Moderno e contemporaneo Atlante d'Africa,
Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo, Antipode, a Radical Journal of
Geography, Berardi, Verso un nuovo Risorgimento. Il Carteggio tra Ghisleri e
Belloni, Acireale-Roma, Bonanno, Dizionario biografico degli italiani, L'Italia risorgimentale di Ghisleri, Milano,
Angeli, Aroldo Benini, Vita e tempi di Ghisleri, con appendice bibliografica,
Manduria, Lacaita, Tomasi, Scuola e liberta in Arcangelo Ghisleri: con una
scelta di lettere inedite dell'archivio Ghisleri, Pisa, Nistri-Lischi, Ghisleri:
mente e carattere: L'Italia e la rivoluzione italiana, Milano, Sandron Editore,
Treccani. Arcangelo Ghisleri, su siusa.archivi.beniculturali, Sistema
Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. Opere di Arcangelo Ghisleri, su Liber
Liber. Opere di Arcangelo Ghisleri, su
openMLOL, Horizons. ANTROPOGEOGRAFIA. 21. Antiobb
oe.sti b vicbndb storiodb DBLL'I- TAbiA 6RTTKNTRI0NALB. — Avanzi di armi
e di stru¬ menti di pietra primitivi, preistorioi (punte di soioe»
epeoie di asole oon.) e poi di bronzo e di ferro» nonobè avanzi di
palafitte, di abitazioni umane, dei pasti, di oggetti diversi ritrovuti
In più luoghi nel sottosuolo, dimostrano ohe l'Italia
settentrionale fu abitata nelle età più remote, anohe prima^ del xieriodo
storioo, quand'ossa era io gran parte oooupata da foreste e da
paludi. Ma di oodesci primissimi aoitanti ben pooo» quasi nulla
Allorché si oominotano ad avere documenti sto- rfoi sulle
popolazioni dell* Malia settentrionale questa si trova abitata in qualche
tratto delle Alpi centrati dai Reti, di stirpe etrusoa» ohe la¬
sciarono il loro nome alle Api Retiohe; ma per massima parte del resto,
sopratutto nel bassopiano Padano (dove sono attualmente il Piemonto,
la L/)mbardÌa»l'Bmilial» dal OtltioÒollif da ouÌ venne appunto il
nome antico éìOallia ei$alpina. Nella attuale Liguria, invece» erano i
Liguri, ohe si ore- dono afnni alla stirpo Iberica» e nella parte
orien¬ tale 1 Kensff» di stirpe Illirloa, il ouÌ nome sioon- Borva
appunto anohe attualmente. l Romani più tardi si sovrapiiosoro agli
abitanti e li assimilarono; non oosl però ohe non si distin¬ guano
anoora» soprattutto nei dialetti» le tracce delle antiche genti nel vari
oompartimenti. Pinal- roente nel medio evo avvennero lo Invasioni
bar¬ bariche. Ma i Oérmanici invaoori, rolatlvamento I>oohl di
numero» invece di far soomparire ia po¬ polazione vinta, si ooufusoro oon
essa» adottan¬ done la piviltà e la lingua o lasoiando di sO ap¬
pena { ricordi in certi nomi (ad es. Lombardia dai Longobardi).
Nell’800 d. U. Carlo Magno» re del Fronohl, vinti i Longobardi, fu
dal PonteHoe di Roma incoronato Imperatore Augusto, considerato cioè
quale erede dell'autorità e dei diritti dell'impero Romano
d’Oecidontei il quale, almeno di nome, durò fino al jprinoipio del 13ii0,
vale a diro por diooi seooli. H}' in baso a tali diritti ohe Carlo .Magno
e i suoi Huooessori pretesero al dominio dell'Italia e spo-
oiulmente deiritalia sottoritrioiialo e della cen¬ trale» mentre 'l' Italia
meridionale oontfnuò per oiroa due seooli a
oonslderarsiinolusaneirimpero d'Oriente» greoo-bisantino. ~ Passata» Uopo
raen di un sooolo, la oorona imperiale dai diretti di- Noendenti dì
Carlo Magno ai ro Germanioi anche l'Italia settentrionale e oentralo fooe
parte del oosiddetio Sacro Romano Impero della nazione Germanica e
fu divisa in feudi, assegnati ai vas¬ salli dei sovrani tedoaohi. Questi
però si trovarono in lotte continue tanto oói Pontefloi di Roma,
quanto oolle popolazioni» soprattutto delle città; le quali, cresciute in
potenza e rionhezza oon le industrie e ool oommorol. vollero ornanoiparsi
e governarsi sotto forma di liberi Comuni. Alcuni di ouosti, oome
Milano e le città marittime di Ve- nesia e di Genova acquistarono, colla
libertà» una importanza e potenza, una gloria e prosperità sempre
maggiore. — Disgraziatamonto. però» le lotte fra oittà o oitt.à o quello
intorno tra lo olassl scoiali, prepararono la trasformazione dei
oomuni in signorie» e mantonnero l'Italia divisa e mili¬ tarmente
debole» proprio nel moatroaldi là delle Alpi, in luogo del frazionamento
dei feudi e del oomuni, si costituivano doi forti regni unitari e
nazionali» ohe volgevano gU occhi cupidi all’UaHa» giunta allora al colmo
della floridezza eoonomioa e oivile. Cosi fu ohe dalla fine
del 1400 Tltalia fu Invasa Uni Franoesi. d.'igli Spagnoli» dai Todesohl.
Bonza ohe gli Stati Italiani opponessero valida resistenza D'allora
In poi soltanto*11 Piemonte sotto la Gasa di Savoja e la repubblica di
Venezia poterono oonsorvaro la loro indipendenza» mentre 11 diioato
di Milano fu occupato dagli stranieri e anohe gli nitri stati minori
(Ducato di Parma, di Modena, Murobesato di Mantova eoo.) orano ad essi
indiret- laiuonte soggetti. Dulia metà del 1500 fin al
prlnoipio del 1700 do¬ minò 008 ) nell'Italia settentrionalu la Spagna»
a oiG suooedette l'Austria, mentre una parte d*d- l'RmiUa (la
cosiddetta Romagna» oon Bologna, Ra¬ venna» Ferrara) apparteneva alto
stat^/dolla Chiosa. — Alla flne del 1700 1« rivoluziono Fran¬ cese
e quindi l'epoca Napoloonioa portarono anohe nell'Italia settentrionale
grandi mutamenti. Pur troppo però» il Congresso di Vienna del 1815
as¬ segnò la tradita reptibblloa di Venezia oon la Lom¬ bardia
airAustria, mentre la Casa di Savoia ag- U Liguria al Piemoote ed alia
Sardegna, le derivava il titolo del itegno. tla l’e- rimento per la
liberaiione nazionale trovò nel Piemonte e nell* Italia settentrionale
mtri e focolari maggiori e s’iniziarono le ria unità e l’indipendenza,
l’ultima delle . tra coronata dalle gloriose vittorie del li
Vittorio Veneto. (Ved. Atl. tav. VI). 22. Sdpbbfioib b popolazionb.
— Sopra una superfloio ohe si può oaloolare, entro ai oonfiiii fisioi,
di circa 132 000 kmq., ha ora una popolazione che ei calcola di
circa 18 700000 di ab. pi codesta superfloie i oonBni del
Regno inelu' devano finora soltanto lOiUOO km> oiroa, mentre ora
ne inoludono IZ7 000 ; e includevano otre» 16 milioni 0 >/z di ab.,
mentre ora la popolazione, per i nuovi acquisti (oiroa 1 milione e i/il o
per il oaturale aumento annuo, si oaloola di oiroa 18 mi¬
lioni. Tale popolazione tende continuamente a crescere,
nonostante la forte emigrazione di alcuni compartimenti, soprattutto
del Veneto, del Piemonte e della Lombardia. La densità dunque
dell’Italia Bettentrio- nale entro ai nuovi oonBni del Regno ri¬
sulta in media 141 ab. per kmc^., mentre entro ai vecchi confini sarebbe
di IBO. L’I¬ talia settentrionale ha perciò una densità superiore
alla media di tutta Italia, che nei 1921 risultò di I2fj ab. per kmq. ed
è fra le regioni d’Europa più popolose. La densità tuttavia è
inuguale, perohò in certe province supera 200 e In quella di àlllano
arriva fino a 002 ab, per kmq. mentre in altre e speoial- mente
nelle regioni montuose può soendero a mono di 60 por kmq. — Oltre a oio 6
da osservare ohe, aehbeue la popolazione per le indusirie tenda ad
aumentare nello città, anche la popolazione eparea deU'ltalia
settentrionale 6 assai numerosa e vive in case sparse e in pioooli
villaggi, ohe dànno alle sue campagne un aspetto molto dille- rento
da quello dell’Italia meridionale e della Bioilia. Delle
città deli’ Italia settentrionale consi¬ derate nella cerchia del comune,
una supera ormai i 700 000 ab-, Milano — una e^cra già '/; milione,
Torino — una supera 300000 ab., Genova — due superano 200 000, —
Trieste e Bologna — una vi s’avvicina, Venezia — due superano 100000,
Padova e Ferrara, mentre altre due vi si avvicinano, Brescia e
Verona. La popolazione di quasi tutte le città dell’Italia
settentrionale tende a crescere. 83 Gruppi ni liroua kazioràlitX btraviera — Abbiamo già
detto ohe nelle valli Alpine Pie¬ montesi (speoialmonte in Val d’Aosta e
nelle valli dpi Valdesi) si parla tuttora franoeee da oiroa SS mila
individui : i quali sono però di eentimenti nazionali perfettamente
italiani. — Ugualmente legati alla nazionalità italiana sono quelli ohe
par¬ lano tetteeoo nelle valli intorno al m. Rosa (Qros- soney.
Alagna, Maougiiaga) oiroa 4mila; — nell'alto- piano dui Sette Comuni in
provinola di Yioenza, oiroa 3 mila; — e nella Gamia, circa 8 miU.
mentre inve-ie li popolazione tedeso.a dell’Alto Adig^ oompatta
nelle valli superiori, oaloolata circa ZOO mila Individtii.ò stata finora
delle piò ostili contro l'Italia. — Finalmente nel Friuli orientale si
tro¬ vavano finora entro i confini del regno oiroa -tO mila
Sloeeni ispnoialmente intorno a Cividale) anoh'essi nazionalmente fedeli
all’Italia : ma oltre ad essi si trovano Inoluai entro 1 nuovi confini
del regno d’Italia, noi baoino dell’Isonzo, nella otttà e nel re¬
troterra di Trieste, nellTstriao nello Statodi Fiume oiroa i/i milione di
Ulaoi (Sloreni e Croofi) finora molto ostili agli Italiani.
24. OoOUFàZlONI OBOLI ABITANTI
PBO- DOTTi - IsTRCzioME. (V’cd. Atl. tav. IX). —
L’agricollura occupa il maggior numero di abitanti ed ò in più luoghi
agricoltura in¬ tensiva, con vigneti (specialmente in Pi^ monte) ed
orti e veri giardini per la colti¬ vazione dei fiori (in Liguria), — con
campi ohe dànno un prodotto por ettaro pan a quello dei paesi più
progrediti dollaTerra, — con risaie (speoialmonte in provinoia di
Novara), — con prati irrigui (mar- oite) specialmente nella bassa
Lombardia, ohe permettono il girando allevamento del bestiame e
l’industria pel cas«i;?cto (nel Lo- digiano, come pure nel Parmigiano); —
fi¬ nalmente con cana;i«/t, soprattutto nell’E¬ milia, — con la
coltura della barbabietola da zucchero (nell’Emilia, nel basso Veneto
e altrove). Gli olivi dànno copioso prodotto nella Liguria e i
gelsi diffusi in tutto il bassopiano permettono uno sviluppo della
bachicoltura, che rendo l'Italia unode^aesi di maggior produzione
dellaseta nella'Terra. La Venezia Tridentina darà all’Italia
grande quantità di tranarneoou i nosoni, oue si trovano uu- nbe in
altri luoghi, ma non eooossivamonte al>- londanti nulla zona alpina. —
La pesca t> fonte abbastanza importante di guadagni lungo le
coste dell’Adriatico e nelle lagune (ealli di Gomaoohio eco.); ò
pooo frutti fra invece nel mar Ligure. Ma l’occupazione che subito
dopo all’ a- griooltura ha raggiunto nell’ Italia setten¬ trionale
uno 8vilup(K) grandissimo ò Tindu- sfria nelle sue svariatissime
manifestazioni. Sotto questo riguardo l'Italia settentrionale
supera senza confronto il resto d’Italia e può gareggiare con le regioni
più industriali dol- Pestero, nonostante la mancanza di mate- ' rie
prime (metalli, carbone, cotone eoc.)o)io è uno degli ostacoli maggiori
alla prosperità eoonomioa del nostro paese. Alla mancanza di
carbone mal si provvede con le ligniti o con il poco petrolio dell’Emilia
e molto più efficacemente, invece, ma sempre in modo inadeguato ai
bisogni, con le energie elet¬ triche ottenute dai corsi d’acqua.
Iva le industrie piti importanti e sviluppate sono quelle
metallurgiche o mecoaniohe per fusione e lavorazione di metalli e
fabbrioazione di maooliine, di automobili, di navi, specialmente a
Milano, a Torino, a Genova e dintorni (8. Pier d’Arena. Sa¬ vona
eoo.), a Venezia, a Trieste ed anche in altre località, come nel
Bergamasco e nel Bresciano. Non meno importanti sono le induatrie
teeaili: soprattutto della eeta, a àlilano. a Como e altrove, in
modo da gareggiare con I piu progrediti paesi della Terra sotto questo
riguardo ; del ootone, pure nel Milanese e nelle province di Torino, di
Novara, di Como, di Bergamo, di Genova. Por la lana hanno
acquistato fama soprattutto i dintorni di Biella (prov. di Novara) o di
Schio (prov. di VIoenza). Delle induetrie alimentari ha preso
grande svi- gliingova dalla qua foioo mo'
appatj»^ { •uoi 06 ^crre pe quali fu 5 Piave e
d luppo negli ultimi anni quella iJello xùcchero di barbabietola
specialmente nell’Elmilia, nel Veneto o in Liguria. A (lenora sono anche
numerose le fabbrlohe di pa*r«. R nell'Sìmilia sono (famose le t
alum trix di Modena e di liologna. Terzo grande ramo d’oootipazione
degli abitanti nell’ Italia settentrionale sono il commercio e la
navigazione ; il primo age¬ volato dalla posizione goograflna, e
dalla rete ormai assai svilupjjata ui strade, e spe¬ cialmente di
ferrovie, ohe s’intrecoiano in tutti i sensi e_ traversano, come
abbiamo veduto, le Alpi e gli Appennini. Ad esse s’aggiungeranno Io
vie d’acqua interne, specialmente quella Padana. La
navigazione ò occupazione delle pili antiche per gli abitanti dei
litorali della Liguria o del Veneto, dove sorsero nel medio evo le
più potenti città marinare di quei tempi. Uenclib superati ormai sulla
Terra e nello stesso Mediterraneo da altri d’altre regionij i porti
di Genova, Venezia e Trieste gareggiano con i maggiori od è a
crederò furmamente che avranno uno sviluppo commerciale sempre più
intenso. Por tutte questo ragioni l’Italia setten¬ trionale
supera le altre parti d’Italia in ricchezza e in generale anche nelle
varie formo di vita civile. Wistruzione vi è no¬ tevolmente
sviluppata, d’ogni ramo o grado: gli analfabeti, sebbene pur troppo
non manchino, sono in generalo in numero mi¬ nore ohe altrove,
soprattutto nel Piemonte tu su 100 ab. d’oltre 6 anni), nella Lom¬
bardia (13 su 100) e nella Liguria (17 su 25. Rboio.vi stobiohb b
divisioni aumini- STRATivB. — Come già abbiamo detto, l’I- tiilia
settentrionale si divide in 8 compar¬ timenti 0 regioni storiche :
Piemonte. Liqu- ria ool Nizzardo, Lombardia, Canton Ticino, che
costituisce la parto maggiore della Sviz¬ zera italiana, Venezia propria,
Venezia Tri- dentina, Venezia Giulia con lo Stato di Fiume, ed
Emilia, con la piccola repubblica indipen¬ dente di S. Marino.
Di questi compartimenti o regioni sto¬ riche (delle quali il Canton
Ticino o il Niz¬ zardo, oltre a S. Marino, non fanno parte del
Regno d’Italia) diamo qui sotto la su¬ perfìcie e la popolazione, secondo
il cen¬ simento del 1921. Si noti, però, ohe tale superfìcie e
popolazione corrisponde alla somma di quelle delle provinole (che
sono le maggiori oiroosorizioni amministrative del Regno) ; ma i
uonfìni di queste non sempre corrispondono ni oonfìni fìsici, et¬
nici 0 storici dei compartimenti. In fìne al volume diamo in una
tabella i dati statistici particolari per le varie pro¬
vinole. Si noti poi ohe la popolazione che indi¬ chiamo fra
parentesi per le varie città nella | descrizione dei vari
compartimenti corri¬ sponde a quella della cerchia del comune, non
del centro principale abitato, che h la città vera. Tra l’una o l’altra
di tali cifre vi sono assai spesso differenze gran¬ dissime, ohe
rileveremo a mano a mano quando l’occasione se ne presenterà.
Dati statistici relativi alle ragioni dell’ Italia
settentrionale. Entro 1 nuovi confini politioi e
amministrativi. Superficie Popol. nel 1921
In km> assol. relat.
l’iemonto 29 8b6 3 88S 000 116
Liguria . . . . S 280 1 S'IO flOO
248 Iximbardia 24 180 S uo ooo
211 Vanesia propria . 28 010 4 2IS
OOO 150 Venezia 'Tridentina . 18 800
645 000 47 Venezia Giulia 8 iOO
OiO flOO 103 Emilia . . . . 21 848
3 012 000 138 RepubhItQt di 8. Marino 00
12 OOO 200 Nizzardo ool Principato
di Monaco . 600 200 OOO 290
Svizzera italiana 8 8J0 170 000
43 Dati piò speolfioati, soprattutto per
lo'province. Si trovano in aopendioo at fasotoolo.
lo - IL PIEMONTE. r Confini e nosloni generali. —
Il Piemonte (In S latino ftdemontium, oioO paese > pie’ di monti) si
T può dire all'insrosso limitato a H, a WeaN dalla { crosta
dell’Appennino Ligure e dello Alpioocideu- 1 tuli 0 t'entrali fino alle
sorgenti dolla Tooe e al 4 lago Maggioro. Verso R. il Ticino lo divide
soloiJ in parte amministrativamente dalla I.ombordia, <| perohò
a questa appartrngono la Lomellioa o il I cosi detto Oltrepò Pavese,
formante il curioso ou- 4 neo di Bobbio. '4 Pisioaraento
ooraprondo: la sona alpina; la pla-iL nura piemontese da Ounoo ai Ticino,
Il paeso ool- J linose del Monferrato e la pianura di Marengo. Y
Divisione in province. — II Piemonte, di oul / sopra abbiamo
indioato la suporfloie e la popole-'V alone a>soluta o relativa, ò
diviso in t province: ili Torino (!• per superlicfe e per popolaaione)
ohe 'I abbraooia l'angolo NW del compartimento, cioè gran parte
delie Alpi Ponnlne, tutte le Graie ita- . liane e parie dolio Cozie, un
tratto piano luogo il Poe le colline sulla destra del fiume; —di
Cuneo (Z» per Slip.. 4* per popolaz.) ohe oooupa l’angolo' SW ; —
di A.le%8andria (4* por sup. o 2» por pope- ’ laz.) por niussima parto
formata dal Monferrato;! — di Novara (»• por sup. e por popola:.) a
NE, , par.e alpina e parte piana. Occupazioiij degli abitanti
e prodotti. — I vi-, gneti ^ecialmentc del Monferrato e lo] risaie
aoì Vercellese, dànno i prodotti più caratteristici del Piemonte. Il
quale ha ' grande sviluppo anche industriale a To¬ rino e dintorni
(industrie metallurgiche e > meccaniche), nel Diellese per la
tessitura di • lana, in parecchi luoghi per filatura e les-J silura
di cotone, in Valsesia per cartiere^ Città principali. — Torino
6'20) capitale de l Piemonte, è per alcuni anni (dal 1881 a j 1885)
già capitale del regno d’Italia, o entro] deU'tilt.i valle del Po e delle
relazioni cora-J meroiali terrestri dell’Italia con l’Buropa oc-1
cidentale à, dopo Milano, la più iniuatriale] città d’Italia. Si
distingua da tutte le^altrej grandi oitt& italiane per la re^olarith
delle vie o le sue costruzioni tuoderno. Torino Tu oiilU 'Ini
risor|;irapnio itahiiiio r pa¬ tri» t' 'lliiKtrl uomini, comi- U
ih'ranso, Kali'O, liio- (mrtl. IVAmifiio e, superiore a tutti. Camlilo
(;.i- yn,,r HiiI rioinn nnlle 41 Kurerir» /> la hasllina ohe
oontiene le tomtie dei re e prinoipi di Casa Barola flno a Carlo
Alberto. Impila provincia di Torino sono da ricordare an-
oorii: /rrea(12) allo sbocco dolla valle d’Aosta, città d'orisine romana
di notevole importanza storica _ e Aosta I Mianch'essa d'origine romana e
capo- luogo doila bellissima valle, a oui^dà il nome. Cuneo
(30), allo sboooo delle etrmle dei passi di Tenda e dell' Argenterà.
Sostenne oon esito felice otto assedi dei Francesi. Nella sua
provincia è Saluteo (16), giàrapoluogo di un Uarohesato, patria di Silvio
Pellioo. Novara (60), molto commerciante. Sotto le sue mura
avvennero importanti battaglie nel 1613 e nel 1849. Grande centro di
pro- iluzione di riso. Nella sua provincia: ttirl/a (13),
soprannominata la àlanohostor d'Italia, per le sue numerose e Ho-
renii industrie. — VtretUi (36), antiohisaitna città sulla ferrovia
Torino-àlilano, in territorio fertilis¬ simo: centro del mercato del
riso. Alessandria (78), fondata dalla Lega Lom¬ barda contro
Federico Barbarossa alla con¬ fluenza della Bormida eoi Tànaro,
nella pianti rar di Marengo : ebbe in passato no¬ tevole importanza
strategica. Nella Rum provincia: Asfi (àO), città
antichissima, repubblica dei medio evo; centro vinifero del Pie¬
monte. patria di Vittorio Autori. — Aeaui (15), fa¬ mosa per le sue aocue
termali, da cui ha li nome. — Uanal* Monferrato (35), sulla destra dei
Po, già oapiiale del ducato di Monferrato. Importante centro
vinloolo. 2o . LA LIGURIA. Confini e nozioni generali —
La Liguria fl- slonmente oooupa il versante dell’ Appennino e delle
Alpi Idguri rivolto al mare, arrivando a W en¬ tro I oonfini politioi o
amministrativi fino alla valle della ifoja e ad K verso la Tosoana (Ino
alla foce della .Magra. Etnograficamente però ed anche am-
inliiistraciraraente la Liguriapassa in qualohepunto al di là della
cresta spartiacque. Oonlina perciò con la Pranoia, oon il Piemonio, por
breve tratto oon la lx>mbardia, in causa del cuneo di Bobbio,
oon l'Emilia e oon la Tosoana. Divisione In province. — Ni divide
in duo pro- rinoe : di Oenova a E (la maggioro per sup. e par
popol.) e Porto Maurizio a W. Occupazioni degli abitanti e
prodotti. — Suolo ristretUL moatuoso e naturalmente poco fertile.
Gli abitanti però seppero trarne il maggior profitto, ooltivandolo a
giardini ed orti, che dànno, per il clima, fiori e legumi
primatiooi, ohe si spediscono in altre re¬ gioni d'Italia od all’estero.
Altri prodotti abbondanti sono : olio, castagne, vino e a-
riimi. Le industrie prinoipali sono quelle el ferro e dei
cantieri navali a Genova, a S. Pier (l’Arena, a Savona ed alla
Spezia; poi quelle ohiraiebe (zucoherifloi), del co¬ tone, eco.. Ma
la riochozza di Genova b il commercio marittimo, che supera quello
di tutto il resto d’Italia. Città principali. — Genova (300),
sorta nel punto della costa ligure pili opportuno per le
oornunicazionì ool bassopiano Padano, è il primo porto e insieme una
delle pili belle citth d' Italia. Edificata ad anfiteatro su per il
monte, ohe salo subito dal mare, manca di spazio por allargursi ; e le
costruzioni anche per l'ingrandimento del porto furono assai
difficili e costose. Un tempo ora pure piazp forte ; ora non pili. I
molti e son¬ tuosi palazzi le meritarono il nome di Su¬ perba.
Decaduta dalla sua prima potenza e dal suo splendore dal 1600 in poi,
riac¬ quistò tutta la sua importanza nel secolo passato con l’unità
d’Italia, oon l’apertura del oanale di Suez e con i trafori del S.
Got¬ tardo e del Sempione. Ora Genova è rivale di Marsiglia e si
sviluppa sempre più, anche por le industrie Vi nacquero Cristoforo
Colombo e Giuseppe Mazzini. Nell.a sua (Tovincla: 8. J-Her d’Arma
(SOI, ò quasi un sobborgo di Genova, oon rInoinaM fon¬ derie ed
oltloiiio sidertirgioho. — àfaronaiTò), sooon- deporto della Riviera,
molto ingrandito; si può oon- siderarooome ti porto del Piemonte —
Npezia( 90), pruno porto militaru d'Italia, si trova In fondo ad un
golfo ampio o ben riparato, cinto da ripide mon¬ tagne, o«ronato da
forti,e chiuso danna diga a Ror d'acqua ^sta diventando anche centro
industriale. — Molte altre cittadine minori, amenissime, Af- bmga, Sestri
Levante, lìapallo eoo., sono stazioni olimatloho di fama
internazionale.j Porto Maurizio (9) è il (piooolo c^oluogo
della provincia a cui dà il nome. E’ diviso da Oneglia{S) quasi
somplioemonte dal tor¬ rente Impero, alla cui foce;fe il
piooolo,porto comune.Nella provinola ben piti imiràrtante oo'me'
città ò S»N RaunlSO), rinomata stazione olimatioa, oome la Tlolna
Bordighera (li), — yentimigiia ò a pojiii' km. dal oonflna franoese;
grande mordalo di (lori. Arcangelo Ghisleri. Ghisleri. Keywords: atlante
filosofico, tavola I, tavola II, tavola III, -storia romana, eta romana –
classe V ginnasiale -- storia romana e filosofia, memoria di Cattaneo,
rivoluzione con Rensi – Mazzini, mazziniano – lo stato italiano – stato
federale – federazione -- Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Ghisleri: storia
romana e filosofia”– The Swimming-Pool Library.


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