Grice e Losurdo: l’implicatura
conversazionale del ribelle aristocratico – filosofia italiana – Luigi Speranza
(Sannicandro di Bari).
Filosofo italiano. Grice: “Losurdo has contributed to a collection on ‘fatti
normativi’ which is fascinating!” -- Grice:
“I like Losurdo: describing Nietzsche as the aristocratic rebel is genial; he
also engages in some linguistic botanising with his ‘linguaggio dell’impero’:
something Romans and Brits know well – cf. ‘Great Britaiin’ and my little
England!” -- losurdo, Italian philosopher, expert not
on Grice, but Nietzsche, “Nietzsche, ribelle aristocratico” -- essential Italian philosopher. Si laurea a
Urbino sotto la guida di Salvucci con la tesi, “La semantica di Rodbertus”. Direttore
dell'Istituto di Scienze filosofiche e pedagogiche "Pasquale
Salvucci" all'Urbino, insegnò storia della filosofia nella stessa
università presso la facoltà di Scienze della Formazione. Inoltre fu presidente
dell'hegeliana Società internazionale Hegel-Marx per il pensiero dialettico, membro
della Società di scienze di Leibniz a Berlino (un'associazione di scienziati
che si rifà alla settecentesca Accademia Reale Prussiana delle Scienze nella tradizione
di Leibniz) e direttore dell'associazione politico-culturale Marx XXI. Dalla
militanza comunista alla condanna dell'imperialismo statunitense, fino allo
studio della questione afroamericana e di quella dei nativi, Losurdo fu
studioso anche partecipe della politica nazionale e internazionale. Di
formazione marxista, descritto sia come un «marxista controcorrente» sia come
un «marxista eterodosso» e un «comunista militante», la sua produzione spazia
dai contributi allo studio della filosofia kantiana (la cosiddetta autocensura
di Immanuel Kant e il suo nicodemismo politico), alla rivalutazione
dell'idealismo classico tedesco, specie di Hegel, nel tentativo di riproporne
l'eredità (sulla scia di György Lukács in particolare), alla riaffermazione
dell'interpretazione del marxismo tedesco e non (Gramsci e i fratelli Spaventa),
con incursioni nell'ambito del pensiero nietzscheano (la lettura di un Nietzsche
radicale aristocratico) e di quello heideggeriano (in particolare la questione
dell'adesione al nazismo di Heidegger). La sua riflessione
filosofico-politica, attenta alla contestualizzazione del pensiero filosofico
nel proprio tempo storico, muove in particolare dai temi della critica radicale
del liberalismo, del capitalismo, del colonialismo e dell'imperialismo, nonché
della concezione tradizionale del totalitarismo (Arendt), nella prospettiva di
una difesa della dialettica marxista e del materialismo storico, dedicandosi
anche allo studio dell'antirevisionismo in ambito marxista-leninista. Losurdo
ha una visione molto critica della tradizione intellettuale europea del
liberalismo, in particolare della tradizione classica e delle sue origini,
sostenendo che pur pretendendo di enfatizzare l'importanza della libertà
individuale in pratica il liberalismo reale è a lungo contrassegnato dalla sua
esclusione di persone da questi diritti, con conseguente sfruttamento come
razzismo, schiavitù e genocidio. Afferma che le origini del nazismo si trovano
in quelle che considera politiche colonialiste e imperialiste del mondo
occidentale. Esaminando le posizioni intellettuali e politiche degli
intellettuali sulla modernità, Kant e Hegel furono i più grandi pensatori della
modernità mentre Nietzsche fu il suo più grande critico. I suoi lavori,
che lui stesso fa rientrare nell'ambito della storia delle idee, riguardano
inoltre l'indagine delle questioni di storia e politica contemporanee, con una
attenzione critica costante al revisionismo storico e la polemica contro le
interpretazioni di François Furet e Ernst Nolte. In particolare critica una
tendenza reazionaria tra gli storici contemporanei revisionisti riconoscibile
nel lavoro di autori come Nolte, che traccia l'impeto dietro l'Olocausto agli
eccessi della rivoluzione russa; o Furet, che collega le purghe staliniane a
una «malattia» originata dalla rivoluzione francese. Secondo L. l'intenzione di
questi revisionisti è di sradicare la tradizione rivoluzionaria in quanto le
loro vere motivazioni hanno poco a che fare con la ricerca di una maggiore
comprensione del passato, ma si trovano nel clima e nei bisogni ideologici
delle classi politiche, come è più evidente nel lavoro dei revivalisti
imperiali Johnson e Ferguson. Fornisce inoltre una nuova prospettiva su
rivoluzioni come quella inglese, americana, francese, russa e quelle contro il
colonialismo e l'imperialismo. Si discosta anche dalle posizioni elogiative che
la maggior parte delle biografie prende nell'analisi di Gandhi e la
nonviolenza. L. volge la sua attenzione alla storia politica della
filosofia moderna tedesca da Kant a Marx e del dibattito che su di essa si
sviluppa in Germania nella seconda metà dell'Ottocento e nel Novecento, per poi
procedere a una rilettura della tradizione del liberalismo, in particolare
partendo dalla critica e dalle accuse di ipocrisia rivolte a Locke per la sua
partecipazione finanziaria alla tratta degli schiavi. Riprendendo ciò che
afferma Arendt in Le origini del totalitarismo, per Losurdo il vero peccato originale
del Novecento è nell'impero coloniale di fine Ottocento, dove per la prima
volta si manifesta il totalitarismo e l'universo concentrazionario.
Controversia degli storici L. critica il concetto di totalitarismo, sostenendo
che fosse un concetto polisemico con origini nella teologia cristiana e che
applicarlo alla sfera politica richiedeva un'operazione di schematismo astratto
che utilizza elementi isolati della realtà storica per collocare la
Germania nazista e altri regimi fascisti e l'Unione Sovietica e l'esperienza
del socialismo reale e di altri Stati socialisti nello stesso insieme, servendo
così l'anticomunismo degli intellettuali della guerra fredda piuttosto che
riflettere la ricerca intellettuale. Forte critico dell'equiparazione tra
nazismo e comunismo (in particolare quello sovietico) fatta da studiosi come Furet
e Nolte, ma anche da Arendt e Popper, nonché del concetto di «olocausto rosso»,
il suo Stalin. Storia e critica di una leggenda nera, sollevò un dibattito
sulla figura di Iosif Stalin, sul quale a suo avviso peserebbe una sorta di
leggenda nera costruita per screditare tutto il comunismo. Porta l'esempio che
nel lager vi era volontà omicida esplicita in quanto l'ebreo che vi entrava era
destinato a non uscire più (vi è una despecificazione naturalistica) mentre nel
gulag no (si tratta di despecificazione politico-morale) e nel primo venivano
rinchiusi quelli che il nazismo chiamava Untermensch – sottouomini -- mentre
nel secondo (in cui afferma finissero solo una parte dei dissidenti), pur
essendo una pratica da condannare, erano rinchiusi dissidenti da rieducare e
non da eliminare. Losurdo afferma che «il detenuto nel Gulag è un potenziale
compagno [la guardia stessa era tenuta a chiamarlo in questo modo] e dopo l'inizio
del biennio delle grandi purghe che seguono l'assassinio di Kirov] è comunque
un cittadino». Riprendendo anche l'opinione di Levi (internato ad Auschwitz,
secondo cui il lager era moralmente più grave del gulag) e contro Solženicyn
(internato in Siberia e che affermava l'equiparazione della volontà
sterminazionistica),sostiene che pur essendo grave che un Paese socialista nato
per abolire lo sfruttamento usi sistemi imperialisti e capitalisti, il gulag
sia analogo a molti campi di concentramento occidentali (i cui governi hanno
sostenuto e sostengono di essere paladini della libertà), che per certi versi
furono anche più affini al lager in quanto campo di sterminio e non di
rieducazione, riprendendo la storia del genocidio indiano. Egli sostiene anche
che i campi di concentramento e le colonie penali britanniche erano peggio di
qualsiasi gulag, accusando anche politici come Churchill e Truman di essere
autori di crimini di guerra e contro l'umanità pari (se non peggiori) di
quelli che sono stati poi attribuiti a Stalin. Losurdo ritiene inoltre che i
comunisti soffrano di autofobia, cioè paura di se stessi e della propria
storia, problema patologico che va affrontato, a differenza dell'autocritica
sana. Despecificazione politico-morale e despecificazione naturalistica La
despecificazione è l'esclusione di un individuo o di un gruppo dalla comunità
dei civili. Esistono due tipi di despecificazione: La despecificazione
politico-morale (in questo caso l'esclusione è dovuta a fattori politici o
morali). La despecificazione naturalistica (in questo caso l'esclusione è
dovuta a fattori biologici). Per L. la despecificazione naturalistica è
qualitativamente peggiore rispetto a quella politico-morale. Infatti mentre
quest'ultima offre almeno una via di scampo mediante il cambio di ideologia,
questo non è possibile nel caso in cui sia in atto una despecificazione
naturalistica, che è irreversibile in quanto rimanda a fattori biologici che
sono di per sé immodificabili. A differenza di altri pensatori ritiene quindi
che l'olocausto degli ebrei non è incomparabile ed è quindi disposto ad
ammettere in questo caso una tragica peculiarità. La comparatistica che L.
offre a proposito non vuole essere una relativizzazione o uno sminuire, ma
semplicemente considerare l'olocausto degli ebrei come incomparabile significa
perdere la prospettiva storica e dimenticarsi dell'olocausto nero (l'olocausto
dei neri) o dell'olocausto americano (l'olocausto dei nativi indiani d'America
ottenuto negli Stati Uniti mediante la continua deportazione sempre più a ovest
e la diffusione ad arte del vaiolo), oltre ad altri stermini di massa come il
genocidio armeno. Polemiche riguardanti Stalin Una recensione effettuata
nell'aprile del 2009 da Guido Liguori su Liberazione (organo ufficiale del
Partito della Rifondazione Comunista) di Stalin. Storia e critica di una
leggenda nera, libro in cui L. critica la demonizzazione di Stalin effettuata
dalla storiografia maggioritaria e cerca di sottrarlo a quella che definisce
«la leggenda nera su di lui», è al centro di una polemica all'interno della
redazione del suddetto quotidiano. Venti redattori inviano una lettera di
protesta al direttore del giornale in cui si critica sia il tentativo di
riabilitazione di Stalin presente nel libro di Losurdo sia la recensione di
Liguori (giudicata troppo positiva nei confronti del libro), oltre che la
scelta del direttore del giornale di pubblicare tale recensione. Il libro
riceve delle recensioni critiche per le sue affermazioni e per la metodologia
di lavoro utilizzata.I critici di L. lo accusano di essere un «neostalinista». Grover
Furr, autore di Krusciov mentì e descritto come un «revisionista storico», un
«revisionista in una ricerca lunga una carriera per scagionare Stalin» e un
«prezioso contributo alla scuola revisionista storica degli studi sovietici e
comunisti», elogia il lavoro di L., in particolare quello su Stalin, iniziando
un'amicizia reciproca. Nel introduce
Furr a un editore italiano che pubblica la traduzione italiana di Khruschev
mentì, per cui scrive l'introduzione. Aveva già scritto l'introduzione e il
retrocopertina del libro di Furr sull'assassinio di Kirov che rimane inedito. Negli
estratti di un convegno organizzato per rivalutare la figura di Stalin a
cinquant'anni dalla morte critica le rivelazioni contenute nel rapporto segreto
di Chruščёv, l'allora segretario generale del Partito Comunista dell'Unione
Sovietica. Secondo Losurdo la cattiva fama di Stalin deriverebbe non dai
crimini commessi da quest'ultimo (paragod altri del suo tempo), ma dalle
falsità presenti in quel rapporto che Chruščёv lesse nel corso del Congresso.
Nella relazione al convegno dà credito a una delle accuse principali che
stavano alla base della sanguinosa repressione staliniana contro gli
oppositori, ovvero l'esistenza nell'Unione Sovietica della «realtà corposa
della quinta colonna» pronta ad allearsi col nemico. Losurdo ribadisce di non
voler riabilitare Stalin, seppur calato nella sua epoca, volendo presentare
solo un'analisi dei fatti più neutrale e attuare un revisionismo
sull'esperienza generale del socialismo reale ritenuta passata, ma utile da
studiare per capire le dinamiche future del socialismo. Losurdo apparteneva
alla corrente del marxismo-leninismo, ma ammirava anche l'interpretazione che
Mao Zedong diede della pluralità della lotta di classe, da collocare nel
contesto dell'attenzione che rivolge al processo di emancipazione femminile e
dei popoli colonizzati. Vicino prima al Partito Comunista Italiano, poi al
Partito della Rifondazione Comunista e infine al Partito dei Comunisti
Italiani, confluito nel Partito Comunista d'Italia e nel Partito Comunista
Italiano, di cui è stato membro, fu anche direttore dell'associazione politico-culturale
Marx XXI. Critico del liberalismo, della NATO e dell'imperialismo, in
particolare quello statunitense, Losurdo contestò l'assegnazione del Premio
Nobel per la pace a Xiaobo, considerato un sostenitore aperto del colonialismo
occidentale, in particolare per la sua idealizzazione del mondo occidentale e
per aver affermato che ci sarebbe bisogno di «300 anni di colonialismo. In 100
anni di colonialismo Hong Kong è cambiata fino a diventare ciò che è oggi. Data
la grandezza della Cina, ovviamente ci vorrebbero 300 anni per trasformarla in
quello che Hong Kong è oggi. E ho dei dubbi che 300 anni siano abbastanza». Saggi:
“Auto-censura e compromesso” (Napoli, Bibliopolis); “La questione nazionale,
restaurazione. Presupposti e sviluppi di una battaglia politica” (Urbino,
Università degli Studi);“La rivoluzione e la crisi della cultura” (Roma, Riuniti);
“Lukacs” Urbino, Quattro venti, Il comunismo e sui critici (Urbino, Quattro
venti, La catastrofe e l'immagine” (Milano, Guerini, Metamorfosi del moderno.Urbino,
Quattro venti); “La tradizione liberale. Libertà, uguaglianza, Stato, Roma, Riuniti);
“Tramonto dell'Occidente? Atti del Convegno organizzato dall'Istituto italiano
per gli studi filosofici e dalla Biblioteca comunale di Cattolica. Cattolica, Urbino,
Quattro venti, Antropologia, prassi, emancipazione. Problemi del comunismo, e Urbino,
Quattro venti, Égalité-inégalité. Atti del Convegno organizzato dall'Istituto
italiano per gli studi filosofici e dalla Biblioteca comunale di Cattolica. Cattolica,
Urbino, Quattro venti, Prassi. Come orientarsi nel mondo. Atti del convegno
organizzato dall'Istituto Italiano per gli Studi filosofici e dalla Biblioteca
Comunale di Cattolica (Urbino, Quattro venti); La comunità, la morte,
l'Occidente. L’ideologia della guerra, Torino, Boringhieri, Massa folla
individuo. Atti del Convegno organizzato dall'Istituto italiano per gli studi
filosofici e dalla Biblioteca comunale di Cattolica. Cattolica, Urbino, Quattro
venti, La libertà dei moderni, Roma, Riuniti, Napoli, La scuola di Pitagora,.
Rivoluzione francese e filosofia, Urbino, Quattro venti); “Democrazia o
bonapartismo. Trionfo e decadenza del suffragio universale” (Torino, Bollati
Boringhieri, Il comunismo e il bilancio storico del Novecento, Gaeta,
Bibliotheca, Napoli, La scuola di Pitagora, Gramsci e l'Italia. Atti del
Convegno internazionale di Urbino, Napoli, La città del sole, La seconda
Repubblica. Liberismo, federalismo, post-fascismo, Torino, Boringhieri); “Autore,
attore, autorità” (Urbino, Quattro venti); Il revisionismo storico. Problemi e
miti, Roma, Laterza, Utopia e stato d'eccezione. Sull'esperienza storica del
socialismo reale, Napoli, Laboratorio politico, Ascesa e declino delle
repubbliche, Urbino, Quattro venti, Lenin, Atti del Convegno internazionale di
Urbino, Napoli, La città del sole, Metafisica. Il mondo Nascosto, Roma, Laterza,
Gramsci dal liberalismo al comunismo critic, Roma, Gamberetti, Dai fratelli
Spaventa a Gramsci. Per una storia politico-sociale della fortuna di Hegel in
Italia” (Napoli, La città del sole); “Hegel e la Germania. Filosofia e
questione nazionale tra rivoluzione e reazione, Milano, Guerini, Nietzsche. Per
una biografia politica, Roma, Manifesto); “Il peccato originale del Novecento,
Roma, Laterza, Dal Medio Oriente ai Balcani. L'alba di sangue del secolo
americano, Napoli, La città del sole, Fondamentalismi. Atti del Convegno
organizzato dall'Istituto italiano per gli studi filosofici e dalla Biblioteca
comunale di Cattolica. Cattolica Urbino, Quattro venti, URSS: bilancio di
un'esperienza. Atti del Convegno italo-russo. Urbino, Urbino, Quattro venti, L'ebreo,
il nero e l'indio nella storia dell'Occidente, Urbino, Quattro venti, Fuga
dalla storia? Il movimento comunista tra autocritica e auto-fobia, Napoli, La
città del sole, poi Fuga dalla storia? La rivoluzione russa e la rivoluzione
cinese oggi, La sinistra, la Cina e l'imperialismo, Napoli, La città del sole, Universalismo
e etno-centrismo nella storia dell'Occidente, Urbino, Quattro venti, La
comunità, la morte, l'Occidente. Heidegger e l'ideologia della guerra (Torino,
Boringhieri); “Nietzsche, il ribelle aristocratico. Biografia intellettuale e
bilancio critico, Torino, Boringhieri, Cinquant'anni
di storia della repubblica popolare cinese. Un incontro di culture tra Oriente
e Occidente. Atti del Convegno di Urbino, Napoli, La città del sole, Dalla
teoria della dittatura del proletariato al gulag?, Marx e Engels, Manifesto del
partito comunista, Laterza, Bari, Contro-storia del liberalismo, Roma, Laterza,
La tradizione filosofica napoletana e l'Istituto italiano per gli studi
filosofici, Napoli, nella sede dell'Istituto, Auto-censura e compromesso nel
pensiero politico di Kant, Napoli, Bibliopolis, Legittimità e critica del
moderno. Sul marxismo di Gramsci” (Napoli, La città del sole); “Il linguaggio
dell'Impero. Lessico dell'ideologia americana” (Roma-Bari, Laterza); “Stalin.
Storia e critica di una leggenda nera, Roma, Carocci); “Paradigmi e fatti
normativi. Tra etica, diritto e politica, Perugia, Morlacchi, La non-violenza.
Una storia fuori dal mito, Roma, Laterza, La lotta di classe. Una storia
politica e filosofica, Roma, Laterza, La sinistra assente. Crisi, società dello
spettacolo, guerra, Carocci,. Un mondo senza guerre. L'idea di pace dalle
promesse del passato alle tragedie del presente, Carocci. Il comunismo occidentale.
Come nacque, come morì, come può rinascere, Laterza. PCI Ancona: cordoglio per la scomparsa, su il
partito comuista italiano, A. Orsi, Scienza e militanza. Un ricordo, MicroMega,
Cordoglio, Il Metauro, Verso, Il linguaggio dell'Impero. Lessico dell'ideologia
americana, Roma, Laterza. Il comunista contro-corrente. Un comunista eterodosso.
Auto-censura e compromesso in Kant, Napoli, Bibliopolis, Hegel e la libertà dei
moderni, Roma, Riuniti, Napoli, La scuola di Pitagora, Lukacs, Urbino, Quattro
venti, Dai fratelli Spaventa a Gramsci. Per una
storia politico-sociale della fortuna di Hegel in Italia, Napoli, La città del
sole, Nietzsche. Il ribelle aristocratico. La comunità, la morte, l'Occidente.
Heidegger e l'deologia della guerra; Controstoria del liberalismo, Laterza, Revisionismo
storico. Peccato originale del
Novecento. La non-violenza. Una storia
fuori dal mito. La non-violenza. Una
storia fuori dal mito, su L'Ernesto, Associazione Marx, Dalla teoria della
dittatura del proletariato al gulag?, in
Marx, Engels, Manifesto del partito comunista, Editori Laterza, Bari David
Broder. Jacobin. Stalin. Storia e critica di una leggenda nera. URSS: bilancio
di un'esperienza. Atti del Convegno italo-russo. Urbino, Urbino, Quattro venti,
Popper falso profeta, Contro Popper, Armando Editore, B. Lai e L.
Albanese. Fuga dalla storia? Il
movimento comunista tra auto-critica e auto-fobia. Il linguaggio dell'impero.
Lessico dell'ideologia, Lettere su Stalin; Stalin. Storia e critica di una
leggenda nera, su sissco. Stalin. Storia
e critica di una leggenda nera. A.
Romano, Canfora e lo stalinismo che non
fa male, ilcannocchiale. In Memoriam, La Città del Sole, Stalin nella storia
del Novecento, R. Giacomini, Teti, Una teoria generale del conflitto
sociale", Intervento al Congresso Nazionale del PdCI. Il Consiglio Direttivo
dell'associazione Marx Il Nobel per la
pace» a un campione del colonialismo e della guerra, il cavallo oscuro della
letteratura, Open Magazine, Open Magazine, H. Arendt Controstoria del
liberalismo A. Gramsci Genocidio indiano Grandi purgh, Heidegger, Marx, Nietzsche
Olocausto, Stalin Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo" - blogspot.com.
Intervista RAI Filosofia, su filosofia.rai. Intervist RTV Svizzera, su you tube.com.
Domenico Losurdo. Losurdo. Keywords: il ribelle aristocratico. Refs.: Luigi Speranza, "Grice, Losurdo, e
Nietzsche, ribelle aristocratico," per il Club Anglo-Italiano, The
Swimming-Pool Library, Villa Speranza, Liguria, Italia.


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