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Friday, August 12, 2011

Strozzi: scuola genovese di pittura

Luigi Speranza

Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino o il Prete genovese (Genova, 1581 – Venezia, 2 agosto 1644), è stato un pittore italiano del Seicento.

È considerato uno dei più importanti e prolifici artisti del barocco italiano.

La sua opera si è ispirata inizialmente alla scuola pittorica toscana per risentire, successivamente, delle influenze di artisti lombardi e fiamminghi, sia pure restituite in una matrice comune reinterpretata con personale visione.

La sua cifra stilistica è stata caratterizzata inizialmente dall'uso di colori intensi tesi a costituire un elemento strutturale ben definito rispetto alla rappresentazione pittorica.

Ne La verità pittoresca di Giovanni Battista Volpato, del 1685, viene evidenziata la sua abilità nell'àmbito del cosiddetto pittoresco, assimilabile a quella di artisti come Palma il Giovane e Francesco Mattei.

Nella sua carriera, Strozzi operò anche a Venezia - città nella quale morì - e sulla laguna seppe raccogliere le nuove influenze artistiche, derivate prevalentemente dall'opera di Paolo Veronese, in grado di meglio focalizzare l'aspetto di pura scenografia dei lavori che andava realizzando.



[modifica] BiografiaNon risulta che Strozzi sia stato imparentato con l'omonima famiglia fiorentina.

Nel 1598, all'età di diciassette anni, aderì all'Ordine dei frati minori Cappuccini che poi lasciò nel 1608 alla morte del padre per mantenere la madre con il proprio lavoro di pittore. Gli resterà, come nome d'arte, quello de il Cappuccino.

Nel 1625 fu accusato di pratica illegale della pittura e quando sua madre morì, intorno al 1630, Strozzi fu costretto da un'ordinanza giudiziaria, dopo un breve periodo di reclusione, a rientrare nell'ordine dei Cappuccini. [3] Per evitare il confino in monastero, decise così di trovare asilo nella Repubblica di Venezia, dove venne soprannominato il Prete genovese.

Gran parte del suo corpus artistico ha riguardato soggetti di carattere religioso e a sfondo biblico e le sue prime opere furono influenzate da insegnanti francescani. È il caso dell'"Adorazione dei pastori" del 1615.[4] Nei suoi primi lavori - come ad esempio nell'"Estasi di San Francesco"[5] - l'artista mostra anche di essere fortemente influenzato dall'ombrosità emotiva tipica di Caravaggio.

Galleria
(1/2)▶

Ritratto del compositore Claudio Monteverdi, 1640, Venezia, Galleria dell'Accademia◀(2/2) San Cristoforo

Ma già nella seconda decade del Seicento, quando si trova a Venezia, Strozzi inizia a sintetizzare un proprio stile personale che fonde disparate influenze, incluse quelle derivate da Rubens e da Veronese. Nel dipinto Incredulità di san Tommaso, lo sfondo è mutato rispetto ai lavori precedenti, ma il volto del Cristo riflette ancora lo stile tipico di Caravaggio.[6].

L'influenza dell'arte veneziana derivata dai caravaggisti (come Jan Lys, morto nel 1629 e Domenico Fetti, morto nel 1623) è maggiormente ravvisabile nei successivi lavori contrassegnati da uno stile più morbido e apprezzato dai mecenati veneti. In particolare, appartengono al periodo, i dipinti Parabola del convitato a nozze (1630)[7],Cristo consegna le chiavi del Paradiso a San Pietro (stesso anno),[8] Carità di San Lorenzo (Venezia, chiesa di San Nicola da Tolentino)[9] e la Personificazione della Fama (1635-1636)[10].

Strozzi - che fu anche influenzato nella sua tecnica pittorica da Diego Velazquez, in visita a Genova fra il 1629 e il 1630 - vide consolidare la sua notorietà dopo che gli venne commissionato un ritratto del compositore Claudio Monteverdi. Da allora diversi furono i dipinti da lui realizzati raffiguranti notabili veneziani (Giovanni Grimani, il cardinale Federico Correr, il doge Francesco Erizzo, ecc.).

Suoi discepoli sono stati Giovanni Andrea de Ferrari (1598-1669), Giovanni Bernardo Carbone, Valerio Castello e Giovanni Benedetto Castiglione.

Opere di Strozzi sono conservate, oltre che alla Galleria di Palazzo Rosso di Genova e in chiese e musei di Venezia, in musei di tutto il mondo, fra cui l'Ermitage di San Pietroburgo, il museo di Belle Arti di Chambéry, l'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il museo Magyar Szépmüvészeti di Budapest. In Spagna si trovano, in particolare, La Veronica e Tobia cura il padre cieco, presenti al Museo del Prado,[11] e Santa Cecilia, custodito al Museo Thyssen-Bornemisza.

[modifica] BibliografiaEzia Gavazza e altri autori, Bernardo Strozzi, Genova 1581/82-Venezia 1644, catalogo della mostra a Palazzo Ducale di Genova, Milano 1995
J. Spicer, Bernardo Strozzi: Master Painter of the Italian Baroque, catalogo della mostra alla Walters Art Museum di Baltimora), Baltimora 1995
A. Pallucchini, La pittura veneziana del Seicento, Milano 1993
C. Krawietz, "Bernardo Strozzi," in The Dictionary of Art, ed. Jan Shoaf Turner, Londra 1996
M.S. Hansen e J. Spicer, Masterpieces of Italian Painting, The Walters Art Museum, Londra 2005, n. 43
Camillo Manzitti, "Gioacchino Assereto: tangenze giovanili con Bernardo Strozzi e nuove testimonianze figurative", in "Paragone, n. 663, Maggio 2005.

Rudolf Wittkower, Pelican History of Art, Art and Architecture Italy, 1600-1750, Penguim 1980
[modifica] Note1.^ La data di nascita non è certa e viene generalmente indicata fra il 1581 e il 1582.
2.^ Fonte: Palazzoducale.it.
3.^ Loire, Stephane (1995). Bernardo Strozzi. Burlington Magazine: pp.477-479.
4.^ Adorazione dei pastori, Walters Art Gallery, Baltimora
5.^ Estasi di San Francesco, Philbrook Museum
6.^ Incredulità di San Tommaso, Compton Verney Museum
7.^ Parabola del convitato a nozze, National Gallery, Australia
8.^ Cristo consegna le chiavi del Paradiso a San Pietro, Galleria dell'Università del Wisconsin
9.^ Carità di San Lorenzo
10.^ Personificazione della Fama, National Gallery di Londra
11.^ Tobia cura il padre cieco, Museo del Prado.
[modifica] Altri progetti Wikimedia Commons contiene file multimediali su Bernardo Strozzi
[modifica] Collegamenti esterniWga.hu
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Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Bernardo_Strozzi"
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