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Sunday, May 27, 2012

L'"Edipo" di Foscolo

Speranza Di una giovanile tragedia dedicata a Edipo, Foscolo aveva fatto menzione nel "Piano di studi" del 1796, sotto la voce Tragedie: “Edipo = recitabile ma da non istamparsi”. Il testo si supponeva fosse andato perduto, assieme a gran parte della produzione giovanile di Foscolo. Allo stesso tema era dedicato anche un "Abbozzo in prosa per la tragedia d'Edipo" (1811), conservato alla Biblioteca Labronica di Livorno. La questione è stata riaperta in 1978 quando è stato attribuito a Foscolo, da Mario Scotti, un manoscritto che porta il titolo "Edipo: tragedia". Il manoscritto, che si trova a Roma nell’archivio della “Civiltà cattolica”, è conservato tra alcuni documenti appartenuti a Silvio Pellico, al quale sarebbe giunto nel 1815 quando Foscolo, al momento di partire in tutta fretta da Milano, aveva diviso le sue carte tra gli amici più cari. L’attribuzione del testo a Foscolo si basa anche su riscontri testuali e strutturali che renderebbero plausibile un accostamento al "Tieste", al quale lo accomuna anche la ripresa di modalità alfieriane. Rispetto all’Edipo a Colono di Sofocle, i personaggi sono ridotti a cinque, in ottemperanza all’ideale di stringatezza teorizzato da Alfieri. Inoltre ci sono evidenti riprese da tragedie alfieriane come il Polinice e l’ Antigone.

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