Da Genitori
Da Genitori di condizione fervile ebbe Francefco in Genova il fuo natale 1' anno 1619. Egli, ellendo ancora fanciullo, perdette il Padre. Quindi la Madre, non trovandoli inpof- ■ fibilità d'alimentarlo ,.il dell'ino almefliere paterno. Fu egli Jl, dunque prefentato, ed ammeflò per paggino in cafa Pavefe: f»a*c£sg» onde poi tutti, quantunque egli non taceile più tale uffizio, pur nondimeno l'appellavano il paggio: foprannome, che Tempre redolii.
Ma il buon Giovanetto era dotato d'uno Ipirito più generalo della fua nafeita . Inclinava alla pratica di qualche Arte: liberale però la voleva:, e non già fervile. Il fuo genio era rivolto verfo della Pittura , di modo che fovente, per attendere a difegnare di fuo capriccio , e a dipinger figure umane, alberi, e.fiori,, o per fermarli a contemplar quadri, o ftampe, fe fi folle imbattuto a vederne; tralcurava il fervi'zio del Padrone . Il Padrone, perfona molto alTennata, e difereta, avvedutoli, che Francefco avea tutta la buona difpofizionc ad elfer Pittore, fi Mimò in obbligo di alfecondargliela . Efentollo per tanto dal far figura di fervo;, e, continuandogli il primiero fuflìdio, lo pofe fotto ilSarzana ad imparar la Pittura. E' indicibile quanto in poco tempo s' avanzale nell' Arte il noftro Francefco . Diligente olTer-. vator delle regole, puntuale imitator degli efempj, pronto nel difegnare, naturale nel colorire, già compariva Maellro ne'primi faggi del fuo difcepolato. Andavano in giro alcune tavoline da lui dipinte con buona idea, e diftribuzione: ciò, che lo rendeva molto llimato, e invogliava i Cittadini a dargli cortìmifTioni di pitture. ■ „
Per poter lavorare con fua libertà, prefe congedo dal Sarzana, e apri ftanza da fe; dove benché non irtene giammai oziofo: tuttavia troppo fcarfo gli era il tempo, rilpetto alla folla delle faccende, che lo premevano: ordinario efr fetto della fama d'un egregio Artefice . Sempre più gli credevano le fatiche, e al, pari di quelle gli crefeevano ancora e gli emolumenti, e le lodi. Ma per quanto fi fentilTe claltare; egli non infuperbiva, riè punto llava in contegno. Oflèquiofo, e riverente verfo di tutti, non diede mai legno, «è di compiacerò de'proprj lavori, nè didifprezzare gli al* ..... ... X 5 * "• • . ■ trui.
trui. Anzi a quei, che venivano nella fua ftanza dava libera facoltà di criticarlo; affermando loro , che , fe gli avef
■ fero palefati gli errori, a cui pur troppo fi conofceva fog
Di getto: egli non già per male, ma bensì per fomina grazia
Framcesco l'avrebbe avuto . Di queft' umil concetto, eh' egli avea di E■■ASO• fe ftelTo, può farne fede un accidente, che con lui m'avvenne . Io pofTedeva una bella tavola da elfo dipinta, nella quale era effigiata la Pace in atto di fugar Marte . Quella tavola un giorno mi fi macchiò . Onde gliela rimandai, affinchè me la reftauraire . Coftui al vederfela comparire a cafa [non effendo per anche flato informato del motivo], fi diede a credere, che io gliel' aveflì rimandata , perchè la rifiutai , come Opera difettola: e già fenza turbarfi, o dir parola in propria difefa, difponevafi a reltituirne il denaro, che in mercede n' avea ricevuto .
Quantunque molte fiano le tavole, che quello Pittore dipinfe: ad ogni modo una fola, eh' io fappia, in pubblico efpofta fi vede. Quelta è quella, che Ita locata fopra^. dell'interior porta della Chiefi di S. Anna de'PP. Carmelitani Scalzi, entrovi la rapprefentazione del Martirio d'alcuni Religiofi di quell' Ordine. E ben altre per ornamento delle noftre Chiefe ne vedremmo, fe il Merano avelTe avuto più lunga la vita . Ma nel maggior vigore della fua età, e del fuo virtuofo operare importuna morte cel tolfe, infieme co' fuoi per anche teneri bambini nella fiera peltilenza dell' anno 1657., della quale tante volte con mio eltremo dolore ho dovuto in quelle carte lare menzione . (a)
Ebbe il Merano in ifpofa una nipote di Gio. Andrea-. Dè' Ferrari: donna faggia, ed accorta , a cui portav a fvifeeratifTimo affetto , e dal cui configlio, come da oracolo, dipendeva. Egli aveva infegnata la Proleffione ad un Giovanetto , nomato Tommafo Clerici, il quale della flefla malattia, che il Maeltro poco dopo lui ci mancò nell' anno ventèlimo primo dell' età Tua. Quali progreffi egli avrebbe fatto nella Pittura^ fe cosi pretto non l'aveflìmo perduto , lo dimoftrano le quat*
tro
(a) Il Merano e flato un eccellente Difegnatore del Nudo. Molti de' fuoi difegni, che in tal genere io poflèggOj abbafUnu U dimoftxano*
tro tavole, che ftanno efpofle, due nella Chiefa della Nunziata del Guaftato: e due nella fagreftia di eflà Chiefa.., Nell'una delle due prime fon figurati i tre Santi Arcangeli, mmmmmmamm Michele , Gabriello , e Raffaello: nell' altra vedefi la San- Dl tiffima Vergine coli* Immagine di S. Domenico recata dal F*ancisc« Cielo. Neil' una delle due feconde fta deferitto il Martirio 1ViMAWO' di alcuni Religiofi Francefcani: e nell' altra è rapprefentata una fchiera di Religiofi di quello rtefTo Ordine, i quali feguono Gesù, che con la Croce in fuile fpalle s'incammina al Calvario. (a)
Niun crederebbe, che l'Autore di quelle bell'Opere, in cui fpicca gran fenno, e perizia, foflè flato un Soggetto d' età così giovanile .
X 4 VITA
(«) L'ultima dette riferite tarole prefentemente è loca» in una parete del chiotti© di Oue'PP. Minori Offerranti, ■■: t
Saturday, August 13, 2011
Subscribe to:
Post Comments (Atom)


No comments:
Post a Comment