IO non faprei dire, fe maggior onore abbian fatto all'Anfano que'due fuoi difcepoli Badaracco, ed Aflertto, de' quali addietro divifatamente parlai: oppure quelY Orazio De' Ferrari, di cui ora fon per parlare . So bensì, che colhii, fe fu a que'due minore di tempo; non però gli cedette nel valor del dipingere, conforme dalle tavole, che di lui abbiamo, e che qui apprello riferirò, potrà il Lettore comprendere .
Voltri fu la Patria d' Orazio, ivi nato l'agofto del 1606. di Genitori coltituiti in povera, e balTa fortuna. Era egli
per anche
per anche fanciullo, quando 1* Anfaldo fuo compatri otta imbattutofi a vederlo, ed entratogli in difcorfò, n' ammirò il buon giudizio, e lo fpirito , e l efortò allo ftudio di qualche _Arte liberale; rapendogli reo, che sì beli' ingegno trafan- Di Orazio dato periffe . Il Padre d' Orazio , avuta di ciò notizia, e fcórto Ds' F"**»« edere il figlio bramolò d'imparar la Pittura , confcgnollo tolto all' Anfaldo, che di tutto genio lo ricevette , gran riufcitsu. fperando di così aperto , e deliro difcepolo .
Diedegli per prima prova a copiare alcuni difegni, che il fanciullo con incredibil velocità , ed efattezza imitò: ciò, che all' Anfaldo e maraviglia recò, e piacere; e maggiormente lo confermò nelle grandiofe fperanze di lui fin da' primi affagli concepute .
Pafso pofcia Orazio al colorire: nel che pure fe' {piccare la fua attività . Concioflìachè egli conduceva le tinte-* così al naturale, e così paftofe, e morbide; che pareva non già principiante nell* Arte , ma provetto; e non già difpofto , ma nato Pittore .
Parecchi anni egli profeguì fotto la difciplina dell' Anfaldo; a cui al pari del profitto, della puntualità, e del rifpettofo oflèquio crefceva eziandìo nell' affetto . E n' arrivò a tal fegno l'aumento, che avendo elfo Anlàldo una nipote, per nome Giorgetta, zitella d' ottime qualità: a lui pensò ai congiungerla in matrimonio; e con tal nodo itringere maggiormente il reciproco amore; aggiungendo al carattere di Maetìro quello di fuocero. La fposò Orazio: e fu pertua in ambo i coniugati la contentezza, ed unione d'animi. Anfaldo profeguì a proteggerlo, e ad aiutarlo da amorevole direttore, e parente: ed Orazio s'inoltrò con maggior impegno a operare, e farfi onore nell' apprefa Profeflìone .
Una delle prime tavole, con la quale ufcì in pubblico il noftro Orazio, fu quella di S. Niccola di Tolentino in atto di contemplare la comparfagli Santiflìma Vergine tenente il Celefte Bambino nel grembo. Quella tavola fu locata., ad uno degli Altari della Chiefa di S. Agoftino: ed incontrò molta lode .
Morì poco {Unte il fuo amatiflìmo Anfaldo: e ciò fiero colpo fu al grato cuore del buon genero, che tante obbligazioni
gazioni gli avea. Compiuti verfo il defunto gli uffi/.j dì cri
ftiana pietà: dovette fupplirne le veci. Prefe per tanto la cura
======= di terminare la tavola, da quello lafciata imperfetta, per
Di O^io la cappella del Tranfito della Madonna in S. Francefco di CaDe* Ferrar i. ftellett0 (a): e n'ebbe molto onore. Una tavola tutta fua, e d* ottimo gufto, fi è quella, che vedefi nella cappella de* Signori Lercari in S. Maria di Confolazione, entrovi effa Maria col Divin Putto in grembo, e a' lati S. Giufeppe, e S. Giovanni. Evangelijìa . Di delicato pennello è pur l'altra tavola del nato Salvatore, cui porgono omaggio i pallori, locata ad un degli Altari di S. Chiara in Carignano . Né cede punto a qucfte la gran tela defcrittiva della Cena di Crilto con gli Apoftoli, che mirali nell'Oratorio di S. Siro, (b)
Riufct Orazio anche felicemente ne' lavori a frefco: ciò, che ben dimostrano 1' AlTunzione della Vergine da lui dipinta nella volta del coro di S. Vito : e gli Evangelifti quivi aggiunti negli angoli (e). Parimente a frelco dipinfe nella Chie(à delle Monache di S. Andrea la cappella dedicata alla SSma Vergine del Rofario: e vi efpreiTe alcune ftorie della Vergine (teda . Ad olio, e a frefco dipinfe in S. Siro la cappella del B. Andrea Avellino: e rapprefentò a frefco tre fatti di quello Santo in altrettanti fpazj della volta . Ad olio poi fece le due tavole, che ftanno a' fianchi dell' Altare .
Ma le migliori tavole di quello Autore, per comune giudizio de' Periti, fon quelle, eh' ei dipinfe per la Chiefa di S. Bartolommeo detto degli Armeni con rapprefentazioni concernenti alla ftoria del Sacro Volto, che cola con molta venerazione fi conferva. In una v' è Anania Pittore del Re Abagaro , il quale Anania s'ingegna di ritrarre l'Immagine di Crifto: in un'altra v'è il Pittore medefimo, che riceve da Crifio improntata in un fazzoletto la Santa Immagine: nella terza fta effigiata l'Immagine ftefla, che nottetempo tramanda fplendori, a guifa di fiamme: e nell' ultima fi vede ella Immagine
(«) Nella riferirà cappella al prefente non v'è altra tavola, fé non cjuelladell' Altare, la quale è del Sarzana, conforme già fcrifle il Soprani nella vita di quel Pittore.
(*) Quell'Oratorio è intitolato Sanftae Mariae Anrelorum: e la qui notata tavola è cofa fingolare. .'
(e) Quelte pitture a frefco fono fiate dipoi ritocche da mano inefperta: e però lconciare.
magine prefentata a non fo qual Reina. Belle fon quefte tavole , e maffimamente per un certo colorito i'refcofo, e rifoluto, che non lafcia in quello genere defiderar davvantaggio. m^^^m^
Fece anche Orazio per le noltre Riviere molte tavole, Diorazi»" che non novero , a motivo di brevità (a). Ne tanta copia dee De' Ferra**. recar maraviglia; ftantechè egli era oltremodo veloce, e franco nell' operare; cofa , che non può non ignorare , chi fi fa_. a vedere le Opere fue, nelle quali fi fcorge il tratto d' un pennello padrone , dirò cosi, e pofTeditore di fé medefimo .
Tra i qualificati Perfonaggi, che affezion grande portarono a quefro fpiritofo Pittore, uno fu il Principe di Monaco , il quale feco il conduffe, e molte cofe gli fece dipingere sì nel palazzo, sì nelle Chiefe del Principato . IntrodufTelo in oltre nell' amicizia di alcuni Signori Provenzali . Il favore di quello Principe verfo il noftro Pittore giunfe_> fino ad ottenergli una Croce di Cavaliere dell'Ordine di S. Michele , folita a confeguirfì in Provenza fol da chiari Soggetti. Così Orazio ricco di premj, e di onori fé ne ritornò in Patria con la nuova decorofa Infegna , della quale poi, non per pompa, ma per grata memoria del benefizio, andò fémpre fregiato.
Era egli tuttavia in frefca età: e noi fperavàmo di lungamente averlo fra noi: ma la peftilenza dell'anno 165 j.9 la quale tanti valentuomini ci tolfe, né anche ad effò la perdonò . Quel graviflìmo flagello privò di vita lui, la conforte, ed i figli; il maggiore de' quali, nomato Gio. Andrea , dava già fegni di dover riufcire un ottimo Pittore; e noi con giudo fondamento 1' arguivamo da un ritratto , che in età di foli dodici anni egli fece del P. Paoletti Agoftiniano; ritratto affai al naturale, e con qualche franchezza dipinto; il qual fi conferva nella libreria Aprofìana di Ventimiglia: e farà un perpetuo teftimonio del bel talento di quefto Giovanetto \ e un' autentica lode del di lui Genitore, che tanto bene_. feppe in breve co' fuoi precetti inftruirlo . .
Tom. I. . T VITA
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(«) Due belliflìme tavole di quello" Aurore debbo qui aggiungere: 1'una è quella, che rapprefenta S. Giacomo Apoftolo in atta di battezzare S. Pietro Martire , primo Vefcovo di Praga; la qual tavola conferva!! nell' Oratorio di S. Giacomo , detto della marina: 1' altra è quella, che vediamo nella Chiefa del Saiùiflimo Crocififlò fuor della porta della Lanterna , entravi S. Agoitino , clic lava i piedi a Criito velli to da Pellegrino »
Saturday, August 13, 2011
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