Luigi Speranza
VITA DI GIROLAMO IMPERIALE, PATRIZIO GENOVESE, Pittore .
Germoglio della chiariflìma Famiglia Imperiale fu quel Girolamo, di cui ora prendo a difcorrere_».
Coitui confermò col fuo efèmpio, che la Pittura^, non è d'offufcamento, ma è piuttofto di maggior luftro alla nobiltà . Imperocché , dopo i primi erudimenti lettera^ , eflTendo fiato mandato nel Collegio di Parma, per f?rofeguirvi i fuoi ftudj, fovente occorrevagli di olfervare le immortali Opere del Goreggio, e del Parmigianino , che in^ quella città numerofe campeggiano .
L' ottimo dilcernimento, di cui era dotato, faceva, che ogni giorno pi$ gli piaceifcro . Pafsò dai piacere alla voglia di effer Pittore: e però applicoflì con tutto l'animo a, quefta nobile facoltà: e proportili per efernplari que' sì egregj ProfefTori, quali col folo faflidio del proprio genio, e talento potè da giovanetto arrivare ad efatramente imitarli .
Bel faggio ne diede nelle prime fue tavoline, nelle quali fparfe tal grazia, e tondeggiò con tal pienezza i dintorni; ch'elle Spiravano l'ariade' pennelli di que' due valentiflìmi Artefici.
Veduteli in Parma quelle due fatture , gli recarono grand' onore; onde cominciò ad aver commiflìoni d'impegno , come fc folle flato un Profeflbr già maturo: ed alcune efeguinne. Ma fui più bello dovette abbandonar quella città, e reftituirfi alla patria, richiamatovi da' fuoi domeftici affari, che la prefenza di lui richiedevano.
Ritornatovi, e meflè in buon affetto le cofe, che gli avean fatta premura: poiché ebbe ricuperato qualche agio per la quiete, e per l'ozio , ripigliò la Pittura . Diede opera foecialmente aldifegno, e allo ftudio d'intagliare all'acquaforte; avendofi eletto in Maeftro Giulio Benfo, la cui fcuola fioriva qui con iftraord inaria lode, e frequenza . In breviffiHio tempo all' acquaforte produffe di Aia invenzione alcuni degni lavori, che gli conciliarono ftima, e lo fecero con*parire Difegnatore franco, ed efperto .
Aveva quefto Cavaliere, nel fuo foggiorno in Parma, ^^= raccolta una pregevol ferie di difegni originali fatti da'più Di eccellenti Pittori: e ficcome amico era del Benfo „ cosi a lui £»<***<» ne donò uno affai bello di mano d'Annibale Caracci, rapprefentante un Sileno, con molte altre figure.
Quefto difèr gno, che è fatto con inchioftro della China , fta ora appreflb il Sig. Antonio Invrea , Cavaliere anch' efTo di pittura amante; e che, come fi difle, lo ftudio del Benfo interamente poffiede .'•••.
Era Girolamo tiretto parente del Sig. Gio. Vincenzio Imperiale (a), padrone di raccolti quadri, e difegni cosi fuperbi; che non invidiavano a quelli delle gallerie de' Sovrani.
Laonde, per acquiftarfi grazia maggiore preflò di quefto rirtuofiffimo Cavaliere, gli fece dono d'un altro difegno di mano del Parmigianino, in cui fi rapprefentavano le Spofalizie di S. Caterina: ed era il lavoro cotanto fino, ed infigne, eh' io non faprei qual altro di quel maravigliofo Maeftro potefle in bellezza fuperarlo.
Fu sì caro un tal dono a quel Signore, che per ricompenfare il donatore, il quale trovava!! in tenue fortuna, lo deftinò al governo de* foci Feudi nel Regno di Napoli: impiego molto cofpicuo, e di notabil emolumento .
Lieto Girolamo della ricevuta onoranza, difpofe tofto gli affari di fua cafa, e portoflì alla novella fua refidenza, Quivi fu accolto da que' popoli con particolari dimoftrazioni di giubbilo; ed ei fempre più amabile lor fi rendeva con la' fua giufta, e prudente amminiftrazione.
Non oftanti le molte occupazioni del governo , pur consacrava qualche ora d'avanzo al fuo dolce ritiro, collocando tutta la fua ricreazione-., nell' amato efereizio della Pittura . E già avea comporti alcuni T 2 graziofi
(a) La raccolra di rariflìme pitture, e Qatue, di preziofi cammèi, e di fcelti libri, che aveva fatto il Sig. Gio. Vincenzio Imperiale nel fuo palazzo di Campetto e fiata fempre da* Viaggiatori ammirata : e meritamente. Imperocché le tavole di Guido , del Guercino, e del Caracci erano in efla moltifc; fìme ? che facevano corona a fette , od otto altre fuperbe tavole di Raffaello . Eftinta ora la linea mafehile di quella Famiglia, fon pattati altrove que* nobjlifiwni arredi ; e folo a noi e rimafia la memoria del virtuofo genio di sì qualificato Signore > fiimabiliflimo anche per le Aie dotte, ed argute Poesìe* graziofi difegni all' acquaforte, i quali infiéme con altri noK ancora forniti penfava di pubblicare: quando, pattati appena ^^^^m pochi mefi del fuo governo, per violenta malattia venne "Di a mancarci in etade ancor giovanile. Così troncato riftiafc Girolamo il filo alle buone difpofizioni di Girolamo Imperiale, e alla ""«•s. nofl;ra efpettazione . Non fi fa , qual fìa flato il dettino delle belle Operine di quello nobil Soggetto. A mia congettura, o fono /barrite, o altri le ha cólte, e fe n' è fatto onore.
Saturday, August 13, 2011
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