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Saturday, August 13, 2011

Andrea de Ferrari, pittore genovese

LA Famiglia De Ferrari è fra le genovefi cittadinefche affai riguardevole. Da quella ufcì Gio. Andrea-., quell' illuftre Pittore, che con la perfpicacità del fuo ingegno, e con la valentìa de' Tuoi pennelli più riguardevole la rendè. Egli fu , che oflervando le più belle >pere de' noltri Cittadini nella Pittura eccellenti, feppe da quelle, come da miftura di fquifiti fughi, ed aromati, cavarne un sì preziofo eftratto , che ben poterono poi le fue tavole fare invidia agi' imitati efemplari, ed eflèr poi elle ftelFe per, degni efemplari agli ftudiofi propofte.

Venne Gio. Andrea De Ferrari alla luce del Mondo l'anno 1598. Attefe in fua fanciullezza agli rtudj delle lettere umane fotto accurata difciplina, e ne profegui il corfo nell' adolefcenza Tempre con lode . Compiuto quello, fi volfe Dì alla Pittura , di cui fin da' più teneri anni erafi oltremodo Gio. Andrea invaghito. E ben gradirono i Genitori il virtuolò genio del E BRRARI» giovinetto figlio, si per la nobiltà dell'elettali Profeflìone, si per la fperanza, eh' egli, attefe le fue buone difpofizioni, vi dovette far gran progreflì.

Il primo Maeftro di Gio. Andrea fu Bernardo Cartello, dal quale ebbe i principi del difegno: ma toltoli poco ilante [ né io dire il perchè ] dalla fcuola di coiìui, pafsò a quella dello Strozzi; e ciò con molto vantaggio; perocché, quantunque egregio Pittore foffe il Cartello: pure lo Strozzi avea una tal energia di compofizione, e una tal vivezza di coloriti; che nella Profeflìone molto innanzi gli andava.

In querta feconda fcuola flette alcuni anni il Ferrari; e cosi felicemente ne prefe lo ftile; che giunfe fin d' allora a dipinger quadri di fua invenzione , i quali anche dagl' intelligenti fi teneano per Opere del medefimo Strozzi, a cui quell' inganno delle perfone non facea difeapito; e ridondava poi hi onore la (coperta del vero .

Non iftette molto a divulgarli la fama del giovanetto Pittore, che nella perfezione dell' Arte gareggiava col fuo Maertro, e non già difcepolo ne parea, ma compagno . Quindi gran numero di commiflìoni gli venne da' Cittadini genovefi, e da foreftieri si per private lor cafe , che per pubblici luoghi. Per fupplirvi dovette licenziarfi dallo Strozzi, e ritirarli da per fé in lìto appartato, e libero, dove potette a fua piena difpofizione operare.

M' è cofa difficile annoverar le tavole di fua mano fatte , che fi confervano nelle Chiefe di querta città, e de' fuoi fobborghì. Due ne fece per la Chiela del Gesù: 1' una è quella , che vedefi al primo Altare della parte delira, entrovi S. Ambrogio, che difeaccia dal Tempio Teodofìo: e 1' altra quella, che in forma di mezzaluna ila locata fopra la porta contigua alla cappella di etto Santo ; nella qual tavola è rapprefentato il Martirio di S. Caterina d' Alexandria /

dria (a). Per la Chiefa di S. Domenico dipinfe la tavola^ rapprefentativa del Santo Arcivefcovo di Firenze Antonino, —— che diftribuifce 1' elemofina a' poveri; e apprettò la cappella Di a quefto medefimo Santo dedicata avvi pur di fuo un' altra W«f* piccola tavola del tranfito di S. Giufeppe, locata nell'Altare, 'che refta fono dell' organo (b): ficcome pure nella flefla.. Chiefa v' ha di fua mano entro la cappella del Rofario' la tavola moftrante la Nafcita del Redentore.

Per le Monache di S. Chiara in Carignano fece la tavola dell' AfTunzione di Maria Verdine: e per le Domenicane entro la Chiefa dello Spirito Santo fece 1' altra tavola di S.Andrea martirizzato, perlaquale acquiftò molta (Urna. Due tavole fece a' PP. Conventuali per la loro Chiefa di S. Francefco in Calrelletto: efprefle nell' una di effe la morte del Giufto figurata nel felice tranfito di S. Giufeppe; e nell' altra la morte del Peccatore, rapprefentata con tutta la più forte, e fpaventofa maniera in un moribondo, che intorniato da' demonj porta fcolpito nel volto l'orrore, e la'difperazione.

Sua pure è in S. Maria della Pace la tavola di S. Antonio il Francefcano: e fua quella, che vedcfi in S. Agnefa; ove apparifce la mifteriofa colonna di fuoco, a pie della cui bafe (tanno in atto d'implorare il potente Patrocinio della Santiflìma Vergine le Anime del Purgatorio. Nè fra le anzidette ha minor merito la tavola, che colori nella Chiefa di S. Caterina de' Monaci Benedettini, dimoftrante il Martirio di S. Placido Religiofo di quell' Ordine.

Fra le più degne, che il Ferrari dipinfe ne' fobborghi della noftra città, deefi particolar vanto a due: 1' una è di S. Criftina; e 1' altra di S. Pietro chiamato da Crifto all' Apoftolato: efiftenti , la prima nella Chiefa di S. Bernardo alla Foce: e la feconda in quella de' PP. Ulivetani del luogo di Quarto ,

Un" altra

( a ) Ambedue quelle tavole avendo molto patito, a tempi noftri fono fiate ri- florate, e quali di bel nuòvo dipinte dal Prete Giufeppe Ferrari. ) In vece della riferiu tavola, di SU Giufeppe r avvene al prefente- un* ahrc4i della Fi fu r regione di Crifto dipinta da Giufeppe Palmen Pittore moderilo di molto buon gufto. Un' altra non meno infigne tavola di quefto Pittore vedefi (opra la Polcevera nella Parrocchiale di S. Maria Incoronata , entrovi la Santiflìma Vergine, e varj Santi . Ma fuperò le tre precedenti quella, eh' egli inviò nel luogo di' J5T Recco, nella quale avea dipinti tre Santi Vefcovi in atteg- do. Andrea giamenti sì naturali, in volti sì fpiranti pietà, e divozione, * E*RAM ■ co'dintorni sì tondeggianti, e sfumati, e con colorito sì giufto, e vivace; che fé tu la miri, ti reca all' occhio un indicibil diletto , e all' animo un' infolita maraviglia.

Anche il Sereniflìmo Senato avuta informazione della-* rara perizia del noftro Ferrari, 1' elefle a dipingere un ampio quadro per una delle fale del Reale Palazzo . Ei figurò in detto quadro la Temperanza . Lavoro aflai bello, ed onorifico al fuo Autore. {a)

Fu Gio. Andrea di graziofo, e gentile afpetto, di naturale allegro, e convenevole . Veftì in fua gioventù aflai nobilmente, e la Profeflìone fùa trattò con luitro, e decoro . Non ebbe moglie: anzi, poiché fu alquanto avanzato in età, prefe 1' abito chiericale, nel quale poi fempre continuò .

Molto egli dipinfe, come dicemmo: e più ancora dipinto avrebbe, fé la podagra, e la chiragra non lo avellerò lòvente confinato nel letto . Pure dalle lunghe, e indefefle fatiche, quantunque onorevoli emolumenti n'avene ritratto, e fofle fenza carico di famiglia: non gli avanzò tanto, che bafiafle a mantenerlo nell' età cadente, ed inferma . Quindi ogni giorno più credendogli il male, né avendo con che fcftentariì: fu corretto a farfi ricevere nell' Ofpedale degl' Incurabili . Non mancarono però gli Amici di vifitarlo, e accorrerlo , fomminiftrandogli quanto mai fapea defìderarfi: e ciò fpecialmente faceano i fuoi difcepoli, che confervavano grata memoria delle fatiche durate dal virtuofo Maeftro,

per

(«) Gio. Andrea De Ferrari fu un Pittore di prima sfera fra'noftri. Il Soprani in parlando di lui non ha punto efagerato; e nemmen avrebbe efagerato, Jk V avefle efaitato di più. Due tavole di quello valente Pittore-., dal Soprani ommeffe, hanno pur tutto il merito d' effere rapportate . L' una fi è quella de' Santi Pietro, Erafmo, ed altri, che vedefi in Albizzuola^, luogo vicino a Savona : 1' altra quella della Natività della Santiflìma Vergine (e fta locata ad un Altare della Chiefa di S. Ambrogio in Veltri); nella qual tavola ipicca una certa gra2Ìa, e pienezza nel difegno, e nel colorito, che all' occhio fembra di vedere realmente vivi i Soggetti colà rapprefentati in pittura.

per inftrui rgli. Era una compaflione il vedere uri tal uomo

così mal ridotto, e nelle mani, e ne' piedi contorto, ed at

■ i ■ tratto si, che a grande ftento potea girarfi, o muoverli.

Di Tuttavia con fomma pace, ed ilarità il tutto {offrendo,

Dufaram* e ^e^' arte ^ua con Pan^one parlando, difacerbava in pane 'a' Tuoi Amici il duolo, che in vederlo provavano . Io mi ricordo, che efTendo un giorno andato a vifitarlo: egli rafie fuori delle lenzuola le mani tutte rtorpiate, e come follerò incalcinate: indi mi difle, che eziandio in quello flato aveano il prurito di maneggiare il pennello. Mancavano a quello valentuomo le corporali forze, non l'ardore della virtù.

Pervenuto finalmente all'anno 1669., che era il fettantefimo dell'età fua pallata Tempre in criftiana efèmplarità, n'andò [come piamente crediamo] a godere gli eterni ripoli il giorno del Santo Natale . Il Aio cadavere portato alla.. Chiefa di S. Brigida, dopo i convenevoli funerali, fu riporto entro la tomba della famiglia, alTociatovi dalla Compagnia di S. Sabina, della qual Compagnia egli era un zelante Confratello .

Se per la morte di cortui perdemmo un infìgne Pittore: non ne fentimmo però totalmente la perdita, a cagione de' chiari difcepolj, che ci lafciò; alcuni de' quali poterono poi, fé non andargli innanzi, almen pareggiarlo. Ommtttendo io qui il CafHglione, e Valerio Cartello, de' quali favellerò partitamente a' dovuti tempi: mi farò a difcorrere 'breviflìmamente d' alcuni, che non mi porgon materia per una feparata, e diffufa rtoria.

Bernardo Carbone celebre dirtintamente in ritratti fu allievo del Ferrari, ed al Maertro tuttavia fa onor grande^ nelle Opere , che giornalmente conduce .

Gio. Battirta Merano pur vive, ed efercita la Profeflìone con buona rtima .

Gio. Battirta Croce è riufeito più, che mediocre; come danno a divedere alcune mezze figure di Santi Monaci Ulivetani da lui fatte nella Chiefa di Santo Stefano, ed alcune altre pitture efirtenti in Savona, dove andò a itanziare^, e dove di grande età fi morì.

Seba

Sebaftiaiio Cervetto da Seftri di Levante ftudiò fimilmente in Genova fotto il Ferrari. Ma non s' avanzò già di molto: perocché fi contentò di ftarfene fra i limiti di fem- w^mm^mmm plice copiatore. 5^

Ambrogio Samengo pur da Seftri di Levante fu Gio- Gio. Andrea vane di facile, e pronto ingegno . Coftui riufciva affai bene de f£rka*1 ■ in dipinger paefi, fiori, frutti, e lontananze; ne' quali lavori foleva anche introdurre in piccolo graziofe figure -, come di viandanti, di pallori, di aratori, e limili . Grand' onore egli avrebbe fatto a fé medefimo, e al fuo Maeftro , fé non folle trapalato in frefchiffima età.

Furono anche dhcepoli del Ferrari Gio. Battifta Ruifecco , Andrea Podeftà, ed altri, che troppo lunga faccenda-, farebbe il noverare . Ci balli aver noverati i più degni di ricordanza

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