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Saturday, August 13, 2011

Carlone, pittore genovese

SE vero è, che la gloria nafce dalla virtù: gloriofa meritamente dee dirli la famiglia Carlone, che molti virtuofi Soggetti in Pittura ha prodotti. Dell' anziano fra elfi qui m' occorre parlare , che è flato come un fonte, da cui quali fiumi difcefero . Quelli fu Giovanni, Pittore valente, e ne' lavori a frefco aliai fegnalato. Se i fuoi difcendenti hanno il vanto d'eflerfi nella Profeflìone più di lui inoltrati: egli ha quello d'aver loro e aperta la via , e ftampati i primi veftigi.

Nacque Giovanni in Genova. Taddeo Carlone Scultore Lombardo gli fu Padre: Madre gli fu Geronima Verrà Geno»■ R 3" .... vefe.

velè. Taddeo , che anche fapea di Pittura, cominciò a darne al fuo Giovanni qualche lezione; dacché vide, che il figlio ^^^^ affai v* inclinava . Mandollo poi alla fcuola del Som , che Digio. dique'dì lavorava, e infegnava fra noi con incredibile eftiCamlons . mazione . Ma effendo poco lìante ritornato quello Profeflbre in patria: rimalo Giovanni fenza Maeftro, s' invogliò d'andare a Roma; parendogli, che in niun' altra citta avrebbe potuto apparare l'incominciata Profeflìone più compiutamente , che in quella gran Reggia delle beli' Arti. Con la buona grazia adunque del Padre pafsò colà, ben corredato di fufiìdio, e ben raccomandato con lettere a cortefì Amici. Quanto egli v' eccitaffe il fuo fervore, e quanto profitto traeffe dalla comunicazione co' più infigni Pittori, e dalla-, feria offervazione delle più rare pitture, e (latue , meglio può chiccheffia immaginarfelo di quello , eh' io lappia ridirlo.

Per alcuni anni fermollì in Roma il giovane Cartone-, tutto intefo a quello nobile ftudio . Indi, già molto acquiflato avendo , fi parti, per reftituirfi a Genova . Ma in pattando nel fuo viaggio per Firenze, ivi allettato dalle bellezze di quella città , redo a vederla. Udì frattanto narrarli con quanta gloria colà in Pittura operaATe il Cavalier Paflìgnani; onde portoffi a vilìtarlo: e bramofo di maggiormente imparare , pregollo, che 1' accettante in difcepolo . L' accolfe il Paflìgnani, ed efattamente inlìruillo, maflìme nella maniera di ben colorire , sì ad olio , die a frefeo . Prevalfe nel Carlone 1' a frefeo; ed in quello perfezionolfi .

Dopo tal difciplina fece egli ritorno alla patria . Vi fu ben accolto dagli Amatori della Pittura, e da' più riguardevoli Profeflbri di effa; fra' quali uno fu Bernardo Cartello , che innamorato della virtù di coftui, gli diede in ifpofa Erfìlia fua figliuola . (a) ■ Le

$a ) Se Giovanni Carlone avelie prole da quella fua moglie, a noi non è noto. C'è bensì noto, che sbaglia Leone Palcoli nel tomo fecondo delle Vite de' moderni Pittori gag. 197., ove dice, che da Giovanni Carlone , e da Erfìlia Cartella nacque Ciò. Andrea celebre noftro Pittore , di cui fcriverò nell' altro tomo: perchè quello Gio. Andrea nacque da Gio. Battilta fratello di Giovanni, e da Niccoletta Scorza . Sbaglia eziandìo l'Abecedario Pittorico là, dove parla de' Carloni: ftanteche fotto il nome di Gio. Andrea Carlone dice ciò, che dovrebbe dire di Giovanni. Sbaglia pure lo fteflb Abecedario al nome di Gio. Battifta Cartone ; mentre lo confonde con Gio. Battifta Cafone cognato , e difcepolo di Do* menico Fiafella; come fi dine nella nota (a) , in Eue Usila, vita 4' efiò Fialélla., alla pagina 139. di quello tomo.

Le prime occupazioni di Giovanni in Genova furono

E:r lui molto onorifiche, e vantaggiofe . Ebbe da' Signori omellini l'incarico d' ornare la principal navata della nota —_ lor magnifica Chiefa dedicata alla Santiflìma Nunziata, e le ~tj7gìo due gran cappelle, che fulla cima formano da' lati la croce della medefima Chiefa . I foggetti, eh' ei prefe a figurarvi, furono tratti dalla vita di Criito . La franchezza di pennello, con cui efeguilli, e la proprietà, e vivacità delle impreflevi tinte, fecero sì, che fomma lode n' avelie allora , e n' abbia tutto giorno dagli Offervatori intelligenti dell' Arte . (a)

Succeffivamente dipinfe nel!' altra Chiefa della SantiiTima Nunziata nel quartiere di Portoria alcune cofe ad olio: ed anche quefte fi tengono in eftimazione particolare.

Le beililTime pitture fatte nella dianzi mentovata Chiefà de' Signori Lomellini, come quelle, che mift.ro più in comparii la fecondità dell' ingegno, e la perizia del colorire-, di Giovanni , gli produflèro il vantaggio d' eflere eletto a dipingere la Chiefa del Gesù: lavoro , che pur efegui con maniera aflai ben ideata, e condotta; rapprefentandovi nella— navata di mezzo 1' Adorazione de' Magi: 1' entrata di Crifto in Gerufalemme: la mifteriofa Trasfigurazione fulTaborre: e la tremenda comparfa del finale Giudizio . Nelle volte_. poi delle due laterali cappelle vi dipinfe la Crocififlìone di eiTo Criiìo: e l'Incoronazione della Vergine l'opra gli Angelici Cori. Quivi in oltre dipinfe la cupola, nella quale defcriùe il Paradifo (b). Ornò anche il rimanente della Chiefa

R 4 con

( a ) Gio. Luigi Scaramuccia, Pittore di molto merito, nel fuo Trattato delle finezze de" pennelli Italiani , deferive le fopra riferite pitture a frefeo del Carlone con tanta dlmoftrazione di ftima, quanto è il disprezzo, con cui le maltratta.. Mr, Couchin , dichiarandole , per far loro grazia , medtocres - indi , A* mauvaife couleur . Difètto , che tra gr infiniti efperti Profeffori, anche Francefi , egli folo per noftra buona fortuna ha faputo conofeere.

La cupola poi della valla Chiefa della Nunziata, la qual cupola fu dipinta dall' Anlaldo, come ben conila, non per via di femplice tradizione, ma per teftimonianza di autentiche fritture, il Couchin la vuole dipinta da Valerio Cartello; perchè forfè fe lo è fognato. Se non arriva a difeernere i pennelli; legga almeno la vita del nortro Anfaldo: o rimarrà chiarito.

(£) Le pitture della fuddettacupola , avendo aliai patito, per cagion dell' umidita*, furono a' tempi noftri in parecchi luoghi ritoccate da Domenico Parodi Pittor Genovefe, di cui con la dovuta lode nel fecondo tomo di queft' Opera faremo ricordo. Ma ella è oggidì totalmente ita a male infìeme co' ritoccamenti.

Gli angoli di quella medefima cupola non fono di Giovanni Carlone , come da molti erroneamente fi crede, ma bensì di Gio. Battiila fuo fratello, di cui pure a fuo luogo il parlerà.

con figure d' Angioli, e di Santi: cofe tutte, che formano

un compleffo di fquifitiflìmo gufto . Scoperta che fu quelY Ope

i ra, incontrò l'applaufo di molti: ma non andò efente_»

Digio. dalle malignità d'alcuni emuli, che co'rabbiofi fparlamenti

Carlone. tentaron di lacerarla. Superolle Giovanni poli'indifferenza,

e tranquillità d'animo, e col profeguire altri lavori, che

a folla gli venivano ordinati.

Fra le belle pitture a frefco lavorate da quefto valentuomo meritamente annoverar fi debbono quelle, eh' egli conduce nel palazzino di campagna, che in quel tempo per fuo diporto fabbricato s' avea in Albaro il Sig. Anton Maria Soprani mio Padre; il qual palazzino or è paflàto in dominio del Sig. Carlo Cafella (a). Quivi Giovanni nella principal volti della fala defcrifle il gran banchetto del Re Ailuero; e ne falotti contigui rapprefentò alcune azioni della Reina Efterre. Al pian terreno vi dipinfe due danze; nell' una_. delle quali elprefle Tizio, a cui 1* avoltoio lacera le interiora; nell'altra Apollo, e Diana, che fanno ftrazio de'figliuoli di Niobe . E' quefta pittura cofa sì forte, e sì naturalmente efprefla, che produce in chi la riguarda ammirazione , e forprefa . Nella volta poi del- portico fono di mano di quello Carlone due altre favole: cioè quella d' Orfeo, é quella d'Icaro, anch'effe nobilmente, e vivacemente.* condotte.

Già

i a ) Cyefto palazzo fituato in Albaro preflb alla Chiefa di S. Luca , al prefente è pofleduto dal Sig. Gio. Antonio De Francefchi: e le quivi deferitte pitture vi fi confervano in tutta bontà.

Altre Opere di quello Carlone abbiamo in Genova dal Soprani non nominate: delle quali rapporterò qui fotto quelle, che ho potuto raccorre.

In piazza di S. Pancrazio ha dipinto la volta della iala del palazzo Pallavicini , rapprefentandovi un concilio di Dei. Ivi ha pure dipinto altre ftanze: ed aliai bella è quella pittura, che efpone la dolorofa morte de' figliuoli di Niobe .

Nella Chiefa di S. Domenico ha dipinto a frefco la cappella della Madonna del Rofario : i cui Mifterj formano colà gli argomenti delle pitture.

Entro il palazzo già Spinola preflb alla Priorìa di S. Agnefa fono due-» ftanze dipinte da quefto Pittore. Nell'uria fi vede il Sacrifizio d'Abramo: nell'altra il Cardinale Gio. Domenico Spinola, che in Livorno s'imbarca. Di quefto Porporato già parlai nella poftilla (è) della pag. 175»

Un' altr' Opera fuperbiflìma del Carlone? che mi rena a riferire fi è 1*-. Pittura della vaila fala del palazzo' Spinola in S. Pier d' Alena. Veggonfi i* effigiate le note impiefe di Mcgollo Lercari.

1

Già la fama della fina perizia di quello infigne Pittore s'andava (tendendo oltre i confini della Liguria. Era richiedo in varie città per lavori a frefco, ne' quali mirabilmente , riufciva: e fra le altre Milano; ove portoflì l'anno 1530. Di do. invitatovi da'PP. Teatini, a motivo di fargli dipingere la Ca»wn£, loro Chiefa. Cominciò egli 1' Opera, e con grande accu^ rarezza, e universi gradimento la profeguiva; quando, giunto appena alla metà di ella, gravemente infermò, e in pochi giorni fini di vivere, 1' anno fteffo, in cui principiata l'avea . Fu fenfibile la morte di si grand' uomo a que' Religiofi, che diedero al cadavere di lui fepoltura nella lor Chiefa . Ma molto più fenfibile ella fu a' Genovefi, che_. alta (lima , ed efpettazione aveano di tal Soggetto, e molto più ancora fenfibile alla fua famiglia, a cui era in punto d' accrefcere notabilmente 1' onore, e le facoltà .

Mancato così Giovanni Carlone nell' età più robufta (a); giudicarono i PP. Teatini di Milano, che a terminare l'incompiuta pittura niun altro farebbe ftato più a propofito di Gio. Battifta fratello di lui. L'invitarono per tanto con tutta premura: ed egli tofto andò a fupplire le veci del defunto fratello, con tale uniformità , ed uguaglianza; che 1' Opera fembra d' un folo pennello . Vive Gio. Battifta Carlone_>, mentr' io quefte cole ferivo: onde non entro a dir le fue \ lodi. Il dirle farà cura de' Pofteri, a' quali ne fomminiitrerà un copiofo argomento nell' egregie Pitture, che va tacendo. A me bafta al prefente augurargli lunghifiìma vità; affinchè, avendo più campo d' operare, pofla fempre più mettere in efercizio la fua virtù , e con ciò, fempre più renderfi benemerito della patria.

VITA

( « ) Giovanni Carlone t per quel, che ho potuto fepere > mori> mentre s'av* . vicinava al quarantèiimo anno deU' età fua •

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