DI BARTOLOMMEO GAGLIARDO
Pittore , ed Intagliatore in rame .
IDifegni dell' induftria voglion efler fecondati dalla fortuna . Se quella lor s* attraverfa, perde 1' emolumento , e la (lima chi difegnò . E ben attraverfofli a Barrolommeo Gagliardo, di cui ora fon per ifcrivere . Quindi egli /cornato perdette quanto della fua industria fi era promeflo . Che fé mal riufcì fra le genti ftraniere; non perciò gli fi dee negare in Patria quella lode, che per la fua abilità meritoflì.
Nacque coftui in Genova 1' anno di noftra falute 155
Avea foggiornato il Gagliardo molti anni nella Spagna; donde poi ritornato, folea qui da' noilri dillinguerfi col foprannome di Spagnoletto. Prima eh* ei ritornale, era paffuto dalla Spagna nell' Indie Occidentali . Colà per qualche perizia, che pur avea da Ingegnere, s' aflunfe predo a— certa città l'impegno di traforare una montagna, per formarvi una llrada fotterranea a guifa di quella, che da Pozzuolo conduce a Napoli. Ma (è fu in lui per tal affare valorosi l'indullria, non ne volle un buon efito la nemica-.
fortuna .
( «) Qiieft* Opera oggidì non e più esente: ne tampoco li fa qual iofle la cafa, dov' era dipinta.
fortuna. Imperocché dopo un lungo travaglio d'Operaj, e un' immenfa fpefa di que' Cittadini, eflèndo già il lavoro quafi finito , quand' egli credeafi vicino all' acquilto di copiofa Diiìar- rimunerazione, e d'immortai gloria: rovinò improvvifaTolommeo mente la flxada, che per avventura non avea nella teftuggme il fallo compoito tutto d un pezzo; ne ciò potea_. dall' arte conofcerfi. Cosi rimafe il Gagliardo ingannato delle fue fperarfze , difonorato, odiofo a que' Cittadini, feopo delle loro maldicenze, ed in pericolo d'elTer uccifo. Laonde prefe partito di nafeofta mente fuggirtene, e metterfi in falvo. Tanto fece: e pattato in Europa, a Genova ritornoflene.
Nel fuo ritorno portò feco notabil iòmma di danaro, che in quelle parti per altre fue Opere avea guadagnato: ma non feppe mifurarfi nello fpenderlo. E però tra conviti, giuochi, ed altri piaceri in breve tempo confumò- quanto avea . Gli Amici fuoi, mentre il vedeano si fmoderatamente fpendere , e gettar via , fpeflb 1' ammonivano , che faceflL» meno fcialacqui, e fi riferbafTe qualche cofa per 1' età avanzata , e impotente , Ma egli folea rifpondere, che badava., gliene avanzale tanto, quanto folTe neceftàrio per comperare un' urna di terra cotta da riporvi il fuo cadavere, e tanta quantità di calcina da confumarlo.
Pofledeva quello Pittore al pari di qualunque altro i preeetti dell' Arte ma, e difegnava eccellentemente dal naturale con rifentita, e grandiofa maniera ad imitazione di Michelangiolo . Intagliava anche con molta eleganza in rame: del che ne abbiamo un faggio nel fuperbo frontifpizio, che lavorò per lo libro delle filolofiche conclufioni difefe dal Sig. Gafpero Oliva figlio del Sig. Gio. Tommafo , di cui era il Gagliardo molto intrinfeco amico . Anzi dipinfe con leggiadre figurine la facciata della cappella, che quello Signore fabbricata s' avea nella fua villa d' Albaro . Opere , che tuttavia fi mantengono illefe dalle ingiurie del tempo.
Per dire quanto è venuto a mia notizia del Gagliardo, foggiungerò ancora, eh' egli fece alcuni lavori al fuo folito guftofi, e maeftrevoli in cafa del Sig. Giorgio Centurione.
Mancò finalmente quello Pittore circa T anno 1620. dopo effere vivuto alcun tempo ftorpiato per la caduta, cho fece da. un ponte ^ mentre dipingeva. VITA


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