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Saturday, August 13, 2011

A. Montanari, pittore genovese

VITA

D' AGOSTINO , E FRATELLO MONTANARI Vittori .

LA lode è un giufto premio al ben operare. Ma fìccome chi la dà non dee farne abufo coli' efagerazione: così chi la riceve non dee voltarfela in danno con fervirfene d* inftrumento , per fomentar la fuperbia. Se quella maffima praticata averterò i due Profertori, di cui la ferie della prefente ftoria m* invita a difcorrere_»: certamente avrebbero riportato dalle loro Opere quella ftima, e quegli emolumenti, che per vana ambizione affatto perderemo .

Agoftino Montanari, ed un' altro fuo fratello, di cui s' ignora il nome, ambo Genovefi, ed egualmente fin da' lor primi anni alla Pittura inclinati, apprefero di erta i principi nella fcuola d' Aurelio Lomi Pittor Pifano, che circa-. il 1595. ftanziava in Genova, e vi teneva aperto lo ftudio. Sotto la coftui difciplina molto s' avanzarono, fpecialmente nel difegno, i due Giovanetti, onde faceano fperare, che_. a fuo tempo farebber divenuti eccellenti Pittori. Ritornato poco dopo il Lomi in Tofcana; e però rimafi i due Studenti fenza Maeftro, proccurarono d' edere introdotti a Gio. Battifta Paggi, che , attefo le loro buone difpofizioni, volentieri accettolli. La prima cura del Paggi in ammaeitrare_* i nuovi difcepoli fu di ridurli a feguitare una maniera foda, ed elegante, e farli appartare da quella del Lomi troppo debole, e fecca. Quanto avellerò profittato de' nuovi documenti i due fratelli, lo diedero in breve a conofeere nella bella tavola, che dipinfero per quello Duomo . Effigiarono in erta Crifto trasfigurantefi fui Taborre con tanta eleganza, e maeftria, che grandi encomj ne riportarono da' Cittadini allora, che venne efoofta in pubblico quella prima lor Opera. Ma eglino in vece ai proccurar perfezione con profeguire_>

più oltre

più oltre con nuovi ftudj fotto Profeftor si valente, invaniti, e gonfj di fé raedefimi fi tennero già per quelli, che_. , ancora non erano; onde fcorteferaente da lui appartandoli fi

D'agostino, fpacciarono per Maeftri, ed aprirono fcuola di Pittura.

E Fratello Ma per quanto da indi innanzi s'ingegnafTero di produrre

0NTANAM * alcuna cofa di buono nelle tavole, che da per fé lavorarono; non vi riufciron giammai. Ne arguirà la fiacchezza delle altre, chi fi farà a confiderare quella, che dipinfero per 1' Oratorio di S. Andrea (a), e le tre pur da efli fatte per la cappella di S. Matteo eretta in S. Siro (b); dalle quali fi fcorge, eh'eglino non erano baftevolmente fondati, e mancavano di quella finezza, che con una più lunga difciplina avrebbero fenza fallo dall' infigne loro Maeftro apparata .

Ecco a che li condufle la vana loro ambizione; e come vergognofamente s' arreftarono fui bel principio dell' intraprefa carriera, rotta loro non molto dopo dalla morte, che li traffe in età ancor frefea al fepolcro.

fa) Nella prefata tavola efpreffero* un miracolo di quel Santo Apoftolo. ( b ) Di quefte tre tavole le due laterali rapportano due miracoli di S. Matteo. cioè uno per ciafeheduna: e la terza , che è 1* efpofia in fidi' Altare rapprc-

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