Powered By Blogger

Welcome to Villa Speranza.

Welcome to Villa Speranza.

Search This Blog

Translate

Saturday, August 13, 2011

Tavarone, pittore genovese


LA Virtù non riguarda nè povertà, nè ricchezze: ma ficcome fuo premio è la lode (a) , cosi di quefta— perpetuamente fornifce i fuoi benemeriti a proporzione della (leda benemerenza, che con le degne Opere loro contrallero. Vivranno Tempre immortali, tuttoché nati in baflà fortuna, quegli uomini, che eccellenti d'ingegno, valorofamente l'impiegarono; onde ne trafmifero alla pofterità fegnalate memorie ne' lor nobiliffimi parti. Tal vivrà

Lazzaro


Lazzaro Tavarone; poiché ben efperto nella Profeflìon del dipingere emulò nella finezza de' lavori i più celebri Soggetti della fua Patria, e potè rendere il fuo pennello indiDi ftinto da quello del fuo gloriofo Maeftro. Tanto fcorgerafli Lazzaro nei progrefiò del prefente racconto.

Da Genitori di beni di fortuna affatto fprovveduti nacque in Genova il prefato Tavarone l'anno 1550". Fin da'fuoi teneri anni diede egli chiaro indizio di quel, che effer dovea; poiché nelle ore concedutegli per traftullarfi portavafì ad offervar le pitture , che entro le botteghe fi faceano da' dozzinali Pittori; e tal piacer ne provava, che non fapeva indi partirli, fé non licenziato, o da' fuoi richiamato . Giunto poi a cafa, ftudiavafi di ftendere in carta con la femplice_» penna le figure, che veduto avea: e vi riufciva con qualche grazia, e naturalezza . Stupivano i domeftici alla bella difpofizione del fanciullo; e fpecialmente la Madre, che giudicando non doverfi ritardare la condefcendenza al virtuofo genio del figlio; conduffelo a Luca Cambiafo , ed inftantemente pregollo, che inftruir lo voleffe nella Pittura . Accettollo il Cambiafo , che, provatane 1* indole , molto buona fperanza ne concepì; ed il giovanetto col ben corrifpondere agi'infegnamenti del Maeftro, e coli'attentamente fervido, si e per tal modo fé ne guadagnò l'affetto , che quafi di continuo con effo lui abitando, e convivendo, di difcepolo gli divenne in breve coadiutore, e compagno.

Ebbe intanto occafione il Cambiafo, come fi di fTe nella fua vita, di portarfi a Madrid per le pitture dell' Efcuriale; e volendo egli condur feco un valevole ajuto per quella grand'Opera, pofe tofto la mira fui Tavarone, che volentieri feguillo: e di gran follievo gli fu negl' intraprefi lavori; perciocché quefti era un cosi efatto imitatore della maniera di lui, che le Opere d' ambedue fembravan pani d'uno fteffo pennello .

Dopo la morte del Cambiafo avvenuta in Madrid l'anno 1585. rimafe il Tavarone in quella città per lo fpazio di nove anni, impiegatovi in Opere di molto impegno, le quali oltre il diftinto onore, che gli fecero , gli fruttarono altresì grofTe fomme di danaro, che poi dovette nel feguente corfò

di fua vita a poco a poco confumare per le frequenti malat

Nel 1594. fi reftitui alla Patria, dove accolto fu con_. Di particolari dimoftrazioni di (lima, e d' amore. Era qui in J^*ZZARO Genova noto per fama il fuo raro talento; fapendofi quanto AVA*ONE egli nelle Spagne fi era diftinto . Nè prima di partir dalla patria avea fatte pitture, che fue totalmente dir fi potettero; poiché il tutto era coraparfo fotto 1' ombra, e il ritoccamento del fuo Maeftro . Ma appena ritornato, ebbe da' MM. Protettori di S. Giorgio la commiffione di dipingere la facciata di queir Illuftrifs. Cafa dalla parte, che guarda verfo il mare. Tal facciata egli ornò con fregi molto maeftofi; intrapoftevi a chiarofcuro varie figure di antichi Patrizj veftiti altri d' armadura, altri di toga: e nello fpazio di mezzo rapprefentò in un gran quadro S. Giorgio a cavallo in atto di trafiggere il drago, e fottrar dalle zanne di quel fiero moflxo la Reale Donzella. Sopra di quefto quadro dipinfe 1' Arme della Sereniflìma noftra Repubblica foftenute da alcune femmine figurate per le principali Virtù, che al buon governo appartengono: e ne' laterali ripartimenti effigiò varj putti forniti d'infegne, e d' altre fpoglie militari già tolte in guerra., da' Genoyefi alle genti nemiche.

S' attenne anche per qualche tempo il Tavarone a formare ritratti al naturale: nel che lodevolmente fi diftinfe; ma non tanto però , quanto nelle tavole inoriate , che ad olio conduce; e fpecialmente in quelle, che lavorò per l'Oratorio di S. Ambrogio (a), e in quelle altre, che fece per le Chiefe di S. Maria di Confolazione, e di S. Agoftino . Egli efprefle nella prima S. Gio. Evangelifta pofto dentro alla caldaia d' olio bollente: e nella feconda S. Sebaftiano. (b)

Tom. I. K Ma ritor

ca) Molte fono le tavole dipinte dal TaVarone per quefto Oratorio. In fette

di efTe fono defcritte le più eroiche azioni di S. Ambrogio: in tre altre_.

è rapprefentato Crifto: nella prima, quando celebrò co' difcepoli 1* ultima

Cena: nella feconda , quando lavò loro i piedi: nella terza, quan.lo fece

orazione nell'orto . In quella poi dell' Aitar maggiore effigiò il Decotto di

Croce: e nella volta un Dio Padre a frefco. ( £ ) Quefto quadro non è più in Chiefa.

Un' altro quadro diptnfe il Tavarone ad olio; ed è il pofto a lato ad una

delle cappelle di S. Maria in Paffione, cntrovi S. Agoftino.

tìe, che gran parte oziofo.

anno

Ma ritorniamo alle tavole da lui dipinte a frefco, che fono in maggior numero, e di forprendente bellezza, di cui ==== mancano alquanto quelle fue ad olio, che abbiam riferito .

Di *■ Sulla piazza del Guaftato adornò di pitture il portico,

Lazzaro je fcaie 9 e la fala del palazzo del Sig. Francefco de FerraAvarqns. ri (0). Pafsò quindi in cafa del Sig. Niccolò Grimaldi (b) pretto alla Chiefa di S. Luca; e vi fece Opere ftimatiffime. Pari ad effe riufcirono quelle, che efegui nel palazzo del Sig. Niccolò Cattaneo prefTo alla Chiefa di S. Torpete (e); ficcome quelle altre , che lungo la ftrada nuova conduflL. nel palazzo del Sig. Gio. Battifta Adorno, (d)

Segnalofli pure il Tavarone nelle pitture della fala entro il palazzo del Sig. Franco Borfotto (
di Giuda

(«) Le pitture del portico di quello palazzo (ora Chiavari) rapprefentano Cleopatra , che in fulla pompofa nave va incontro a Marc Antonio . Nelle lunette della fala vi fono le imprefe del Colomba : e nella volta di mezzo v' è lo fteffo Colombo? che , ritornato dalle conquistate Indie , riceve dal Re di Spagna gli abbracciamenti.

(£) Quella cafa de'Signori Grimaldi è quella, che fa angolo fulla ftrada di S. Siro. Al primo piano di effa nella volta d' una ftanza il Tavarone v' ha_ efpreflò il bel fatto, ed avvenimento di Sofronia , ed' Olindo, conforme Io deferive il Taflb nel fecondo canto della Gerufalemme. Nella fala del piano fuperiore v' ha effigiati diverfi celebri Personaggi della famiglia Grimaldi;

nelle lunette , varie imprefe di Grimaldi; e nella volta 1' Eroe

medefimo , che, ottenuta fopra de' Veneziani un* infigne vittoria, prefema_ al Re dì Spagna le riportare fpoglie.

( e ) Di quefte pitture non fé ne conferva più altra, fé non che quella entro il portico, dove fta deferitta una ftoria di Davidde.

( d ) Le pitture fatte dal Tavarone in quefto yaXazzo de' Signori Adorni merìtan qualche particolar deferizione: tanto elle fon rare, ed egregie. Egli nella volta del portico di detto palazzo ha dipinto un'imprefa militare d' Antoniotto Adorno: cofa belliffima. Nella fala del primo piano ha efpreffo la— conquifta di Gerufalemme: 1' acquifto delle Sacre Ceneri del Santo Precurfore; il dono del preziofo Catino; e le immagini di varie Virtù : ed altre immagini in due ftanze contigue. Nella fala del fecondo piano ha dipinto . Raffaello Adorno, che conduce da Nocera a Genova Papa Urbano VI., e lo libera in tal modo dalla perfecuzione di Carlo Re di Napoli; Nel mezzo v' è il Doge Antoniotto Adorno , che fi prepara a riceverlo j ed in altri ripartimenti v' è lo ftslTo Doge, che introduce (biennemente il fuddetto Papa in S. Giovanni di Prè; e che nella partenza fua da Genova lo fa feortare da' due galee della Repubblica. Vi fono poi anche da quefto Artefice dipinte due altre ftanze; in una v* è la prefa dell' ifola di Lotofagite fatta_ dal medefimo Raffaello Adorno nell' anno 1388.; e in un' altra vi fono alcune ftorie del Profeta Daniello.

{e) Quefto palazzo fituato a pie della falita, che conduce a S. Maria del Monte , ora e del Sig. Gio. Battifta Airolo: e le qui defciitte pitture vi fi confervano in tutta la loco prima freichezza •

di Giuda Maccabeo divife in più quadri lavorati fui frefco; ad entro due ftanze rapprefentò la ftoria di Eftcr, ed alcune azioni di S. Paolo. ^^^^^

Ma chi fra tante veramente maravigliofe pitture del Ta- Di varone defidera veder quelle, ove fi lafciò addietro ogni al- Lazzaro tro Pittore dicofe a frefco, e parve avelie del più, che urna- AVAR0N£ no; fi faccia ad oirervare le da lui lavorate in Albaro entro il funtuofo palazzo del Sig. Giacomo Saluzzo . Quivi il noftro eccellente Pittore portato da non fo qual eftro , sfogò tutta la fua vafta idea sì nel componimento, che nelT efecuzione di graziofe, e leggiadre invenzioni. Entro lo sfondato della gran loggia fituata a Levante ei defcrilfe la gloriofa entrata del Colombo nell' Indie, alla qual entrata veggonfi que' popoli pieni d' orrore, e di confufione. A quella pittura diede maggior comparifcenza, e vivacità col rapprefentarli in atto chi di fuggire, chi di urlare, chi di voltarli fupplichevole al cielo, e chi d'intanarfi in un folto bofco. Oltre a che le figure tengono un movimento sì proprio, ed un difegno sì ben aggiuftato, che pare non pofTa 1' arte giugner più innanzi. Ma querta non è già 1' unica pittura in quel sì maeftofo palazzo, nella quale il Tavarone s'immortalaflè . Vi dipinfe anche lafala, ed ornolla di fuperbo sfondato; ove defcriflè con molta energìa , e vivezza il celebre fatto d' armi de' Genovefi in Anverfa: ed in una rtanza contigua alla detta Cala, vi figurò Giacomo Saluzzo, che a capo coperto efpone per parte della Genovefe Repubblica non fo qual imb&fciata all' Imperadore Mattia (a). Nè è da tacerli, che ivi rtanno ritratti dal naturale lo ftelfo Saluzzo , e tutti que' nobililTimi Cavalieri, che in tal funzione lo accompagnarono . L' ellerft portato il Tavarone cotanto egregiamente in quelle Opere_* polliamo [oltre alla fomma abilità fua] attribuirlo all' aver elfo dovuto operare in competenza di Bernardo Cartello fuo condifcepolo, che altre ftanze ivi dipinfe, come riferiremo più fotto nella vita di elfo Cartello . Del Tavarone poi rimafe il

K 2 Sig. Saluzzo

4 a ) Belle, e molto ben intefe fono quelle pitture • ma la forza, e vivezza del . lor colorito non è cofa da poterli agevolmente ridire . Ciò, che fi maggior maraviglia, fi è, che quefti lavori fi confervano tuttavìa così frefchi, e brillanti, come le di poco ioflero itati coloriti. .

Sig. Saluzzo cosi ben foddisfatto, che volle gli dipingeflè anche 1' altro fuo palazzo elìdente lungo la ftrada nuova. (a) _ L'anno icTu. fu il noftro Pittore invitato a dipingere

Di da' Confratelli dell' Oratorio della Santiflìma Vergine fituato Lazzaro predò alle Monache di S. Maria in Paflìone: ed egli in varj AvAiON*. ripartimenti intorniati da ftucchi a frefco efpreflè colà alcune ftorie della vita della ftefla Vergine, ed infieme alcune figure di Profeti, e di Sibille. Nella diftribuzione degli ornamenti di quelle pitture volle per fua mera vaghezza-, attenerli alla maniera del Bergamafco Cartello compagno già del Cambiafo , come altrove lì dille: e la raggiunfe periettamente.

Dopo quelli lavori fu impiegato a dipingere il coro della Collegiata di Santa Maria delle Vigne. Nella volta di quello ripartì varj quadri, a cui fece, che ferviflèro di cornice certi ftucchi di ma nuova invenzione . Quivi egli efpreiTe alcuni efempj della vita della Santiflìma Vergine, la cui gloriofa Aflùnzione al Cielo rapprefentò nello fpazio principale: ma con Utile, che fa alquanto d' affettazione: laonde quella non è da confiderarfi, qual una delle fue migliori pitture. Le cofe, che troppo fi lifciano d' ordinario fi guadano.

Molto però fegnaloflì in quell'altre pitture, che fece», nel coro del noftro Duomo titolare di S. Lorenzo; allorché / da' Signori colà Deputati alla fabbrica fu onorato della commiflìone di dipingervi. Egli efpreflè dentro della tribunali fudfletto Santo, che additando all' Imperadore una fchiera di poverelli, gli manifefta con ciò i depofitarj del denaro della Chiefa . Nello fpazio di mezzo figurò elio Santo giacente fulla graticola ; ed a' lati i Santi Protettori della città, (jb)

Stanco

(«) Queftd palazzo non può effere, fé non quello del Sig, Ferdinando Spinola; palazzo, le cui bellifiime pitture , e didimamente le fatte nella volta della maggior fala, rapprefentano con vigorofo colorito le più eroiche impreic-* del grande Aleffandro.

(*) Queft' Opera fui frefco, ma che fembra dipinta ad olio, tanta è la fiiaforza, ed armonica tempra , ha fatto ftupire i più illuminati Pittori ftranieri, che 1' hanno veduta. Solamente ha avuto a' noftri giorni la difgrazia à effere fiata riprefa, come dura « e di neffun garbo da Mr. Couchm: fé— pure è diferazia 1' effere riprefo da' critici ignoranti, il cui capitale e unicamente fondato iulì' arroganza •

D' altre

Stanco alla fine per tante fatiche il noftro Pittore, e aggravato dagli anni, e dàlie indifpofizioni, non era più in_. iftato d' efporfi agi' incomodi, che reca il lavorare- a frefco =^=== fu' palchi. Per la qual cofa egli abbandonò i pennelli, e fi Di diede ad una vita ritirata in (uà cafa; dove molto diverti- ^~*"A0ROf rad con la bella raccolta, che fatto s'avea di preziofi dife- A>AF0Nf gni, i quali infieme co' fuoi, e con quelli del fuo Maeftro ©krepaflàvano il numero di duemila: e molti erano gli Amici fuoi, che per godere la vifta di sì bei lavori, 1' andavano fovente a trovare; ed egli tutti riceveva con dimoftrazioni di buon gradimento, e tutti trattava con fomma affabilità, c cortesia: doti me principali, che tempre più amabile lo rendevano .

Egli cedette alla natura l'anno 1641., fettantacinquefimo dell' età fua, con aver lafciato di fé quel degno nome, che nelle fue nobiliflìme Opere vivo tuttavìa fi mantiene-*, e perpetuamente fi manterrà .

I da lui raccolti difegni furono dagli Eredi parte venduti per pochiffimo , parte mandati a male. Cosi d'ordinario avviene alle cofe rare, qualor giungono in mano di perfone,, che non ne conofeono il pregio .

K? VITA

D' altre Opere del Tavarone rralafciate dal Soprani farò io qui brevt-> menzione.

Nella Chfefa di S. Benigno dipinfe la cappella di S. Giorgio, le cui eroiche azioni deferine a frelco in vari quadri.

Nel palazzo Serra, dove Luca Cambiato già lavorato avea, dipinfe anche il Tavarone là volta d' una fianza, in cui rapprefentò gli Ebrei nel deferto , che raccolgono la manna piòvuta loro dal Cielo.

Éntro il palazzo del Sig. Ambrogio Doria da- S. Matteo furon dipinte da quello medefìmo Artefi«e le volte d'alcune danze fuperiort. In quelle pitture fono deferii te alcune fiorie Romane.

Nel maggior ofpedale di quella città entro P infermeria detta della conValefcenza "nella, principal facciata figurò 1' ultima Cena del Signore con gir .Apoftoli. In quefta pittura fi legge fcritto da lui ftefib il fuo nome, e 1' anno , in cui la fece, che fu il 1616.'

In Pegli, luogo dinante da Genova fette miglia, dipinfe tutto 1' Oratorio de' Santi Nazario, e Celfo , ed alcuni fatti della vita di Crifto. .

No comments:

Post a Comment