V I T A
DI FRANCESCO CAPURO
Pittore .
IO darò in quelle carte l'immediato luogo dopo il Fiafella a chi fra gli fcolari di lui feppe meglio imitarlo. Fra quelli imitarlo niun feppe meglio di Francefco Capuro; di che fede ne fanno le fue tavole, fe occhio efperto attentamente le offerva, e mette al confronto con quelle del Maeftro, e de* condifcepoli. Volentieri mi farei regolato anche qui fecondo la ferie del tempo, conforme foglio: ma non m' è riufcito di rinvenire in qual anno Ila nato l'anzidetto Capuro. E però pongo qui in ragione di precedenza la fua abilità .
Coftui fu figlio d' Orazio Capuro , mereiaio nativo di Camogli, terra dittante da Genova quindici miglia. Studiò nella puerizia le lettere latine fino all'anno duodecimo di fua età; dopo la quale, vedendo il Padre, che il fanciullo inclinava alla Pittura , a quella fi rifolvè d' applicarlo. Ricorfe per tanto ad Ambrogio Sori fuo Cognato, che era_. Amico, e Compare del Fiafella; acciocché a quello infigne Pittore andaffe a prefentare il defiofo, e perfpicace fanciullo,
e con
(«) L' Abecedario Pittorico parla di Gio. Battifta Cafone l'otto nome di.Già. Battifta Carlone: e di quelli due Pittori ne fa un folo. Gio. Battifta Cariane non fìi difcepolo del Fiafella: fu nondimeno eccellente Pittore; del quale_» fi darà ragguaglio nel fecondo tomo.
Il Cafone ha avuto in Pittura il fuo merito. Egli è morto qui in età molto avanzata . Di coftui però non abbiamo in pubblico, fe non due tavole: l'una di S. Francefco di Paola nella Chiefa della Maddalena: e V altra in quella della Santiflìma Vergine delle Vigne , entrovi ella Vergine , e i Santi Lo» renzo, Liborio, Filippo Neri , ed altri.
e con tutta 1* efficacia gliene raccomandarle la particolar aflì
ftenza. Fecelo il Sori; e immantinente fu dal Fiafella accet
=====. tato Francefco in difcepolo; nel quale fcorgendo egli pron
Di tezza d'Ingegno, ed ottima difpofizione a ben inventare..,
Francesco diftribuire, e colorire; impiegò tutta la cura, sì per fervire
Afuro, i' Annico, si per aver l'onore di formare un allievo di gran
perfezione, come le prime prove gli faceano fperare.
Da tal Maeilro ebbe Francefco i precetti del difegno, che affai predo apparò. Efercitofiì poi nell' efattamentc copiare, e con foavità maneggiare i colori. Frequentava l'Accademia del Nudo, che a que' tempi nelle proprie cafe da qualche Pittore tenevafi; dalle quali applicazioni, e diligenze ne riportò notabil profitto.
Trovatoli già ben avviato nella Profefllone, invoglioflì di andare a Roma, per quivi perfezionarli con la pratica di tanti famofi, e valenti Pittori, e con la prefenza di ranti ftupendi efemplari, che in ogni parte vi fi.veggono . Andò, ma poco tempo vi (lette: ne io fo dire il perchè; io bene, che di là pafsò.a Napoli, ove fece lungo fòggiorno; e più che mai ftudiò,. particolarmente fulle Òpere dello Spagnoletto , dalle quali molto apprefe intorno alla compoiizione de' gruppi, alla naturalezza de' paflàggi, e all' artifizio de' chiarifeuri.
Ritornato pofeia in Genova diede qui a divedere quanto avene fuori di ella acquattato . Imperocché lece alcuno mezze figure d' aflai buon guito, e a molta fòddisfazione di chi gliele aveva commette.
Dopo qualche tratto ammogliofiì: e già ftabilito s' era fra noi, ove con eflimazione, ed emolumento occupavaii: quando fu invitato a Modena dal Guardaroba di quel Duca a farvi alcuni lavori pel palazzo Ducale . Colà trasferii il Capuro, e vi dipinfe varie cofe d' aflai buon guilo, dello quali n' ebbe approvazione, e vantaggiofa mercede. Terminate quelle fatiche, prefe congedo dal Modanefe Sovrano, e ritornò in patria, ove richiamavalo ia famiglia . Qua portò feco la commifllone di comporre alcuni quadri di ftorie per primarj Cavalieri di quella città: ciò, che efeguì con molta fui lode. Fu pofeia impiegato a far altre pitture per nofiri
Cittadini privati. Dopo le quali colon una tavola da Altare per la Chiefa de' PP. delle Scuole Pie ( ella è quella tavola, che fta per efterior fregio alla divota ftatua della Vergine ): e intorno vi dipinfe Angioli, e Santi con ottimo difcernimento divifati (a).
Non andò molto, eh' egli fu nuovamente chiamato su. Modena, per efeguirvi parecchi altri lavori. Onde vedendo, che quelli abbifognavano di lungo tempo, volle condurvi Ceco la fua famiglia. Fermoflì colà più di tre anni; e compiutevi con univerfale foddisfazione le fue incumbenze, carico d'onori, e di premj ripatriò.
Molte tavole da Altare colorì in Genova dopo il fuo ritorno; buona parte delle quali commette gli furono per le Chiefe delle due Riviere . Se ne veggono però eziandìo nella noftra città: ed una fra le altre ve n' ha entro la Chiefa dedicata a' Santi Bernardino, ed Aleflìo; nella qual tavola effigiò S. Francefco di Sales in atto d' operare certo miracolo (b): ed un' altra nella Chiefa di S. Domenico; ove rapprefentò S. Rofa portata in Gloria dagli Angioli: tavola da lui fatta in mediocre raifura per la Beatificazione di detta Santa, e pofeia ingrandita con la giunta d' altre figure_>, nell' occafione della folenne fetta, che per la Canonizzazione della medefima Santa fi preparava . Quefta tavola or è locata in uno de'principali Altari di quella Chiefa.
Ma quando il noftro egregio Pittore s' avea già acquietato in patria un credito degno di fe; e da lui Operavamo Opere fempre più infigni: da maligna febbre afTalito, in pochi giorni morì con noftro gran difpiacere; perocché per la fua morte molto perdemmo .
Lafciò alcuni figliuoli j e fra eflì uno ( era quefli il maggiore ) , il quale alla Pittura attendeva, ed avea talento da divenire efperto, e famofo: ma 1' efler egli flato d' umore» ftrano, e di coftumi viziofi, fu cagione, che poco onor fi facefle, e che il Padre per lui s' accorale; e forfè 1' accoTom. I. Q ramento
( a ) La riferita tavola non e più io quella Chiefe: ma in vece v* è intarn*
a''a ftatua un beli'ornato d argento. ( b ) Queft' altra tavola al prefente è tanto annerita, che non vi fi difeerne più
figura alcuna.
Di
Francesco
Cafuro <
ramento gli accelerale la morte. Tal figlio fece un miferabile fine: perocché cólto in riffa da un fuo avverfario,
, vi reftò uccifo . Ed era allora nel fior de' fuoi anni.
'Cosi va chi s' abufa del talento, impiegandolo nello ftudio del vivere diffoluto . Se quefto Giovane aveffe preftato orecchio a'configli del Padre, e fi folle propofti gli eferapj di lui, che era uomo affai coturnato, e pio: forfè ancho oggidì viverebbe: o almeno farebbe morto meglio difpofto. Trapafsò Francefco in età non molto avanzata: munito de' SS. Sacramenti, e con criftiana raffegnazione , praticando in morte quegli atti di virtù, che in vita gli erano fiati famigliari; e che or gli faranno d' eterno premio.
Saturday, August 13, 2011
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