• Giovanni Fiafella fu un Argentiere Sarzahefe di molta perizia, come appare da varj fuoi lavori di ben intefo difegno, e di rara finezza; e fpecialmente da un bacile , e da ■ altri vafi d' argento, che fi confervano in quefta Cattedrale. Eh Acoftui il dì 12. d'agofto dell'anno 1585». nacque in Sarzana il foprammentovato Domenico . Rilevollo Giovanni con educa- IA zione cofhjmata , e civile , e fucceflìvamente applicollo a quegli lmdj, che a ben nato fanciullo convengono. Indi poiché lo fcórfe molto inclinato alla Pittura, per dargli in tal Profeffione un buon fondamento, egli fteflò l'inftrui nel difegno. Con quefto indirizzo, e col capitale d' una particolare abilità cominciò il tenero figlio a maneggiar pennelli con qualche grazia.
In Sarzana entro la Chiefa di S. Domenico v' è un' infigne tavola di Andrea del Sarto, (a) Il perfpicace fanciullo non si torto la vide , che ne conobbe la fquifitezza: e colà frequentando, di propria induftria, lenza guida di Maeftro , più. volte la ricopiò . Molto può il genio; e molto più ancora, quando l'accompagna l'ingegno: ma entrambi deon efler foccorfi da periti Maeftri, e da fufHciente ferie d' ottimi efemplari. Troppo fcarfeggiava si degli uni, che degli altri la_. cittì di Sarzana . Quindi Domenico vogliofo d' aprirfi il campo ad un diftinto profitto , chiefe al Padre la licenza di paffare a Roma. Difpiacque al Padre la dimanda del figlio , maffimamente a cagione dell' affai tenera età di lui, che_> non oltrepaflava l'undecimo anno; onde gli diede la negativa. Ma il fervido figlio fatto ricorfo a Monfignor Gio. Battifta Salvago , allora Vefcovo di Sarzana, tanto bene feppe difcorrergli, che quelli ammirando 1'avvenentezza, e lo fpirito del fanciullo, s'impegnò per lui, e gli ottenne dal Padre_» almen la licenza di pattare in Genova fotto la direzione del Paggi, con riferbargli 1* andata a Roma ad un' età più ferma , e men bifognofa dell' altrui aflìftenza.
Contento Domenico, qui tolto fen venne, ove fu raccomandato al Paggi, fotto la cui difciplina parecchi anni Tom. I. P per
• • !»
(* ) Quella belliffima tavola già menzionata, dal Vafari, dal Borghini, e da altri celebri Autori, fi conferva ora ili Genova denteo il palazzo die' Signori Mari limato lungo la piazza detta Campetto.
perfeverò: e in quella fiorita fcuola fra molti de' fuoi condifcepoli fi diiìinfe. Ma il defiderio d'andare a Roma non ^M^.b, gli era fvanito; anzi col crefcer dell' età gli era maggiorJ£ mente crefciuto; ficchè non cenava di fcrivere, e prefentar Domenico fuppliche al prefato Monfignor Salvago , acciocché fi degnaflè Iaskxa . ^- £ar^ un> ajfra vojta mediatore appreflò del Padre pel compimento della bramata grazia ; e per vie più obbligarli quel fuo parziale Prelato, gli fece il ritratto: cofa, che incontrò molta (lima, e diè 1* ultimo impulfo all' affare . Perocché quel Monfignore fommamente gradillo, e volle , che il Fiafella Padre fi contentante di confolare un si capace figlio con permettergli, che andalle a Roma a perfezionarli.
Incredibil fu 1' allegrezza del Giovanetto all' avvifo della paterna licenza: nè tardò a metterli in viaggio, quafi annoiato di Genova; non perchè grandiflìma (Urna non faceflo del Paggi, da cui tanto apparato avea; ma bensì perchè fapeva, che andava a trovare maggior numero d' eccellenti Artefici, e a vedere nelle quivi adunate pitture, e fculture, le più fpeciofe maraviglie dell' Arte.
Giunto a Roma, l'unica fua premura fu d' informarli delle Opere de' più infigni Pittori, e Scultori si moderni , che antichi: indi a quelle fi faceva guidare, e gì' interi giorni contornava nel contemplarle, talor anche copiandole , e talor componendo altre colè fulla maniera delle da fe già vedute. Frequentava l'Accademia del Nudo, e coltivava 1' amicizia de' più valenti Profeflori del difegno, e del colorito . Ma fopra tutto le pitture di Raffaello erano il fuo idolo , e il fuo primo oggetto d'imitazione .
Dopo qualche anno di ferio, ed aflìduo ftudio, accompagnato dal felice ingegno, infervorato dalla naturai propenfione, ed agevolato dal comodo di tanti maravigliofi efemplari, fi fentì il noftro Fiafella in iftato di farli onore in quella Metropoli del Mondo. Dipinfe per tanto in una-, tavola il Miftero della Natività del Signore; e lenza palefar di chi fofle la pittura, 1' efpofe alla pubblica vifta in occafione di certa folennità, che celebrava!! in Santa Maria della Scala. Grandi encomj riportò la beli' Opera da chiunque la vide, e maffimamente da' Profeflori; Ira'quali uno fu
Guido Reni. Quelli interrogato dal Duca Mattei dell' Autore di quella, non feppe affeveratamente dirglielo; affermò bensì , eh' ella era cofa molto pregiatale . Poco ftante fi ven- ,
ne in cognizione, che 1' Autore di ella era flato il Pittor Dx Sarzanefe ( il Sarzanefe, o il Sarzana comunemente appella- Domenico vafi da'Romani il Fiafella, prefone il nome dalla patria^ ,ASEU-A« di lui ): onde tal fama acquiftoflì; che il Paflìgnani, e il Cavalier d' Arpino non ebbero difficoltà di chiamarlo a parte de' lavori di loro impegno; e fuccefllvamente poi alcuni Perfonaggi gli commifero varj quadri per ornamenti de' loro palazzi. Uno di coftoro fu il Marchefe Giuftiniano, per cui compofe anche molti difegni.
Efeguite quefte incumbenze, e tutte con piena foddisfa- « zione di coloro , che gliele avevano date . Dipinfe altre cofe di fua elezione. Una fra le altre lodatiffima fu la tavola., dimoftrante Maria Vergine , e S. Giufeppe , che col Divino Infante fuggono in Egitto. Fu quefta tavola prefentata al Sommo Pontefice Paolo V., che affai gradilla .
Dopo dieci anni di foggiorno in Roma, trovandofi il nollro Sarzanefe ben fondato, ed efperto nella fua Profeffione, ritornò in patria, ove tanto fi trattenne, quanto gli parve fufficiente , per confolare con la fua prefenza 1' amato Padre . Pafsò quindi a Genova, dove era da molti di quefti Cittadini bramofamente afpettato .
Toffcochè qui fi feppe il fuo arrivo, gli vennero a folla le commiffioni di tavole , d difegni, e d'infégnamenti : ficchè non gli reftò più un momento d* ozio . Già s'avvide, che in Genova gli conveniva ftabilire la fua permanenza . Aprì dunque lludio: accettò difcepoli: e fi diede follecito a que' lavori, per 1' efecuzione de' quali pur troppo avea fcarfezza di tempo. Indi a non molto a permafione d' alcuni Amici, che una civile , e convenevolmente dotata zitella gli propofero, s' ammogliò .
Le prime Opere del Fiafella in Genova furono dentro il palazzo del Sig. Giacomo Lomellino. In quefio palazzo il noftro Pittore {a) dipinfe a frefeo alcune ftorie tratte dal
P 2 libro
f a ) Qyeflo pala22b de' Signori Ldmellini ha 1' entrata verfo la piazza de' forni; e vi fi veggono tuttavia le foprannotate pitture.
libro d'Efterré ripartite tra le ftanze, e le principali fak_> del piano fuperiore, e dell'inferiore. Nella fala del piano —^m fuperiore è rapprefentato il Re Afluero, che fra le molte "51 fanciulle ebree fi elegge in ifpofa la bella Efterre; e in quella Domemco del piano inferiore è rapprefentato il medefimo Re, che celebra il gran convito per le fue fpofalizie. Se vivaci, e brillanti fon quelle figurazioni ftoriche: certamente ad effe non cede quella del portico, nella cui volta ci ha il noftro Artefice defcritta con molta energia la diffrazione di Gerufalemme. Stanno all' intorno dì quella pittura fanciulli, e ftatue a chiarofcuro d' un effetto buonifììmo , e dipinte con una frefchezza di colorito, che ben dà a divedere quanto grande perizia egli aveflè di far lavori fui frefco. (a)
Né da meno egli apparve negli altri, che per commiffione de' Signori della prefata Famiglia Lomellina condutie nella lor Ghiefa della Nunziata. Dipinfe quivi il Sarzana.. le volte efteriori di quattro cappelle delle navate, dritta ,< e finiftra, diltribuendovi quattro azioni di Sacre Storie: cioè: Ifacco, che va incontro alla fpofa: Giacobbe, che prima di morire benedice i fuoi figli: S. Paolo , che predica: e S. Atidrea, che, vedendo la Croce preparatagli pel fuo Martirio, ginocchioni 1' adora. Buone fono quelle pitture: ma comparirebbero anche migliori, fé il confronto delle altre, che loro ftanno accanto fatte da Gio. Battifta Carlone , in qualche parte
non
£ a ) Altre Opere fui frefco ha fatto il Sarzart'a degne di lode. Tra quefte non è da tacerff la volta dell' Aitar maggiore della Chiefa di Paverana fopra ilBifagno, dedicata a S. Gio. Dicollato. Ha dentro quella tribuna dipinto nelle parti laterali i SS. Zaccaria , ed Elifabetta, ed altri. E nella piccola volti ha rapprefentato la predicazione di elfo S. Giovanni nel deferto. Similmente ha quivi dipinta le due laterali cappelle: ma con inferiori tinte, e tratteggiamenti .
In Savona entro il palazzo Imperiali fuor di porta S. Giovanni ha figurata nella volta d' una ftanza Rinaldo con Armida .
Fuor di porta S. Lucia entro la Chiefa di S. Giacomo de' PP. Francefcani Riformati na fatto la tavola di S. Antonio di Padova, la quale tuttoché filmabile , pure feomparifee al paragone d' un' altra tavola , che è nella Chiefa medefima , di mano di Gaudenzio Ferrari, detto Gaudenzio Milanefc . Ella efprime co'più vivi affetti la Vifitazione • di Maria Vergine a S. Elifabetta: tavola, che miglior non farebbe, fé folle di mano di Raffaello, o d" Andrea del Sarto. Di quello feconda fu da alcuni creduta, E per verità lo Itile-. fctnbra tutto di lui.
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lon le infievolifle, attefa la gran vivezza, che cottili ha faputo dare alle Tue tinte.
Lavorò pofcia per lo Sig. Agapito Centurione due Ieg- =s===s giadre tavole ad olio . Nella prima di quefte figurò Venere, Di che piange 1' eftinto Adone: ncll' altra, la fteffa Venere cólta £o»»»«*> in fallo dal marito Vulcano. Ma ommettendo tali profani- ,ASILtA« tà , riferirò ciò, che il Sarzana dipinfe per le principali Chiefe di Genova .
Egli colori quattro gran tavole per la fagreftia della Chiefa" della Nunziata detta del Guaftato, tutte d' ottima.. intelligenza: e fon quelle, che dimoftrano la Vergine Santiflìma, che fi fpofa a S. Giufeppe: la ftefla, che nel viaggio d'Egitto fi riftora col ripofo all' ombra d'un albero: Grido, che nel Giordano riceve il Battefimo: e lo fteflò Crifto, che in Cana di Galilea, dando al nuziale convito, vi converte 1' acqua in vino .
Per la Chiefa di S. Marta dipinfe la tavola di quefta Santa, che ritorna alla vita un morto fanciullo: e per quella di S. Agoftino figurò S. Tomniafo da Villanuova , che fa elemosina ad una moltitudine di mendici.
A' PP. Teatini fece due tavole per la magnifica loro Chiefa dedicata a S. Siro: e defedile nelT una di effe 1' Affunzione della Gloriofiflima Vergine: e nell' altra il B. Andrea Avellino, che fi muore all' Altare. Due pure ne fece a' PP. Gefuiti per la cappella di S. Francefco Saverio, efprimenti, la prima quello Santo in atto di ricevere il Crocififlò portato dal granchio alla riva del mare: e la feconda effo Santo, quando muore nella deferta Ifoletta di Sanciano . Egregia oltremodo riufei al Sarzana la tavola de' SS. Battila , e Mauro collocata in S. Caterina : ne a quefta tavola cede punto in finezza quell' altra da lui dipinta per le Monache di S. Maria in Paflìone; ove effigiò i SS. Girolamo, Alberto, e Giacinto .
Per la Chiefa di S. Sebaftiano delle Monache Agoftiniane lavorò la tavola della Nunziata, ed un' altra moftrante S. Paolo primo Eremita, e S. Antonio, che fopraggiunto lo trova morto. In quefta tavola fi vede un' energia, che commuove T animo. Spiccano a maraviglia nel Santo Eremita
P 3 defunto
defunto gli effetti della più auftera penitenza » e nel Santó fopravvivente , il dolore, e la riverenza verfo di quello . Spicca pure di molto una gloria d' Angioli, che v' è dipinta in alto » Di Ma più efpreflTivo ancora è un leone , che fta come piangente F?as£n,c° al ballò della tavola inatto di fcavar con le zampe una fona:' Iaseiaa . procjigi0fQ coadiutore d' Antonio nel pietofo ufhzio di feppellire quel venerando corpo. Un' altra tavola poi di merito non inferiore alle precedenti fi è quella, che fta per" facciata ad un degli Altari della Chiefa di S. Anna de' Padri Carmelitani Scalzi: nella qual tavola fi vede figurato S. Andrea in adorazion della Croce, gloriofa meta del mo defiderio , e del fuo- trionfo . Pittura sì awenevole , naturale, e brillante, che è una delizia all' occhio, e un dolce pafcolo di divozione allo fpirito . Ma l'umana abilità non lafcia di foggiacere ad intermittenze . Dirimpetto a quella tavola fe ne vede un' altra dello fteflTo Autore, non però della-, fteffa riufeita; ficcome nemmeno lo è quell' altra , eh' egli mandò a' PP. del prefato Ordine abitanti nell' Eremo di Varagine. Ella rapprefentava la fuga della Sacra Famiglia in Egitto.
Ma ritornando alle altre tavole diluì, efiftenti in quelle Chiefe: quella di S. Chiara, che col Divin Sagramento alla mano Icaccia i Saracini dal Moniftero [ tal tavola Ila collocata in S. Leonardo], è di tutto buon gufto; quantunque egli l'abbia lavorata in età d' anni 78.. Una debbo notarne, che vedelì nella Chiefa de' SS. Cofimo , e Damiano; tavola dipinta a chiarofeuro. Ella figura le Anime del Purgatorio. Un'altra ve n ha di S. Barbara in S. Marco: una di S. Gio. Evangelia nella Chiefa della Vifitazione {a): ed una del Tranfito della Vergine in S. Francefco di Caftelletto. Quattro in oltre ne fece per la Chìefa di S. Domenico: e fono quelle: della Madonna di Loreto: di S. Vincenzio Ferreri: di S. Giacinto davanti alla BeathTima Vergine: e del fanciullo Gesù, che difputa fra' Dottori.
Altre tavole del noftro Sarzana abbiamo ne' fobborghi di quella città , degne tutte di particolar confiderazione. Tre
(
fé ne veggono nella Chiefa di S. Maria del Monte fui Bifagno: e fon quelle: di S. Anna: di S. Francefco, che vefte_. dell' Abito Religiofo S. Chiara: e di eflà Maria Vergine aflìin- _____ ta in Cielo . Queft' ultima tavola fta locata fopra 1' Aitar mag-' Dl giore; ed è una delle più infigni, che egli mai dipingere. Domenico Avvi d'intorno di bei gruppi d'Angioli, che le fanno cor- FusHJ-A* teggio: ed al baffo gli Apolidi, che in diverfi viviffimi atteggiamenti la ftanno mirando.
In Albaro nella Chiefa di S. Francefco v' è del Sarzana il quadro di quefto Santo, che riceve da Gesù l'Indulgenza della Porziuncola: e in S. Benigno , preflb alla Lanterna, v' è il quadro di S. Placido, che rifufcita un morto.
Mandò in oltre quefto Pittore molte fue tavole nelle due noftre Riviere , e molte ancora in diverfè città d'Italia fpecialmente in Napoli, e in Meflina , che da' Genovefì abitanti in effe città gliene venivan frequenti commiffioni, per ornarne le Chiefe della Nazione. Moltiflime poi furon quelle, che lavorò per li noftri Cavalieri, che le fue tavole ambivano; delle quali non v' è quafi palazzo né dentro , né fuori di città , che non ne fia, o più, o meno fornito. Né minor copia Iavoronne per la fua patria (a). Troppo a lungo n' andrebbe il difcorfo, fé di quefte, e di quelle voleflì tare_. individuale menzione . Bafti l'accennare in due motti, eh' elle furono qua fi innumerabili, e quafi tutte di rara bontà .
Delle tavole qui dipinte dal noftro Artefice alcune furono mandate in Ifpagna al Sig. Ottavio Centurione; fra le quali piacque al maggior fegno quella, in cui rappréfentavafl il Santo di Padova , che, per giullificare l'innocenza del condannato Padre, rifufcita 1' uccifo Cittadino. Leggeva!! quivi la viva fiducia nel volto del Santo, il principio di vita nel defunto, 1' alto ftupore nell' affollato popolo: il tutto efbreflò
* 4. , con
( a ) Delle Opere, che II Fiafella fece in Sarzana ne noterò qui alcune, che id fteflo ho vedute. ^ j
Nella Chiefa Cattedrale dentro la cappella del Santifiìmo Sagramento egli dipinfe ad olio le due mezzelune, in una delle quali avvi S.Andrea, che adora la Croce; nell' altra la ilrage de' Fanciulli Innocenti.
Per la Chiefa di S. Andrea formò la tavola del Salvatore, a cui piedi fta genufleflb lo fteflo Santo. * v •
Le Monache di S. Chiara poflegeona la tavola locata fui loro Aitar mag£lare, ».la. <&*]* »,fc ben mi ricordo', raoftra S. Franceico, che vette dell' Abita Religiofo la detta San».
con fomma fquifitezza. La prefata tavola girò per Madrid; e conferì tanta eftimazione al valore del Sarzana, che molti
• - Perfonaggi di quel Regno vollero da lui qualche pittura-..
Di Fra quelli il Conte di Sirvela gliene commife una rappre
Domenicq fentativa di Ero addolorata per la morte del fuo caro LeanIASEU.A. ^ro^ Fecela con tutta accuratezza il Fiafella: e l'Operasi ben corrifpofe all' efpettazione; che il Conte giudicolla degna d' efTere prefentata al Sovrano; il quale molto gradilla; e torto collocar la fece tra le pregiate cofe del fuo folendidiflìmo palazzo del Buon-ritiro . Similmente il Conte di Monterei , ed il Marchefe Santacroce l'impiegarono in varj lavori per lor cappelle, e gallerie. E il Principe Carlo di Mafia oltre all' averlo generofamente rimunerato per alcune tavoline da lui avute; gli fece anche offerte alfai vantaggiofe, per tirarlo apprello di fé. Ma il nortro Pittore non potè accettarle; perchè troppi erano gì' impegni, che con fuo gran decoro 1' obbligavano a reftarfi fra noi.
Che fé fu fegnalaro coftui per la perizia nel compor pitture fioriate, e nei efprimer con vivezza gli affetti: niente meno lo fu per la felicità nel ritrarre dai naturale. Molti lavori in quefto genere da lui s' efeguirono, e con giuìliflìma imitazióne; della quale m'è lecito il farne a* Poderi fede; perocché ho potuto confrontar varj fuoi ritratti con gli originali . Non tederò qui catalogo di efB ritratti; perchè lalunghezza troppo mi renderebbe a* Leggitori noiofo: accennerò bensì, quafi per amena digreffione, quello, eh' ei fece al P. Fulgenzio Baldani Agoftiniano erudito Poeta. Già il noftro Pittore n' avea cavato 1' abbozzo: ma il ritratto mai non ufeiva alla luce. Il P. Baldani attediato del lungo indugio gentilmente fé ne lagnò coli' indugiatore; e lo (limolò all' esecuzione dell' Opera co' feguenti graziofìffimi verlì ifl-« lingua genovefe comporti.
A ro Signor Domenego Fiafella Braviflìmo Pittò. Me Moare a fame comenpò mundi,
E Poeufcia in noeve tneixi a me finì i
Pui quanto vorei ftd
A finirne , Fiafella , de retri? Sento, che refpondei: . in pochi meixi te fini to Moare ,
Perchè a te fé morta, come to Pocere:
Ma mi, che t' ho da dà con V arte ma
Vera immortalità,
D' avei poco citi tempo è ro dovei. Fui me di ben; ma pù aveva piaxei De prejio vaghezame in quefta tetra %
Prima che me s' amorte ra candeira.
Rife il Pittore in leggendoli; nè lafciò di pubblicarli ad onor dell' Autore: ed intanto polla foUecitamente mano al ritratto , in breve il compiè; e iu colà efattiflìma , da tutti ammirata, e lodata. Quindi il Baldani impiegò la fua mula in ringraziamenti; cosi contento della ricevuta tela, come fe in quella avelie ricevuto un altro fe Hello .
L'abilita del Fiafella in far fomigliantiflimi i ritratti s'eftefe fino a farne di perfone defunte, ed appena da lui qualche^ volta vedute. Tanta era la forza della fua fantasia nel ritenere impreflè le arie de' volti non più prelènti. In fatti egli figuro al naturale molti Dogi; allora , che d' ordine-, pubblico fi dovette ergere per certa folennità un Arco Trionfale nella piazza del Guadato; il quale Arco fu coramello alla direzione del noftro Sarzana. Ei vi dipinfe a chiarofcuro due fpaziofe tele rapprefentanti, l* una il Colombo , che giunto neir Indie vi pianta il Sacro Stendardo della Croce: V altra lo fteffo Eroe , che ritornato dalle conquiftate provincie, prefenta al Re di Spagna Ferdinando, ed alla Reina tabella-1 alcuni donativi da quelle portati. Quelle tele anche oggidì fi confervano in una delle fale del Real Palazzo, infieme con la fpeciofa Immagine della Prudenza . Tutti lavori a frefco.
Egli dipinfe parimente a frefco, entro il fuddetto Real Palazzo in una facciata delle fcale , Dio Padre col morto Figlio in grembo , la Santiffima Vergine, e i Santi Battifta, Lorenzo, Giorgio , e Bernardo , Protettori della città: Opera , in cui a maraviglia rifalta la proprietà, la maefià, e la ben inteià fimmetria. L' anno
Di
Domenico
'FlASEUA »
L' anno i <5" 3 5. fu il Sarzana condotto in Mantova dal Sig. Ambrogio di Negro, e prefentato a quel Duca, il quale talmente gradi la virtù di quefto Pittore; che gli profferte convenevol penfione, a fine d'indurlo a reftare in Corte. Ma le fteffe cagioni , che lo aveano indotto a rifiutare il primo invito del Principe di Mafia , fecero à , che fìmilmente quefto fecondo rifiutaffe . Nel breve tempo , eh' ei colà fi fermò, vi ricevette onori indicibili, anche dalla Principeffa Maria, Nuora del Duca, la quale quantunque non avene mai voluto , che Pittore alcuno la ritraeffe: pure al Sarzana il permife . Eflìgiolla coflui nella tetta d' una Santa Caterina , ch'egli dipinfe rapprefentando le fpofalizie di quefta Santa con Gesù. Di tal pittura fece poi un'altra copia; e nel fuo ritorno a Genova feco portolla .
Qui dovette primieramente occuparli in dipingere alcune tele per fervizio del prefato Duca: ove una, che riufeì di .particolare bontà, ed incontrò molte lodi si de' Genovefi, che de' Mantovani, fu quella della Ducal cappella , entravi efpreflb il Mifterio della Natività del Salvatore .
Quattro altre ,• che fucceffivamente compofe , ed inviò a quel Sovrano, ebbero luogo nella Chiefa de' Monaci Camaldolefi . Aveva efpreffo nella prima di quelle l'Immacolata Concezione: nella feconda Y Angiolo Curtode : nella terza San Carlo: e nella quarta S. Giufeppe dormiente, a cui apparifee 1'Angiolo ad ordinargli la fuga in Egitto, come s'arguifee dal vedervifi in difparte Gesù Bambino, e Maria Vergine, che lo veglia . Ivi compari/ce la notturna ofeurità con ammirabil decremento, lumeggiata dallo fplcndore dello fteffo Angiolo , con paflàggi, ed ombre di fommo arti* fizio .
Ceffata nell' anno 1657. la peftilenza, che cotanto afflile, e quafi fpopolò quella città , il Sarzana , che ebbe la fotte di andarne illefo, figurò in una gran tela quefto luttuofo argomento . Indi profegui alcune altre Opere, e fempre con lena, efpirito, non rimanendo punto abbattuto, o infiacchito dal pefo degli anni, che pur egli portava in conto di quafi fettantafei. In tale età dipinfe per la Chiefa di Si Bartolommeo detto degli Armeni. Defcriffe in quella alcuni miracoli
operati
operati per mezzo della Sacra Immagine del Volto Santo, la quale colà fi conferva, (a)
Nella prefata fua vecchiezza formò il fuo ritratto per compiacere al P. Angelico Aprofio Agoftiniano di Ventimiglia , il quàle a grand' inftanza gliel' avea chiefto: ed alla fine ottenutolo, il collocò in quella città entro la fcelta Librelia, che dal fuo Religiofo Inflitutore ha prefo il nome di
Aprofiana. Fu molto ammirato quello ritratto, e da nobil
penna co' feguenti verfi encomiato »
// Fiafella fon io
Da me ftejfo dipinto,
Con la natura a gareggiare accinto.
Ella il fembiante mio
Vivo folo ha creato:
lo finto, e vivo fon da me formato .
• E fimilmente con quelli altri >. •
Chi crede , che fi dia
Solo a Giove virtù, cui vien concejfo Immagine formar, che viva fia: Me Jlejfo da me fteffo Miri nel quadro imprejfo; • '£ vedrà, che in formare immagin viva, Anco il Fiafella ad ejfer Giove arriva. Dopo tali pitture nulla più lavorò il noftro Fiafella-.; concioffiachè , a cagion della riferita fua grave età, e delle lunghe applicazioni fatte in dipingere con finezza, ed in tanta varietà d* argomenti, gli fi venne a debilitare oltremodola tefta: onde còlto da tale incomodo accompagnato da frequenti dolori d* occhi, fi diede ad una vita del tutto ritirata, più non curando gì' intere/fi del mondo , e fol attendendo a quelli dell' Anima. Ville egli in tale (lato alcuni anni;
- finché
( a ) Qyelle tavole moftrano il popolo di Edefla liberato per miracolo del Volto Santo dall' affedio: e quando al folo mirarlo leftò lanata da grave malore la figlia di Cofroe Re di Perfia .
finché paffete* avendo già 1' ottantefimo, mancò per violenta febbre, che in tre giorni l'eftinfe nell'ottobre del 1669. ■ r Gli fu data onorevole fepoltura in Santa Maria della., p, Pace entro la tomba de* Cafoni, conforme nel teftamento F^mlla0 aveva ordinato» col confenfo di Gio. Battifta Cafoni fuoCoIAiLLA" guato, edifcepolo, il quale, oltre all'efequie fattegli folennemente celebrare, volle ancora, che a perpetua memoria-, di sì virtuofo Soggetto, ivi fulla lapide s incideflè la qui fono copiata Inferi/ione.
D. O. M.
DoMINICO FlASELLAE Sarzanen. PlCTORI CELEBERRIMO. Io. Baptista Casonvs.
Alvmnvs COGNATVSQVE AMANT1SSIMVS . NE MORS SEIVNGERET LOCO , QVEM VITA SOCIAV1T. A F P E C T V. Proprivm TVMVLVM Commvnem Fecit .
OBI IT ANNO MDCLX1X. DIE XIX. OCTOBRIS AETATIS SVAE .
L X X X I.
Fu il Fiafella un egregio imitatore della natura. Felice nell'inventare, ed efpreffivo nell' efeguir l'inventato. Orfoave, or veemente nel colorire, fecondochè richiedevan gli oggetti. Le pitture fioriate, e fjaecialmente di cofe eroiche, furono a mio giudizio la fua più diftinta prerogativa . Molti letterati parlano di lui con fomma lode: e fra quelli il Sig. Anton Giulio Brignole, nella fua nobil Opera, che porta il titolo di Injìabilità dell' Ingegno: ove parla del quadro già da me mentovato; rapprefentante l'indegna Venere . Luca Affarino nelle fue lettere alla pagina zotf. grandemente efalta il medefimo quadro, mentre ne dà ragguaglio ad un Cavaliere . Nel fine poi dell' Opera riporta alcuni componimenti di Poeti Genovefi in encomio d'una belliflìma Aurora dipinta dal noftro Artefice. Claudio Filippi nel fiio Capricci* Poetico ftampato in Milano dal Ghifolfi ranno 1640. leggiadramente finge, che Aleflandro Magno guidato dalla Feli
cita, e in compagnia di Apelle, e di Saffo Poeteflà, ufciti da' Campi Elisj, vaghi di vedere il bello d'Italia, entrino in cafa del Sarzana; e Apelle faccia ad Aleflandro vedere.» le tavole di coftui, e quella principalmente gli lodi, che moftra Ero, e Leandro, dianzi da me riferita.
Ebbe il Sarzana una fiorita fcuola, e molti begl* ingegni la frequentarono; ove, mercè gì' infegnamenti di lui, efperti, e celebri fi renderono . Già parlai di Davidde Corte; parlerò poi anche del Saltarello, del Merano, e dell' Oderico nella feparata breve fioria, che di ciafcun d'eflì qui fucceflìvamente fcriverò . Or accenno foltanto alcuni altri, che quantunque non dieno materia d'una defcrizione a parte; pure non deono efler pattati fotto filenzio.
Bernardo de Bernardi apprefe i principj della pittura», dal Sarzana: e riufciva fra le altre cofe felice afiai nel copiare . Cortui morì in frefca età tocco da apoplesia prima della peftilenza del 1657.
Francefco Gentilefchi figlio d'Orazio , quel valente Pittore cognito a tutta Italia; dopo la morte del Padre venne in Genova, e fi fé' difcepolo del Sarzana . Quefto Gentilefchi andò pofcia in altre città, per efercitarvi la fua Profeflione. Ma alfai giovane anch' eflò terminò i fuoi giorni. Onde non potè lafciare a' Pofteri memorie degne della fua peregrina virtù .;
Vincenzio Zerbi già difcepolo del Sarzana, fa molto bene i ritratti . Non m'eftendo a dire fue lodi ; perchè egli vive.
Giovanni Stefano Verdura fu fimilmente de' dncepoli del Sarzana, dalla cui fcuola già ben inlhruito pafsò a lavorare in Piemonte; donde ritornò dopo alcuni anni in Genova^.; e qui, fucceduta quafi immediatamente la peftilenza, mori con tutta la fua famiglia : ciò fu nel 1657.'
Lazzaro Villanuova, che del Sarzana fu pure difcepolo, ha operato dopo la morte del Maeftro infino ad ora; e tuttavia profeguilce con particolar efartezza, ed eftimazione.
Carlo Stefano Penone , figlio di Rocco eccellente Scultore, ed Architetto Lombardo (di cui dirò qualche cofa verfo la fine del prefente libro nelle notizie degli Artefici foreftieri ), venuto col Padre a Genova, ftudiò il difegno fotto
il Sarzana:
il Sarzana: indi pafsò al colorire; e molto bene nell* una,
e nell' altra cofa avanzoflì. Era giovane d' avvenenti maniere,
====s e di bei coftumi: onde il Maeftro cotanto amollo , che giunfe
Dt a dargli in ifpofa una fua figlia . Ma cortei poco rtante cefsò
Domenico di vivere . Di che afflittiflìmo Carlo abbandonò la Pittura,
e la noftra città, e tornoflène in Lombardia; ove egli pure
in frefca età fi mori.
Donna Angiola Airola Canonica nel Monirtero di S. Bartolommeo dell'divella, eflendo amantiffima della Pittura, cercò d' apprenderla , ed' ottenere in Maeftro il Sarzana; ciò, che le fu conceduto . Ella arrivò a qualche grado di perizia nella intraprefa Profeflìone: e fra le varie tele da eflà colorite una ve n'è di ben ordinata cpmpofitura nella Chiefa di Gesù, e Maria de' PP. di S. Francefco di Paola . Quefta Religiofa Donna ha terminato ultimamente i fuoi giorni in odor di virtù .
Giuseppe Porrata, oggidì vivente, è del Sarzana pronipote , e gli fu difcepolo . Egli dipinfe con lode, che in progreflò di tempo gli crefcerà .
Difcepolo del Sarzana fu anche Andrea Podeftì , che_j Umilmente vive: ed ha credito di buon Pittore . (a)
Gio. Battifta Fiafella fu figlio d' Antonio Fiafella fratello di Domenico . Querto Gio. Battifta da Sarzana venne a Genova, per iftudiare fotto del Zio la Pittura. Ma ficcome il Zio non trovava in coftui tutta quella difpofìzione, che richiedefi a ben apprendere tal facoltà; il rimandò a Sarzana con onorevole afTegnamento, che pofcia in morte gli ampliò, con inrtituirlo anche Erede del fuo raccolto muféo di difegni, e pitture . Il prefato Erede poco dopo un tale acquilo fu forprefo da grave malattia, che in breve gli tolfe la vita. Ei lafciò due figli ben provveduti di foftanze . Dopo la coftui morte ritornò in Genova l'ereditato muféo, che ora fi poffiede da nobililfimo Soggetto molto intelligente di Pittura, e grande eftimatore della virtù del noftro Fiafella . s Gio. Battifta
( « ) Quello Podeftà fu Soggetto dì gran talento. Oltre al fuo ben dipingere, pofTedeva anche l'arte di ben incidere all' acqua forte. Di lui va attorno la bella flampa rapprefenfante il Trionfo di Bacco, ritratta dal fuperbe - quadro dell1 Eccellenti/lima Cafa Barberini, fatto dal famolò Tiziano.
Gìo. Battifta Cafone (a) Sarzanefe fu, come già s' accennò , non folo del Fiafella difcepolo, ma anche Cognato. Egli al prefente vive: e nella Pittura fi fa molto onore.


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