DI CASTELLINO CASTELLO
Pittore .
Fiori' nel principio del pattato fecolo Cartellino Cartello Pittore grandemente ftimato, e, fé non era di prima sfera, almeno a quei di prima sfera molto vicino . Cortili benché rtretta parentela avelie con Bernardo Cartello: contuttociò, folle genio, folle carnale incontro , folle perfuafìone d'Amici, fenza far capitale di quello, fi pofe lòtto la difciplina di Gio. Battirta Paggi, che di frefco ritornato era di Firenze in Patria. Gradillo il Paggi; e prefe a dirtintamente amarlo , e inftruirlo, torto che Icona ebbe l'indole di lui avvenente, e docile, e l'ingegno pronto , ed acuto . E il novello difcepolo attefe con tanto impegno, e fervore; che acquirtò in breve la perizia di far ritratti, e di dipingere d* invenzione sì rtorie, sì Immagini di Santi in atteggiamenti alTai proprj, e in coloriti aliai vaghi, e foavi; alle quali maniere di pitture avea la fua maggior inclinazione , ed abilità .
In fatti di fua mano fi veggono in molte Chiefe di Genova varie tavole ben difegnate, ed efprelTe. Una ve n' è in S. Giufeppe entrovi la Madonna del Rofario in mezzo a' Santi Domenico, e Caterina da Siena . Una pure in S. Rocco con quello Santo , e due Santi Vefcovi. Un' altra in S. Francefco di Caftelletto , la qual rapprefenta il Martirio di S. Andrea . Bella poi fopra le riferite ftimafi la tavola, ch'egli fece per la Chiefa delle Monache dello Spirito Santo. Quella tavola moftra la difcela di elfo Spirito Santo in forma^ di lingue di fuoco fopra la Santiflìma Vergine, fopra gli Aportoli, e fopra gli altri Difcepoli nel Cenacolo congregati. E pel Refettorio delle {ìc^e Monache dipinfe in un' altra.* tavola ad olio i' ultima Cena di Crirto.
In S. Agnefa una fé ne vede rapprefentante S. Terefa, a cui da Maria Vergine vien porta al collo una collana d'oro. Ma la prima di querte fue tavole, da lui fatta quando ancora
cora ftudiava fotto del Paggi, e la maniera del Maeftro ingegnavafi d'imitare, fi è quella, che colori l'anno 1609. per l'Oratorio detto della Morte preffo a S. Donato. Efpreffe ,, in quella il Deporto di Croce con affai buon gufto, e con Di gruppi di figure giudiziofìunente diftribuite. (a) Castellino
Una fua tavola molto (limabile fi conferva nella princi- castillo* pai Chiefa del luogo di Seftri di Ponente. In quella tavola egli ha defcritto il Martirio di S. Caterina.
Ed ecco in breve riferite le pitture, che al pubblico efpofte poffono appagare i curiofi delle Opere di Cartellino. Parran forfè poche: ma fappiafi, che molte furono le da lui fatte per falotti, e logge di nortri Cittadini; ed anche più quelle , che mandò fuori di Genova per commifiloni di forertieri . Imperocché ficcome ho ricavato da alcune lettere, che preffo di fé conferva Niccolò Cartello fuo figlio; fra i molti quadri in quelle indicati, due ne trafmife l'anno 1623. all' Abate Benedettino di S. Giorgio di Venezia dimortranti, 1' uno il Patriarca S. Benedetto, e 1' altro certo graziofo fcherzo di due fanciulli, de' quali 1' uno fgangheratamente fi ride del compagno, che piange. E in quell' anno medefimo perfezionò pure il ritratto di D. Angelo Veneto, Monaco anch'effo Benedettino ; il qual ritratto inviolli accompagnato da due_» altre lue tavole.
Da una lettera poi del Sig. Alberigo Cibo Principe di Mafia fcritta 1' anno fuddetto fi feorge, che Cartellino gli aveva inviato alcuni difegni di fua mano, de' quali quel Principe cortefemente lo ringrazia: indi conchiude, cne_j s'ingegnerà d' addeftrar la mano in ricopiarli, per mortrarfì degno difcepolo di si valente Maeftro . Molte tavole dipinfe Cartellino. a ordine del fuddetto Signore; fra le quali affai bella riufei quella dello Spirito Santo, che difeende fopra gli Aportoli.
Da un' altra lettera del Cardinal di S. Clemente (b) fcritta nel itf2Q. al nortro Pittore fi ha teftimonianza, eh'ei fece
una
( a) Quella tavola al preferite è nella Sagreftìa del fopraddetto Orarorio.
C b ) Era quelli 1' Eminentiffimo Gio. Domenico Spinola Genovefe , Perfonaggio di gran condotta, particolarmente negli affari di flato; e perciò molto adoperato da Papa Urbano Vili., che creollo Cardinale. Fu Vefcovo di Madera, poi di Sarzana, finalmente di Mazàra in Sicilia; dov.e morì nel 1647.
una maertofa tavola, fperando, eh' ella doveffe aver luogo in S. Pietro; che per tal motivo indirizzata 1' aveva a quel ==== Porporato . Ma 1' efferella giunta in tempo , che i Deputati Di alla Reverenda Fabbrica avean già diftribuito a diverfi Pittori TEixiNo ie tavole di quel maeftofo, ed unico Tempio, fu cagione, che quella di Cartellino reftaffe efclufa.
Ellendo poi fpecial prerogativa di quello Pittore il fare ritratti dal naturale, ficcome accennammo; in querti rovente impiegoffi, e gran lode ne riportò. Molti gliene commife il Principe Doria , e molti altri il Duca di Turfi, irifìeme con quadri irtoriati. Vollero ancora effere da lui ritratti la Signora Principefla Doria Landi, e D. Federigo di lei Cognato. In virta de' quali la PrincipefTa d'Avello fi motte a chiedere a Cartellino i ritratti de' più riguardevoli Perfonaggi di Cafa Doria. Servilla querti con puntual accuratezza , rirtringendoli in un piccolo libretto, che quella Signora conferva preffo di fe: e. fon cofa degna; perocché anche in piccolo fpazio riportava 'Cartellino gli altrui fembianti cos'i bene, ed efattamente, come in grande.
Troppo avrei che fcrivere, fe tutti annoverar qui voleffì i ritratti rtefi da querto Pittore, o fian quelli d'infigni Letterati, e Poeti; come di Gabriello Chiabrera , e di Gio. Battirta Marino : o quelli di cofpicui Perfonaggi ; come de' Marchefi Spinola, e Serra, del Duca d'Anfona, che oltre al proprio volle ck lui quello ancora d' una fua Favorita. Ma per gloria unica del nortro Cartellino, e per mortrare quanto valore, c quanta ftima in querto genere aveffe, crederò ballar poffa il dire; che il più celebre Ritratrirta del mondo , cioè l'impareggiabil Vandik, volle anch' erto vederli efpreffo da lui: e poi per contraccambio fi degnò di ritrarlo .
Era Cartellino già molto avanzato in età, dacché paflàva i feffantott' anni; quando, a perfuafione di Frate Andrea Cofiaguti fuo caro Amico , dovette portarfi a Torino: ciò fu l'anno 1647- ^n quella città ebbe egli molte occorrenze di far ritratti, ed alcuni a' Signori principali di Corte , che poi lo prefentarono al Duca, il cui favore facilmente acquiftoifi; perocché avendogli quel Sovrano ordinato un ritratto di Madama Reale, Cartellino colpì tanto bene nella fifonomìa
e tjtoj0 %" Castro?
Poco tempo però godè Cartellino sì fatti benefizj; perciocché nel fettembre dell'anno 1649., fettantefimo di fua età , forprefo da acutiflìma febbre in pochi giorni cefsò di vivere con difpiacer della Corte, e di chiunque lo avea conofciuto.
Lafciò dopo di fe un figlio, che è il già mentovato Niccolò . Quefti ereditò la paterna arte di far ritratti; ond' è in molta (lima per gli efattiflìmi, che ha già fatto , e tuttavìa va facendo; ed avrebbe ereditato anche grolla fomma di denari, fe il Padre fuo fofle flato più economo, e men giocatore.


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