VITA
.- DI PIER FRANCESCO, ,JÈ GIO. GREGORIO PIOLA,
Pittori .
E Beerò il loro merito nel dipingere i due Soggetti Pier Francefco, e Gio. Gregorio Piola: ma poco di effi rapportare polliamo; perchè il primo mancato efTendo in età ancor giovane, poche fue memorie.. Iafcionne; mentre molte, e degne ce ne prometteva la fua rara abilità, e accuratezza: 1' altro poi pafsò gran parte di fua vita fuori della Liguria; e dagli onori, e guadagni, che in altri paefi ritraile, lafciò giulto argomento della bellezza , e finezza delle fue Opere, delle quali chi or le pofTiede forfè non ne fa il vero Autore. Or noterò qui apprefTo quel tanto, che ho potuto raccorre di quelli due .
Segui il natale di Pier Francefco in Genova l'anno 1565. Coftui, dopo d' avere ftudiato le lettere umane, s' applicò alla Profeffion di Notaio . Ma indi a poco invogliatofì del difegno, abbandonò quella, e tutto a quefto fi diede. Pafsò poi alla pratica del dipingere; e come ben fapea, che il buon gufto d' unaT facoltà debbe appararfi fugli efemplari degli eccellenti Maeftri : cosi egli frequente era, e follecito in ofTervare le pitture di Perino del Vaga , ed' altri firn ili valentuomini , si prefTo al Principe Doria, che dentro alle Chiefe {)iù cofpicue, sforzandofi d' amarne lo Itile, e d'afTeguirne a perfezione. Con tali induftrie, e premure andò molto innanzi il giovane Piero in emetta nobile facoltà: e dava— belle prove di fé: e n' avea lode .
Giunfero alcuni lavorietti di lui alle mani della celebre Dipintrice Sofonisba Lomellina , che grandemente Itimolli; e volle vederne l'Autore, della cui virtù, e difpofizione-, all'ottimo cosi paga, e ammirata rimafe, che Io volie feco, lo riguardò qua! figlio, ci' infimi per lungo tempo ne' più fini precetti dell'Arte,
Dopo
Dopo ciò invoglioffi Pier Francefco dello ftile di Luca Cambiafo, che forfè pareagli più facile a feguitarfi. Diedefi per tanto a copiare le pitture di lui; e sì efattamente ritra- mmmmmmmmm evale , che paflàto poi a dipingere d' invenzione , appena fi DlpIER diftinguevano le Opere dell'uno da quelle dell'altro. Ciò Francesco, abbaftanza vien palefato nel quadro rapprefentativo delle Go^opicuw Spofalizie di S. Caterina Martire, porto nel luogo di Pegli entro la Chiefa de' PP. del Monte Uliveto: quadro veramente d' ottimo gufto; e che da alcuni fu (limato del Cambiafo medefìmo: ma vi fon prove , onde riconofcerlo di Pier Francefco Piola . Del redo, quando folTe attribuito al Cambiafo, nulla quefti ne fcapiterebbe di gloria .
Mancò Pier Francefco in età giovanile l'anno itfqo.., quando appunto s'affettavano altri fquifìri frutti del fuo nobil ingegno; de' quali foltanto un lieve faggio potè recarne, e un gran defiderio lafcionne .
Dalla fteilà famiglia de' Piola poco dopo ufcì un altro infigne Soggetto . Egli fu Gio. Gregorio, il quale molta in— coftanza moitiò nell' eleggerti la Profeffione. Imperocché prima apri bottega di merceria: di poi fi diede al traffico della feta: e per ultimo, in età di più di 25. anni, s' applicò alla Pittura; e da per fé, fenza alcuna guida, vi fi provava, e vi riufciva affai bene . Égli fecondando il brio dell' ingegno, e la naturale inclinazione, copiava con indicibil preitezza qualunque carta, o difegno gli fi prefentava; e ciò fenza determinar contorni, o far ufo di toccalapis. In quefto efercizio continuò, finche avendo prefo affezione alle cofe piccole, fi rivplfe a miniare i già copiati difegni. Cosi ogni giorno più dilettandoli della vaghezza , e varietà di quei colori, che adoperava, fece nella Miniatura un' egregia r.ukita. Vogliofo era d'incontrar estimazione , e guadagno; che l'una e l'altra cofa ben meritavano i fùoi delicati, e leggiadri lavori . Ma non v' ebbe in Genova chi li curarle, o premiarle. Quindi fu, che abbandonato quefto foggiorno , s'incamminò alla volta di Roma; ove feco recatefi le fue ingegnole operine, tanto vantaggiofamente le fpacciò, che accumulato avendo qualche fomma confiderabile di denari, pensò di valertene, per intraprendere il viaggio di Spagna, lulla fperanza
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di migliorar colà la fuà forte. Ma gli andò a vóto il penfiero. Pofciachè paflàto in Ifpagna trovò que' popoli si poco inclinati alla Pittura, e alla Miniatura; che dovette tofto 1 partirtene, e cercarli altro ricapito. Dopo una lunga, e vaFWnco, ria peregrinazione fermò il piede in Marfiglia; ove ricevè £ do. Gre- quegli onori, e quelle commiflioni, delle quali gli era (lata
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fcarfa la Spagna.
Ma quanto fon vani i difegni dell' uomo; e come fui più bello fallifcono! Appena aveva ilPiola cominciato a godere in Marfiglia le buone accoglienze, e cortesie di que' Cittadini, che, gravemente infermatofi, vi morì l'anno 1625., e quarantaduehmo dell' età fua . Tal perdita cagionò difpiacere a chi lo conobbe; e molto più a' fuoi Congiunti di Genova, i quali nulla poterono ereditare del copiofo denaro, eh' egli acquietato s* avea; ftantechè per legge di quella città rimafe il tutto devoluto al fifeo; così folendofi praticare colà con que' forestieri, che nel Regno non vi hanno Eredi. .
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VITA'
DI MARCANTONIO BOTTO
\ PATRIZIO GENOVESE Pittore , e Modellatore. Dopo il beli' efempio , e la fegnalata vittoria di Gio. Battifta Paggi a confervazione de' diritti della Pittura [di che già nella vita di lui ] , cominciò Genova a vedere fucceffivamente alcuni altri de' fuoi nobili Cittadini efercitarfi in quella chiariffima Profeflìone. Non interefle, ma giocondo piacere, e fors' anche desìo di gloria t ravali ad un' occupazione, che conofceano effer conveniente al loro carattere, e valevole anzi a illuftrarlo, che a denigrarlo . Fra tali Soggetti degno di fpecial ricordanza fi è Marc' Antonio Botto, a mia notizia il primo , che imitane l'efempio del Paggi.
L'anno 1572. nella- noftra Metropoli nacque il Botto da Genitori Patrizj. Appena giunto all' ufo della ragione , fu da' fuoi applicato allo Audio delle lettere umane; nel che, ficcorae poffedeva un ingegno affai perfpicace, e pronto , cosi avanzavafi con molto profitto; e grandi freranze facea di fe concepire . Ma dopo alcuni anni ritraitelo il Padre fteflò dall'imprefo corfo; e volle, che attendere all'Arimmetica. Imparolla il giovane con grande facilità, ed in tal perfezione, che pafTava per uno. de' più pratici Computirti della città . Laonde cominciò prefto ad efler impiegato in riveder conti, in far bilanci, in liquidare partite: e intorno all'età di 25. anni già tenea libro, e ragione dell'entrate, e dell' ufcite d* alcuni de' principali noitri Cavalieri: e regolava i traffichi di diverfi Mercadanti di grande affare, per modo, che s' acquiltò preifo a molte piazze d' Europa il nome d' efperthTimo, e rettiflìmo in tal Profeflìone.
Non ottanti le fue occupazioni arimmetiche, non lafciava di donare qualche ora ad altri virtuoli efercizj. Era egli molto inclinato ali' italiana Poesia . Quindi componeva tal
volta canzoni, ottave, ed arie, che poi nelle converfazìoni di Cavalieri, e di Dame, o recitava, o facea cantare per Z mufica: e n'era foinmamente gradito.
Mahc\Ànto- Dilettava!! in oltre di coftruire ingegnofe operette mecNioBotto, caniche: e fra_le altre cofe lavorava inftrumenti muficali di rara invenzione; mentre un folo di quelli imitava il fuono di molti. Ed era cofa ben degna di maraviglia il vedere, com' egli della fcorza d' un granchio marino n' avea formato una foaviuìma cetra: ed altra cetra avea congegnata, che al toccarli rendea varietà di voci fimili a un concerto di flauti. E' tuttora efiftente una chitarra da lui comporta di minutiffimi pezzetti di legni, la quale, sì per la diligentiflìma fua fhuttura, sì per la delicata armonia meritamente fi tieno in conto di arredo preziofo .
Non pago il Botto di tanti induftriofi lavori, fi diede anche allo ftudio della Pittura . Imparò in breve da fé a difegnare, a colorire , e a fare ritratti: il tutto affai bene . Dalla Pittura pafsò alla Scultura, e all' arte di modellare in cera. Della Scultura egli apparò i principj fotto la direzione di Gio. Bernardo Azzolini Napoletano. Ma volendo pofcia in tal Profeflione meglio inflruirfi; intraprefe il viaggio di Francia in compagnia d' un Perfonaggio intelligente, ricercatore di rarità . PrefTo a coftui flette egli due anni con molto dilpendio, al quale fuppli la Madre ricchiflìma Dama di cafa_. De Franchi.
Ritornato dopo tal tempo alla Patria contraile 1' amicizia di Gio. Stefano Borro uomo eccellente in minutiflìmi lavori , fpecialmente di cera. Quefti molte cofe apprefe dal Botto: e fcambievolmente molte altre al Botto infegnonne. Niuna cofa tanto giova ad un bravo ingegno , quanto la comunicazione con altro ingegno fimile a lui .
Dal Borro apparò il Botto la maniera di far catenelle fottiliflìme, fiori a eftrema finezza, collari d'impareggiabil intreccio , e merletti, che, conforme ho intefo , egli componeva di membranuzze tratte da ventricoli d'alcuni animaletti , ed intagliate con artifizio incredibile .
Formò in cera molti ritratti , ne' quali , oltre alla-, giufta fomiglianza con gli originali, fi diilinfe anche con quella
lua
fua diligenza si ne' capelli, come ne' collari, e ne' panni: cofe tutte più da ammirarfi, che da ridirfi. Ma eflendo tali fatture per la fragilità loro di corta durata; perciò molte_> ^^^^sgià ne abbiamo perduto. Quelle poche poi, che ancora ci Di reftano, è cofa difficile il poter penetrare a ofTervarle; pe- marc' Antorocchè, ftante la loro delicatezza, fi cuftodjfcono con fom- N1°BoTTO* ma gelosia entro {carabattole nelle cafe private.
Se quello degno Soggetto avefTe avuto per ifcopo lavori di maggior eftennone, e di minor fragilità; fenza dubbio fi farebbe renduto immortale; attefochè dotato era di un talento maravigliofo. Ma egli condifcefe alle attrazioni del genio: nè pensò alla lode, che pur meritò .
Del fuo modo di colorire certa memoria tuttavìa ce ne refta in una tavola porta nella Chiefa di Noftra Signora di Valle Reggia, detta comunemente di Voirè, nella Polcevera . Quella tavola, fe non è preziofa per la fquifitezza_. dell' arte: ella è però molto confiderabile, per eflèr 1' unica fatta per mano di lui; e per eflèr Opera di chi nella Pittura non fu guidato da alcun Maeftro .
Terminò il Botto i fuoi giorni l'anno 1648., e di-fua' età j6. Se il tempo ha diftrutto tanti nobili parti di quello Virtuofo: non ha però potuto diftruggerne l'illuftre memoria . Quantochè perifcano le Opere intigni: vivran tuttavolta immortali gli Autori di quelle.
Saturday, August 13, 2011
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