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Saturday, August 13, 2011

Castello, pittore genovese ("Vita")

Grande è la forza del genio . Egli vince ogni oracolo , e fi rende foggette fino le volontà, di modo che non {blamente non poflìam andar contro di eflo, ma neppure poflìam ciò volere . Ben vi fu chi attribuì quella vittoriofa forza all' amore: ma per amore , che altro fe n' intende, fe non quell' appaflìonato genio , che tira i cuori a un' oggetto . Tal genio fe è vcrfo qualche Profeffione, o Scienza, ne rende in eflà a maraviglia perito chi da quello è portato . Tanto

(«) V Abeceàario Pittorico confonde Gip. Battifta Caftello con certo fognato Gio. Bardila Scorza, che non è mai ftaro: e di ambe.lue dice a un dipietlò l"—* fteflè cofe. L' Autore di quello Abeceiario aferma d' aver traforine le notizie dello Scorza dal BalJmucci: ma il Baldinucci avrà in ciò picio sbaglio. Tanto effettuar fi vide in un Miniatore, fiorito dopo la metà del panato fecolo . Fu quelli Gio. Battifta Cartello; il quale eflendo flato ne' teneri anni applicato da fuo Padre Dl Glo. all' Oreficerìa, vi pafsò la gioventù con poco profitto, per

Battista

chè con animo poco ad efià inclinato : ma poiché invertito della Castello . ^ua potè a fuo arbitrio eleggerà* un' arte: abbando

nata quella di prima, fi diede allo ftudio della miniatura; ed in querta, perchè appunto portato v' era dal genio , fece in breve una tal riufcita, che nella vivezza, e leggiadrìa^ del colorire pareggiò i migliori Artefici della fua età . Già egli fin da Orefice erafi alquanto efercitato ncH' ufo de' pen- nelli; ftantechè era fiato folito adoperarfi nella ftruttura di certi piccoli Reliquiarj, che non folo guerniva d' oro, o d'ar- gento , ma eziandio abbelliva con miniarvi fopra varie figu- rine , o rtoriette facre di delicatiflimo gurto . Qualche pra- tica egli avea pure del difegno in quella prima fua Piofef- fione ìtudiato. Pienamente poi vi li perfezionò in quefta_. feconda con udir le inrtruzioni, ed efattamente oflervare gli efempi di Luca Cambiafo , fuo Areno amico, la cui fianza a quefto fine , qual difcepolo , frequentava . Tanto in fomma il Cartello fu indefefio, ed intenfo nello rtudio della minia- tura , che dov' egli innanzi lavorando da Orefice non ne ri- portò altro nome, che di fabbro ordinario: portofi poi fe- condo il fuo genio a maneggiare i colori fi rendè celebre—, al mondo: attefochè concepiva in minuto elegantiflimi dife- gni, e colori vali con sì fina delicatezza, con si foavi paf- faggi, e naturali cangiamenti, che non poteano mirarli fenza particolar diletto, ed eftimazione . Quindi avvenne, che_* meritò d' efier foggetto di lode alle penne d' alcuni nobilif- fimi Poeti fuoi contemporanei . Fra quefti il Cavalier Ma- rino nel libro intitolato, La Galleria, efaltò la pecchia , la_„ formica, il ragno, la zanzara, la mofea, la farfalla, ani- mali efpreflì tutti con viviifime miniature dal nortro Cartello. Similmente il Soranzo alla virta d' una Sacra Immagine mi- niata con rara finezza da quefto ingcgnofifìlmo Artefice-», compofe in lode di lui la maeftofa Canzone, che incomincia L'altera ìmmago di colei, che Dio Dettino Madre all'unico Figliuolo, ec, E il" Padre Dòn Angiolo Grillo nelle fue Rime altamente encomiò il Cartello per un' altra Immagine di Maria Vergine, da coftui colorita con efquifitezza maravigliofa—., Due Sonetti di quello dotto Religiofo fi leggono fui riferito Di do. argomento porti fotto i numeri 249., e 260. di quelle Rime. Q*tm11*

Sparfafi intanto per varie provincie, anche oltramontane, ASTELL*' la fama del valore del nortro Gio. Battifta Cartello, n' arrivò la notizia alle orecchie di Filippo II. Re delle Spagne; che torto lo fece invitare alla Corte, per conofcerlo, ed impiegarlo . Non indugiò il Cartello ad andarvi ;. ed affai ben accolto vi fu da quel Monarca amamiflìmo de' Virtuofi; che fra le altre incumbenze gli appoggiò quella di miniare i Sacri Libri deftinati ad ufo dell' Efcuriale. Efegui ogni ■ cofa con efatta accuratezza, e con ottima riufcita il valente Artefice; e pari alla foddisfazione , che diede, fu la ricompenfa, che ricevette .

Finiti i bei lavori ritornò alla Patria, dove 1' anno 1599. per parte della Reina Margherita d' Auftria ebbe l'incarico di fare un ritratto del Santiffimo Sudario, che fi conferva.nella Chiefa di S. Bartolommeo , già de' Monaci Bafiliani, detti gli Armeni, ed ora de' PP. Barnabiti, donato a' prefati Monaci nel 1384. da Lionardo Montaldo Doge di Genova , il quale in premio del fuo valore ottenuto 1' aveva infieme con altri doni dalla liberalità di Giovanni Paleologo Imperadore d' Oriente.

Andava crefcendo di riputazione il genovefe Miniatore si, e per tal modo, che le fue Opere , come giojelli teneanfì, ed avean degno luogo nelle gallerie, e nelle cofe rare de' Signori qualificati. Fra le altre vicino a Roma nel palazzo Borghefe v' è la ftanza detta del fonno, ove ammirafi con efattezza impareggiabile dipinta Maria Vernine in atto di lavare alcuni panni lini: Opera in vero di fingolar eccellenza, e sì pel difegno, che per lo bel colorito preziofa-,. E quella, e molte altre in varie parti cuftodite grandemente onorano Gio. Battifta Cartello, e ne renderanno immortale la memoria .

La virtù di si raro Soggetto fu ben anche riconofciuta in Patria, e diftintamente premiata allora, che egli fu dal > Sere

Sereniflìmo Governo dichiarato Pittore Covra gli altri end

nente, ed efentato dalle leggi, e capitoli, a' quali indegna

======- mente foggiacevano in Genova i Profeflbri di Pittura. Gra

Di do. zia, che conila dallo fpecial Privilegio da me veduto, e_. Battista trafcritto; il quale, ficcome è belliffimo, e per eflò CaftelCastsìlo . jQ ^ c pe, fuoi Congiunti gloriofìffimo: così voglio qui interamente foggiungerlo.

DUX, ET GUBERNATORES REIPUBLICiE GENUENSIS. Cum Principem deceat eos, qui in aliquo genere virtutis excellunt,donare jure quodam precipuo, ut ipfi fuo premio quotidor{ue fruantur , cceterique eorum ex empio incitati artificiqfa quoque excogitent, ac perficiant, quibus & fibi nomen parent, & atfìciantur honoribus, & omnium animos fibi concilient; decrevimus dileflum Cvem noflrum Joannem Baptifiam Cajlellum, in quo excellentem quandam, ac fingularem virtutem perfpeximus, eo immunitatis jure , quod idem a nobis petiit decorare. Is enim in bac Urbe unus nofira memoria ufu , & exercitatione minio pingendi artem ejfrcit; in qua adeo excellit, ut cffigies rerum attemperatis coloribus natura folertiam egregie imitatus reddat quamfimillimas exemplaribus . Cum igitur a nobis petierit, ut ab artis Piclorum legibus folutus, nullaque in re obnoxius declaretur, Nos examinata re, ad calculorwn judicium prò legum nofirarum forma deducla; eumdem Joannem Baptiftam a capitulis , ordinibus, decretis, ac legibus artis Piflorum eorumque obfervantia exemptum, ac folutum declaramus, & quatenus opus fit, eximimus , ac liberamus , exemptumque , ac liberum facimus; iifque nulla in re obnoxium effe decrevmus, omnemque omnino molejliam in eum prohibemus, ac prorfus hoc noftro decreto ce/fare prcecipimus : quod quidem, vel non citatisy qui citari debuiffent, vim, roburque firmitatis habere volumus9 non obftantibus quibufcumque in contrarium facientibus, etiamque artis Piflorum prceiiìlce. Quibus omnibus , ac fingulis ex certa fcientia de plenitudine pot efiat it derogamus , deroga'um

que

plari figli

jw? volumus, £f decernimus . /» ra tefiimoniwn has litte as figlili Reipublica noftrce appenfìone munitas , & a Cancellano , ac Secretano nofiro fubfcriptas fieri jujfìmus . Datum mm^mmmmmm Qmuce in nofiro Ducali Palatio die 7. Julii MDCFL {a) Dl Glo<

Battista

Ma non meno fu commendabile, e degno di privilegi CASTfU-°* il Cartello per la fua pietà , ed integrità di coltomi, di quello il ione per la fua rara perizia nel miniare. Egli avea Uilcuore innocente , caritatevole, e molto affezionato all' orazione; onde ogni dì confacrava qualche ora all' efercizio di quefta, non ottante che le frequenti commiflìoni lo metteflero in penuria di tempo. Amantiflìmo de' Religiofi fr^elTo ne introduceva in fua cafa, e fpecialmente alcuni de'più efem>lari, da' quali volentieri afcoltava le inftruzioni, e i conper la condotta d'un viver Criftiano . Andò un giorno a trovare certo Pittore fuo amico, nella cui ftanza entrato videlo, che flava facendo il ritratto di certa femmina di poco buon nome . A tal villa forprefo rivolfe fubito indietro i paffì; ne fu potàbile indurlo a quivi fermarli, per quante inltanze il Pittore gliene facefle.

Di:

(«) Neil'antico originale di quello Decreto fi leggono i nomi del Sereniamo Doge, e degli Eccellenti/fimi Senatori, che al Cartello un tanto onore com- partirono > lcritti col feguente ordine. Sereni/fimo Doge LUCA GRIMALDO. Eccellentiffimi Senatori

Bendtnello Negrone . Giano Grullo •

G10. Battista Doria . Mario Spinola .

Cesare Giustiniano» Gio. Giacomo Gambarotta»

Errigo Salvaco . Orazio Lercaro .

Niccolo' Invrea . Anfrano Saoli .

Angiolo Luigi Rivarola . Barbone Centurione »

Eccellentiflìmi Procuratori

Davidde Vaccaro» Marco Aurelio Lomeix.no»

Gio» Acostino Giustiniano» Agostino Doria. Agostino Saoli . Bernardo Clavarezza . Gio. Giacomo Grimaldo • Stefano Doria .

Matteo Senareca. .. Gio. Battista Pallavicini» Tommaso Spinola • - . Francesco Di Negro • Di sì belle virtù ebbe il Cartello alcuni fàggi di premio qua in terra, grate caparre del celeftiale. Un fuo figlio ====== nomato Gregorio avendo acquiftato un Feudo in Sicilia, di

Di do. femplice Mercadante, eh' epli era, divenne Principe riguar

CastÌllo. devote: nel cne Pure fpicco grandemente la moderazione-. ASTÉixo. ^, an|mQ Genitore; perocché tal profferita, ed ingrandimento della famiglia non fufeitò già in lui fpiriti d' ambizione , o di fatto; non V induffè ad abbandonar l' efercizio della diletta fua Profeflìone; non lo traile a magnifica abitazione; non gli perfuafe più folendido fornimento di fuppellettili, o maggior numero di fervi: ma come nulla migliorata averte la condizione, e gli averi, nulla cambiò del fuo antico tenore di vita. E quantunque da Gregorio più volte pregato folle a trasferirfi in quel Regno, a fin di pattarvi ripofatamente la fua vecchiaja: tuttavia non volle mai di ciò compiacergli. Così fe ne continuò a viver qui pofitivo, e>> nell' umiltà, e nell' impiego di prima , baftevolmente contento d' avere un figlio follevato a grado tanto cofpicuo.

Fu anche favorito da Dio d' una continua, e perfetta— falute, e d' una vitta sì perfpicace, che già in età di quali novant' anni fenza adoperare occhiali maneggiava in piccoli^ fimi fondi i pennelli, e coloriva minutiflìme cofe con iftupore di chiunque lo vedea lavorare. Poco meno, che innumerabili fono le Opere, che in sì lunga ferie d' anni ha difegnate, e miniate quelY egregio Artefice, che all' altre fue chiare doti aggiunfe quella di non iftar mai oziolò. In Italia , ed anche fuor d' ella non v' è quali gabinetto, o galleria , in cui qualche fino lavoro del Gattello non fi confervi. E qui non è da tacere, eh' egli portava un' incredibile affetto alle produzioni de' fuoi pennelli, di modo che cuttodiva con lomma diligenza ogni fua benché minima carticella—, eziandìo di femplice abbozzai ura. Avea per tanto riempiuti alcuni libri d'un'infinità di miniature, ov'erano tette, mani , piedi, alberi, fiori, frutti, nuvoli, montagnuole , paefetti, animaluccì, e fomiglianti cofe: il tutto efpreflb con— impattatura di colori naturalismi. Oltre a ciò le llefle prove , che di quelle facea lù pezzetti di carta, riponevale ne' prefati libri fra gli efquifiti lavorietti, gran premura avendo, che nefliina n' andaflè a male . Io mi perfuado, che le ccnfervaffè, affinchè ferviflero d' efemplari, ed agevolaffero la ftrada a chi-avelie voluto imprendere la miniatura. Im- — perocché efTendomi, non ha gran tempo, capitati nelle mani Di Gio. gli fteflì fuoi libri: ho in elfi notate molte regole d' efpe- Q*tm£* rienza, eh' egli v' avea fcritte per la buona misura de' co- ASTJ£U-°' lori: e forfè per darne faggio, teneva in ferbo que' pezzetti di carte femplicemente tocche di qualche tinta. Ci là male, che non abbia condotta a fine tal Operetta, di cui foltanto abbiamo alcuni pochi frammenti. Di gran vantaggio ella_. farebbe agli ftudiofi del ben miniare, fe 1' avellerò intera, e compiuta.

Morì il Cartello l'anno 1^37. in età decrepita, ed in que' fentimenti di Criftiana Pietà, co' quali era fempre vivuto.

Oltre al foprammentovato Gregorio fuo primo figlio , che fu, com'io dicea,' Signor di Feudo in Sicilia, lafcionne un'altro appellato Girolamo, che fu feguace della Profeffione paterna . Infirmilo in efla il buon Genitore, dacché vide, che quegli fin da fanciullo più al difegno, che ad altro Audio inclinava. Ed in fatti si, e per tal modo vi profittò, che in breve giunfe a ben imitarlo; e certamente n' avrebbe pareggiata tutta la perizia , fe importuna morte non ce l'avelie rapito, mentre appena egli toccava 1' età virile . Tal perdita grandemente cfilpiacque a' noftri cittadini; perciocché oltre alle belle miniature, eh' egli avea già cominciato a dar fuori, dotato era d' un' indole cosi foave , pacifica, e ben_. coturnata, che 1' avea fatto oggetto della comune benevolenza . Amava molto il ritiro , e la divozione; onde fuorché nelle Chiefe, di rado in altri luoghi vedevafi . Viflè celibe; e fempre a fervizio, ed in aflìftenza del Padre, alleviandolo nelle fatiche , e accomunando con elfo i guadagni. Per mantenerli in quello filiale uffizio, ricusò collantemente gì' inviti , più volte fattigli dal fratello, che lo bramava feco in Sicilia ad una vita di maggior comodo, e fplendidezza . Un Soggetto così pio, e dabbene ci fu, com' accennai, troppo pretto rapito . Ei trapalò non molto dopo la mone del Padre: laonde poche fue Opore potè lafciarci. Alcune fe ne confervano in qualche cafa privata della noftra città . Elle fono di pregio: e lo icario lor numero ce le fa eiTere maggiormente preziofe.

Moi^ta ftima dobbiamo a chi è nato di nobil Famiglia . Riguardevole il rende quell' illuftre carattere , eh' ei porta in fronte. Ma finalmente tal nafeita vuol confiderarfi aual puro dono della fortuna . Nulla è quello a paragone del merito di chi con la nobiltà del fangue inneità il bel fregio della Virtù . Nobilo fu Gio. Battifta Paggi, di cui ora ferivo la vita; e lo fu di tale antichità , e di Antenati cosi abili, e faggi, che, come fi ha da fcritture autentiche, uno di effi eletto da quello

Pubblico

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