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Saturday, August 13, 2011

Castiglione, pittore genovese

VITA

DI GIO. BENEDETTO CASTIGLIONE

Pittore, e Intagliatore in rame, (a)

UN Pittore di gran maeftria, degno di ftare in riga con quanti Pittori genoven fegnalati nella Proleffione fiorirono, fu fenza dubbio Gio. Benedetto Caftiglione, che venne alla luce del Mondo in quefta noftra città l'anno 1616. Mirabil fecondità egli ebbe nell'inventare , puntualiffima aggiuftatezza nel disporre, foave, e paftofa manipolazion de' colori, e delicatirfìmo maneggiar di pennello. Laonde i iuoi dipinti meritamente fono in rara-, ilima tenuti. Nell'età

|
Neil' età Aia fanciullefca, mentre ftudiava lettere urna-' ne, un fegreto genio fin d' allora il tirava alla Pittura^.. Dilettava!! non folo d' acquiftare, e contemplare figurine di ==== Santi , ma eziandìo di copiarne; e con la penna fpeffo dipin- Di do. geva or animali, or alberi, or cafe nelle pagine de' qua- c?**^TM derni, che per ufo di fcuola teneva. Tal Tuo genio , notato dal Genitore, motivo fu di fecondarglielo . Confegnollo adunque al famofo Paggi, dal quale ricevè Gio. Benedetto' le prime inftruzioni per la Pittura . Mancato il Paggi, pafsò il giovanetto Difcepolo alla fcuola di Gio. Andrea De Ferrari ;' e dopo qualche tempo, eflTendo venuto in Genova l'infigne Vandik^ innamoratoli del valore , e della finezza di sì grand' uomo, fotto la fua difciplina fi pofe . Che fe molto acquiftò dalle inftruzioni di que' due primi Maeftri: da quelle di quelV ultimo adottò un nuovo gutto di dipingere; e con_. l'inneftagione delle dianzi apprefc maniere, quafì con miftura d'altri foavi fapori condendolo, fe lo fece fuo proprio.

Non fapeva Gio. Benedetto faziarfi, o dar qualche paufa a' fuoi ftudj . I modelli, i difegni, le tavole de' migliori Artefici, si antichi, che moderni, erano la fua prediletta., contemplazione: e l'imitarli, la fua fpeciale delizia. Emulo

{>untualiflìmo della natura, così al vivo rapprefentavala nel-. e cofe, eh'ei dipingeva; che non già immagini del vero, ma il vero fletto parevano. Tale egli era ne'fuoi primi la- * vori; dal che ben potevafi arguire, qual farebbe divenuto in progrellò di tempo .... Ufo egli era di formar figure d' uomini, ed anche di varie fpecie sì di quadrupedi, che di volatili, in dritto, in proffilo, e in diverfi atteggiamenti: ficcome di fingere alberi , fiori, frutti, e vedute profpettiche con tutta fa proporzione dall' occhio richiefta . Ma il fuo più gagliardo genio tiravalo a far pitture (toriate, talor di (oggetti facri: e talor anche di rapprefentanze di mera invenzione . I (oggetti focri più fuoi favoriti erano: Dio Padre, che crea gli animali: Noè, che entra nell'Arca, o che ne efee: Abramo, che Ila per facrificare il figlio: Giacobbe , che prefenta la_. gradita vivanda al cieco Genitore Ifacco: Gesù, che difeaccia i venditori, e i compratori dal Tempio: e fimili, prefì

V 3 da'Libri

da'Libri Divini . E le rapprefentanze di mera invenzione^, erano: mercati di varj animali: campagne con operaj: vendemmie con graziofi fcherzi di contadini infetta, eingiuoDt do. chi: pallori ìeduti all' ombra , mentre le mandre fi (unno •?*NI£GDETTO pafcendo: delle quali galanterìe tanti quadri egli ha qui ri"ASTIGL10NE'empiuti; che un grotto volume non baderebbe a darne di ciafcuno diftinta contezza . (a)

Sempre più vogliofo di perfezionarli il noflro Cattigliene , iìimò cola fopra tutto conducevole al bramato fuo hne, 1' oflervare le fuperbe pitture fatte in altre città da' rinomati Maettri italiani con tanta fama de' loro nomi. Che però trasferiti a Firenze; dove fu dittintamente accolto, e tanto (limato; di' ebbe 1' onore d" eflere richiedo del proprio ritratto da collocarli fra gli altri de' più inilgni Pittori, che in- quella nobiliflìma galleria fi confervano: il che con tutta puntualità, e finezza d' arte efegùi. Dipoi pel Ducale Palazzo Pitti fece due quadri ( che tuttora vi fi veggono ), rapprefentanti l'uno, Circe con pennacchio in capo, una-, freccia nella delira, un vafo nella finillra , e varj animali d'intorno: l'altro , un paefe con armenti, parte in pafcolo, parte, che fi mungono da' pallori.

Pafsò quindi a Roma, dove parimente s* acquillò molto credito, e lafciò degne memorie di fe in alcuni palazzi di que' principali Signori (Jb) . Da Roma portoflì a Napoli, da Napoli a Bologna (c), e fucceflivamente ad altre città . In ciafeuna flette godendo la villa de' più artificiofi dipinti.

Ma

( a ) L' Operetta già in quelle mie note citata, la quale pubblicai 1' anno feorfo fulle cofe infigni di Genova, dà diftinto ragguaglio di molte delle qui accennate pitture del Caftiglione, che fi confervano ne' palazzi di detta città.

^b) Fu ftimatiflìmo in Roma il dipingere del Caftiglione da' più efperti Proiettori , che colà fiorivano, e fpecialmente dal famofo Maratta, il quale-, d' un folo difetta Io riprendeva: cioè , eh' ci talora dipingeffe con ifear lezzi di colore: e pure molto foleva adoperarne .

(e) In Bologna preflb a principali Signori fi confervano, e fi hanno in gran* pregio parecchie tavole del noftro Caftiglione: delle quali non debbo tacerne tre belfiflìme? pofledute dall' eruditiflimo Sig. Marchefe Filippo Ercolani, rapprefentanti, l'una un pallore, che conduce al pafcolo alcune pecore con un cane cuftode delle medefime: e le altre due , alcuni putti, e faaretti, che ruzzan fra loro.

Il prefato Marchefe poflìede anche una fuperba tavola del noftro Cappuccino: nella quale ftanno efprelfi in figure al naturale 1' afflitto, e giacente Giobbe, e la di lui moglie in atto d'infunarlo > e fchernirlo,

Ma niuna tanto il trattenne, quanto Venezia. Quivi ei fece più lungo ftudio fulle Opere del Tiziano, del Tintoretto, e di Paolo Veronefe: e quivi trovò anche Mecenati, che_» . 10 (limarono , 1' efaltarono, e varie rilevanti commifiìoni gli Di &o. diedero . Uno fra quelli fu il Senator Sagredo, che fovente (tejJJTM fi portava a vederlo dipingere . Quelli impegnollo a fargli

molte tavole per ornamento del proprio palazzo; le quali dal valente Pittore con egregia accuratezza furon condotte.

Ma il credito, eh' egli già s' aveva acquiftato in patria era sì grande; che convengagli di tempo in tempo ritornarvi , per foddisfare alle inflanze de' principali Cittadini , che

11 richiamavano, e qui. volevano impiegarlo fotto i lor occhi , e giuda le diverfe pofiture, e luci delle lor logge_» t ftanze , e gallerìe.

E perchè anche faceva naturaliflìmi i ritratti, molti ebbe occafione di farne, e di Perfonaggi riguardevoli. Io tre foli, come tre capi d' opera, per non diffondermi di foverchio, ne noterò: e fono: quello del Sig. Gio. Battifta Raggio: quello dell' Eminentiflìmo Lorenzo di lui fratello , che fi confervano nel loro palazzo: e quello del fu EccellentifTìmo Marc' Antonio Rebuffo: ritratto tanto Umile all' originalo, che chi tal ritratto vide, e conobbe quel Senatore , dice: quelli è 1* Eccellentiflìmo Rebuffo, che tuttavia qui vive_.; e gli manca fol la parola.

Moltiffime fono le private pitture del Caftiglione: ma poche quelle , eh' ei fece per le pubbliche Chiefe della noftra citta . Non tralafcerò di riferir quelle poche , intendendo , che nella bontà, e fquifitezza equivagliano al copiofo numero di quelle, che abbiamo di noftri Artefici anche-» eccellenti.

Per la Chiefa di S. Luca lavorò un quadro entrovi la Natività di Gesù . Io fon di parere, che il Caftiglione». non faceffe giammai Opera migliore di quella . Rifplende nel volto del Santo Bambino un' aria d'ineffabil maelli . Nel divoto atteggiamento della Vergine, che amorofamente guarda, e adora il fuo Divin Figlio fpicca la pietà , e laj» fede: ficco me trafpira certa tenerezza nel vecchierello Giufeppe, che col cenno invita i fopravvegnenti a contemplare il fo

V 4 vrano

vrano Milìero. Veggonfi in oltre colà ginocchioni alcuni pallori

intorno al prefepe co' donativi; ed alcuni altri in atto di io

i nar flauti, e zampogne . E finalmente veggonfi in alto fchie

th do. re d* Angioli aventi una grazia tutta di Paradifo: ed uno

Benedetto d' effi, che con turibile alla mano incenfa il giacente uraa

■ TIGLIONH*nato Dio. Scelto è di quella tavola il difegno: armoniofe,

e ben diftribuite fono le tinte: veri, e vivamente efpreffi

gli affetti: in lòmma non è parte in elTa, che non fia lor

prendente, e maravigliofà . {a)

Un bel quadro, e d'ampia grandezza veggiamo anche di lui nell' Oratorio, che rella vicino alla Chiefa Parrocchiale di Nollra Signora delle Grazie, dedicato a S. Giacomo il Maggiore . In tal quadro ei figurò quello Santo Apostolo a cavallo, che giunto nelle Spagne impetuofamente ne fcaccia i Mori, i quali ha figurato parte ilefi a terra, e parte in atto di precipitofa fuga . Qual ila quella tavola, e quanta la fua bellezza m'è difficile lo fpiegarlo . Ella contiene mille movenze , e mille atteggiamenti diverfi , così degli atterrati , come de" fuggitivi: ed ogni colà ripartita con ottima dillribuzione; onde nello fteifo dipinto difordine vi li difeerne un ordine di tutto artifizio . {b)

Due altre tavole di quello grand' uomo mi relìano ancora ad efporre: 1' una è quella, che Ita preffo i PP. Domenicani di Cartello , nella quale ha effigiato la Gloriofiffima Vergine, che, in compagnia delle Sante Maria Maddalena , e Caterina, reca in terra l'Immagine di S. Domenico: 1' altra è quella, che fi conferva entro la Chiefa di S. Martino , e inoltra S. Bernardo Abate in eilafi avanti del Croc.fìifo. Anche quelle fono due preziofè tavole: ma non già da eguagliarli alle due dianzi mentovate.

Tra le molte doti , che polfedeva quello infigne Artefice , una molto a lui familiare, ed a' Profeilòri in fin ad ora da noi deferitti poco ufìtata, fu quella dello incidere egregiamente

(
(£) Al prefente quella tavola ha molto patito; e le fue tinte fi fono illanguidite . V è però ancora tanto a' inratto , che rende teftimonianza della fua rara bellezza.

giamente in rame all' acquaforte fui gufto di Rembrandt. Egli in quefto genere tanto valfe; che forfè in ciò mai altri non feppe meglio imitare quell' efperto Fiammingo . Molte , fono le (lampe, tratte da'rami del noftro Caftiglione, e do-- Di do. nate al pubblico in varj tempi; fra le quali ftimatiffime-» benìi£tto , fono, il.Diogene colla lanterna in traccia di quell'uomo, *aajas*.* che difficilmente fi trova: l'ingreflo degli animali nell' Arca di Noè: il S. Giufeppe dormiente, a cui 1' Angiolo comparifce: la fuga dello itefTo Santo con la Vergine, e il bc.mbino in Egitto: Circe in orrido alpetto , che con fiaccola-, ricerca nel fepolcro le armi dell' etìinto Achille: il Sileno al fonte: il Genio del medefimo Calìiglione: il Prefepio, [lavoro tirato in carta rara , e belli filma]: la Rilùrrezione di Lazzaro, in grande, e in piccolo: alcune naturahflime tede; fra le quali avvi la fua: il ritratto d' Agoitino Mafcardi celebre letterato Sarzanefe: e varj dilettevoli foggetti di finte magie, di paeil, di paltori, e di gregge: oltre ad altri intagli , ne' quali rapprefentò diverfi magnifici edifizj antichi, in parte diroccati; liccome ftatue, vafi, e fepolcri, che agli fterfì edifizj facean ornamento, (a)

Andò finalmente il Cattigliene a Mantova, dove, riconofeiutafi la fua perizia , fu prefenrato al Duca Carlo I., e alla di lui Contorte liabtlla Chiara d' Auflria, che fi moftraronQ in vero due fuoi parzial fi mi Mecenati. Quelli Sovrani torto V ammifero al loro lervizio, e primieramente lo desinarono a dipingere pe' lor palazzi, e per molti luoghi cospicui di quel dominio . Indi ottenne, oltre alle ftraordinarie rimunerazioni, un annuo atiegnamento di xopiolo liipcndio, ed una familiarità, e protezione diiìinta'.

Pari

( a ) In alcuni di quefti intagli piacque al Caftiglione di adattarvi de' bei motti Ianni , de' quali ne riporta alcuni Giovaccbii-o Sindrart nell* onorata menzione , che fa di lui nell' cruditiflìma fua Gpera latina delle Vite de' Pittori. parr. n, libr. ir. cap. xxin.

Oltre al Sandrart Icrivono del Caftiglione con fenfi di lode il Baldinucci, il Rlibien Tom, in, Entret. Vii., il Le Comte Tom. in. 1' Autore delMujeo Fiorentino alla pag. 141. del Tom. in. ( che ne ìiporta anche il ritratto, dal quale s'è ricopiato il qui antipolio): e 1' Autore df 11' Ahrfgf de la vie dei firn fameux Peìntret alla pag. 337. del Tom. n. nell'edizione, che fe n' è fatta in Parigi V anno 1761.

Molti poi fono gli eccellenti Incifori, che hanno intagliato a bulino in rame Opere del Caftiglione: cerne Miri eie rAJve, Marce, Clàtillon, Corneille CoUmans , il celebre Anton Maria Zanetti Veneziano, ed altri.

Parimente que' Cittadini facevano a gara nell' onorarlo,

e nel prevalerli di lui ad abbellire i lor gabinetti; premian

i dolo pofeia a proporzion della (lima, in cui lo tenevano; che

Di do. ben col Tuo valore ogni giorno più fé 1' accrefceva. Per la

C^sNfttKH« ^ua^ C0^a ricon°fcendolì il Caftiglione sì obbligato alle fi

'nezze, e all'affetto de'Mantovani, dichiaroflì, giuda il defi

derio de' medefuni, di flabilire la fua permanenza in quella

città, cotanto a lui favorevole.

Continuando egli adunque ad occuparti nelle operazioni dell' arte, molte delle fue pitture fi fparfero per altre parti d'Italia , e anche fuor d' erfa; ove femprepiù divulgava!! la fama dell' egregio Itile, e dei vivaciflìmo colorito del nofìro Artefice, che per la fpecial proprietà, e vaghezza di quello era comunemente appellato il Grecbetto. Lo fteflb Duca.. Carlo concorfe eziandio a farlo conofeere in tutte le Corti de' Principi, inviando a' medefimi i quadri da coftui lavorati. Onde non dee recarci maraviglia, fé non folamente dallanofira Italia, ma anche dalla Francia, dalla Germania, e dall' Inghilterra riceveva fovente commiffioni di rapprefentare in pittura fpiritofi argomenti di ftorie, di favole, e di capricciofe ritrovate.

Le ricchezze, e gli onori, che in gran copia godeva., quello Pittore per mezzo delle fue virtuofe fatiche, fpeflò gli fi cambiavano in altrettanti dolori; perocché col crefeer degli anni crefeevano anche in lui gli atroci affarti della podagra , e della chiragra , che più volte lo avean ridotto all'efiremo. Ma poi appena panato aveva l'imminente pericolo : egli fenza riguardo ripigliava 1' ufo di que' vietatigli cibi, co' quali foleva da fano trattarli.

Un cos'i disordinato modo di vivere finalmente nell'anno Iójo., e dell'età fua cinquantaquattrefimo , diede rinforzo inoperabile al malore, che forprefogli il petto, in-* pochi giorni lo traile a fine . Al di lui cadavere fu dataonorevolmente fepoltura nella fuddetta città di Mantova: ove è indicibile quanto defiderio ei lafciaflè di fé, per le tante prove colà date di fua rara virtù .

Fu il Calliglione d'umore allegro, convenevole, e affai faceto nel motteggiare. Trattola" fempre fplendidamente infame

fìeme con la fua famiglia; nè mai fi ritirò dallo fpendere: nè curò punto il rifparmio . Quindi dopo fua morte poche foftanze rimafero a' fucceflbri. =====« Lafciò quefto nobiliflimo Pittore due valorofi Difcepoli: Di do. 1' uno fu Salvatore fuo fratello, che in Pittura aflài bene_> c^f£ETM° riufci: 1' altro fu Francefco fuo figlio . Quefti sì bene imitò 1 L N nella Profeffione Gio. Benedetto fuo Padre; che dopo la morte di lui per molti altri anni reftò nella Corte di Mantova», a fervizio di quel Duca, il quale portato avendo un cordialiflimo affetto ad eflb Padre, non poteva a meno di non portare lo fteflb affetto a chi di quello era immagine, ed infieme fpiritofo, ed efatto imitatore.


( « ) Quello Franeefcd Caftiglione diplnfe anche in Genova molta tavole, eli* da alcuni mezzani conofeitori vengono attribuite al di lui Padre • Detto Francefco morì qui affai vecchia 1' anno 1716,

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