Luigi Speranza
Gran merito nell'umana Repubblica s'acquiftarono coloro , che primi di ogni altro abbracciando gli ftudj più chiari, e coli' efempio promovendoli, dettarono le lor proprie inclinazioni negli altrui cuori; e furono prncipal cagione, che a' fuoi Concittadini familiariflìme diveniffero quelle arti, e profeflìoni, le quali eflfendo per lo paflàto o totalmente incognite, o da pochi praticate, fi renderono alla fine per mezzo loro familiari agi' ingegni più perfpicaci, che dallo fplendore di effe allettati, con indefefTo esercizio coltivandole, e raffinandole, le ridufTero all' ultima perfezione per gloria di Dio, e per comun beneficio.
Quindi è, che perpetui confeflàr deve la Liguria gli oBblighi a coloro, che per li primi tra' Genovefi intraprefero le arti nobiliffime del difegno; uno de' quali fu fenza dub- —„ bio Guglielmo Embriaco, che alle doti di prode Guerriero, Dì c di valorofo Capitano, mercè delle quali immortalò in più Guglielmo occafioni il proprio nome, quella ancora v' aggiunfe d'efper- 8R,ACO« to Ingegnerò ; mentr' egli folo col mezzo delle macchine-, di fua fertile invenzione , recò all' efercito Criftiano quel gloriofo acquifto, che, per non aver paragone, può giuftamente chiamarfi l'unico fra le vittorie.
Guglielmo dunque, che fino a aueft' ora con titolo di Capitano illuftre è flato celebrato dalla fama, deve altresì in Y avvenire, come faggio difegnatore, e pronto inventor di macchine guerriere onorarli da ognuno, e molto più dalla mia penna, che defiderofa di raccogliere in quefle carte le memorie de' Liguri illuftri nelle arti del difegno, dal chiaro nome di sì famofo Eroe ha la forte di dar principio al fuo fcrivere, e fenza fcemarli punto di quelle glorie, che come conduttore d' eferciti, s' acquiftò più volte in paefi ftranieri £ lo prepone al prefente ad un virtuofo ftuolo di valenti Pittori, faggi Scultori, e celebrati Architetti fuoi Concktadini, per palefare al mondo , che antichiflìme in Genova fono le arti del buon dilègno, all' efercizio delle quali ( come ben inoltreranno quelli fogli ) attefero ne' fecoli palTati alcuna delle Dame più nobili, non che i Cavalieri più illuftri.
Sortì Guglielmo in Genova il natale circa i' anno 1070., e fu della Famiglia degli Embriachi principaliflìma_. in quel fecolo, e fra le altre affai celebre , come madre di sì raro talento; al valore del quale, avanzandofi in età, furono più d' una volta afTegnate le cariche de' Magiftrati di maggiore ftima, ed il governo di poderofe armate di mare, -come feguì l' anno 1099., quando fu egli eletto Generalilfimo di numerofo ftuolo di vafcelli da guerra, per andare fotto la città di Gerufalemme in foccorfo elei Criftiano efercito, al quale giunfe accompagnato da molte fchiere di prodi, e fcelti "Guerrieri , de* quali molto fi valfe per la fabbrica d' alcune macchine alla milizia vantaggiole, che furono principal cagione del gloriofo dcquifto di quella fanta, ed infigne città 4
Imperocché efTendo egli uomo di gran prudenza in tutti gli affari, valorofo , ardito , follecito, e di mente fvegliata, pen
I i so con iflrana invenzione di confondere , e di abbattere i ne
Di mici del nome Criiliano; onde fu, che trovandofi un giorno a
Emwiaco0 foveMare di tal materia col gran Buglione, capo di queir impreca , propofe di volere col fuo ingegno facilmente efpugnar quelle mura, all'acquifto delle quali notte, e giorno s'affaticava inceffantemente 1' efercito » Quella propella volentieri dal Buglione accettata , cominciò Guglielmo a porre in opera il fuo ben meditato difegno; e valendoli d' una {quadra di Genove!! foldati nella militare Architettura efercitati, e de' quali egli era capo , fabbricò in breve tempo una fortiffima torre tutta di legno, con tal arte lavorata , che efTendo fafeiata di cuojo refifleva affai bene alla forza del fuoco; e per efTer ripartita in molti pezzi , poteva comodamente trafportarfi, ed indi quelli commetterli inlieme in maniera , che_> polla dirimpetto alle nemiche mura, per efTere tutta fnodata, facilmente dovea abbattere la fua cima verfo di quelle , ficchè poggiandovi!! fopra , ferviffe come di ponte coperto, e di tlrada ficura, per far paffaggio all' affediata citta . Quefla_ macchina , terminata che fu , ebbe l'applaufo di tutto l'efercito; e non delufe punto il penfiero di Guglielmo ; poiché fu ella fopra carri portata in pezzi fotto le mura, e quivi riunita, e congegnata sì fattamente, che i noflri al folo ve-, derla lieta fperanza, e più intenfo coraggio ne concepivano. Onde appena pollafi in ordine, il Buglione tantoflodeliberò d' affegnare il giorno per la battaglia; all' arrivo del quale , cominciatoli con indicibil vigore 1 affalto , rimafero non poco sbigottiti que' barbari all' efperimento dello Urano ordigno, _ nel cui artificio videro chiaramente il proprio eflerminio; e benché cercafTero con ogni sforzo di riparare all' imminente danno , riufeirono però fempre vane le loro fatiche, e diftrutte dal valor de' Crifliani', i quali dalle fineftre di quella torre lanciando contro di elfi varie forte di dardi , e certi fuochi art ficiofamente favorati, andavano inceirantemente offendendoli . Gli aflediati tentar volendo di demolire tal macchina , incrocicchiarono certa trave con una forte antenna , che in foggia d'ariete or verfo la torre fpingevano, ed or in
dietro per rifpingerla ritornavano . Ma tale sforzo ridondò in lor pregiudizio , mercè di Guglielmo , il quale attentamente affilando alla difefa della macchina , con certi ronconi da mura wmmmm^m^ tagliò le funi, che la traye foftenevano; ond' ella torto ca- EH dendo, portata dal proprio pefo, rertò fitta nel terreno; e ^TM\lao dove prima era di danno alla torre, fervi poi di foftegno, MSR1A fopra del quale appoggiarono i Genovelì Ingegneri la cima di effa torre, che, come detto abbiamo, iacea le veci di ponte coperto, per lo quale arditamente paflàndo Gotifredo, ed Euftactiio fuo fratello, arrivarono felicemente all' acquirto di quelle forti mura, feguitati da gran parte di valorofi Guerrieri, che fcorrendo verfo la porta principale , querta_. aprirono fracaflandola, e tutto il Criftiano efercito nella foggiogata città con ferta, e giubilo n' introduflero.
Il nortro Guglielmo, dappoiché per la vittoria col fuo mezzo ottenuta ebbe da ognuno ricevute dirtinte congratulazioni , e lodi, carico di fpoglie nemiche £e ne tornò a rivedere la Patria; dove non andò molto, che avendo i Genovefi porta in ordine una forte ,. e poderofa armata di trentafei galee r e fei groffe navi, fopra le quali ottomila combattenti nazionali s'imbarcarono con defiderio d' acquirtar nuove palme ne* mari di Paleftina \ fu loro dato per Capo, e General Condottiere lo ftefTo Embriaco r fotto la cui guida dopo lunga navigazione approdarono nel porto di Laodicea; dove fopraggiunti dalla fredda rtagione fi fermarono qualche tempo, non fenza ufcir talora a' danni de' Saracini, molte_» terre de' quali faccheggiarono , e eoi ferro, e col fuoco dirtruflero . Eflendofi pofcia al principio della primavera di là partiti; dopo varj accidenti nel viaggio incontrati, arrivarono profperamente a Zaffa , (a) dove furono dal Re Baldovino cortefèmente incontrati a bandiere fpicgate con ogni dimoftrazione d' onore, e tenerezza d'affetto. E correndo appunto 1' ultima , e fanta fettimana di Quarefima, defiderofi di celebrare la Pafqua nella Real città, verfo quella guidati dal medefìmo Re , s'inviarono; e dopo due giorni di viaggio colà giunti, videro la miracolofa fiamma, che nel Sabbato fanto dal Cielo fcendendo, tutte accendeva le lampade, che intorno al Santo Sepolcro erano ftate porte dalla CrilUana pietà.
Cele
00 Zaffa, o Jaffa, anticamente Joppe.
Celebrata poi nel feguente giorno la fetta della Rifurrezione del Signore, e vintati i più divoti luoghi di quella
, fanta città, affai torto in compagnia del Re ritornarono a
Di Zaffa , ed imbarcato 1' efercito , andarono all' efpugnazione
Emmmm»0. Aflur famofa città marittima; gli abitatori della quale.» vedendofi ftretti d' attedio per terra, e per mare, conobbero evidentemente di non poter refiftere; laonde in breve tempo s' arrenderono ad etto Re, che, prefone il pofleflb, ritornò alla fua Reggia, lafciando , che i Capi del fuo efercito infieme con Guglielmo feguitaflero di concerto la cominciata imprefa; i quali verfo Cefarea città marittima della PaIeftina coli' armata navigando , riioluti di batterla, 1' attediarono d' ogni intorno; e volendo Guglielmo ajutar coli' ingegno il vigore del braccio , ordinò alcune macchine per danneggiare al fuo folito le nemiche mura . Ma prima, eh' ei terminafle il lavoro, irritati i Criftiani da certi infiliti di quei Barbari, adattarono impetuofamente le mura col folo ajuto di alcune poche fcale, fopra le quali primo di tutti làlì
11 coraggiofo Guglielmo: e giunto appena col piede fui muro , vide con fuo dolore cader dalle fcale ( che rei foverchio pefo fi fracaflarono ) tutti coloro , che di feguitarlo primieri bramavano . Quindi egli trovandoli folo in poter de' nemici , implorò divotamente 1' ajuto Divino; ed entrato per fuo fcampo in certa torre, s' incontrò in un Saracino, che le fcale di quella feendeva; col quale venuto a battaglia, lo ftefe valorofamente fui fuolo; e feguitando a falire, arrivò alla cima dell' edificio , donde vide , eh' era la città con doppio recinto fortificata; e perciò 1' efpugnarla attài più diffìcile di quello credevali. Or egli cosi abbandonato , e fenza foccorfo, dopo vario penfare rincoratoli, cominciò da quell' alto polio a rotare per 1* aria la fpada; facendo con efia cenno alle Criftiane fquadre; acciò quanto più pretto potevano s' avvicinaflero a lui . E parve appunto , che la torre di Cefarea premialfè l'induftria da Guglielmo ufata in fabbricar quella di Gerufalemme; perchè ficcome con l'ajuto di quella introdufTe là entro i fuoi Criftiani; così col mezzo di quella invitolli ad attàltar Cefarea, come totto efeguirono, Salendo con altre fcale le mura, e facendofi padroni del primo
recinto
recìnto ; ove furono lietamente ricevuti dal forte Guglielmo, col quale s'incamminarono all' all'alto del fecondo; al cui (pedito acquifto fervi non poco un' albero di palma, per agevolar loro la falita fopra le mura; e come fe dalla palma nafceflèro a Guglielmo le palme , abbattè egli in quel giorno i nemici di Grido, che dopo oftinata , ma non lunga refiftenza divennero finalmente efempio di terrore a'popoli loro vicini, e gloriofo trofeo delle Criftiane fpade .
Tale per virtù del Genovefe Guerriero fu l' efito degl' infelici abitatori della città di Cefarea, molti de' quali, cioè vecchj ,. femmine , fanciulli, ed altra gente imbelle, eiTendofi ritirati nel tempio per ficurezza delle proprie vite_>, quando videro , che ad efli s' avvicinava la furia de' Criftiani
volellero incrudelire contro di loro difarmati, e innocenti: ma che ferbandoli in vita, fi contentaneTM delle ricchezze, che di buona voglia, ed in gran copia loro cedevano. Perla qual cofa moffi a compaflione de' fupplicanti i capi di quel formidabile efercito, e più di tutti l'invitto Guglielmo di buon cuore, e volentieri a quegl' infelici perdonarono: dopo di che cominciarono a divider la preda , ed al Genovefe Eroe ( che per efler falito pel primo fopra le mura, avea_. tirati gli altri a feguitarlo, ed aperta alla vittoria la ftrada) fu data in premio 1' elezione di ciò , che più gli folle piaciuto . Egli allora, lafciato agli altri tutro 1' oro, e 1 argento , ritenne per fe la fenice delle gemme, dico l'impareggiabile , e fmifurato fmeraldo, che (a) con atto magnanimo ( ritornato che fu di Cefarea ) donò alla fua Patria , nella cui Cattedrale fin' al dì d' oggi fedelmente fi cuftodifce; ed ècuftode anch'elfo del gloriolò nome di Guglielmo; mentre non li può da' Geno veli nominar quella incomparabile gem* ma , fenza ravvivar la memoria di colui, che generofo , privandone fe fieno, loro ne cedette il polTefiò ..
( 4 ) Quella preziofa gemma in forma di Catino fi conferva tuttavia , e con fornirla gelofia fi cuftodifce nel luogo fteflb, a cui fu dall' Embriaco donata , e_. dedicata; ne fi può ad alcuno-far vedere lènza fpeciale decreto del Serenifs. Senato. Per accennar poi alcuna cofa della fua forma, e grandezza, eh' è ciò che forprende; dirò come ella "e di figura eiagona con due manichi incavati in fuori, 1' uno ancor rozzo t 1' altro lavorato; il diametro dell' orlo è di un palmo , e once fette , e mezza; di palmi cinque un' oncia meno e la circonferenza; di once fei la cavità interiore; e di once otto V citeriore altezzat
Campi
amaramente
;endo gli fupplicarono che non E qui, poiché fiarao a far parola di quello famofo fmeraldo, non eftimo fuor di propofito il citare le varie opinioni, che dello fteflo hanno avuto molti de* noftri Scrittori; D i tra' quali Niccolò Porta nel fuo Trattatello manufcritto vuo*
Sbriico0 le' che fia il Catìno > 'm cui Cnfto Redentor Noftro ( a ) mangiò 1' Agnello nell' ultima Cena: opinione non accettata dal Vefcovo Giuftiniano, il quale crede piuttofto , che folfe in tal vafo ripofto da Nicodemo il raccolto preziofo Sangue di effo Redentore , come afferifcono gli Annali Inglefi. Stima il Foglietta, che da' tefori di qualche Re dell' Oriente ufcita folte tal gemma , e per accidente trafportata in Cefarea . Molto a lungo ne difcorre il Varaggine, dicendo, tal gemma effere di sì alta sfera, che in Cefarea fu ftimata di valuta., pari all' ifteffa città con tutto il fuo territorio: ed in fine conchiude quella non eflèr opera ne dell' arte, nè della natura, ma miracolofa produzione dell'Onnipotenza Divina-.. Vuole il Ganducci, che dalla Regina Saba infieme con altre gioje foffe ancor quella al gran Salomone donata . Il Federici finalmente nel fuo curiofiffimo manufcritto, intitolato Dizionario Alfabetico, ci avverte, che tale fmeraldo potrebbe efTer appunto quello, che Erodoto nel fecondo libro della fua Ilioria al cap. IV. afferma di aver' egli fteflo veduto nel tempio d' Ercole in Fenicia . Le quali opinioni ho voluto qui riferire , per appagar la curiofìtà de' Lettori, fenza però appigliarmi più ad una, che ad un' altra; badandomi folo il dire, che è una maraviglia del mondo la gemma acquietataci dal noftro Guglielmo; ad imitazione del quale un' altra di prezzo non ordinario fu dopo alcuni fecoli con pari generofità d' animo donata da Innocenzo Vili. Sommo Pontefice all' inftgne Cappella, in cui fi confervano le Ceneri del gloriofo Precurfore; ed è quella gemma un Calcidonio di ftraordinaria grandezza fatto in forma di bacile, e fparfo di belliffime macchie, le quali più ammirabile, e più dilettevole all' occhio lo rendono .
Ma
( a ) Su quello propofiro quanto ne dicano, e ne giudichin gli Autori lì può intendere dal lungo Trattato, che ne compofe in un volume tìampato in Genova dal Franchelli in quarto 1'anno 1716. il P. Fra Gaetano di Santa Terel'a Agoltiniano Scalzo ; nel qual volume vedefi anche incifa a bulino 1* im-i macine di elfo Catino di gran.iegza connmile all' originale.
Ma troppo m' ha divertito dal mio fenderò la relazione di quelli rariflìmi tefori . Ora ritornando a Guglielmo , dico, che egli a beneficio della Criftiana Repubblica fi moltrò in ogni occorrenza Cefare infieme, ed Archimede; cioè infigne Guerriero, per la fpada valorofamente maneggiata; ed eccellente Ingegnerò, per le macchine dalia fecondici del fuo intelletto più volte inventate, e praticate-. eon pieno effetto, e con maraviglia del mondo .. Io però non avendo potuto, a cagion della gran diftanza de' tempi rinvenire di lui altre notizie, conchiuderò, folamente aggiungendo , che egli nel 1102. reftituitofi dall' imprefa di Pale1 ftina alla Patria r ebbe da' fuoi Cittadini 1' onore del Confolato: nella qual dignità fpiccò non poco la fua prudenza-.: ed è molto probabile, che egli fìa flato anche il promotore del batter moneta in Genova; poiché, per quanto ho notato , cominciò appunto fra noi queft' ufo nel tempo, eh' egli era Confole.
Saturday, August 13, 2011
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