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Saturday, August 13, 2011

"Il Raffaellino" -- Bottalla, pittore genovese

Luigi Speranza

VITA DI GIO. MARIA BOTTALLA, DETTO IL RAFFAELLINO, Pittore .

"ita, e foftegno delle beli' Arti è il favore de' Grandi. Quanti abili ingegni nati per quelle fi farebbero nella ^ lor bada fortuna perduti, fé la mano benefica d' un generofo Mecenate non gli aveflè elevati, e foccorfi. Già in ordine alla Pittura feci d' alcuni ne' precedenti fogli racconto . Gio. Maria Bottalla a quelli debbo qui aggiungere; dacché la ferie del tempo porta, che or di lui parli.

Coftui nacque in Savona nei febbraio dell'anno 1613. Francefco nomofli il fuo Genitore, Cittadino di poche foftanze, ma di molto onore. Crefciutogli il figlio, e competentemente abilitato nelle lettere, pensò d' applicarlo a quella Proiezione, che ad elfo figlio più defTe nel genio. Poiché intefe lui edere unicamente inclinato a imparar la Pittura; non indugiò a fargliene prendere gli erudimenti. Indi ( giacché vedovalo ben avanzarli, e in difpofizione d'una egregia riufcita), con quel fuflìdio, che potè, mandollo a Roma^. a profeguire T imprefo ftudio.

In quella impareggiabil città il giovanetto Gio. Maria., tanti gran Profeflòri, e Maeftri praticando, e tanti illuftri efemplari antichi , e moderni contemplando, eccitò vivamente lo fpirito; e a forza d' un ferio operare, copiare, e imitare , fecondato dal valor dell' ingegno , affai profittava. Ma l'angulHa, in cui trovavafi, a cagion della fcarfità di me provvifioni, fpeflb opponeva!! a' fuoi maggiori progredì.

Si diede intanto la congiuntura, eh' egli doverle prefentarfì al Cardinale Sacchetti (a); il quale in vederlo, ed

udirlo

(«) Il Cardinal Giulio Sacchetti Fiorentino fu prornoflò alla Sacra porpora dì Urbano Vili. I' anno 1616.: e morì" nel giugno del 1663. in età d' anni 76. Fu Soggetto dottiflimo, e di Pittura fommamente vago: egli tanto amò il RaffaeHino, che non cefsò mai di beneficarlo. Ne contento d' eflergli eflò un perpetuo Mecenate , gliene proccurò ancora degli altri; fra' quali il Cardinal

Barbe

udirlo n* ammirò la beli' indole, il fenno , e l'abilità . Quindi prefe a proteggerlo: il fovvenne, 1' accolfe in fua_. Corte, e confegnollo alla difciplina del famofo Pietro Ber- . rettini da Cortona, fotto il quale tanto s' avanzò lo ftudiofo Di Giovanetto, fpecialmente nell' imitare lo ftile del gran Raf- Gio. Maria faello da Urbino; che il medefimo Porporato in olfervando 0TTA"-A,i que primi lavorietti dell' ingegnofo imitatore , in fegno d' approvazione, e di lode foleva chiamarlo il nuovo Raffaellino: nome, con cui, attefa 1' autorità di chi gliel impofe, da indi innanzi fu Tempre chiamato; ed io ancora^, nel profeguimento della prefente ftoria, a cagion d'onore, lo chiamerò.

Sotto un tanto Protettore, e con la guida di così eccellente Maeftro ognuno può immaginarli quanto impegnato folle il noftro Raffaellino, e a mantenerli, anzi aumentarli, e perpetuarli il merito del nuovo nome; e a fervidamente-* accudire alla difciplina. Era il fuo ftudio fenza ripofo: e le fue ricreazioni non eran altro, che applicazione, ed etèrciziofra i difegni, le pitture, e i pennelli. Onde sì pretto s'abilitò, che in etade ancor giovanile potè dagli originali de' primi Profellbri , e da quelli del fuo dotto Maeftro, eftrar fuori una particolar maniera di difegnare, e di colorire: e però in grandiUìmo pregio furono i fuoi quadri ftoriati, allorachè ufcirono a far comparlà . (a)

Dopo alcuni anni già formato infigne Pittore, fi trasferì a Napoli; dove era fiato invitato ad efeguirvi certe fplendide eommiffioni. Quivi egli diede affai belle prove di le in parecchie

Barberini, a cui raccomandollo, come appare da una lettera ferina da Filenze dal Berrettini , inferita nel tomo V. delle Lettere Pittoriche raccolte dall' erudito Monfignor Giovanni Bottari, e ftampate di freico in Roma.

Il prefato Cardinal Sacchetti fu fratello di Marcello Sacchetti, il quale, oltre all' eflcre flato infigne Mecenate del Berrettini, e amanti/Timo della noftra Profeflìone, fu anche un ralente Pittore di paefetti; come appare da alcuni, eh' egli per fuo virruofo paflatempo ctipinfe. Parla di lui con diftinta lode Giano Nido Eritrèo (cioè Gio. Vittorio Rofìì) nel terzo volume della Pinacoteca , alla pag. -16. e fegg. («) Un eccellente quadro di quefto Pittore, in tela di quindici, e più palmi, rapprefentante la riconciliazione di Giacobbe col fratello Elaù, ricco ai mcltiflìme figure, infieme con diverfi altri del Cortona, fu comperato da!la. S. M. di Papa Benedetto XIV. per ornamento della galleiìa del Campidoglio, ove fi conferva. Da tal quadre fi può fermar gioita idea dell' ottimo gufto del Bonella.

recchie Opere, che s\ ad olio, che a frefco ebbe occafion_, di compprvi. E più .ve n' avrebbe comporto, fe' un incontro di non fò qual briga con certa perfona, non lo averte fatto rifolvere d'indi partire, per ifcanfare ogni impegno . Partitine adunque dopo pochi meli, che v' era dimorato; e a dirittura a Genova fi conduflè.

Giunto in Genova con prevenzione di gran credito [ che ben n' era degno], ebbe fubito da un principal Mercatante la commiflione di dipingere in tela un S. Sebaftiano: pittura tanto gradita da chi gliela commife; che quefti un' altra ne volle efprimente la nota favola di Deucalione, e di Pirra . Io vidi le prefate due tavole nella ftanza del Raffaellino; ed avendole fcorte molto leggiadre, e d' un tocco di pennello tutto brio, e rifoluzione: formai un alto concetto del loro Autore; e più anche mi crebbe, quando mi furon moftrati certi difegni a penna, eh' egli avea delineato per Opere commeflegli in Roma , ed in Napoli; ne' quali fi feorgeva la fantasia, e lo fpirito d' un eccellente Pittore.

Da quefti bellimmi lavori argomentai, che il Bottalla avrebbe egregiamente dipinto fui frefco; e gliene defiderai 1' occafione , che molto non indugiò a prefentarglifi. Chiamollo il Sig. Agoftino Airolo a dipingergli un piccolo falotto fituato dirimpetto alla gallerìa del fuo {Ignorile palazzo (a). Vi fi impiegò il Raffaellino con tutto 1' impegno; e all' impegno corrifpofe 1' effetto . L' Opera in fomma , per quella parte , che fu fornita, riufeì degna di lui: e riportonne gran lode. Ma egli lafciò nel mezzo della volta un quadrato voto [ed è quello, che fu poi dipinto con pari lode dall' Acereto , come ferirti nella vita di lui]. Nel fuddetto quadrato s' era propofio di deferivervi alcune favole: e già quivi intorno avea figurate varie firene con fatiri, e puttini a chiarofeuro fofienenti certi fettoni di frutti coloriti a più tinte_>: e nelle lunette avea difegnate alcune Deità, e fotto di effe alcuni capriccio!! termini (b). Le quali idee non potè porre

in efe

(«) Quefto palazzo, ora de' Signori Negroni, è firuato in piazza Amorofa.

{ La ftanza dipinta dal Raffaellino nel foprammentovato palazzo balla da fe fola a dichiararlo un fegnalato Pittore, e fa conofeere quanto profondi fhidj aveffe eeli latto iuìle Opere de' Caracci in Roma nel palazzo Famefe-' •

in efecuzione; perciocché dopo alquanti giorni infermò . Giacque egli lungo tempo a letto; e la malattia finalmente fi feoperfe incurabile. Lo perfuafero i Medici a provare, fe; la mutazione dell' aria gli recalle giovamento; e gli propo- Di' fero la Lombardia. A tenore del loro configlio palsò il Rat- G10. Ma»u faellino a Milano: ma poco tempo vi fopravvifle ; che nello OTTAllA» ftelTo anno, in cui v'era ito, cioè nel 1644., correndo egli il trentefimoprimo di fua età, ci mancò. Soggetto di fquiiìta invenzione, e di delicato pennello .

Fu il Randellino dagli uomini retti molto ftimato, e_* onorato. L'invidia però fece contro a lui le fue parti. Continuavano i Mecenati a proteggerlo con raccomandazioni, con donativi, e con proccurargli Avventori, ed emolumenti: ma non potevano poi di lontano frenar le lingue maligne, de' cui fparlamenti forfè nemmen aveano notizia. Altra forte avrebbe egli avuto, fe in Roma fi fofle fermato. La fola ombra del Cardinal Sacchetti avrebbe fatto far ragione alla virtù di sì eccellente Pittore.

Le Opere da coftui qui prodotte, le quali, mentre vivea, gli erano anche da egregj Profefibri, per ifcreditarlo, difprezzate: dappoiché fu morto, falirono in fommo pregio; ed or con tutta premura fi cercano da gran Perfonaggi per ornamento delle lor gallerìe.

VITA

In queft' Opera vedefi franchezza di difègno: forte, ed infieme foavé effetto di chiarofeuro: novità, e nobiltà a" invenzione: e quanto in fomma fi pofla defiderare da chi ha guitta cognizion di Pittura. E pure allorachè egli colà dipingeva, gli encomj, che da certuni ne riportava (ficcome ho udito raccontare ) erano. // poverino non ba cattivo talento: col tempo fi farà Pittore da qualche cofa: fi vede > che fiudia , e ** ingegna di tirar/! innanzi: e fimili. Onde v' e opinione , che tali fen ti menti affai più della malattìa V affliggere ro; anzi quella gli cagionaflero, e quindi la morte.

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