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Saturday, August 13, 2011

Saltarello, pittore genovese

VITA

DI LUCA SALTARELLO

Pittore .

TRA' Soggetti di raro talento, e di frefea età dalla morte rapiti, allorachè cole grandi di fe ci promettevano , uno fu Luca Saltarello . A qual alto grado non avrebbe egli portato la Pittura, fe più folle vivuto? Avea quello Giovane non folo un' ottima difpofizione, ed abilità per l'intraprefa Profeflìone, ma anche un tal desìo di polfèderla; che per 1' eccefliva applicazione fatta in ella venne a pregiudicarfi alla fanità. Quindi in breve fu tratto al fepolcro . Per quanto Ila lodevole lo fludio, la prudente moderazione dee fempre regolarlo , e ftabilirgli le mete.

In Genova ebbe Luca il natale l'anno itfio. Suo Padre fu perfona affai povera, che vivea efercitando il meftier di fornaio . Crefciuto alquanto il fanciullo, fi diede a frequentare le danze di certi, mezzani-Pittori, da' quali ebbe intorno alla Pittura alcuni precetti. Dopo ciò s'introduco da fe a Domenico Fiafella, che, vedutolo così bramofo, e ben inclinato, volentieri l'accettò in difcepolo, e con-, particolar genio, ed affetto prefe a inftruirlo.

Tanto applicofll Luca fotto quefto nobil Maeftro; che in breviflìmo fpazio giunfe a colorir tavole di proprio ritrovamento , ricche di figure giudiziofamente difegnate, e di- mmm^^ fpofte . Molte ne lavorò , che .fi confervano da' noftri Citta- Dl LucA dini per ornamento de' loro falotti. Sm.tat.illq.

Non mi tratterrò in farne catalogo: ma panerò a parlare di quelle, che flanno in pubblico efpolte; perocché veramente fon le migliori, e degne di fpecial diftinzione_,. La corta fua vita non gli permife il farne, fé non tre, che nella bontà , e. finezza vagliono per moltiflìme.

Una fi è quella, in cui effigiò il Miftero della Santiflìma Trinità in alto; ed al baffo gli Angioli Michele, e Gabriello: tavola, che fu da lui dipinta per la Chiefa del Gesù, ove flette lungo tempo efpofta: ma poi , non fò come venne trasferita ad ornare un degli Altari della Chiefa de' PP. delle Scuole Pie (a). L' altra tavola è quella, eh' ei colorì per 1' Oratorio di S. Andrea; e v' efpreffe quefto Santo Apoftolo in atto d' eflere Itrafcinato per terra da' manigoldi al luogo del martirio.

Se in quefte due tavole molerò il noflro Pittore nobiltà di componimento, energia d' efpreffione, e franchezza di colorito: fi può dire, eh' egli poi fuperafle fé fteflo nell' alfra da lui fatta per quefta Chiefa di Santo Stefano, entrovi S. Benedetto , che fulla porta del Moniitero alla prefenza de' fuoi Monaci opera il miracolo di ritornare in vita il figlio d'un povero contadino. Spiccano in quella tavola varj affetti di tenerezza, e di fede nel Santo, di divozione nel contadino, e d'impaziente efpettazione ne'Monaci. Per dir breve, ella è una tavola tanto ben oflervata, ed imitata dal naturale; che qualunque -efperto Pittore potrebbe chiamarli contento, quando arrivafle a farne la compagna: né 1' onore dello fteffò Fiafella punto ne fcapita, fé vien da alcuni tenuta per una delle fue più eccellenti fatture.

Fu gran virtù del giovanetto Luca, che in tanto poffedimento della fua Profefllone, e in tanto applaufo degl' In-1

T 3 \ telligenti

( a ) La prefara tavola ora è in Lisbona : avendola i PP. delle Scuole Pie rimofla da quefta Ior Chiefa, per foftituirvi la nuova tavola di S. Giufeppe Calafanzio lor Fondatore»

telligenti foffe mai tocco da fpirito d' ambizione, o di propria flima. Modeftiffimo egli era; nè mai fatto moftrò,

^^^^= o compiacenza de' fuoi lavori. Anzi parendogli d' effere anDi Luca cora troppo addietro nella Profeflìone; un giorno, fenz' altro

Saltarello . dire, partiffi improvvifamente da Genova , e s'incamminò verfo Roma, per ivi ricominciar la carriera, e ttudiar fu gli antichi originali, che in tanta copia conferva quella città.

Il fine era (ommamente lodevole: ed egli n' avrebbe., ritratto un indicibil vantaggio; fe con troppo veemente applicazione , ed impegno non aveffe pretefo di confeguirlo. In fatti, appena egli giunfe colà, che fi diede con inlaziabil avidità a' nuovi ttudj tanto fu' greci rilievi, che liillc tavole degl' infigni Italiani. Ma intanto coli' indefeiià fatica talmente offefe la fua compleflìone; che, affalito non molto dopo da maligna infermità , vi lalciò la vita in età molto frefea, ed in tempo appunto, che chiunque il conobbe cofe grandi di lui fi prometteva . Ogni violenza, anche ne' buoni efercizj, è nocevole. Se Luca Saltarello non fi foffe lafciato portare dal fuo ecceffìvo fervore , forfè anche oggi viverebbe; e noi avremmo la confolazione di polfedere in maggior copia le Opere, che di lui in sì fcarfo numero ci fono rimafe.

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