Molti furono i Pittori Genovefi cofpicui nella Ior Profeffione per qualche fpecial dote, di cui 1" ornarono , ed in cui l'uno all' altro n' andò fuperiore. Ma niuno vi fu, che nella vivezza, e forza del colorire, e nell* effetto del chiarofcuro eguagliale Bernardo
Strozzi .
(«) II ritratto dello Strozzi, il qua! manca all'antica edizione, l'abbiamo ricopilo da (niello, che già di lui fu fatto in Venezia dal celebre Simone Vovet Franccfe, e incifa a bulino dal valente Intagliatore Michele L' Aùie pur Francefe: fono del quale ritratto fi leggono quelli due verfi.
Qtioà ìicuit fatis , audax natura peregit S Quidquid natura , mens facit Artifici/ . Strozzi. Su tal genere di pitturefca abilità gran vanto egli riportò in tutta Italia, e principalmente in Venezia, che è quanto dire nella città Madre, e Nutrice di tanti Profeflbri mmmmmmmmmm
nel colorire eccellenti. E ciò, che rifulta in maggior lode j^
di coflui, fi è 1' eflèr egli arrivato a quefta (ingoiar maniera Bernabò
3uafi fenza precetti, e fenza continuazion d'efercizio. Laon- st*-ozz1* e della fua impareggiabil riufcita ei n' è fol debitore alla propria indultria . Tanto fcorgerà, chi farafli a leggere il prelénte foglio, in cui ho raccolto le più memorabili cofe della vita di sì degno Soggetto.
Da poveri, ma onelti Genitori nacque in Genova Bernardo Strozzi l'anno 1581. Fu nella prima fìia fanciullezza porto fotto la difciplina di Maeftro di lettere: e nello ftudio di quefte alcuni anni pafsò con quel notabile profitto, che fuol riportare da chi è d'ingegno pronto, e felice . Intanto un forte genio tiravalo alla Pittura: e però provvedutoli d' un toccalapis, quelle ore, che libere avea dagli uffizj fcolaftici, impiegavate in dilegnare con elio 'figure, profpetti, e capricciofe compofizioni: il tutto sì esattamente, che ben facea conofcere da tali principj, quanto iniìgne Pittore farebbe divenuto, qualor gli folle ftato permeilo l'applicar di propoiito allo lludio della prediletta fua Profeflione. Ma di rado avviene, che invidiosa fortuna non contraiti alle buone idee . Convenne a Bernardo foffocare 1* inclinazione, e difmettere ogni applicazione alla pittura; dacché così volle il Padre di lui, fopra del quale altri difegni già fatto avea. Non poteva il figlio non provarne gran difpiacere : ma intanto egli fapea renderli fuperiore a fé fteilo, e preferire il filiale ofTequio alla veemenza dell' interna paffione.
Non molto dopo gli morì il Padre . Ed ecco riaperta a Bernardo la iìrada al defiato impiego; mentre fperavane dalla Madre un benigno confenfo . Si fpiegò con ella: e a forza di ragioni, e di preghiere l'induile a lafciarlo incamminare per la Pittura; nel che prometteva iicuramente onore a fé, e vantaggio alla caia . Dimorava allora in Genova Pietro Sorri Pittor Sanefe di molto grido . La buona Madre a coftui lo raccomandò; il quale volentieri 1' ammifè tra' fuoi difcepoli; e ben caro fel tenne, allorché il conobbe
dotato
dotato d'un' indole docile, ed' uno fpirito vivace, e fervido. Sotto quel Profeflbre tanto, e si fpeditameine profittò ilgiovanetto Bernardo; che in età di foli quindici in Tedici anni Di ~ maneggiava con prontezza, e buon enetto i pennelli , efe,NAIliM guendo lavori, che potean gareggiare con quelli d' alcuni già confumati nell' Arte .
La Madre di lui, che già cominciava a godere i frutti delle virtuofe fatiche del figlio a foltentamento della famiglia, era oltremodo contenta d'avergli condifcefo: e ben_. caro tenealo: tanto più, che '1 vedea puntuale in rallignarle quanto alla giornata gli venia guadagnato.
Ma poco durò la contentezza materna; perciocché Bernardo invogliatoli d' elTere Cappuccino, dopo alcuni meli , l'anno diciaflettefimo dell' età fua fu da quella Religione ammetta; e pafsò a S. Barnaba a riceverne l'abito, e farvi il Noviziato; grandemente di ciò rammaricandoli, ed affliggendoli efla Madre, che priva di fuflìdio reflava, e con una figlia già nubile. Egli cosi abbandonati i Congiunti fi flette intefo allo fpirito, e agli efercizj della fua regola; e a fuo tempo folennemente la profefsò.
Frattanto il noftro buon Cappuccino in mezzo all' oflervanza , e a' fuoi religiofi doveri non fi dimenticava già della Pittura . Ma que' pochi momenti, che gli avanzavano dalle occupazioni del coro , e dagli altri uffizj comuni, tutti impiegavali in dipingere varie figurine o di S. Francefco, o di S. Chiara, o d'alcun altro Santo del fuo Ordine: e ciò con interrompimento, e con fretta, e talor con mancanza del bifognevole per la perfezione dell' operetta . Il che batterà ad ifcufarlo per allora dalla critica d'alcuni, che veggendolo in sì piccole cofe lmpiegarfi, lo tacciavano, come inabile a ftoriche , ed eroiche compofizioni.
Mentre dunque Bernardo ritirato dentro del chioftro, e di fua condizione contento fe ne viveva , occorfe, che s* introduce a lui Gio. Battifla Riviera, uomo, che di pittura afiài dilettava!!, e dal quale a coito di molti viaggi, e con rilevante fuo utile erano Itati recati in Genova dilegni, e quadri de' più eccellenti Maeftri. Coftui vedendo il franco pennelleggiare del novello Cappuccino, ed il guftofo, efoave fuo
manipolar
manipolar delle tinte, pregollo inftantemente a volerlo favorire d' alcuna fua tavola, dicendogli volerla per memoria dell' amicizia confervar in fua cafa. Volentieri condifcefe il Pittore, e per dare una maggior teftimonianza del faper fuo, Dl gli fece una pittura (toriata , effigiando in ella le fpofali- BHRNARro zie di S.Caterina. La pittura riufci bellilfima: onde il Ri- SxROZlt,« viera avendo continuamente in cafa Cavalieri, e perfone_» qualificate , che andavano a vedere i quadri, de' quali faceva negozio; non feppe contenerli di mortrarlo, e di predicarne 1' Autore.
Chiunque vide queft' Opera ne reftò ammirato: e a molti cominciò a faper reo, che un uomo dotato di sì nobil talento doveffe vivere rinferrato in una Religione aufieriffima, e confeguentemente fenza aver provvifione, o altro comodo da poter dare di fe quelle prove, che dar potrebbe, qualor poliedefle la fua libertà. Pervenivano fpelfo alle orecchie del buon Cappuccino le infinuazioni di coloro, che lo avrebbero voluto fuori di quelle Grettezze; ed ei pur conofceva, che in tale fiato non era al cafo di mettere in pieno efercizio la fua abilità. S'aggiungevano a quella confiderazione le querele della Madre, e della Sorella, che gli ferivano il cuore .
Un fuo intrinfeco Amico con gagliarde perfuafioni flimolavalo a tentar la via di ufcire; fuggerendogli, che porgere fupplica a' Superiori efponente la necelfità , eh' egli avea di fovvenire all' indigenza de' fuoi; motivo vero , e legittimo , a villa del quale i Superiori flelTi non avrebbero avuto difficoltà di graziarlo d'una favorevole informazione-da prefentarfi alla Sacra Congregazione dal nofiro Cappuccino. Quello,
fetto
fetto di effo Generale , ed impegnarlo al buon uffizio preflo di Roma, pensò di fegretamente allora allora fargli il ritratto.
—--5^ Dimorava in quel borgo il Pittore Gio. Andrea Anfaldo,da Eh cui provveduto fu di tela, di colori, e di finimenti: indi
Bernardo a mera forza di fantasia accintofi all' opera, tanto valorofaStagzzi. meate jn qUena portoflì, che ne rimafero ftupefatti quanti la videro, e principalmente il Padre Generale, che pofcia_, uditolo, condifcefe per parte fua alla ragionevol dimanda, e gli fece ottenere da Roma la licenza d'ufcire di Religione, e di fermarfi apprettò la Madre, infinattantoché ella vivefTe, e la Sorella collocata ne foflè.
Or ecco il noftro Pittore non più Frate , ma Prete_»: nome, col quale fu da indi innanzi comunemente chiamato. Ufcito egli adunque di Religione, fi partì dalla città , e ritiroflì a Campi, piccol villaggio vicino a Cornigliano, in un poderetto lafciato dal defunto Padre per tenue fiiflìdio della famiglia, che nient' altro avea . Quivi diedefì il novello Prete per qualche tempo a ftudiare da fé, e a rivolgere, e ruminare con feria riflefiìone gì' infegnamenti già apprefidal Soni; poiché nel chioftro, come dianzi notai, avea avuto pochiflimo comodo d' efercitarfi nella pittura . Cominciò per tanto nella ricuperata libertà far vedere di fuo qualche tavola pofatamente ftudiata, e condotta con tratteggiamenti rifoluti, con pafTaggi fnelli, e foavi, e con coloriti paftofì, e robufti: per le quali finezze d' arte [ fpecialmente per quefV ultima ] crebbe tanto in etti inazione, e in onore, che poco dopo dovette ritornarfene a Genova, per fecondare il genio di molti Signori, che l'impiegavano in varie commiflìoni, e per efeguirne con miglior agio quelle, che da altre città gli venivano . (a) Lavo
( a ) Che lo Strozzi folle nato Pittore , ce Io dimollrano evidentemente le fue_> Opere; ftantcchè niuna maniera ci feguitò: ma fu creator della fua , la quale non ha alcuna affinità con quella del Sorri, già fuo Maeftro. Né accade, ch'io qui la deferiva: volentieri me ne flo a' retti eftimatori del buono. Tuttavìa per non dar fofpetto di paflìone, bifogna fchiettamente dire: che la fua maniera non è la più corretta, e ricercata nel difegno : che le idee delle fue tette, quantunque vere, fono talvolta rufticanc, ed ignobili. Le fue tinte però fono le più naturali, e forti, che fappia comporre un Pittore, e i fuoi dipinti de' nudi fembran carne macinata. Né fi creda, che dipingere lo Strozzi alcuna cofa fenza confiderazione. Confulrava in tutto la natura—; e molti fuoi fchizzi, eh' io poffeggo , ne fanno baftevole teftimonianza.
Lavorava egli di continuo, e con franchezza, e celerità , unite Tempre all' ottimo gullo, e all' impareggiabil forza del colorire . Quindi in breve molti quadri dipinte, e molto mmmmmmmm, guadagno ne traile, con che non folo manteneva comoda- — mente la Madre, e la Sorella: ma faceva ancora de' notabili Bernardo avanzi per le venture occorrenze. Che fe poche fue Opere strozzi • li veggono in pubblico; ciò addiviene; perchè egli quali Tempre dipinlè cofe commefTegii da perfone private per ornamento de' loro palazzi.
Tra le poche pubbliche da lui fatte abbiamo qui in Genova la tavola rapprefentante 1' ultima Cena celebrata da Gesù co* difcepoli; tavola Itimabiliflìma, che confervaiì nell' Oratorio di S. Tommafo . Sono in ella teile di vecchi le più vere , e le meglio pennelleggiate, che uom polla, vedere-.. All' Aitar maggiore delle Monache dell' Ordine di S. Terela in via Balbi abbiamo la tavola di quella Santa in Gloria: per la piccola Chiefa del Confervatorio Interiano dirimpetto alla porta dell' Acquafola, il Millcro dell'Annunciazione della Vergine: e per quella del principale Convento de' Cappuccini il B. Felice Religiofo dello Hello Ordine, che dalla Vergine riceve il S. nto Bambino . Abbiam pure di fua mano la bella Artiinzione di ella Vergine in uno degli Altari della Chiefa di S. Domen Cj . E 1' altra poi, che è belliflìma, e capo d'opera a tutta ragione fi può chiamare, è la collocata in quella fala del Palazzo Reale, nella quale fi radunano i Supremi Sindicatori. In quella tavola dipinfe la Santillìma Vergine col Divin Pargoletto, a' cui piedi Ha un Angiolo , che in un_ aperto libro accenna il motto: Suprema lex ejh. \a)
Ma paniamo a' lavori fatti dallo Strozzi fui frefco: nel qual genere ebbe pure tanta eccellenza , che folo i medefimi fuoi lavori pohono baftevolmente fpiegarla. Egli dipinfe
( a ) Chi oltre alle menzionate Opere pubbliche ad olio dipinte da quello valentuomo defidera fapere quelle, che fi confervano ne' principali palazzi di Genova, legga 1* hìftruzione di quanto può vederfi di più belio in Genova , ;w_Pittura ec. fiampata 1' anno fcorfo: e potrà reflare appagato.
Non fono da paflarfi fotto filenzio due tavole di quello Autore efpolte in due Chiefe fuori di Genova. L'una è quella della B. Vergine con S. fcrafmo, e S. Chiara nel luogo di Voltri: 1* altra è quella del B. Salvatore da Ort* in Novi.
pinfe in prima il coro di S. Tommafo (a): indi la volta-, d' un falotto al pian terreno del palazzo del Sig. Gio. Ste===^s fano Doria (b); la qual pittura riufcita eiTendo belliflìma_., Di molTe quel Signore ad appoggiargli la cura di dipingere ,anBernardo che l'ampio coro della Chiefa di S. Domenico . Quivi nel «asozzi. principaie fpazi0 rapprefentò Gesù Crifto in procinto di fulminare il mondo con tre dardi ( a motivo de' tre vizj, che dominavano ne' cuori degli uomini ); e a pie la Vergine Madre , e i SS. Domenico, e Francefco d' Aflìfi, che in atto fupplichevole lo placavano . Impegnò in queft' Opera lo Strozzi tutto il fuo talento; e riportonne gran lode, si per la fquifitezza della compofìzione, sì per V efpreflìon degli affetti, sì per 1' energia del colorito, e sì ancora per la condizione del luogo . Imperciocché non avendo quel coro alcuna apertura di luce (opra il cornicione , dovette dipingere con la lucerna in mano, e fenza poter ben confiderare 1' effetto del fuo operato. A' lati pofcia di quefto sfondo colorì in quattro altri quadri le Immagini d' alcuni Santi, e dentro la tribuna in tre ripartiti fpazj un Dio Padre, e le Teologali Virtù . (e)
Dopo
{a ) Dov' erano i qui mentovati lavori a frefeo, fono al prefente alcune pitture di Domenico Parodi .
(£) In quefto falotto, che ènei palazzo già del Sig. Giovanni Stefano , ed ora del Sig. Giufeppe Dona , fta deferitto il trionfo riportato dal giovanetto Davidde contro Golìa . Sonovi intorno le fanciulle ebree, che feìiofe applaudirono al Vincitore: e-veggonfi a'Iati di tale ftoria alcune figure d'Eroi del vecchio Teftamento. Opere tutte d' un artifizio forprendente , e preffochè inimitabile .
£ e ) Troppo fcarfo è flato il noftro Soprani in deferivere le Opere d' un Soggetto in Pittura sì fegnalato, e a cui tanto debbe la fcuola Italiana , che_ Fu i dipinti di lui cerca continuamente il vero modo di colorire. Ma la disgrazia noftra così ha portato. Or acciocché non paflì di volo la menzione delle pitture di quefto coro, le quali fono 1' unica Opera vafta , e grandiosa dello Strozzi; dirò, come in effe fi feorge vivamente la fantasìa d'un valentuomo , ed una franchezza di pennello maeftrevole, e rifoluta. Ci filmale , che 1' umidore cagionato da'tetti le vada a poco a poco «ruggendo; anzi in alcuni luoghi più non vi rimanga veftigio di ciò, che vi era dipinto. Si conferva tuttavìa illefa la volta di mezzo; e ancorché periffe, non per tanto aon fi perderebbe P idea di ciò, che ora v* è; perocché dal Sig. dio. Battifta Cambialo del fu Gaetano fé ne conferva la bozza ad olio, come colà di rariflìmo pregio .
Il giudizio poi \ che delle pitture fatte dallo Strozzi in quefto coro, ne dà Mr. Couchin, merita d' effer qui per graziofa facezia riportato. Egli dice: che il tuono del colorito alquanto roflìccio è buono; ma che il difegno è feorretto, e di niuna nobiltà: indi conchiude, (metterò le fuc «effe parole) // eft mal compose, e il n" y a ni grandes maffes , ni eff'et. Afferzione tutta oppofta al comun fentimento di coloro ( eziandìo flranieri ), che s'intendono di pittura.
Dopo queft' Opera di S. Domenico portoflì in San Pier d' Arena ad inftanza de' Signori Centurioni, pe' quali dentro il loro palazzo fituato alla fine del Borgo , donde fi parta a Cor- -
nigliano, fece in tre volte di ftanze tre pitture aliai belle , e de- 51 gne d'effer confìderate. Nella prima efprefle Enea con Didone, Bernardo che trovandoli a caccia, per inforta tempefta fi ritirano en- stiioz21 * tr' una caverna , ficcome narra Virgilio . Figurò nella feconda Curzio Cavaliere Romano, che per liberare la patria dall' aperta voragine, vedendo inutili a chiuderla i donativi lanciativi da' Cittadini, e dalle Matrone Romane, intrepido va_. col cavallo a precipitarvi!!. Nella terza poi rapprefentò Orazio Coclite, che venuto a battaglia co' Tofcani valoroiàmente combatte, nel atto {tettò, che i fuoi feguaci con_. le fcuri rompono il ponte. E fono in quefta pittura tanto al vivo efpreflì i movimenti de' foldati, il calor de' difenfori, il coraggio d'Orazio, la fretta de' diftruggitori del ponte, e il precipizio nel fiume degli fpinti , de' feriti, e degli uccifi , che vera al tutto fembra quefta rapprefentanza; e fa un' impreffione di varj affetti in chi s' affilia a mirarla. (a)
Per quelle fue degne fatiche era il noftro Pittore molto (limato , e celebrato sì in Patria, che fuori: e freouentiflìme gli veniano le commilfioni di quadri ad olio, e di opere a frefco , che lo teneano fempre occupato , e con fuo vantaggio. Quando eccolo in mezzo della fua confolazione, e calma affalito da grave travaglio , e tempefta . Ah, che troppo fono infide le colè umane! Già egli collocata avea la Sorella-.: e poco dopo rimafo era fenza la Madre, mortagli di breviflìma infermità; onde celiata là ragion della fupplica, e dell' avuta licenza, correagli l'obbligo di rientrar nella da lui abbandonata Religione . Spelfo lo richiamavano i lùoi Superiori; ma egli prendea tempo, e dava dilazioni ora col pre
tcfto
( a ) Tutto quello paragrafo s' è aggiunto di nuovo, per non far tante note. E' per altro veridico; perchè i Signori Centurioni fanno eflcre flato dipinto dopo il coro di S. Domenico dallo Strozzi in tempo appunto, che quefti sfuggiva di rientrare nella Religione de' Cappuccini; e però cercava d' aver occupazioni preflb a Perfonaggi potenti; onde intanto non fofie moleftato , e n' andane in lungo 1' affare. Per li prefati Signori nel loro magnifico palazzo di Foflatello in città ha dipinto dentro un andiro, che porta da una flanza ad un'altra, le quattro Magioni fui muro. Ciò non ho voluto tacere; perchè degli uomini intigni ogni cofa merita d' efTcre registrata. Benché troppo avrebbefi a fcrivere , fé dello Strozzi tutto fi voleffe notare.
tefto di dover finire un'Opera, che avea per le mani: ed ora con finti incomodi di fanità. Ma vedendo alla fine, che ■ più a lungo non poteva con le vane parole fchermirfi; dopo Di d* aver tentate varie ftrade, per liberarfi da quella moleftia, VTM»/!0. s' appigliò al partito di far prefentare un memoriale al Papa ,
adducendo per motivo 1' età fua già molto avanzata, e la debolezza di fua compleflìone incapace di fofFerire i rigori di quella Religione. Il Papa fece refcritto non rifoluto, ma molto amorevole , e pieno di buone fperanze: anzi tale mofìrò benignità , ed amore verfo di lui, che mandolli in dono una preziofa Croce .
Fin qui procedeva bene la faccenda: e fe n* afpettava un efito favorevole: quando fortemente s'impegnarono in_ Roma i Cappuccini, acciocché il loro Fra Bernardo o ritornale al chioftro: o fe egli a cagione de' fuoi incomodi, ficcome avea efpofto, non poteva più fottoporfi all' auflerità della Regola Cappuccina; almeno, dacché avea profeflàto vita Religiofa, a qualche altra Religione paflkfle; e adduceano lo fcandalo, che altrimenti ne rifultava . Tanto in fomma oliarono, e reclamarono predò Roma, che fecero venire a coftui un' intimazione di dovere fra '1 termine di fei mefi entrare in un chioftro, qualunque ei volente , e farvi la Protesone .
Grandemente gli (piacque una tale intimazione: che_> tronca vagli ogni fperanza. Nè v' era luogo a nuovi ricorfi. Bifognava aflblutamente ubbidire . Quindi dopo aver molto fantafticato, deliberò di vel tir V abito di Canonico Regolare in quefto Moniftero di S. Teodoro . I Cappuccini però oftentavano, ch'egli non poterle veftire alcun altr' abito, fenza averne prima" ottenuta la permiflìone dal loro Capitolo Generale . Fra Bernardo per quefta nuova oppofizione fofpefo andava indugiando. Pafsò. intanto il prefcrittogli tempo: nè egli avea per anche pofto in ef.cuzione il penfìero; quando fi trovò una mattina ad inftanza de' Cappuccini citato nella Curia Arcivefcovile . Egli tofto vi fi portò: ma appena comparfovi fu carcerato con ordine al bargello di condurlo al Convento de' Cappuccini, e confegnarlo a quel Superiore-*.
In un sV violento , ed inafpettato infulto, quantunque rimanette forprefo il noftro Pittore: tuttavìa niente sbigottito fi rivolfe a cercar opportuno riparo alla preveduta fua difavventura. Querto fu di rendere avvifati del {uccellò i Parenti, i quali all' annunzio montati in collera, ed armatili, corfero torto con rifoluzione di farlo rilafcìare a forza per iflrada, e condurlo via. Ma non venne lor fatto; perchè il pover uomo già era giunto al Convento . Quivi fu chiufo in carcere; dove per lo dolore ville molti mefi infermo, e fenza poterli confolare con la villa d' alcuno de' fuoi. Chi alleviollo alquanto in tali afflizioni fu 1' amorevolezza d'un vecchio Religiofo , per mezzo del quale potè far penetrare a' Parenti qualche notizia dell' infelice fuo ftato . Fecero. quefti il fecondo tentativo, che peggio^ del primo riufcì . Perciocché nottetempo di nuovo armatili, e falite le mura del Convento, già erano giunti preffo alla carcere, in cui giacea lo fgraziato Pittore . Ma appena trovatala , furono fcoperti, e cortretti a fuggire: ove elfi con sì fregolate maniere, anzi che giovare al carcerato, gli accrebbero le angurtie; poiché da indi in-? nanzi venne cuftodito con maggior diligenza, e rigore.
In iftato dunque si compaflionevole cortui per ultimo ripiego s' appigliò alla finzione: e confelTandoli ben degno di quanto pativa , come trafgrelTore degl* inviolabili ordin/ de' luoi Superiori; chiamavafi felice j ed avventurato nelle miferie, e dichiaravafi pronto a più gravi penitenze, quando gli veniflèro importe . Moftravafi zelante della Regolare oilervanza , diftaccato dall' affetto a'Parenti, parco nel cìbarfi, afliduo nell'orazione, umile, paziente, mortificato. In fomma egli appariva un ritratto di perfetta fantità .
Dopo tre anni di carcere, e dopo varie prove date di fe, finalmente ottenne la libertà, con rinnovare però i già farti voti. Cosi continuò per alquanti mefi religtofamente vivendo, e con efemplare edificazione di tutto il Convento. Quando parendogli, che óramai fofle giunto il tempo di liberarli da quella foggezione: fi valfe del buon credito, in cui era preuo de' Superiori, e chiefe un dopo pranzo licenza d' andare a vifìtar fua forella: il che graziofamente gli fu conceduto. Giunto alla cafa di lei in compagnia d' un laico Tom. I. N augnatogli.
augnatogli; quefti reftò nella fala, ove un Pittore dipingeva, e fi trattenne a parlare con elfo, mentre Fra Bernardo a era entrato nella ftanza della forella fotto pretefto di aver
* Di a confultare alcune cofe con efTa. Quivi fi fece torto rader Bernardo ja barba, e deporti gli abiti da Frate , veftì nuovamente quelli Trozzi . ^a prete; indi paflato per una fcala fegreta, fé la colfe_». Il laico compagno vedendo l'ora già tarda, dimandò di Fra Bernardo per ritirarli al Convento : ma s' udì rifpondere, che Fra Bernardo era partito . Turbato quegli a tale rifpofta tornò in fretta al Convento, e narrò a' Superiori quanto gli era accaduto . Ufarono coftoro ogni arte, ed induftria, per riavere il fuggitivo . Ne fecero diligenti ricerche: ricorfero a' Tribunali: Spedirono efploratori a rintracciare di lui: ma tutto indarno; perciocché egli ritiratoli in cafa d' un amico, fu da cortui tenuto in luogo d'afilo; e pofcia occultamente imbarcato per Venezia; dove giunto con efficaci lettere di raccomandazione, trovò Protettori potenti, che lo aflìcurarono da ogni moleftia. (a)
In quella città fervidamente impiegoflì lo Strozzi in di
ingere, e confermò, anzi accrebbe col fuo egregio valore
a nobil fama, eh' era precorfa di lui. Mi fa male di non
poter favellare delle Opere, eh' ei fece colà (b); perchè non
ho potuto averne particolare notizia . Soltanto in generale
fui
il Breve non era ancora notificato a que' Religiofi; perciò egli fi opponevano al Soggetto.
( b ) Poiché è riufeito a me d' avere notizia d' alcune particolari pitture fette dallo Stroz2i in Venezia: mi ltimo in obbligo di qui accennarle , per tenderne confapevoli gli Amatori delle cofe buone.
Entro la Libreria di S. Marco armena alle Proccurerìe ha dipinto ad olio in un tondo la Scultura, che con riga , e compaflb mifura alcuni marmi già difpofti a formarne ftatue.
Neil' altra Proccurerìa detta de Ultra entro 1' ultima ftanza ha dipinto fimilmentc ad olio il ritratto del Cav. Grimani.
Per la Chicfa di S. Benedetto ha dipinto la tavola di S. Sebafìiano, a cui le- Matrone Romane difiaccan dal corpo le frecce. Qucft' Opera fi giudica bellifiima tra le fue belle.
Per la Chiefa dello Spedale degl' Incurabili ha efpreflb in una gran cela— l'Evangelica parabola dell' invitato alle nozze, che v' andò fenza la velie nuziale.
Nella
fui accertato, che elle fon molte, e fingolariffime: onde_> i Pittori di miglior gufto fi propongono per efemplare, oltre a quello de' primi Maeftri della fcuola Veneziana, lo {li- _ le, ed il colorire dello Strozzi: e la fcuola Strozziana vi ha Di grande (lima, e affai vi fiorifce. Bernard»
N »" Vide STE0^Z,•
Nella Chiefa de' PP. Teatini avvi di fuo la tavola di S. Lorenzo, che diftribuifce a' poveri { vali del Tempia.
Nella Chiefa de' SS. Apoftoli ha dipinto la tavola dell' Angiolo Cuftode.
Stimatifììma poi è un' altra tavola, che ha fatto per la Chiefa de' PP. Gefuiri, entrovi S. Francefca Saverio.
Nella fcuola, oflìa Accademia de' Pittori v' ha dello Strozzi un quadra con Crifto fui Taborre tra Mosè, ed Elia.
Anche per altre città lavorò il noftro Artefice varie pitture. Alcune di mia notÌ2ia fon le feguenti.
In Vicenza entro la Chiefa di S. Biagio de' PP. Riformati di S. Francete» veden di lui la tavola del Batrefimo dì Crifto.
In Brefcia è una fua tavola nella Chiefa di S. Terefa; e contiene la Flagellazione di Crifto.
Un infigne quadro pur fuo è in Firenze nella guardaroba del palaz20 vecchio. Tal quadro rapprefenta con efpreflicine naturaliflìma i Farifef, che moftrano a Crifto la moneta del cenfo.
In Milano fon di fuo pennello preflb i Signori Cafnedi due pregiati quadri con Mifteri della Paflìone di Crifto.
E qui per giunta rapportar voglio due altri quadri, che acquiftò il Conte Algarotti dalla cafa Sagredo di Venezia per Augufto III. Re di Polonia , e padrone di quella nobiliflima raccolta di rare pitture, che al mondo è nota. Il prefato Algarotti in una fua lettera trafmefla da Pofdammo nel febbraio del 1751. al Sig. Giovanni Manette; la quale fta inferita nel tomo VI. dell'Opere di eflb Algarotti ftampate in Livorno dal Coltellini l'anno 1765. fcrive così.
Due quadri del Prete GeKOvefe (a), ojjla Bernardo Strozzi con figure di grandezza naturale fino al ginocchio . NelP una fi vede effigiata una foratrice in atto di toccare , non mi ricordo y fé il liuto , 0 altro fintile finimento; e v.elV altro, Davidde, che ba neW una mano la Jpada , e a lato la tefia di Golia. In quefie due pitture ben rifatta quella maejrr/a nel maneggiare i colorì: parte , in cui, dice il Baldimicci, eJJ'ere fiato qusll Artefice fiyì da fuoi primi anni eccellente^.. Il Davidde poi, di cui vanno attorno tante copi;, sì per /' efattezza de1 dir.forni, come per la frefebezza del pennello , e per altri fuoi pregi, è ben degno delP elogio, che ne fece già il Bófcbini nel fuo libro intitolato La Carta Ih Navegar Pittoresco: al vento fettimo pag. 566.
Del Prete Genovefe pur fé vede David tutto vigor, tutto energìa' Col fpadon, e la tefta de Golìa; E che '1 fia vivo, chi 1' oflerva ha fede. D tuia lòde poi, che a molti arriverà nuova, non debbo defraudare lo Strozzi: ed e, ch'egli fapeva anche egregiamente incidere all'acqua forte-.
'il.rfme' Di c'° ne fe fede una carta efprimente la Beatiflìma Vergine col
Divino Infante adorato da S. Giovannino: dalla qual carta è facile il giudicare , che il celebre Rembrandt non 1' avrebbe con mangiar artifizio in
tagliata. - .
la; Lo Strozzi è comunemente chiamato in Italia il Prete Genovefe: fuorché
in Genova, dove ha più untato il fop ranno me .di Cappuccino, ,
Vide quefto Pittore 1' ultimo de' fuoi giorni in Venezia nel terzo d'agofto dell' anno i ($44. fcfTantefimo terzo dell'età _____ fua: e fu feppellito in S. Fofca con la feguente quanto bre- o[ ve, altrettanto onorevole infcrizione .
Bernardo
strozz'- Bernardus Strotius
PlCTORUM SPLENDOR
Liguria De cu $
HIC JACET.
Furono fuoi difcepoli in Genova Gio. Andrea De' Ferrari , e Antonio Travi comunemente detto il Sordo di Seftri. D' ambedue parlerò fuccefiìvamente a' dovuti luoghi.
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Saturday, August 13, 2011
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