Grice e Rovella: querce, o della filosofia
siciliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza. (Palazzolo Acreide). Filosofo italiano. Studia a Ispica e Catania
sotto CARBONARA, laureandosi con un saggio di estetica, sul rapporto fra
contenuto -- o materia -- e forma. Insegna a Noto e Palazzolo. Pubblica “L'uomo”
(Giannini, Napol). In una serrata discussion affronta la meta-fisica ed espone
il suo convincimento che la ricerca senza condizioni, attraverso l'intelligenza
attiva e creatrice può aprire all'uomo orizzonti creativi, seppur rischiosi. La
meta-fisica imprigiona in schemi rigidi e vincolanti. Pervenire all'auto-coscienza
è il compito più degno degl’uomini, che pur problematico in sé non rimaneno imprigionati
nel problematicismo. Altre opera: “Deneb” (Caltanissetta, Roma), romanzo
filosofico che narra la pulsione verso l'oltre, attenuando, così, la precedente
critica verso la meta-fisica e aprendo verso il mistero che comporta il
confronto con tre donne che rappresentano tre volti diversi della verità. La
stella “Deneb” è metafora della pulsione verso l'alto. Abbondano i riferimenti
autobiografici da cui emerge l'attaccamento alla casa natia, che non abbandona,
alla famiglia e soprattutto ad un modello di vita contadina morigerata e
sobria. Lo stile è affabulante. L'auto-coscienza e il trionfo
della morte in GENTILE in Il pensiero di
Gentile (Enciclopedia Italiana, Roma). Qui si esamina il momento finale della
vicenda umana e filosofica di GENTILE alla cuia filosofia è legato. “L'errore
del cerchio” (Siracusa). Predomina il colloquio interiore, lo scavo nella
coscienza e nella memoria. Procede come un giallo. Un tema attraversa gl’avvenimenti,
la libertà e la necessità di un suo contenimento. “La fattoria delle querce” (Caruso,
Siracusa). L’epopea della famiglia siciliana Capobianco, governata da una donna
e sviluppata attraverso un intrigo di personaggi e di vicende. I discendenti
Capobianco sono identici agl’ante-nati, e la ricerca della genealogia è il
problema più assillante per i personaggi. Il mito dell'eterno ritorno
dell'identico li e caro. Rimane sempre legato ai miti. Fisiognomica,
astrologia, venti, odori e turbamenti fanno di questa opera un esempio di
scrittura immaginifica e personale. Filosofia di non di facile consume traccia
una “Imago siciliae”. Nella stessa aura de La fattoria sono scritti i
racconti. Cambia di nuovo argomento, inizia quella che lui chiama “la fase
cristica”, in cui la figura di Cristo e il rapporto fra le religioni sono il
tema dominante. “L'ora del destino, dramma in due atti” (Accademia
Casentinese di Lettere, Arti, Scienze ed economia, Castello di Borgo alla
Collina, Arezzo, L'Ora in persona di una
donna consola il crocifisso che muore quando una congiuntura astrale perviene
al suo compimento. In “Vita di Gesù” (Prospettive d'Arte, Milano) Gesù è
visto nella sua umanità. La narrazione segue lo sviluppo dei vangeli sinottici,
con qualche incursione negl’apocrifi. L'autore, che pur ne ha le competenze, si
tiene lontano dalle problematiche gesuologiche e cristologiche. Vuole narrare
un Gesù “così come parla al cuore”. L'Angelo e il Re, con prefazione di Pazzi
per i tipi di Palomar Bari. I nove mesi di gravidanza di Maria vergine sono
narrati con un andamento che si mescola di esoterismo e sapienza umana. Maria
spesso, nel mistero del suo concepimento, nella sua realtà quotidiana, vive le
vicende del suo quartiere, con le sue amiche, con qualche momento di gioia
esaltata e prorompente, con un tratto zingaresco. Attratto da zingari e
vagabondi di passaggio, come incarnazione di una libertà che abbiamo
smarrita. “Le Madri” (Utopia, Chiaramonte Gulfi). Vi si sente l'eco di Bachofen.
Breve raro capolavoro, pieno di mistero e poesia, di un potere magico. “Asvamedha”
(Utopia, Chiaramonte Gulfi) raccoglie racconti; “Inizio d'amore” (Studi Acrensi,
Palazzolo Acreide) raccoglie altri racconti che l'autore pubblica in varie
riviste letterarie nazionali, a cura dell'Istituto Studi Acrensi Palazzolo
Acreide. I racconti, dice l'autore, vivono nell'aura dei romanzi di questo
periodo. “La vigna di Nabot, dramma in IV quadri” (Associazione Amici di Rovella,
Palazzolo Acreide) narra le vicende del ersonaggio che incontriamo nel primo
libro dei Re Cap. 21. La prepotenza dei potenti e la sacralità della terra dei
padri sono il filo conduttore del dramma. Nabot muore per una questione di
coerenza. Scuderi, La fattoria delle Querce, in Le Ragioni critiche, Menichelli
in Esperienze letterarie, Jacobbi, Il
miracolo Deneb, in Arenaria, Palermo, Vettori, Il miracolo di Deneb e le
profezie di Ruggero, Arenaria, Monachino Ester, Considerazioni su un romanzo di
Rovella, in Le Ragioni critiche, Catania, E. Messina, Dal bagolaro alla sequoia”
(Romeo, Siracusa); Messina, Alle radici del pensiero. La presenza dei suoi
maestri” (Romeo, Siracusa). Giuseppe Rovella. Rovella. Keywords: romanzo
filosofico, querce. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Rovella” – The
Swimming-Pool Library.


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