Grice e Ruberti: la natura abhorre il vuoto, o la
tromba di Gabriele -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Pideura). Filosofo italiano. Studia a Faenza e
Roma sotto CASTELLI. Srive a GALILEI una lettera di risposta a sue richieste a
CASTELLI, che assente in quei giorni lascia allo studente il compito di
segretario. In tale lettera colge l'occasione per presentarsigli, che egli
ammira grandemente. Il vivere da vicino le vicende del processo a Galilei gl’indusse
a dedicarsi più strettamente alla matematica nonostante padroneggiasse gli strumenti
teorici e fosse un abile costruttore di cannocchiali. Divenne segretario di Ciampoli,
un filosofo devoto a Galilei, che segue nei suoi incarichi governativi nelle
Marche e nell'Umbria. Castelli presenta a Galilei il saggio di R., “De motu
gravium” suggerendogli di impiegarlo come discepolo e assistente. Così e e divenne
assistente di Galilei e su domanda e insistenza di Galilei si trasfere nella
sua abitazione. Alla morte di Galilei, Ferdinando II gli nomina matematico
del gran ducato di Toscana. Studia geometria, dove anticipa il calcolo in-finitesimale.
Si dedica alla fisica, studiando il mosso dei gravi e dei fluidi e approfonde
l'ottica. Possede un laboratorio nel quale realizza egli stesso lenti e
telescopi. Si dedica anche allo studio dei fluidi, giungendo ad inventare il
baro-metro a mercurio chiamato, "tubo di Torricelli" o "tubo da
vuoto”. Tale invenzione si basa nella misurazione della pressione atmosferica
attraverso l'uso di questo tubo che, proprio sotto la spinta di tale pressione,
viene riempito dal mercurio fino all'altezza costante di 760 mm -- esperimento
effettuato sul livello del mare. Proprio da questa invenzione nasce l'unità di
misura della pressione "millimetri di mercurio" – mmHg -- e
l'uguaglianza: 1 Atm = 760 mmHg -- la pressione di un'atmosfera corrisponde a
760 millimetri di mercurio. Pubblica “Opera Geo-Metrica”, della quale “De motu
gravium” costituisce la II parte. Si dice faentino e tale è considerato
dalle persone che lo conosceno, ma le ricerche compiute già subito dopo la sua
morte nei registri battesimali di Faenza non hanno esito. Ciò da adito ad un
secolare dibattito, durante il quale varie altre località romagnole
rivendicarono l'onore di avergli dato i natali. Rossini ricostrusce l'albero
genealogico della famiglia, originaria di Pideura, nel contado faentino,
risalendo di due secoli oltre la nascita di R.. Bertoni, del liceo che da R.
prende nome, trova nel registro dei battezzati della Basilica di S. Pietro in
Vaticano il suo atto di battesimo. Ciò che trae in inganno i filosofi è il
fatto che R. assume il cognomen Torricelli della madre. Si sa che il nome del
padre e Gaspare. Pertanto, si cercano notizie di un inesistente Gaspare
Torricelli. Viceversa, si hanno notizie di una Giacoma Torricelli e si ritenenne
che è la zia paterna. È invece la madre. La lettera a Galilei, conservata alla
Biblioteca Nazionale di Firenze fra i manoscritti galileiani, è il primo
documento nel suo carteggio. Rappresenta un documento fondamentale per studiare
la vita e l'opera del filosofo faentino. Descrive la propria formazione filosofica.
Si dichiara a conoscenza dei fatti che portano a breve alla condanna di Galilei
e dichiara la propria fede galileiana. Molto Ill. re et Ecc. mo Sig. r mio Col.
mo Nella absenza del Rev. mo padre matematico di N. Sig. re, sono restato
io; humilissimo suo discepolo e servitore, con l'honor di suo secretario. Fra
le lettere del quale havendo io letta quella di V. S. molto Ill. re et Ecc. ma,
a lei ne accuso, conforme l'ordine datomi, la ricevuta, e a lui Rev. mo ne do
parte in compendio. potrei nondimeno io medesimo assicurar V. S. che il padre abbate
in ogni occasione, e con il maestro di Sacro Palazzo e con i compagni di quello
e con altri prelati ancora, ha sempre procurato di sostenere in piedi li dialoghi
di lei Ecc. ma, e credo che sia stato causa che non si è fatta precipitosa
resolutione. Io sono pienissimamente informato d'ogni cosa. Sono di
professione matematico, scolaro del Padre R. mo di anni, e duoi altri havevo
prima studiato da me solo sotto la disciplina dei gesuiti. Son stato il primo
che in casa del padre Abbate, et anco in Roma, ho studiato minutissimamente e
continuamente sino al presente giorno il libro di V. S., con quel gusto che
ella si puol imaginare che habbia havuto uno che, già AVENDO ASSAI BENE
PRTICATA TUTTA LA GEOMETRIA, Apollonio, Archimede, Teodosio, et che havendo
studiato Tolomeo et visto quasi ogni cosa del Ticone, del Keplero e del
Longomontano, finalmente adhere, sforzato dalle molte congruenze, al Copernico,
ed è DI PROFESSIONE E DI SETTA GALILEISTA. Il Padre Grienbergiero, che è molto
mio, confessa che il libro di V. S. gli da gusto grandissimo e che ci sono
molte belle cose, ma che l'opinione non la loda, e se ben pare che sia, non la
tien per vera. Il Padre Scheiner, quando gliene ho parlato, l’ha lodato,
crollando la testa. Dice anco che si stracca nel leggerlo per LE MOLTE
DISGRESSIONI. Io gli ricordo le medesme scuse e diffese che V. S. in più lochi
va intessendo. Finalmente dice che V. S. si porta male con lui, e non ne vol
parlare. Del resto io mi stimo fortunatissimo in questo, d'esser nato in
un secolo nel quale ho potuto conoscere et riverir con lettere un Galileo, cioè
un oracolo della natura, et honorarmi della padronanza et disciplina d'un
Ciampoli, mio amorevolissimo signore, eccesso di meraviglia, o se adopri la
penna o la lingua o l'ingegno. Haverà quanto prima il Padre R. mo la carissima
di V. S., e le risponderà. Intanto V. S. Ecc. ma mi fa degno, ben che inetto,
d'esser nel numero de' servi suoi e DE’ SEGUACI DEL VERO; che già so che il
Padre R. mo, o a bocca o per lettere me gli haverà altre volte offerito per
tale. E per fine a V. S. faccio con ogni maggior affetto riverenza. Roma,
Di V. S. molto Ill. re et Ecc. ma Sig. r Gall. Gal. La lettura approfondita
delle “Due nuove scienze” di Galilei dei cui ultimi capitoli segue direttamente
la stesura ad Arcetri, gli ha suggerito molti sviluppi dei principi della
meccanica ivi stabiliti. Tali sviluppi sono esposti nel trattato dal titolo “De
motu gravium”. Nell’ “Opera Geometrica” conceve il principio del baro-metro, costruendo quello
che ora è chiamato tubo di Torricelli e individuando il "vuoto
torricelliano". Con VIVIANI dimostra che IL VUOTO ESISTE IN NATURA e che
l'aria ha un peso PONENDO QUINDI FINE ALLE MILLENARIE DISCUSSIONI FILOSOFICHE
SULL’HORROR VACUI. Un'unità di misura della pressione è stata chiamata “Torr” in
onore alla madre di R. e corrisponde a millimetri di mercurio. L'unità di
misura del sistema Internazionale è invece il “pascal”, in onore di un altro
illustre fisico Blaise Pascal, che fa fiorire numerose ricerche sperimentali
dalla estesa e definitiva teoria della pressione atmosferica descritta da
Torricelli. La parola “baro-metro” coniata da Boyle è quasi sempre
associata al nome di R. che risulta quindi fra i più celebri filosofi italiani
nella storia. Essendo in diretto contatto con Cavalieri inizia a lavorare con
la geometria degl’indivisibili e ben presto supera, secondo lo stesso
Cavalieri, il suo maestro. E abilissimo nell'utilizzarne le tecniche, cioè
il metodo degl’indivisibili, come anche il metodo d'esaustione, che e in uso
presso gl’antichi, fra tutti il grande Archimede, di cui è entusiasta
ammiratore. A R. dobbiamo la riscoperta del matematico siracusano. Per il
gusto di imitare i classici, dimostra in XXI modi diversi un teorema di
Archimede: XI con il metodo d'esaustione, X con il metodo degl’indivisibili.
Spesso i risultati ottenuti con la geometria degl’indivisibili venneno poi
confermati con altre dimostrazioni, a causa della controversia sulla loro
fondatezza. Il fatto interessante è che lo stesso Archimede elabora una
sorta di geometria degl’indivisibili, ma non la ritiene rigorosa, e perciò
dimostra sempre i suoi risultati con il metodo d'esaustione. Tutto ciò si è
scoperto quando si scopre un palinsesto con un'opera sconosciuta d’Archimede,
il Metodo meccanico, nel quale espone questi procedimenti. -- è famoso per
la scoperta del solido di rotazione infinitamente lungo detto “la tromba di
Gabriele”, da lui chiamato “solido iper-bolico acutissimo”, avente l'area della
superficie infinita, ma il volume finito. La tromba di Gabriele è considerato
per molto tempo un paradosso "incredibile" per molti, incluso R. stesso,
che cerca diverse spiegazioni alternative, anche perché l'idea di un secchio
che è possibile riempire di vernice, ma impossibile da pitturare è senz'altro
singolare. Il solido in questione scatena un'aspra controversia sulla natura
dell'infinito, che ha coinvolto anche Hobbes. In questa disputa alcuni sostenneno
che il solido conduce all'idea di un infinito completo. -- è stato pioniere nel
settore delle serie infinite. In “De dimensione parabolae" R. considera
una successione decrescente di termini positivi “{{0},{1},{2}}” e mostra che la
corrispondente serie tele-scopica “{{0}{1})+{1}{2})+}” converge necessariamente
a “{{0}-L{0}-L},” dove “L” denota il “limite” della successione. In questo modo
riusce a dare una dimostrazione dell’espressione per la somma della serie
geometrica. A Faenza è presente una statua di fronte alla chiesa di S. Francesco
che lo raffigura con in mano un baro-metro a mercurio -- nella statua, l’altezza
del barometro è proporzionalmente inferiore a quella reale, che deve essere di
almeno 76 cm. -- Per la storia della scoperta della sua vera origine vedi anche
Registrazione del convegno per lui, Fidio, C. Gandolfi, Idraulici italiani, Biblioteca
Europea di Informazione Cultura. In questa sperimentazione venne preceduto da Berti,
che conduce un esperimento baro-metrico utilizzando acqua anziché mercurio.
Cfr. L'esperimento di Berti, realizzato a Roma Moon: Torricelli G. Rossini, Convegno di studi torricelliani in
occasione dell’anniversario della nascita, Faenza, Lega, Bertoni, La sua
faentinità e il suo vero luogo di nascita, in Studi e ricerche del liceo
Torricelli, Faenza, Ragazzini, Toscano, L'erede di Galilei. Vita breve e
mirabile, Milano, Sironi. Alexander, Infinitamente piccoli. La teoria
matematica alla base del mondo moderno, Torino, Codice edizioni, Baro-metro di Torricelli, Equazione di
Torricelli, Legge di Torricelli Torr, Tromba di Torricelli, Treccan Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Crusca. E. Torricelli,
Il contributo italiano alla storia del Pensiero: Scienze, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Museo della Storia della Scienza, Firenze. Evangelista
Torricelli Ruberti. Keywords: il vuoto, geometria. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Ruberti” – The
Swimming-Pool Library


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