Grice e Rufo: NAM CVM ESSET ILLE VIR
EXEMPLVM VT SCITIS INNOCENTIÆ CVM ILLO NEMO NEQVE INTEGRIOR ESSET IN CIVITATE
NEQVE SANCTIOR NON MODO SVPPLEX IVDICIBVS ESSE NOLVIT SED NE ORNATIVS QVIDEM
AVT LIBERIVS CAVSAM DICI SVAM QVAM SIMPLEX RATIO VERITATIS FEREBAT – Roma –
filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo
Italiano. Scolaro di Panezio di Rodi. Combatte sotto Numanzia agl’ordini d’Emiliano
SCIPIONE (si veda) come tribunus militum ed e pretore urbano. Al pari di MARIO
(si veda – e SCEVOLA augure), R. segue come legato Quinto Metello nella guerra
contro Giugurta. Quando Mario, quale console, assunse il comando dell’esercito,
R. ritorna a Roma. Console. R. segue l’amico Marco Scevola l’augure nel
suo pro-consolato d’Asia. Condannato ingiustamente per accuse di nemici che si è
procurato con la sua rigida onestà, R. vive da prima a Mitilene e poi a Smirne,
e rifiuta l'invito di SILLA (si veda) di accompagnarlo a Roma. CICERONE conosce
Rufo a Smirne. A Smirne, Rufo scrive un "De vita sua" e una storia di
Roma. È oratore. I suoi discorsi hanno per la loro aridità impronta del
Portico. Coltiva gli studi giuridici. Militari romani e politici romani.
Console della Repubblica romana. Muore a Smirne. Gens: Rutilia. Console. Militare,
politico e storico romano. Comincia la sua carriera militare al seguito d’Emiliano
Scipione Africano minore, nella guerra in Spagna. R. èlegato di Quinto Cecilio
Metello Numidico, proprio nel corso della guerra contro Giugurta, durante la
quale, fra i sotto-posti di Metello, vi è anche Gaio Mario. Si distinse nella
battaglia del Muthul, nel corso della quale fronteggia un attacco di Bomilcare
e organizza la cattura o il ferimento della maggior parte degl’elefanti da
guerra numidici. Eletto console, ha come collega Gneo Mallio Massimo, il quale
arriva secondo all'elezione. Le sue iniziative principali riguardarono la
disciplina militare e l'introduzione di un migliore sistema di addestramento
delle truppe. Legato di Quinto Mucio Scevola (si veda) l’augure,
governatore della provincia d'Asia. Aiutando il suo superiore nei suoi sforzi
di proteggere i provinciali dalle malversazioni dei pubblicani, R. si guadagna
l'inimicizia dell'ordine equestre, al quale i pubblicani appunto apparteneno.
Venne citato in giudizio con la grave accusa di estorsione ai danni di quegli
stessi provinciali che lui ha fatto tutto il possibile per proteggere. L'accusa
è sfacciatamente falsa. Ma, poiché le giurie della quaestio de repetundis -- il
tribunale preposto al giudizio dei governatori e amministratori provinciali
accusati di ruberie -- sono scelte fra i cavalieri, la sua condanna è cosa
certa, a causa del risentimento che essi provano per lui. R. e difeso da suo
nipote Gaio Aurelio COTTA (si veda), e accetta il verdetto con la rassegnazione
che si addice a uno seguace del Portico e allievo di Panezio quale era
lui. R. si ritira a vita privata dapprima a Mitilene e poi a Smirne -- forse
un atto di sfida nei confronti dei suoi persecutori. È infatti accolto con
tutti gl’onori nella medesima città nella quale, secondo i suoi accusatori, si è
comportato da funzionario corrotto -- e dove Cicerone lo incontra non più tardi.
Sebbene invitato da Lucio Cornelio SILLA (si veda) a fare ritorno a Roma, R.
declina l'invito. Durante il suo soggiorno a Smirne, R. scrive la propria
autobiografia e una storia di Roma. R. ha infatti una profonda conoscenza della
filosofia, della letteratura ma anche del diritto, e scrive dei saggi
giuridici, dei quali alcuni frammenti sono citati nel “Digesto.” R. su Treccani
– Enciclopedie, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Momigliano, R. in
Enciclopedia Italiana. R., in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia
Italiana. R., su sapere; Agostini, R., Enciclopedia Britannica; R., su PHI
Latin Texts, Packard Humanities Institute. Predecessore Console romano Successore
Quinto Servilio Cepione e Gaio Atilio Serrano con Gneo Mallio Massimo Gaio
Flavio Fimbria e Gaio Mario II V · D · M Storici romani . Portale Antica
Roma Portale Biografie Categorie: Militari romani Politici romani
Storici romani Militari Storici Nati a Roma Morti a Smirne Consoli repubblicani
romani Rutilii Stoici. R., who came after BRUTO, is the first tribune of the
people, then Consul, and subsequently proconsul of Asia. His ancestors had been
both censors and consuls. All that is related of him is, that he is in high
esteem with OTTAVIANO, who supports all his own plans by the reasonings of this
great lawyer. Wise Romans. To the list of wise men recognised by the Greeks, the
Romans are proud to add other names from their own history, thereby associating
their philosophic principles with patriotic pride. From their mythology ENEA is
selected, the man who crushes his desires that he may loyally co-operate with
the destiny of his people. From the times of the republic SCIPIONE africano minore
and his gentle companion LELIO; whilst in R. a Roman is found who, like
Socrates, would not, when on his trial, consent to any other defence than a
plain statement of the facts, in which he neither exaggerates his own merits
nor makes any plea for mercy. Nam cum esset ille vir [R.] exemplum, ut scitis,
innocentiae, cumque illo nemo neque integrior esset in civitate neque sanctior,
non modo supplex iudicibus esse noluit, sed ne ornatius quidem aut liberius
causam dici suam, quam simplex ratio veritatis ferebat. Cic. de Or. -- cf. Sen.
Dial. Publio Rutilio Rufo.


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