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Monday, March 25, 2024

GRICE E SALUSTIO: IL PITAGORICO CHE CORRESPONDE CON GIULIANO -- ROMA -- FILOSOFIA ITALIANA -- LUIGI SPERANZA

 

Grice e Salustio: il pitagorico che corresponde con Giuliano – Roma – filosofia italiana – Luigi Speranza (Roma). Filosofo italiano. Ricerca Saturnino Secondo Salustio politico romano Lingua Segui Disambiguazione – "Salustio" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Sallustio (disambigua). Saturnino Secondo Salustio o Saluzio o Secondo Sallustio (latino: Saturninus Secundus Salustius o Salutius. Politico e filosofo romano di età imperiale appartenente ai neoplatonici. Epigrafe in latino trovata ad Amorgos e riproducente una lettera (CIL III, 459) dell'imperatore romano Giuliano a S. (Museo epigrafico di Atene) Amico dell'imperatore romano Giuliano, ne condivise il programma di restaurazione della religione romana, ma fu così equilibrato che fu prefetto del pretoriod'Oriente sotto quattro imperatori. Di una famiglia della Gallia, forse dell'Aquitania, è probabilmente un homo novus, in quanto i suoi due primi incarichi furono non senatoriali; S. è infatti, probabilmente sotto l'imperatore Costante, praeses provinciae Aquitanicae, magister memoriae, comes ordinis primi, proconsole d'Africa e comes ordinis primi intra consistorium et quaestor, come attesta l'iscrizione posta sotta la sua statua d'oro eretta nel Foro di Traiano. È inviato dall'imperatore Costanzo II, fratello del defunto Costante, al cugino e cesare d'Occidente Giuliano, come consigliere, quando era ormai già avanti con gli anni. Costanzo si insospettì dei successi di Giuliano e, attribuendoli a S., lo richiama, separandolo dal cesare di cui era divenuto amico.  Giuliano venne acclamato imperatore e l'anno successivo Costanzo II morì. Giuliano, giunto a Costantinopoli, nominò S.  prefetto del pretoriod'Oriente e presidente del tribunale che a Calcedonia processò i funzionari di Costanzo. Lascia Costantinopoli per raggiungere Giuliano ad Antiochia, da dove l'imperatore aveva intenzione di far partire la sua campagna sasanide. Qui Salustio sconsigliò a Giuliano di perseguitare i cristiani: per dargli un esempio, torturò un certo Teodoro per tutto un giorno, dimostrandogli che ne avrebbe fatto un martire. Da rifugio al vescovo di Aretusa, Marco, che aveva suscitato la rabbia di Giuliano e, pare, torturò dei pagani per vedere se la loro resistenza era comparabile a quella dei cristiani. Fu poi incaricato di preparare le forniture per l'esercito e la flotta; quando un ufficiale non riuscì a portare gli approvvigionamenti dovuti a Circesium lo fece giustiziare. Giuliano morì durante la campagna, in uno scontro con i Sasanidi (363), durante il quale anche Salustio rischiò la vita. In seguito fu scelto dai generali romani come successore del suo amico, ma declinò l'offerta, adducendo la cattiva salute e l'età avanzata, e al suo posto venne eletto il cristiano Gioviano. Sotto Gioviano rimase in carica come prefetto: il nuovo imperatore lo inviò a trattare con i Sasanidi.  Dopo la morte di Gioviano sostenne l'elezione di Valentiniano I. Quando Valentiniano cadde ammalato, S. nega che la malattia fosse stata provocata da un maleficio preparato dai sostenitori di Giuliano. Venne deposto dall'imperatore, che invitò chiunque a presentargli accuse contro Salustio, ma fu poi rimesso al suo posto dopo poco tempo.  Continua al suo posto sotto l'imperatore Valente, che il fratello Valentiniano associò all'impero; ha Callisto come assessor (assistente), e Eanzio. Venne sostituito da Nebridio, principalmente a causa dell'azione del patricius e suocero dell'imperatore Petronio, ma quando, sempre quell'anno, Nebridio venne catturato dall'usurpatore Procopio, S. venne re-integrato. Venne definitivamente congedato a metà del 367, probabilmente per anzianità, ma comunque a causa degli intrighi di Clearco. Forse ricevette il titolo di patricius dopo il congedo.  Giudizi su S. modifica Giuliano fu amico di S., cui dedicò la Consolazione a sé stesso, scritta dopo la forzata separazione in Gallia da S., e il suo Inno al Re Helios. S. legge e approva anche un'altra opera dell'imperatore, I Cesari.  Libanio lo loda come funzionario incorruttibile, Imerio gli indirizzò un'orazione in cui lo definiva vero reggitore dello stato, mentre persino i cristiani ne lodavano l'equilibrio. S. è uno studioso di letteratura e FILOSOFIA, che addirittura trascurò talvolta i propri uffici per coltivare i propri studi. A S. è attribuita la composizione in lingua greca di “Περὶ θεῶν καὶ κόσμου”, una sorta di catechismo ufficiale dell'ultimo paganesimo durante la restaurazione della religione greco-romana voluta dal Giuliano per pagani. La maggior parte delle idee esposte in esso non sono originali ma sono derivate da altri filosofi neoplatonici, come pure dalle orazioni di Giuliano, in particolare la quinta e la settima, anche se S. sembra avere meno dimestichezza con Giamblico, considerando la sua demonologia meno sviluppata. In alcuni punti, tuttavia, l'autore sostiene alcune tesi inconsuete. Per esempio riguardo all'origine del male, S. afferma che nulla è male per sua natura, ma diviene male per le azioni degli uomini, o meglio, di alcuni uomini. Inoltre, il male non è commesso dagli uomini per sé, ma perché si presenta falsamente sotto l'apparenza di un bene, come aveva già esposto in certa misura Socrate. Il male nasce sempre e solo a causa di una falsa valutazione del bene, in quanto, alla fine, è mancanza di esso.  «Ma come si spiega il male nel mondo se gli Dei sono buoni e compiono ogni cosa? In primo luogo bisogna precisare che, se gli dei sono buoni e compiono ogni cosa, il male non ha una esistenza effettiva ma nasce per assenza di bene, come l'ombra non ha una esistenza reale ma ha origine dall'assenza di luce. -- S. Gli dei e il mondo, xii.1). Il suo nome è riportato come Saturnino Secondo nelle iscrizioni, Secondus Salutius in Ammiano Marcellino (xxii.3.1), Secondo in Libanio (Lettere), Filostorgio e Sozomeno, e infine Salutius, Salustius o Sallustius altrove. Sivan, Hagith, Ausonius of Bordeaux: Genesis of a Gallic Aristocracy, Routledge, Costanzo dubitava della lealtà di Giuliano, in quanto ne aveva ucciso il padre Giulio Costanzo e il fratellastro Costanzo Gallo. ^ Ammiano Marcellino. Lungo la strada, ad Ancira (moderna Ankara) fece incidere l'iscrizione CIL III, 247. ^ Socrate Scolastico, iii.19; Sozomeno, v.20; Ammiano Marcellino, xxii.9.17, che però lo chiama semplicemente "prefetto". Socrate Scolastico. Passio SS. Bonosii et Maximiliani, 2. ^ Libanio, Orazioni Ammiano Marcellino Ammiano Marcellino. Zosimo. Ammiano Marcellino, xxv.5.14; Zosimo, iii.36.1—2 riporta anche l'offerta della porpora al figlio di Salustio, respinta sulla base della sua giovane età. ^ Libanio, Orazioni, xviii.182. ^ Imerio, Orazioni, xlii. ^ Gregorio Nazianzeno, Orazioni, Azize, The Phoenician Solar Theology, Smith, Rowland, Julian's Gods: Religion and Philosophy in the Thought and Action of Julian the Apostate, Routledge, Ammiano Marcellino, Res gestae Filostorgio, Storia ecclesiastica Libanio, Lettere e Orazioni Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica Sozomeno, Storia ecclesiastica Zosimo, Storia nuova Fonti secondarie modifica Jones, Arnold Hugh Martin, John Robert Martindale, John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, Cambridge University Press, Edizioni delle sue opere modifica Salustio, Sugli dèi e il mondo, a cura di Riccardo Di Giuseppe, Adelphi, Salustio, Gli Dei e il Mondo, a cura di Valeria Vacanti, Il Leone Verde, Sallùstio neoplatonico, su Treccani.it – Enciclopedie, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Calogero, SALLUSTIO neoplatonico, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana,  Portale Antica Roma  Portale Biografie  Portale Filosofia Arinteo generale romano Nebridio generale romano Eusebio (praepositus sacri cubiculi) alto funzionario dell'Impero romano Salustio. Keywords: il divino, i divini, l’ordine del mondo.

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