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e Salustio: il pitagorico che corresponde con Giuliano – Roma – filosofia
italiana – Luigi Speranza (Roma).
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altri significati, vedi Sallustio (disambigua). Saturnino Secondo Salustio o
Saluzio o Secondo Sallustio (latino: Saturninus Secundus Salustius o Salutius.
Politico e filosofo romano di età imperiale appartenente ai neoplatonici. Epigrafe
in latino trovata ad Amorgos e riproducente una lettera (CIL III, 459)
dell'imperatore romano Giuliano a S. (Museo epigrafico di Atene) Amico
dell'imperatore romano Giuliano, ne condivise il programma di restaurazione
della religione romana, ma fu così equilibrato che fu prefetto del
pretoriod'Oriente sotto quattro imperatori. Di una famiglia della Gallia,
forse dell'Aquitania, è probabilmente un homo novus, in quanto i suoi due primi
incarichi furono non senatoriali; S. è infatti, probabilmente sotto
l'imperatore Costante, praeses provinciae Aquitanicae, magister memoriae, comes
ordinis primi, proconsole d'Africa e comes ordinis primi intra consistorium et
quaestor, come attesta l'iscrizione posta sotta la sua statua d'oro eretta nel
Foro di Traiano. È inviato dall'imperatore Costanzo II, fratello del defunto
Costante, al cugino e cesare d'Occidente Giuliano, come consigliere, quando era
ormai già avanti con gli anni. Costanzo si insospettì dei successi di Giuliano e,
attribuendoli a S., lo richiama, separandolo dal cesare di cui era divenuto
amico. Giuliano venne acclamato imperatore e l'anno successivo Costanzo
II morì. Giuliano, giunto a Costantinopoli, nominò S. prefetto del pretoriod'Oriente e presidente
del tribunale che a Calcedonia processò i funzionari di Costanzo. Lascia
Costantinopoli per raggiungere Giuliano ad Antiochia, da dove l'imperatore
aveva intenzione di far partire la sua campagna sasanide. Qui Salustio
sconsigliò a Giuliano di perseguitare i cristiani: per dargli un esempio,
torturò un certo Teodoro per tutto un giorno, dimostrandogli che ne avrebbe
fatto un martire. Da rifugio al vescovo di Aretusa, Marco, che aveva suscitato
la rabbia di Giuliano e, pare, torturò dei pagani per vedere se la loro
resistenza era comparabile a quella dei cristiani. Fu poi incaricato di
preparare le forniture per l'esercito e la flotta; quando un ufficiale non
riuscì a portare gli approvvigionamenti dovuti a Circesium lo fece giustiziare.
Giuliano morì durante la campagna, in uno scontro con i Sasanidi (363), durante
il quale anche Salustio rischiò la vita. In seguito fu scelto dai generali
romani come successore del suo amico, ma declinò l'offerta, adducendo la
cattiva salute e l'età avanzata, e al suo posto venne eletto il cristiano
Gioviano. Sotto Gioviano rimase in carica come prefetto: il nuovo imperatore lo
inviò a trattare con i Sasanidi. Dopo la morte di Gioviano sostenne
l'elezione di Valentiniano I. Quando Valentiniano cadde ammalato, S. nega che
la malattia fosse stata provocata da un maleficio preparato dai sostenitori di
Giuliano. Venne deposto dall'imperatore, che invitò chiunque a presentargli
accuse contro Salustio, ma fu poi rimesso al suo posto dopo poco tempo.
Continua al suo posto sotto l'imperatore Valente, che il fratello Valentiniano
associò all'impero; ha Callisto come assessor (assistente), e Eanzio. Venne
sostituito da Nebridio, principalmente a causa dell'azione del patricius e
suocero dell'imperatore Petronio, ma quando, sempre quell'anno, Nebridio venne
catturato dall'usurpatore Procopio, S. venne re-integrato. Venne
definitivamente congedato a metà del 367, probabilmente per anzianità, ma
comunque a causa degli intrighi di Clearco. Forse ricevette il titolo di
patricius dopo il congedo. Giudizi su S. modifica Giuliano fu amico di S.,
cui dedicò la Consolazione a sé stesso, scritta dopo la forzata separazione in
Gallia da S., e il suo Inno al Re Helios. S. legge e approva anche un'altra
opera dell'imperatore, I Cesari. Libanio lo loda come funzionario
incorruttibile, Imerio gli indirizzò un'orazione in cui lo definiva vero
reggitore dello stato, mentre persino i cristiani ne lodavano l'equilibrio. S. è
uno studioso di letteratura e FILOSOFIA, che addirittura trascurò talvolta i
propri uffici per coltivare i propri studi. A S. è attribuita la composizione
in lingua greca di “Περὶ θεῶν καὶ κόσμου”, una sorta di catechismo ufficiale
dell'ultimo paganesimo durante la restaurazione della religione greco-romana
voluta dal Giuliano per pagani. La maggior parte delle idee esposte in esso non
sono originali ma sono derivate da altri filosofi neoplatonici, come pure dalle
orazioni di Giuliano, in particolare la quinta e la settima, anche se S. sembra
avere meno dimestichezza con Giamblico, considerando la sua demonologia meno
sviluppata. In alcuni punti, tuttavia, l'autore sostiene alcune tesi
inconsuete. Per esempio riguardo all'origine del male, S. afferma che nulla è
male per sua natura, ma diviene male per le azioni degli uomini, o meglio, di
alcuni uomini. Inoltre, il male non è commesso dagli uomini per sé, ma perché
si presenta falsamente sotto l'apparenza di un bene, come aveva già esposto in
certa misura Socrate. Il male nasce sempre e solo a causa di una falsa
valutazione del bene, in quanto, alla fine, è mancanza di esso. «Ma come
si spiega il male nel mondo se gli Dei sono buoni e compiono ogni cosa? In
primo luogo bisogna precisare che, se gli dei sono buoni e compiono ogni cosa,
il male non ha una esistenza effettiva ma nasce per assenza di bene, come
l'ombra non ha una esistenza reale ma ha origine dall'assenza di luce. -- S.
Gli dei e il mondo, xii.1). Il suo nome è riportato come Saturnino Secondo nelle
iscrizioni, Secondus Salutius in Ammiano Marcellino (xxii.3.1), Secondo in
Libanio (Lettere), Filostorgio e Sozomeno, e infine Salutius, Salustius o
Sallustius altrove. Sivan, Hagith, Ausonius of Bordeaux: Genesis of a Gallic
Aristocracy, Routledge, Costanzo dubitava della lealtà di Giuliano, in quanto
ne aveva ucciso il padre Giulio Costanzo e il fratellastro Costanzo Gallo. ^
Ammiano Marcellino. Lungo la strada, ad Ancira (moderna Ankara) fece incidere
l'iscrizione CIL III, 247. ^ Socrate Scolastico, iii.19; Sozomeno, v.20;
Ammiano Marcellino, xxii.9.17, che però lo chiama semplicemente
"prefetto". Socrate Scolastico. Passio SS. Bonosii et Maximiliani, 2.
^ Libanio, Orazioni Ammiano Marcellino Ammiano Marcellino. Zosimo. Ammiano
Marcellino, xxv.5.14; Zosimo, iii.36.1—2 riporta anche l'offerta della porpora
al figlio di Salustio, respinta sulla base della sua giovane età. ^ Libanio, Orazioni,
xviii.182. ^ Imerio, Orazioni, xlii. ^ Gregorio Nazianzeno, Orazioni, Azize, The
Phoenician Solar Theology, Smith, Rowland, Julian's Gods: Religion and
Philosophy in the Thought and Action of Julian the Apostate, Routledge, Ammiano
Marcellino, Res gestae Filostorgio, Storia ecclesiastica Libanio, Lettere e
Orazioni Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica Sozomeno, Storia
ecclesiastica Zosimo, Storia nuova Fonti secondarie modifica Jones, Arnold Hugh
Martin, John Robert Martindale, John Morris, The Prosopography of the Later
Roman Empire, Cambridge University Press, Edizioni delle sue opere modifica
Salustio, Sugli dèi e il mondo, a cura di Riccardo Di Giuseppe, Adelphi,
Salustio, Gli Dei e il Mondo, a cura di Valeria Vacanti, Il Leone Verde,
Sallùstio neoplatonico, su Treccani.it – Enciclopedie, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Calogero, SALLUSTIO neoplatonico, in Enciclopedia
Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Portale Antica Roma Portale
Biografie Portale Filosofia Arinteo generale romano Nebridio generale
romano Eusebio (praepositus sacri cubiculi) alto funzionario dell'Impero romano
Salustio. Keywords: il divino, i divini, l’ordine del mondo.


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