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Monday, December 2, 2024

GRICE ITALO A/Z B BER

 

Grice e Berardi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale telepatica – scuola di Bologna – filosofia bolognese – filosofia emiliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Bologna). Filosofo italiano. Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Bologna, Emilia-Romagna. Grice: “You gotta love Berardi, but I wonder if his background is in the classics – he has written on ‘il futuro della comunicazione,’ and coined some nice neologisms, like ‘psiconautica,’ – which is like my telementationalism, only different – and dialogued with Guattari --  While Berardi is into ‘il futuro della comunicazione,’ we at Oxford, them with a lit.hum. are usually into the PAST of communication!” -- Franco Berardi (n. Bologna), filosofo. Detto “Bifo” -- Agitatore culturale italiano. All'età di quattordici anni si iscrive alla FGCI, ma ne viene espulso tre anni più tardi per "frazionismo". Partecipa al movimento del '68 nella facoltà di lettere dell'Bologna, ove conosce Negri. Si laurea in Estetica con Luciano Anceschi e aderisce a Potere Operaio, gruppo della sinistra extraparlamentare di cui diviene figura di spicco a livello nazionale. Nel 1970 pubblica il suo primo libro, Contro il lavoro (edito da Feltrinelli). Fonda la rivista A/traverso, un foglio che era espressione dell'ala "creativa" del movimento bolognese. Nei suoi scritti mette al centro della propria analisi il rapporto tra movimenti sociali e tecnologie comunicative. Partecipa alla fondazione dell'emittente libera Radio Alice e subisce l'arresto per l'accusa di partecipazione alle Brigate Rosse, da cui viene assolto un mese dopo. Per richiederne la scarcerazione, Radio Alice organizza una festa in Piazza Maggiore, a cui partecipano oltre diecimila persone. Berardi viene scarcerato poco dopo, e diviene il leader dell'"ala creativa" della protesta studentesca bolognese del 1977. Dopo la chiusura della radio da parte della polizia, contro Berardi viene spiccato un mandato per "istigazione di odio di classe a mezzo radio", per sottrarsi all'arresto fugge da Bologna. Si rifugia a Parigi dove frequenta Félix Guattari e Michel Foucault e pubblica il libro Le Ciel est enfin tombé sur la terre (Éditions du Seuil).  Negli anni ottanta rientra brevemente in Italia e poi si trasferisce a New York dove collabora alle riviste Semiotext(e), Almanacco musica e Musica 80. Viaggia a lungo in Messico, India, Cina e Nepal. In quel periodo inizia ad occuparsi della crescita delle reti telematiche e preconizza la futura esplosione della rete quale vasto fenomeno sociale e culturale[senza fonte]. Alla fine degli anni ottanta si trasferisce in California dove pubblica alcuni saggi sul cyberpunk. Ritorna a Bologna e, in veste di protagonista, partecipa al documentario Il trasloco di Renato De Maria, prodotto dalla RAI nel 1991, incentrato sulla storia del suo appartamento. Collabora poi con varie riviste culturali fra cui Virus mutations, Cyberzone, Millepiani e varie case editrici fra cui la Castelvecchi e DeriveApprodi. Collabora, inoltre, alla stesura di testi per MediaMente, la trasmissione televisiva prodotta da RAI Educational e condotta da Carlo Massarini dedicata al mondo di Internet e delle nuove tecnologie di comunicazione.  Collabora alla rivista DeriveApprodi insieme a Sergio Bianchi e altri. Cura con Pasquinelli l'ambiente di rete Rekombinant. Nel 2002 fonda Orfeo Tv, la prima televisione di strada italiana. Nel 2005 un suo pamphlet che si scaglia contro le politiche sociali del nuovo sindaco di Bologna Sergio Cofferati viene ripreso con enfasi dalle testate giornalistiche nazionali. Lavora come insegnante presso l'istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna. Pubblica regolarmente sul quotidiano Liberazione, sulla rivista alfabeta2 e sul sito Through Europe. Collabora alla rivista canadese Adbusters. Anima la mailing-list Rekombinant con Pasquinelli.  Altre opere: “Contro il lavoro”; “Scrittura e movimento” (Marsilio); “Teoria del valore e rimozione del soggetto: critica dei fondamenti teorici del riformismo” (Verona, Bertani); “Primavera” (Roma, Stampa Alternativa); “Chi ha ucciso Majakovskij” (Milano, Squi/libri); “L'ideologia francese: contro i "nouveaux philosophes"” (Milano, Squi/libri); “Finalmente il cielo è caduto sulla terra. Milano, Squi/libri); “La barca dell'amore s'è spezzata. Milano, SugarCo); “Dell'innocenza” (Bologna, Agalev); “Presagi. L'arte e l'immaginazione visionaria” (Bologna, Agalev); “Terzo dopo guerra” (Bologna, A/traverso); “La pantera e il rizoma” (Bologna, A/traverso); “Una poetica Ariosa” (Milano, ProgettoArio); “Più cyber che punk. Bologna, A/traverso); “Politiche della mutazione. Milano-Bologna, Synergon), “Dalla psichedelia alla telepatica” (Milano-Bologna, Synergon); “Hip Hop rap graph gangs sullo sfondo di Los Angeles che brucia. Milano-Bologna, Synergon); “Cancel & Più cyber che punk. Milano-Bologna, Synergon); “Come si cura il nazi. Castelvecchi); “Mitologie Felici. Milano, Mudima); “Mutazione e cyberpunk. Immaginario e tecnologia negli scenari di fine millennio. Costa & Nolan); “Lavoro zero. Castelvecchi); “Neuromagma. Lavoro cognitivo e infoproduzione. Castelvecchi); “Ciberfilosofia”; “Dell'innocenza”, “Premonizione. Verona, Ombre Corte); “Exit. il nostro contributo all'estinzione della civiltà. Costa & Nolan); “La nefasta utopia di Potere operaio. Castelvecchi); “Alice è il diavolo. storia di una radio sovversiva”; “Shake edizioni. La fabbrica dell'infelicità: new economy e movimento del cognitariato. Roma, DeriveApprodi); “Felix. Narrazione del mio incontro con il pensiero di Guattari, cartografia visionaria del tempo che viene. Luca Sossella Editore), “Quando il futuro incominciò. Fandango Libri); “Un'estate all'inferno”; “Telestreet. Macchina immaginativa non omologata. Baldini Castoldi Dalai); “Il sapiente, il mercante, il guerriero. Dal rifiuto del lavoro all'emergere del cognitariato” (Roma, DeriveApprodi); “Da Bologna (serie A) a Bologna (serie B). DeriveApprodi); “Skizomedia. mediattivismo. Roma, DeriveApprodi); “Europa 2.0 Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo, edito da ombre corte, Un'utopia senile per l'Europa. Run. Forma, vita, ricombinazione, Mimesis); L'eclissi. Dialogo precario sulla crisi della civiltà capitalistica, Manni Editori); “La Sollevazione. Collasso europeo e prospettive del movimento. Manni Editori); “L'anima al lavoro, DeriveApprodi); “After the future AKPress, Oakland); “Dopo il futuro. Dal futurismo al cyberpunk. L'esaurimento della modernità, DeriveApprodi); “La nonna di Schäuble. Come il colonialismo finanziario ha distrutto il progetto europeo, Ombre corte,  Heroes Suicidio e omicidi di massa, Baldini & Castoldi,  Asma, C&P Adver Effigi); “Contro il lavoro, DeriveApprodi); “Il secondo avvento. Astrazione apocalisse comunismo, DeriveApprodi); “Futurabilità, Produzioni Nero); “Respirare. Caos e poesia, Sossella), “Il trasloco”, “Io non sono un moderato”.  Note  Filmato audio Alexandra Weitz, Andreas Pichler, L'eterna rivolta, su YouTube, 2006, a 0 min 47 s. 6 agosto.  Cronologia di Radio Alice, radiomarconi.com. 6 agosto.  E-text s.r.l. (http://e-text/), MediaMente: Franco Berardi, su mediamente. rai.).  Bifo: "Con la Gelmini non insegno" Sospeso dall'insegnamento | Bologna la Repubblica  Cominciamo a parlare del collasso europeo, alfabeta2   rekombinant liste.rekombinant.org, su rekombinant.liste.rekombinant.narkive.com. 6 aprile.  A/traverso | Casa Editrice Etichetta Discografica | AlterAlter Erebus press & label, su Alter Erebus. Guattari Deleuze Movimento del 'Radio Alice Telestreet Internet Movie Database, IMDb.com. //th-rough.eu/Pagina personale di Bifo sul  Through Europe Interregno[collegamento interrotto]Hacer lo imprevisible… después del 68: Entrevista con B. Bifo (Español) Rekombinant"Listblog" animato da Franco Berardi e Matteo Pasquinelli radioalice.orgsito web su Radio Alice Il Trasloco (scaricabile) su New Global Vision, su ngvision.org. podcast. Fm la tribu.com Podcast en castellano Entrevista con Bifo en FM La Tribu, Buenos Aires Articoli su arte e sensibilità, European School of Social Imagination San Marino; scepsi.eu.). Interviste a Franco Beradi di Christian Brogi, su ltmd. B. su Bookogs. Biografie  Biografie Letteratura  Letteratura Politica  Politica Categorie: Saggisti italiani Filosofi italiani Professore Bologna Militanti di Potere Operaio Movimento Studenti dell'Bologna Fondatori di riviste italianeAttivisti italiani. Franco Berardi. Keywords: telepatica, implicatura del presagio, poetica ariosa, progetto ario, telepatia, pre-sagio, sagio.  Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Berardi” – The Swimming-Pool Library. Berardi.

 

Grice e Bernardi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale del duello – scuola di Mirandola – filosofia emiliana -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Mirandola). Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Mirandola, Modena, Emilia-Romagna. Grice: “We discussed Bernardi with Sir Peter – when we were tutoring on ‘Categoriae’ – “Surely this is not propedeutic logic! This is pure metaphysics, and even pure physics!” Bernardi held the same view! On top, I love Bernardi because he does not use ‘logica,’ which he thinks for ‘kids,’ but ‘dialettica,’ which is real philosophy!” Aristotelico, nominato vescovo di Caserta. Duomo di Mirandola. Compiuto gli studi presso Bologna avendo come maestri Boccadiferro (l’autore di un trattato sui luoghi comuni d’Aristotele) e Pomponazzi. Si trasferì poi a Roma presso la corte di Farnese, dove frequenta Bembo, Casa e Giovio, e si conquista una fama di filosofo aristotelico e letterato.  Consacrato vescovo di Caserta. Poi a  Parma nel monastero di San Giovanni dei Cassinesi. Fu tumulato nel Duomo di Mirandola.  In occasione del centenario della sua nascita, il Centro Internazionale  Pico gli dedicò un convegno. Saltini utilizzat la figura di B. come personaggio del suo romanzo storico L'assedio della Mirandola.  Atre opere: “La Monomachia” -- dove si sostiene che il duello è legittimo secondo la ragione e la filosofia morale ma illecito sotto il punto di vista religioso.   Duello cavalleresco. , Antonio Bernardi della Mirandola. Un aristotelico umanista alla corte dei Farnese. Atti del convegno "Antonio Bernardi nel V centenario della nascita" (Mirandola), M. Forlivesi, Firenze, Olschki, Aristotelismo. Zambelli, B., in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 9, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Filosofia Categorie: Vescovi cattolici italiani  Filosofi italiani Professore Mirandola Bologna.  EVERSIONIS SINGVLARIS CERTAMINIS. PROPOSITVM NOBIS EST, SINGVLARE certamen, quantum quidem poterimus, fundamentis ſanctiſsimæ religionisnoſtræinnitentes, euertere, ac pe nitus ex animis hominum extirpare, (utpote quod ab homine qui Chriſti ſeruatoris noftri religionem & pie tatem profitetur, abhorreat.) Sed quia edituseſtliber quidam, infcriptus Contra uſum duelli,in quo multa e tiam diſputanturcontra libros noſtrosDehonore,ubi agitur de ſingulari certamine: qui libri ſub nomine loan nis Baptiſtæ Poſleuinifallò in lucem prodierunt:etlino lateat nos illud Ariſtotelis, to gasto TutóvG-gvarſíce tas Sofaes espolwaulio agorti{ eup vxbés oszy: tamen faciendum nobis primùm uidetur,ut ea refellere conemur, quæ contra libros noſtros De honore fcripta ſunt: ut,qui tantű. modò uerborum faciem intuentes, interius autem non expendentes reconditam rerum ueritatem, putauerunt eius libri quem diximus, auctorem, Ariſtotelis ſenten tiam, ueritatem ipſam omnino affequutum effe, facileintelligant,non folùm no. ftra quæ is refellit Peripateticorum doctrinæ prorſus conſentire, fed etiam tantum abeſleut ille (quiquidem magnum ſeadiumentum fuo hoclibro generi humano at tuliſſe putauit) ex doctrina Ariſtotelis, & ex philoſophiamoralilingulare certamē euerterit,ut id etiam ex ipfiuſmet uerbis dari ac permitti in omnibus fere cauſis per, ſpicuè appareat.At ita plane intelligetur,fierinon poſſe utſingulare certamene, uertatur,niſiex fundamentis ſanctiſsimæ religionis noftræ. Quæ quidem res potiſ fimùm nos impulit,ut ad hæcſcribenda aggrederemur. Hocigitur (niſi fallimur) cum ita futurum ſit contra id quod ſibi iſte propoſuerat,magis probandữmihiqui dem uidetur eius conſilium, uoluntas, quàm eo ipfe laudandus, quòd quæ uel let præſtiterit. Sed primùm loquamur generaliter, ponentes id quod ipfe fatetur totius ſuæ cau fæ fundamétum efle,uidelicet ipſius ſingularis certaminis plura eſſe genera. Verùm antequam ueniamus adipfius uerba, uideamus quam facilè hoc eius fundamentum peruertamus:accipientes ex eis quæ ipfe conceſsit &dixit, arma, quibus eius impe, tus aduerſusnoftrum librum labefactetur atą frangatur. Sed quia nos, qui deopi nione Ariſtotelis diſſerimus, hujus controuerſiæ iudicem Ariſtotelem conſtitui mus: afferemus in omnibus uerba ipſius Ariſtotelis, ponentes ea ante oculos, ucho mines qui non certis quibuſdam, deſtinatis ſententijs addicti confecratiga funt, fed ueritatem amplecti deſiderant, facile intelligant quam iniuſtè, quàm etiam con. tra hominum utilitatem, iſte in me quali grauiſsimum aliquod facinus admiſillem, inuaferit. Sed iam ad rem ueniamus. Omnia ſingularia certamina, quæ ex fundamentis naturæ, non ex fancta noftra religione permitti poffunt, ſuntunius generis,uel fpeciei(utiſte loquitur:)ergo fun damentum eius à ueritate abhorret, quod ſcilicet fint plura genera: & quòd ob hanc caufam unum genus fuerit permiſſum, &aliud nõ permiſſum. Ex quo poftmodum emanat, me in libro Dehonore non eſſe lapſum, quia ignorauerim nomen &no. tionem, uim; & originem fingularis certaminis,cum dixerim eius nomen apud GræcosfuiffeMonomachiam,apud Romanos Singulare certamen: quia non fue runt generalia nomina(ut ipſe dicit )fed folùm nomina unius fpeciei uel generis. Conſequentia perſpicua eft: id uero quod antecedit, probemus in hunc modum. Illa certamina quorum eft idem finis, effe etiam eiuſdem generis uel ſpeciei neceſſe eſt.hoc enim loco pro eodem ſumuntur genus & ſpecies. Propofitio ifta conceſſa eſt ab ipſo, etenim a diltinctione finium ſumpſit diſtin, a ctioncm EVERS. SING CERTA M. ctionem illorum certaminum:ut ex fine,qui erat honor,concluſit unum genus cer, 2. Deanima. taminis. Sed probemus ipfam ex Ariſtotele. etenim ipſe inquit: Quoniam autem à text.49. fineappellariomnia iuſtum eſt. Item inquit: Determinatur enim & definitur u. 3.Ethic.o. numquodą fine. Siquidem &ſuperabundantia ut nominetur ad finem, &excellen " tia uirtutum oporter. Si ergo unumquodq; determinatur &definitur fine: ſingu laria ergo certamina decerminabuntur & definientur fine. Ergo ſi finis erit unus, una erit ſpeciesſingularis certaminis:ſi plures,ergo plures ſpecies. De cælo Item Ariſtoteleshæc ſcripta reliquit:Cuius enim cauſa unumquod eſt, &factű mundo,tex.116 eſt ipſum eſt illius ſubſtātia. Quæ ergo certamina habent eundē finē, ut fint etiam 1.Oeconom. eiuſdem ſpeciei neceffe eft: etenim ſunt eiufdé fubftantiæ & formæ,necefTech eſt ut materia tantùm differant. Sed omnia illa ſingularia certamina quæ ipſe conceſsit ex fundamentis naturæ, & illud etiam genus quod nos conceſsimus in libris Deho. nore, ſunt certamina ſingularia, quorum eſt idem finis:ut igitur ſint eiuſdem gene. ris uel ſpeciei,neceſſe eſt. Minor probaturſic:llla quorum honeſtum eſt finis, ſunt eiuſdem finis. Propofi tio iſta perſpicua eſt. Sed omnium illorum quæ ipfe conceſsit (utpugnare pro pa tria,pro coniuge,pro regnis, honeſtum eſt finis:ergo habent eundem finem. Sed oftendanus pofterioris huiusſyllogiſmiminorem. Sienim honeſtum non effet eo. rum finis, non eſſent concedenda a Republica bene inſtituta: quandoquidem Rer publica bene inſtituta nunquã concedicinhoneſta, alioquin nõ eſec bene inſtituta. 1. Rhet... Item inquit Ariſtoteles:Ėc fimpliciter bona ſunt honeſta, & quæcunq pro patria facit,perdens fua. Qui ergo facit pro patria, facit propter honeltatem. " Item, Viri fortis finis eſt honeſtum. Qui pugnant pro patria, pro coniugibus, pro filijs, prore. gno,ſuntuirifortes:ergo eorum quipugnant pro patria, pro coniugibus,pro filijs, pro regnis,eſt finis honeſtum. Maior etli perſpicua ex ſe eſt, declaraturtamen ab Ariſtotele his uerbis, quæ ſư 3. Ethic.io. prà etiam citauimus ad aliud probandum: Finis enim, inquit, omnis actionis eft fe., cundum habitum: &uiro forti fortitudo eft honeſta, &talis eſt finis: determinatur, ' & definitur unumquodq; fine.Honeſtienim gratia fortis ſuſtinet &agit ea quę funt, ' ſecundum fortitudinem Ergo uiri fortis eſt finis honeſtum. Deinde paulo pòſt inquit: Oportet autem non propter neceſsitatem fortem el so ſe,ſed quia honeſtum eſt. Item paulo poſt inquit:Fortes enim agunt propter honeſtā ira aūtadiuuatipſos." 1. Rhet... Item inquit:Quæcunq; funt opera fortitudinis, funt honeſta & iufta: & opera iu. ftè facta,ſupple ſunt honeſta.  Bernardi (Ant., Mirandulani, Episcopi Casertani ). B. / di Mirandulani, epiſcopi Caſertani, Eversionis / Singvlaris Certaminis Libri XL. / In quibvs cvm omnes inivriæ ſpecies declarantur: tum uerò offenſionum, & côtentionum, quæ ex illis nafcuntur, honeſtė atque ex uirtute tol- / lendarum ratio traditur: & præter multos, ac propè in- ! finitos locos Ariſtotelis, qui ſunt difficilimi, obiter explicatos. Animi etiā immor talitas ex ipfius ſententia oſten- / ditur: Aſtrologiæ quoq; diuinatio omni pene autoritate fpoliatur, atque libertas humana ſtabilitur. Ad amplißimum uirum Alexandrrm Farnesium Cardinalem, S. R. E. Vicecancellarium. Acceſsit locuples rerum & uerborum toto Opere memorabilium, Index. --- Basilea, Per llenricum Petri. [ W - 1 '] In folio, al princ. Di queste: 3 per la dedica e 13 pel Rerum atqve verborum locuple tibimus Index. Nel testo alcune iniziali con vignette. La stessa opera di questo autore, detto da alcuni il Mi randola, dalla patria, e da altri il Caserta dalla dignità, è stata pure pubblicata sotto l'altro titolo: - Mirandulani, epiſco- i pi Caſertani, 1 Dispvtatio / nes. I – In qvibvs primvm ex professo / Monomachia (quam Singulare certamen Latini, recentio- res Duellum uocant) philoſophicis ra tionibus aſtruitur, &  mox. diuina authoritate labefactata penitùs euertitur: omnes quoq: iniuriarum ſpecies declarantur, easq'; conciliandi / & è medio tollendi certiſsimæ rationes traduntur. Deinde uerò omnes utriuſque Phi lofophiæ, tam contemplatiuæ quàm actiuæ, Loci obfcuriores, & ambiguæ Quæſtiones, / (præſertim de Animæ immortalitate, & Aſtrologiæ iudi- / ciariae diuinationibus) Ariſtotelica methodo / luculentiſsimè examinantur & / expli cantur. Ad amplißimum uirum Alexandrem Farnesirm / Cardinalem, S. R. E. Vicecancellarium. Acceſsit locuples rerum & uerborum toto Opere / memorabilium, Basileae, Per Henriccm / Petri, et Nicolarm SCIENZA CAVALLERESCA ANTICA Bryling. |  - (In fine:) Finis Qvadragesimi et vltimi i libri Euerfionis fingularis certaminis. / [ Fer] In folio p. 694 con iniziali con vignette. Al princ. 18 p. 1. n. pel titolo, pella dedica al Cardinale Farnese (nella quale accusa di plagio Possevino, uditore suo, per essersi appropriata un'opera sull'Onore da esso scritta ) e pell' Index. Il Tiraboschi nel t. 1.o della Bibliot. Modenese a p. 241 erroneamente sem brasa credere, che questa seconda edizione losse la stessa cosa della 1.a edizione, della quale essố aveva trovato il titolo nel Mazzuchelli. – Di quest'opera voluminosa del Bernardi, divisa in 40 libri e scritta col preteso assunto di abbattere il duello, stampa il Maffei, che è stata stesa; « con metodo sco « lastico e coll'argomentazione usata in quegli scrittori, che si chiamano di Filosofia; ma procedendo sempre con « equiroci, e confusion di vocaboli e con perpetui sofismi talvolta intrigatissimi e difficili e talvolta manifesti e palesi » Eppure, narra lo stesso Maffei, che dell'opera del Bernardi quattro doppie si stimava modesto prezzo. In quell'epoca i libri di scienza cavalleresca erano tanto ricercati, che, scrive lo stesso Maffei, quattro doppie è pur stata valutata un'edizione dell'Ariosto, quella di Venezia per il Valvassori, « sol per poche righe, che in alcuni luoghi vi si trovano con titolo di Pareri in Ducllo ». - In quanto all'accusa di plagio dita apertamente dal Bernardi a G. B. Possevino, essa è abbastanza giustificata. Il G. B. Posse vino era scolaro del Bernardi e questi ebbe dal maestro il suo lavoro sul duello per copiarlo, ma il Pos sevino non si fece alcuno scrupolo di rafazzonarlo alquanto per poterlo far passare come proprio. È vero peró, che la pubblicazione dello scritto non avvenne per opera del Possevino, ma di suo fratello Antonio, che appartenne alla Compagnia di Gesù, ed anzi vuolsi, che G. B. Possevino morendo raccomandasse al fratello di non pubblicare quell'opera sul duello da esso lasciata, ma Antonio Possevino non avrebbe però tenuto conto di questa raccomandazione, tanto più, che al dire del Tiraboschi, a vincer i suoi scrupoli gli era oppor tanamente giunta all'orecchio la falsa notizia della morte avvenuta a Ferrara del Bernardi, vero autore del trattato sul duello, ed egli a tale notizia aveva prestato fede. Il Tiraboschi, che dapprima aveva difeso G. B. Possevino dall'accusa di plagio doveva finire per persuadersi, che tale accusa era ben fondata. Antonio Bernardi. Keywords: il duello, L’assedio della Mirandola. i duellisti, la legittimita del duello, i duellisti, mono machia, duo machia. Il duello nell’antichita romana, roma antica, il duello, statua di due duellisti antichi, armi bianchi, Boccadiferro, Pomponazzi, aristotelismo Bolognese. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Bernardi” – The Swimming-Pool Library. Bernardi.

 

Grice e Bernardo: la ragione conversazionale e  l’implicatura conversazionale della tradizione iniziatica italica – scuola di Benne – filosofia piemontese -- filosofia italiana --  Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Benne). Filosofo piemontese. Filosofo italiano. Benne, Biella, Piemonte. Grice: “I like Bernardo: he is a philosophical mason – but then most Italian philosophers are, as a way of NOT being Roman!” Massone. Gran maestro del Grande Oriente d'Italia, ha poi fondato la Gran Loggia Regolare d'Italia. Diplomato in ragioneria e poi impiegato in banca, si laureò in Sociologia presso l'Università degli Studi di Trento. Nello stesso ateneo seguì la carriera accademica, divenendo docente ordinario di Filosofia della scienza e di Logica, nonché pro-rettore. È inoltre autore di nmerosi saggi e pubblicazioni sul tema della filosofia delle scienze sociali e della logica delle norme.  Fu iniziato alla massoneria nella loggia bolognese "Risorgimento-VIII agosto" divenendo Maestro venerabile della loggia "Zamboni-De Rolandis". Nello stesso anno chiese e ottenne di venire inserito tra i massoni coperti per ragioni di riservatezza legata alla sua professione di docente. Stessi requisiti di riservatezza ebbe la sua appartenenza al Capitolo Nazionale del rito scozzese antico e accettato. Eletto Gran maestro del Grande Oriente d'Italia. Negli anni della sua maestranza tenne posizioni di aperto contrasto con la Chiesa cattolica, dichiarò espressamente il proprio sostegno al Partito Socialista Italiano, e dovette confrontarsi con la cosiddetta "inchiesta Cordova" (dal nome del pubblico ministero di Palmi Agostino Cordova). Al centro di polemiche anche con i vertici del GOI, Di Bernardo decise di dimettersi dalla carica di Gran maestro al termine della Gran Loggia annuale a Roma alla quale si era presentato dopo aver redatto atto costitutivo e statuto di una nuova Obbedienza, la Gran Loggia Regolare d'Italia. Al vertice del GOI gli succedette il reggente Eraldo Ghinoi.  La neonata Obbedienza si regge su uno sparuto gruppo di Logge fuoriuscite dal GOI, caratterizzandosi per l'uso esclusivo del rito inglese Emulation. Otto anni dopo la fondazione, viene espulso dalla GLRI; gli succede alla guida dell'Obbedienza Venzi. Quindi avvia un nuovo progetto di un ordine paramassonico, denominato Dignity Order, che tuttavia non è un'Obbedienza regolare. Pur dichiarando di essere fuoriuscito dalla Massoneria, Di Bernardo da anni si presta a rilasciare interviste e dichiarazioni sull'argomento sia a giornalisti che ad organi inquirenti. Nel  ha polemizzato con il GOI dopo aver reso una dichiarazione alla Commissione Antimafia relativa a presunte rivelazioni di Loizzo (vedi ). Il GOI ha annunciato l'intenzione di denunciare Di Bernardo per diffamazione e calunnia. Il lo stesso Di Bernardo annuncia di voler a sua volta querelare il Gran Maestro del GOI Stefano Bisi per diffamazione. La querela di B. a carico di Bisi viene archiviata per insussistenza.  Aldo Alessandro Mola, Gelli e la P2: fra cronaca e storia, Bastogi Editrice Italiana, Giuliano Di Bernardo, unitn.  Il Gran Maestro: chi è B.  Mola.  Pubblicazioni di Giuliano Di Bernardo, unitn. Fra tradizione e rinnovamento: la lunga traversata del deserto, GOI.   Aldo A. Mola,  801 e ss.  Mola, Di Bernardo fonda la nuova Grande loggia, in Corriere della Sera. Sito ufficiale del Dignity Order, dignityorder.com. Aldo Alessandro Mola, Storia della massoneria italiana, Bompiani, Gran loggia regolare d'Italia Massoneria in Italia Massoneria Citazionio su Giuliano Di Bernardo  Intervista a Giuliano Di Bernardo del, Predecessore Gran maestro del Grande Oriente d'Italia Successore Square compasses.svg Armando Corona. Eraldo Ghinoi (reggente) Predecessore Gran maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia SuccessoreSquare compasses.svg Carica inesistente Fabio VenziB Filosofia Università  Università Filosofo del XX secolo Filosofi italiani Professore Penne Gran maestri del Grande Oriente d'Italia. Giuliano Di Bernardo. Bernardo.  Keywords. la tradizione iniziatica italica, logica dei sistemi normativi, normativa sociale, l’implicatura del massone, psicologia filosofica, Homo sapiens sapiens. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Bernardo” – The Swimming-Pool Library.

 

Grice e Berneri: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale -- filosofia italiana nel ventennio fascista – scuola di Lodi – filosofia lombarda -- filosofia italiana – Luigi Speranza (Lodi). Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Lodi, Lombardia. Grice: ‘I like Berneri; of course we need to know more about his philosophical background and education – he represents the epitome of what Italian philosophers call ‘filosofia militante,’ but then I fought the Hun – so I was militante, too!” – Figlio di padre originario di Ronco, frazione di Corteno Golgi (nella Val Camonica, in provincia di Brescia) e da madre emiliana, ben presto, si trasferì con la famiglia dapprima a Milano, poi a Palermo, e Forlìdove, a Varallo Sesia (in provincia di Vercelli) e, infine, a Reggio nell'Emilia.  Qui, da una testimonianza di Angelo Tasca risulta che Camillo Berneri militava nella Federazione Giovanile Socialista di Reggio Emilia (da "Mussolini-Psicologia di un dittatore", Camillo Berneri, Pier Carlo Masini, Milano). Dopo essere stato membro del Comitato Centrale della Federazione Giovanile Socialista reggiana, e dopo aver collaborato all'Avanguardia (organo nazionale della FGS), rassegna le dimissioni dalla FGS, attraverso una lettera ai compagni, avendo maturato convinzioni anarchiche. Sarà colpito dal gesto dei compagni che, nonostante le dimissioni, vorranno che presieda un'ultima riunione della FGS a Reggio, e dal gesto del mentore Camillo Prampolini, che lo convocherà per conoscere le ragioni del suo dissenso. Berneri ricorderà sempre "i dolci ricordi del mio catecumenato socialista". Si trasfere ad Arezzo dove frequenta il liceo.  Chiamato alle armi ed escluso dall'Accademia Militare di Modena per le sue idee, fu inviato al fronte; quindi, ancora in servizio, venne confinato nell'isola di Pianosa in occasione dello sciopero generale. Iniziava intanto con lo pseudonimo Camillo da Lodi la sua copiosa attività pubblicistica collaborando per anni a vari periodici libertari: da Umanità Nova a Pensiero e Volontà, da L'avvenire anarchico di Pisa a La Rivolta di Firenze e a Volontà di Ancona.  Laureatosi in filosofia, insegnò tale materia per qualche tempo a Camerino. Pronta e decisa si manifestava la sua avversione al fascismo e, dall'Umbria in particolare, egli manteneva i contatti con gli antifascisti fiorentini diffondendo il battagliero giornaletto Non mollare. Molto intensa fu in quegli anni l'attività nell'Unione anarchica italiana. Inaspritasi la dittatura fascista, dovette espatriare clandestinamente in Francia e lo raggiunse poco dopo la moglie con le figlie; sua moglie era Caleffi anche lei militante anarchica così come poi le figlie Marie Louise Berneri e Berneri. Scoppiata la guerra civile spagnola, fu tra i primi ad accorrere in Catalogna, centro dell'attività di massa libertaria esprimentesi nella Confederación Nacional del Trabajo: qui si trovò a fianco di Rosselli con tanta parte dell'antifascismo italiano e internazionale. Al di là della solidarietà militante, a Rosselli lo legava anche l'atteggiamento critico, e l'apertura mentale verso le prospettive del socialism. Collabora con l'organo clandestino del movimento socialista-liberale "Giustizia e Libertà", argomentando con Rosselli sull'alternativa secca tra socialismo libertario e socialismo dispotico ("Gli anarchici e G.L.", B. e Rosselli, Giustizia e Libertà). Furono gli ultimi mesi febbrili della sua vita: inadatto alle fatiche del fronte, si dedicò con entusiasmo all'opera formativa, al dibattito ideale e alle incombenze politiche pubblicando un proprio periodico dal titolo “Guerra di classe” che sintetizza la sua precisa interpretazione del conflitto in corso. In esso infatti Berneri, preoccupato per il crescente isolamento non tanto del legittimo governo repubblicano quanto delle più tipiche realizzazioni rivoluzionarie e libertarie conseguite in Catalogna, Aragona e altre regioni, si batté vigorosamente per la stretta connessione di guerra e rivoluzione ponendo agli antifascisti e ai suoi stessi compagni anarchici il dilemma: vittoria su Franco, grazie alla guerra rivoluzionaria, o disfatta. Tale la sostanza di numerosi suoi articoli e discorsi come della famosa Lettera aperta alla ministra anarchica della Sanità Federica Montseny che con altri tre anarchici era nel governo di Largo Caballero.  Molteplici, seppure inascoltati, furono anche i suoi suggerimenti politici per colpire le basi operative del fascismo proclamando l'indipendenza del Marocco, coordinare gli sforzi militari, potenziare gradualmente la socializzazione. Fu dunque quella di Berneri una funzione singolarmente impegnata che lo espose ben presto alle feroci repressioni condotte dai comunisti ormai prevalsi dopo l'avvento del governo di Juan Negrín: scomparvero così tragicamente, vittime dei massacri di massa, migliaia di combattenti antifascisti non comunisti, anarchici ma anche comunisti non stalinisti, come i miliziani del POUM. L'assassinio di B., sulle cui esatte circostanze esistono diverse versioni, si colloca precisamente nella sanguinosa resa dei conti tra stalinisti e loro avversari antifascisti conosciuta come le giornate di Maggio. B. fu prelevato insieme con l'amico anarchico Barbieri dall'appartamento che i due condividevano con le rispettive compagne. I cadaveri dei due anarchici italiani furono ritrovati crivellati di proiettili. La moglie allevò i figli di Cieri, anche lui caduto in Spagna. In morte di B., il leader socialista Nenni scrisse: "Se l'anarchico B. fosse caduto su una barricata di Barcellona, combattendo contro il governo popolare, noi non avremmo niente da dire, e nella severità del suo destino ritroveremmo la severa legge della rivoluzione. Ma Berneri è stato assassinato, e noi dobbiamo dirlo" (Pietro Nenni, Nuovo Avanti, Parigi).  Altre opere: “Lettera aperta ai giovani socialisti di un giovane anarchico” (Orvieto); “I problemi della produzione comunista” (Firenze); “Le tre città” (Firenze); “Un federalista russo. Kropotkin, Roma); “Mussolini normalizzatore, Zurigo); “Lo spionaggio fascista all'estero, Marsiglia);  “Nozioni di chimica antifascista”; “L'operaiolatria, Brest); “ll lavoro attraente, Ginevra); “Ed ancora:  Mussolini normalizzatore La donna e la garçonne”; “Pensieri e battaglie Il cristianesimo e il lavoro” – “Il Leonardo di Freud”. da "Mussolini-Psicologia di un dittatore", B., Edizioni Azione Comune, Masini, Milano, Mirella Serri, I profeti disarmati, la guerra fra le due sinistre, Milano, Corbaccio, Cfr. Nicola Fedel, Introduzione e criteri di edizione in B., Lo spionaggio fascista all'estero, Fedel (prefazione di Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano, Enciclopedia POMBA. B., Anarchia e società aperta, Pietro Adamo, M&B Publishing, Milano, Errico, Anarchismo e politica. Nel problemismo e nella critica all'anarchismo del Ventesimo Secolo, il "programma minimo" dei libertari del Terzo Millennio. Rilettura antologica e biografica di Camillo Berneri, Mimesis, Milano 2007. Roberto Gremmo, Bombe, soldi e anarchia: l'affare Berneri e la tragedia dei libertari italiani in Spagna, Storia Ribelle, Biella 2008. Mirella Serri, I profeti disarmati. La guerra tra le due sinistre, Milano, Corbaccio, 2008. Flavio Guidi, "Nostra patria è il mondo intero". B. e "Guerra di Classe" a Barcellona, pubblicato dall'autore, Milano. Berti, Sacchetti, Un libertario in Europa. B.i: fra totalitarismi e democrazia. Atti del convegno di studi storici, Arezzo, Archivio famiglia Berneri A. Chessa, Reggio Emilia. B., Lo spionaggio fascista all'estero, Nicola Fedel (e prefazione di Mimmo Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano,,  Antifascismo Archivio Famiglia Berneri Guerra civile spagnola Giornate di maggio Treccani Enciclopedie, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  Camillo Berneri, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  Camillo Berneri, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  Opere di Camillo Berneri, su Liber Liber.  Opere di B., su openMLOL, Horizons Unlimited srl. B. B. su Goodreads.  Altri particolari sul sito dell'ANPI di Roma, su romacivica.net. Maria Un convegno e una nuova stagione di studi su B. su storiaefuturo). Socialismo LibertarioProfili biobibliografici libertari, su socialismolibertario. Abolizione ed estinzione dello stato, Anarchismo e federalismo di Camillo Berneri, su magozine. Antifascismo. Anarchia  Anarchia Biografie  Biografie Politica  Politica Storia  Storia Filosofo Scrittori italiani del XX secoloAnarchici italiani  Lodi BarcellonaAntifascisti italianiAssassinati con arma da fuocoVittime di dittature comuniste. Camillo Berneri. Berneri. Keywords: normalizazzione, delirio racista, Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Berneri” – The Swimming-Pool Library. Berneri.

 

Grice e Berti: la ragione conversazionale e l’implicatura della morte di Cicerone – scuola di Valeggio sul Mincio – filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Valeggio sul Mincio). Filosofo veneto. Filosofo italiano. Valeggio sul Mincio, Verona, Veneto. Grice: “I like Berti; of course he has philosophised on the only two philosophers worth philosophising about Plato and Aristotle – his interest is in the ‘number idea’ in Plato, the unity in Aristotle, and various other things – notably Socratic dialectic as the basis for both!” --  Grice: “I also love his courtesy: cf. Sir Peter, “Introduction to logical theory,” versus the gentle “Un invite alla filosofia,” – for philosophy needs to be invited to, rather than intro- and extro-ducted to and fro’!”  Professore emerito di storia della filosofia, presidente onorario dell'Istituto internazionale di filosofia.  Laureatosi in filosofia all'Padova, è stato allievo di Marino Gentile.  Assistente presso l'Padova. Nel diventa professore di storia della filosofia antica all'Perugia e di storia della filosofia nella stessa Università.  Si trasferisce all'Padova, dove insegna storia della filosofia. È poi docente anche nelle Ginevra, di Bruxelles, di Santa Fé (Argentina) e alla Facoltà di Teologia di Lugano.  Presiede la Società Filosofica Italiana. Vince il premio dell'Associazione internazionale "Federico Nietzsche" per la filosofia, il premio Iannone per la filosofia antica, il premio Santa Marinella e il premio Castiglioncello per la filosofia, il premio "Athene Noctua" e nel  il premio giornalistico Lucio Colletti.  Nel  è nominato "doctor honoris causa" dell'Università nazionale capodistriana di Atene e nel  Honorary Fellow dell'"Interdisciplinary Centre for Aristotle Studies" dell'Salonicco.  Pensiero Interessato particolarmente alla filosofia di Aristotele, Enrico Berti ne ha intravisto le tracce nella metafisica, nell'etica e nella politica contemporanea in particolar modo per il problema della contraddizione e della dialettica.  Berti si è poi inserito nella dibattuta questione del rapporto tra filosofia e scienza, cercando di definire la specificità della filosofia, che si fonda su una razionalità non rapportabile a quella scientifica, ma piuttosto alla dialettica e alla retorica. Su un piano più propriamente teoretico si è interessato alla possibilità di riproporre oggi una filosofia di tipo metafisico, formulando una concezione «umile« o «povera» della metafisica come consapevolezza della problematicità, e quindi dell'insufficienza, del mondo dell'esperienza, considerato nella sua totalità (comprendente scienza, storia, individuo e società).  Altre opere: “L'interpretazione neo-umanistica della filosofia presocratica” (scuola di Crotone,  la porta di Velia); “La filosofia del primo Aristotele” (Padova, Milani); Il "De republica" di Cicerone e il pensiero politico classico”; “L'unità del sapere in Aristotele”; “La contraddizione” (la porta di Velia, la dialettica della struttura originaria, Bontadini); “Studi sulla struttura logica del discorso scientifico”; “Studi aristotelici”; “Aristotele: dalla dialettica alla filosofia prima” (Padova, Milani); “Ragione scientifica e ragione filosofica” (Roma, La Goliardica); “Profilo di Aristotele, Roma, Studium); “Il bene” (Brescia, La Scuola);  “Le vie della ragione” (Bologna, Il Mulino); “Contraddizione e dialettica negli antichi” (Palermo, L'Epos);:Le ragioni di Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Storia della filosofia” (Roma-Bari, Laterza); “Aristotele nel Novecento, Roma-Bari, Laterza); “Introduzione alla metafisica, Torino, POMBA); “Il pensiero politico di Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Aristotele e altri autori, Divisioni, con testo greco a fronte, coll. Il pensiero occidentale); “In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica, Laterza, Roma-Bari); “Il libro primo della «Metafisica» (Laterza, Roma-Bari);  Sumphilosophein. La vita nell'Accademia di Platone, Roma-Bari, Laterza); “Nuovi studi aristotelici” (Morcelliana); “Invito alla filosofia, Brescia, La Scuola); “La ricerca della verità in filosofia, Roma, Studium. Ha scritto un dialogo satirico, un "falso d'autore" attribuito ad Aristotele, Eubulo o della ricchezza: dialogo perduto contro i governanti ricchi.  Traduzioni Aristotele, Metafisica, traduzione, introduzione e note di E. Berti, Collana Biblioteca Filosofica, Roma-Bari, Laterza. Onorificenze e riconoscimenti Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana  È membro delle seguenti accademie e istituzioni scientifiche:  Accademia nazionale dei Lincei Institut international de philosophie Istituto veneto di scienze, lettere ed arti Société européenne de culture Fédération internationale des sociétés de philosophie Pontificia accademia delle scienze Pontificia accademia di San Tommaso d'Aquino Accademia galileiana di scienze, lettere ed arti Società filosofica italiana Note  festivalfilosofia, su festivalfilosofia).  Enciclopedia multimediale delle Scienze filosofiche, su emsf.rai.).  Biografia Enrico Berti  [collegamento interrotto], su comune.ancona.  Aristotele  Opere di B., su openMLOL, Horizons Unlimited srl. Opere di B.,.  Registrazioni di B., su RadioRadicale, Radio Radicale.  Intervista a Enrico Berti () Enrico Berti scheda nel sito dell'Padova (con l'elenco delle pubblicazion. Filosofia Filosofo del XX secoloFilosofi italiani Professore Valeggio sul MincioProfessori dell'Università degli Studi di Padova Studenti dell'Università degli Studi di Padova Professor dell'Università degli Studi di Perugia Accademici dei LinceiStorici della filosofia italiani. I pitagorici -- Gli eleati -- Parmenide --  Zenone, Melisso -- Empedocle -- Gorgia --. LA FILOSOFIA A ROMA Lo stoicismo medio il neo-epicureismo e Lucrezio -- L’Accademia nuova e Cicerone -- Il neo-stoicismo romano Seneca, Epitteto, Marc'Aurelio, Enrico Berti. Berti. Keywords. la morte di Cicerone, Cicerone res publica – “De republica” – cf. il bene/il buono/il bello, “il bene e il buono”, Cicerone e la filosofia politica classica, il De Republica. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Berti” – The Swimming-Pool Library. Berti.

 

Grice e Bertinaria: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’indole e le vicende della filosofia italiana – scuola di Genova – filosoia genovese – filosofia ligure -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grce, The Swimming-Pool Library (Genova). Filosofo genovese. Filosofo ligure. Filosofo italiano. Genova, Liguria. Grice: “I like Bertinaria; he is, like me a philosophical cartographer – in his case, of ‘filosofia italiana’ for which he has identified ‘indole’ e this or that ‘vicenda,’ – now J. L. Austin once remarked that ‘sake’ has no denotatum – but ‘vicem’ does!” Studia a Pisa. Si trasfere a Torino per collaborare con l'editoria Pomba. Curato la traduzione Abriss der Geschichte der Philosophie di Kennegieszer, professore dell'Breslavia. Si occupa anche di filosofia orientale e di filosofia italiana. Oottenne la cattedra di filosofia della storia a Torino. È chiamato a Genova. Muore a Genova.   Altre saggi: “La filosofia italiana” (Pomba, Torino); “Compendio di storia della filosofia” (Pomba, Torino); “Discorso sull'indole e le vicende della filosofia italiana” (Pomba, Torino). “Concetto della filosofia e delle scienze inchiuse nel dominio di essa, «Antologia italiana»”; “Disegno di una storia delle scienze filosofiche in Italia dal Risorgimento delle lettere sin oggi, Antologia italiana», “Concetto scientifico della storia, Stamp. sociale degli artisti tipografi, Torino); “Saggi filosofici” (Tip. Fory e Dalmazza, Torino); “Prospetto dell'insegnamento della filosofia della storia” (Stamperia dell'unione tipografico editrice, Torino); “Della teoria poetica e dell'epopea latina, Torino); “Dell'importanza della filosofia della storia e sue relazioni con le altre scienze” (Torino); “L'antica filosofia del diritto” (Tip. Cavour, Torino); “Principi di biologia e di sociologia, Negro, Torino); “La storia della filosofia e la filosofia della storia” «Riv. cont.», Estr.: Baglione, Torino); “Sulla formola esprimente il nuovo principio dell'enciclopedia” «Riv. cont.»,Il positivismo e la metafisica” «Riv. cont.»,  Estr.: Negro, Torino); “Scienza, Arte e Religione, «Gerdil», Estr.: Tip. Torinese, Torino); “Dell'origine, progresso e condizione presente della filosofia civile, Riv. bol., “Saggio sulla funzione ontologica della rappresentazione ideale, FSI); “Concetto del mondo civile universale, FSI); “La dottrina dell'evoluzione e la filosofia trascendentale” (Tip. Ferrando, Genova); “Ricerca se la separazione della Chiesa dallo Stato sia dialettica ovvero sofistica, FSI, Estr.: Tip. dell'Opinione, Roma); “Il problema dell'incivilimento, ossia come possano essere conciliate fra loro le dottrine della civiltà nativa di Vico e della civiltà nativa di Romagnosi, FSI); “La psicologia fisica ed iperfisica” (Unione tipografico-editrice, Torino); “Ricerca se l'odierna società civile progredisca ovvero retroceda, FSI); “L'odierno antagonismo sociale. Discorso inaugurale nella Genova” (Martini, Genova); “Il problema critico esaminato dalla filosofia trascendente, FSI); “Discorso per l'inaugurazione dei corsi filosofici e letterari nella R. Genova, Tip.Martini, Genova); “Idee introduttive alla storia della filosofia, RIF, Estr.: Tip. della R. Accademia dei Lincei, Roma); “Determinazione dell'assoluto. Saggio di filosofia esoterica, «Giornale della Società di letture e conversazioni scientifiche di Genova»,  Estr.: Tip. A. Ciminago, Genova); “Il problema capitale della scolastica risoluto dalla filosofia trascendente. Nota storico-critica, RIF, Estr.: Tip. alle Terme Diocleziane di Giovanni Balbi, Roma); “Scritti Bulgarini, G. B., Recensione dell'articolo del prof. F. Bertinaria apparso sulla «Rivista Italiana»: Idee introduttive alla storia della filosofia, «Rosmini», B.. Studio biografico, «Annuario della R. Genova», Estr.:Martini, Genova, CecchiL., Francesco Bertinaria. Commemorazione, Martini, Genova); D'Ercole, P., Notizie biografiche del prof. F. Bertinaria, «Annuario della R. Università degli studi di Torino», Estr.: Torino; Mamiani, T., Rec. di B., La dottrina della evoluzione e la filosofia trascendente.Discorso, Genova FSI); “Mamiani T., Intorno alla sintesi ultima del sapere e dell'essere. Lettere a B., FSI, Estr.: Roma; Tolomio. B., su dif.unige.  Piero Di Giovanni, Un secolo di filosofia italiana attraverso le riviste, FrancoAngeli. Opere di Francesco Bertinaria, su openMLOL, Horizons Unlimited srl. Biografie  Biografie Letteratura  Letteratura Filosofo Saggisti italiani Insegnanti italiani Professore Genova. TAVOLA GENETICA DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA  (Secondo la legge di creazione) I. Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne fanno condi zionalmente un essere razionale, vale a dire un ente creato, soggetto alle condizioni della sua vita presente ossia all'orga namento terrestre. = UOMO MORTALE. A ) Teoria o Autotesia; quello che v’ha di dato nello spirito dell'uomo per istabilirne le facoltà fisiche ossia create. a ) Contenuto, ossia costituzione psicologica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ ELEMENTARI (in numero di sette ). a3) Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE. a4) Elemento fondamentale ossia neutro; facoltà di sapere, = COGNIZIONE (Kenntniss]. Elementi primordiali ossia polari. Cognizione del Non - Io. = RAPPRESENTAZIONE (Vorstellung]. Per la lettura delle nostre Tavole genetiche noi.dobbiamo far notare alle persone non peranco abituate a siffatta esposizione tabellare, che, a seconda della divisione dicotomica, ch'è la sola rigorosamente logica, le due sottoclassi di ciascuna classe suddivisa sono notate colle lettere a) e b) a destra accompagnate da un numero superiore d'un'unità a quello che ha il medesimo indice della classe così suddivisa. In tal maniera, muo vendo dai due generi primitivi, designati da A) e B), ciascuno di questi due generi ha due classi designate rispettivamente da a) e b); ciascuna di queste classi a) e 6) può avere di nuovo due sottoclassi a2) e 62 ); ciascuna di queste ultime classi a2) e può avere di nuovo due sotto classi, designate rispettivamente da a3) é 73 ); e così di seguito finchè ciascuna di queste diverse sottoclassi ammette divisioni ulteriori. BERTINARIA -3 34 TAVOLA GENETICA Cognizione dell'Io. = COSCIENZA (Bewusztsein ).(III) 63) Elementi derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. a4) Elementi derivati immediati ossia distinti. a5) Combinazione della Cognizione colla Rappresen tazione. = SENSIBILITÀ. (IV) Nota. Qui hanno luogo i Sensi esterni ed il Senso interno. 65) Combinazione della Cognizione colla Coscienza. = INTELLETTO. (V) Nota. Qui hanno luogo l'Intelligenza, il Giudizio e la Ragione condizionale (quella che si trova incarnata nel. l'organismo fisico ossia terrestre dell'uomo). 64) Elementi derivati mediati ossia transitivi. = IM MAGINAZIONE, a5) Transizione dalla Sensibilità all'Intelletto. = IM MAGINAZIONE RIPRODUTTIVA. (VI) Nota. —Qui hanno luogo la Memoria e la Previsione. 65) Transizione dall'Intelletto alla Sensibilità. = IM MAGINAZIONE PRODUTTIVA. (VII) Nota. — Qui hanno luogo la Costruzione e la Fantasia. 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in numero di quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi primordiali. a4) Influenza parziale. a5) Influenza della Rappresentazione nella Coscienza. = SENTIMENTO. (I) 65) Influenza della Coscienza nella Rappresenta zione. = COGNIZIONE. Influenza reciproca di questi elementi primordiali; armonia sistematica tra la Rappresentazione e la Coscienza per mezzo del loro concorso teleologico alla generazione delle Cognizioni. = COMPRENSIONE. ( Qui hanno luogo il Giudizio teleologico (per la cognizione dell'ordine ), ed il Gusto estetico (per la cogni zione del bello e del sublime). DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA 35 63) Identità finale nella riunione sistematica dei due ele menti distinti, della Sensibilità e dell'Intelletto, per mezzo dell'elemento fondamentale ossia neutro, for mante la Cognizione. = POTENZIALITÀ. Qui hanno luogo, nell'aspetto speculativo, ch'è quello della cognizione senza causalità, il GENIO, e nel l'aspetto pratico, che è quello della cognizione colla cau salità, la VOLONTÀ. b ) Forma, ossia relazione psicologica. a2) Nella parte elementare della costituzione psicologica. a3) Per le facoltà primitive. a4) Per l'elemento fondamentale; forma della Cogni zione. = ATTENZIONE) Per gli elementi primordiali. Forma della Rappresentazione. = OBJETTIVITÀ. b5) Forma della Coscienza. = SUBJETTIVITÀ. 63 ) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o distinte. a5) Forma della Sensibilità. = INTUIZIONE (An schauung). 65) Forma dell'Intelletto. = CONCETTO (Begriff) Mediate o transitive. Forma dell'Immaginazione riproduttiva. = IM MAGINE. Forma dell’Immaginazione produttiva. = SCHEMA. Nella parte sistematica della costituzione psicologica. a3) Nella diversità sistematica. a4 ) Per l'influenza parziale degli elementi primordiali. a5) Forma del Sentimento. = APPRENSIONE. 65) Forma della Cognizione. = APPERCEZIONE. Per la loro influenza reciproca; forma della Com prensione. = RIFLESSIONE.  Nell'identità finale degli elementi distinti; forma della Potenzialità. = AZIONE [Thaetigkeit ).TAVOLA GENETICA Tecnia o Autogenia; quello che bisogna fare pel compimento delle facoltà fisiche ossia create nell'uomo. Nel contenuto ossia nella costituzione psicologica. a2) Nella parte elementare di questa costituzione. Per gli elementi immediati ossia distinti. al) Compimento della Sensibilità. = PERFEZIONE ESTE TICA. Compimento dell'Intelletto. = PERFEZIONE LOGICA. I caratteri di questa doppia perfezione, estetica e logica, sono: l'estensione, la chiarezza, la varietà, la precisione, il complesso e la certezza. 63) Per gli elementi mediati o transitivi. Compimento dell'Immaginazione riproduttiva, per la legge d'associazione delle immagini. = As SIMILAZIONE (spiritualizzazione delle intuizioni. Compimento dell'Immaginazione produttiva, per la legge di schematizzazione delle idee. = MOSTRA (corporificazione dei concetti ). 62) Nella parte sistematica di questa stessa costituzione. Per il compimento dell'armonia prestabilita (préfor mation primitive] nei due elementi primordiali, nella Rappresentazione e nella Coscienza; la quale armonia prestabilita fornisce le ragioni sufficienti per la desi gnazione reciproca (facultas signatrix ) dei concetti per mezzo delle intuizioni, e delle intuizioni per mezzo dei concetti. = LINGUAGGIO (in generale). Per il compimento dell'identità primitiva negli ele menti distinti, nella Sensibilità e nell'Intelletto; la quale identità fornisce il compimento della Potenzialità per via d'indefinita ascensione ai principii, e per mezzo d'indefinita deduzione delle conseguenze, siccome legge suprema delle umane cognizioni. = RAGIONE INCONDI ZIONALE. 6 ) Nella forma ossia nella relazione psicologica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA Nella parte elementare di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà organiche in ordine all'uniformità nella generazione delle cognizioni umane, siccome regola ossia canone psicologico. = METODO. (DESTINO ). 62) Nella parte sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà sistematiche in ordine all'identità finale negli oggetti delle cognizioni umane, siccome pro blema universale della Psicologia. = IDEE (trascendenti) (RAGIONE ASSOLUTA ). II. Facoltà spirituali ed iperfisiche dell'uomo, le quali ne fanno in condizionatamente un essere razionale, vale a dire un ente assoluto, indipendente da qualsivoglia condizione. = UOMO IMMORTALE. Nota. - Questa seconda parte della vera psicologia, da niuno finora avvertita, appartiene solamente alla filosofia assoluta del Messianismo. Essa non potrebbe in alcun modo venir raggiunta dall'esperienza, perchè le facoltà che ne formano l'oggetto sono, non solamente iperfisiche, ma al tresì creatrici, vale a dire poste fuori del mondo creato, dove si trovano gli oggetti dell'osservazione e dell'espe rienza. Eccone la genesi assoluta. A) Teoria o Autotesia; quello che vha di dato nell'ipostasi dello spirito dell'uomo per poterne ricavare le sue facoltà iper fisiche ossia creatrici. a) Contenuto ossia costituzione eleuterica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ CREATRICI ELEMENTARI (in numero di sette ). Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE. a4) Elemento fondamentale o neutro; principio ipo statico nell'uomo. = COSCIENZA POTENZIALE. Elementi primordiali o polari. a5 ) Coscienza potenziale del Non - 10. = ALTERIETÀ. Coscienza potenziale dell’Io. = IPSEITÀ. (III) 38 TAVOLA GENETICA. Elementi derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. Elementi derivati immediati o distinti. a5) Combinazione della Coscienza potenziale coll’Al terietà. = ETERONOMIA. (IV) 65) Combinazione della Coscienza potenziale con l'Ipseità. = AUTONOMIA. Elementi derivati mediati o transitivi. a5) Transizione dall'Eteronomia all'Autonomia. = RELIGIONE RIVELATA. Transizione dall'Autonomia all'Eteronomia. = RELIGIONE ASSOLUTA. (VII) 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in numero di quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi primordiali. a4) Influenza parziale. a5) Influenza parziale dell'Alterietà nell'Ipseità. = ETEROTELIA. (Influenza parziale dell'Ipseità nell’Alterietà. = AUTOTELIA. Influenza reciproca di questi elementi primordiali; armonia sistematica tra l’Alterietà e l'Ipseità, per mezzo del loro concorso teleologico alla creazione propria dell'uomo. = SPIRITO (Geist]. (III) Nota. Questo è il principio più alto della filosofia di Hegel; ma si vede ch'esso non raggiunge il Verbo e nem meno l'Assoluto, del quale secondo riesce, in certa ma niera, solamente peristilio. Identità finale nella riunione sistematica degli ele menti distinti dell'Eteronomia e dell'Autonomia per mezzo dell'elemento fondamentale o neutro, formante la Coscienza potenziale. = ASSOLUTO nella coscienza ossia COSCIENZA ASSOLUTA. Forma o relazione eleuterica. Nella parte elementare della costituzione eleuterica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA 39 a3) Per le facoltà primitive. a4) Per l'elemento fondamentale; formadella Coscienza potenziale. = GENIALITÀ. Per gli elementi primordiali. a5) Forma dell'Alterietà. = RECETTIVITÀ (nella co scienza ). 65) Forma dell'Ipseità. = PROPRIETIVITÀ (nella co scienza ). 63) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o distinte. a5) Forma dell'Eteronomia. = MORALITÀ. 65) Forma dell’Autonomia. = MESSIANITÀ. 64 ) Mediate o transitive. a5) Forma della Religione rivelata. = GRAZIA. 65) Forma della Religione assoluta. = MERITO. Nella parte sistematica della costituzione eleuterica. Nella diversità sistematica. Per l'influenza parziale degli elementi primordiali. a5) Forma dell'Eterotelia. = DIPENDENZA PROVVI DENZIALE. 65 ) Forma dell'Autotelia. = INDIPENDENZA UMANA. 64) Per l'influenza reciproca; forma dello Spirito. = SPONTANEITÀ. Nell'identità finale degli elementi distinti; forma dell'Assoluto nella coscienza. = RAZIONALITÀ CREATRICE) Tecnia o Autogenia; ciò che bisogna fare pel compimento delle facoltà iperfisiche o creatrici nell'uomo. a) Nel contenuto o nella costituzione eleuterica. a2) Nella parte elementare di questa costituzione. a3) Per gli elementi immediati o distinti. a4) Compimento dell’Eteronomia; stabilimento proprio, operato dall'uomo stesso, del suo essere assoluto. = AUTOTESIA. 40 TAVOLA GENETICA DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA Compimento dell'Autonomia; stabilimento proprio, operato dall'uomo stesso del suo sapere assoluto. = AUTOGENIA. 63) Per gli elementi mediati o transitivi. a4) Compimento della Religione rivelata. = Per mezzo della LEGGE DEL PROGRESSO. Compimento della Religione assoluta. = Per mezzo della LEGGE DI CREAZIONE) Nella parte sistematica di questa stessa costituzione. Per il compimento dell'armonia prestabilita (préfor mation primitive] nei due elementi primordiali, nella Alterietà e nell'Ipseità; armonia che fornisce le ra gioni sufficienti per l'esplicazione della Virtualità creatrice nell'uomo. = VERBO) Per il compimento dell'identità primitiva nei due elementi distinti, nell'Eteronomia e nell'Autonomia; identità che fornisce il compimento dell'Assoluto nella coscienza per mezzo della sua identificazione col Verbo, come legge suprema della creazione propria dell'ờomo. = ARCIASSOLUTO ossia ciò che è INDICIBILE (nell'ipostasi della coscienza umana ). Nella forma o nella relazione eleuterica. Nella parte elementare di questa relazione; compimento delle facoltà organiche in ordine all'uniformità nella pro pria creazione umana, come regola o canone eleuterico per la liberazione dell'uomo dalle sue condizioni fisiche. = RIGENERAZIONE SPIRITUALE DELL'UOMO. 62) Nella parte sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà sistematiche in ordine all'identità finale nel risultamento della propria creazione umana, cioè in ordine all'individualità assoluta dell'uomo, come problema universale di questa parte eleuterica della Psi cologia. = CREAZIONE PROPRIA DELL'UOMO (Immortalità ). COMMENTO ALLA TAVOLA GENETICA DELLA. PSICOLOGIA FISICA ED IPERFISICA DI HOENATO WRONSKI  PARTE PRIMA PSICOLOGIA FISICA Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne fanno condi zionatamente un ESSERE RAZIONALE, vale a dire un ente creato, soggetto alle condizioni della sua vita presente, ossia all'organamento terrestre. UOMO MORTALE. In questa prima parte della tavola genetica della filosofia della Psicologia l'autore tratta solamente delle facoltà spirituali da lui dette fisiche per ciò ch'esse sono date immediatamente dalla natura, e si svolgono per necessità della costituzione naturale dell'uomo, riserbandosi di trattare delle facoltà iperfisiche nella seconda parte della Tavola stessa. L'Autore dice che le facoltà fisiche fanno dell'uomo condizio natamente un essere razionale, e spiega l'avverbio, chiamando l'uomo, in quanto egli è solamente fornito di tali facoltà, un ente creato soggetto alle condizioni della sua vita presente. Chiun que non conosca l'ontologia wronskiana, e si trovi solamente iniziato alla psicologia ancora comunemente coltivata oggidì, avrà motivo d'inarcare le ciglia udendo queste espressioni; ma colui il quale sappia che l'Autore ammette due sorta di creazione, delle quali la prima è opera dell'Ente supremo, e costituisce, rispetto alla mente umana che la contempla, l'ordine eterono mico governato dalla necessità, e la seconda è opera dello Spi ſito creato, e costituisce, rispetto allo spirito stesso, l'ordine autonomico governato dalla libertà di cui egli è dotato, capirà pure facilmente che l'uomo, quale creatura del dvino, è essenzial mente eteronomico, e per conseguenza soggetto alle condizioni dell'organamento terrestre, al quale la sua vita è vincolata in forza delle leggi necessarie del cosmo; e quale autore del proprio svolgimento, egli è essenzialmente autonomico, vale a dire crea tore di se stesso. Posta questa teoria ontologica, si debbono pure ammettere due ordini di umane facoltà, fra loro così distinti che non vadano mai fra loro confusi, sebbene siano fra loro collegati come qualità di un medesimo soggetto, ed il primo si trovi logi camente e cronologicamente anteriore al secondo, che in dignità gli è superiore. Laonde, chiamando naturale o fisica l'entità eteronomica, e soprannaturale od iperfisica l'entità autonomica dell'uomo, si vengono a caratterizzare benissimo i due ordini di facoltà fra loro così diversi, che quelle del primo fanno dell'uomo bensì un ente razionale, ma condizionato, laddove quelle altre del secondo rendono l'uomo stesso ente razionale incondizionato cioè assoluto. A Teoria o Autotesia.  Presso le colonie greche nell'Italia inferiore, le quali erano per lo più composte di Dori ed Achei, ebbe luogo molto svolgimento di vita esteriore ed interna; imperocchè vennero a rinomanza per le legislazioni di Saleuco e Caronda, per l'arte orato ria e la poesia lirica, per un'eccellente scuola me dica stabilita in Crotone, città salita a prospera for tuna, e per molti vincitori ai giuochi olimpici, che quivi ebbero i natali. PITAGORA portossi a CROTONE e dimora per lo più nella Magna Grecia. La sua vita è oscura e molto favolosa. Egli fu dotto particolarmente in matematica, musica teoretica, astronomia e ginnastica. Le favole lo dicono tau maturgo e rivelatore di sapienza divina. Egli deve essere figlio d'Apollo e d'Ermete, con una gamba d'oro, e fu veduto in più luoghi nello stesso tempo. Gl’animali seguivano la sua chiamata. Da Ermete ebbe il dono della ricordanza della sua vita ante riore, come Euforbio, e seppe ridestare la medesima in altri. Egli sentiva l'armonia delle sfere celesti, e venne considerato come una divinità. Però è che si parla di un culto sacro e di orgie pitagoriche. Egli deve aver conosciuto Ferecide e Talete, ed essere stato educato dai sacerdoti egiziani; ma da se stesso si procacciò la maggior parte di sue cognizioni. Fonda a CROTONE una società segreta in cui si professavano i principii politici dell'aristocrazia: Prima che un individuo venisse accettato in quella do veva subire prove. I membrisi distinguevano in eso. terici ed essoterici, cioè più e meno iniziati. In tale società praticavanşi esercizii corporali e spirituali, vita e costumi comuni e regole, parole simboliche, invocazioni al fondatore (aútòs špa), banchetti (ovo oltia) e funerali; ma non già comunione di beni. I fini principali della società erano prima la mo rale religiosa, poi la scienza, particolarmente la matematica e la musica. La società pitagorica ebbe influenza diretta sugli interessi politici nelle città di CROTONE, SIBARI, METAPONTO, LOCRI, e TARENTO. Ma essendo stata cagione di una guerra, molti Pitago rici perirono e fors’anche lo stesso Pitagora mori a Metaponto, e dopo morte fu onoratissimo. I pitagorici perseguitati e scacciati, conservarono pure influenza politica. A molti di essi, come Timeo, Archita ed Ocello da Lucania, sono attribuiti scritti, e le lettere attribuite a Pitagora ed a sua moglie o figlia Teano, come pure i versi d'oro, sono d'ori gine posteriore. Fra gli ultimi Pitagorici i migliori sono Filolao ed Archita, e dei primi scritti riman gono ancora frammenti. Quantunque la filosofia pitagorica abbia seguito varie direzioni, pure dobbiamo considerarla nella sua unità. L'esporre la medesima riesce difficile sia pella diversità delle vedute de'varii scrittori che le appartengono, sia pei segni simbolici di cui servi vasi quella scuola per significare le idee ed i varii sensi a cui s'impiegavano. Come Ferecide, miti camente esprimendosi, diceva che Erebo aveva dato forma al Caos e ne venne il Tempo, Pitagora volle la pluralità generata dall'unità, ossia dal numero. Que sto è l'essenza (ovoia) od il principio (apxn) di tutte le cose. Il numero è pensato come uno, però anche quale unità di due antitesi, del pari e dispari. Onde la monade e la diade sono i principii delle cose. La diade è il principio della sostanza informe, ossia il numero indeterminato; la monade è il principio ordinatore. La sostanza informe viene alla pluralità ed alla varietà per mezzo dell'unità; però tutte le cose si fanno ad imitazione del nu mero, possono considerarsiqualinumeri. Il numero. è il principio generale tanto della natura, quanto della cognizione. Cosi l'uno è l'essenza del numero, il numero semplicemente, il fondamento di tutti i numeri, l'unità suprema, la divinità nel mondo. I Pitagorici dissero triade il numero del tutto consi derato nell'integrità di principio, mezzo e fine. La tetrattisi è importante, perchè i primi quattro nu meri formano assieme dieci, ed i primi quattro pari e dispari formano trentasei; parimente im portante è la deca, e vale come l'unità per sim bolo del principio di tutte le cose. Nell'essenza del numero, ossia nell'unità suprema, si contengono tutti i numeri, e per conseguenza gli elementi della natura e dell'universo. Questa teoria si accorda colla divisione dei toni del monocordo inventato da Pitagora. Dividendo in due parti una corda tesa, la metà produce l'ottava; cosi il tono fondamentale della corda intiera sta all'ottava come 2: 1, che è la perfetta proporzione musicale. La corda divisa in tre parti dà 2/3 della corda divisa, la quinta che sta al tono fondamentale come 2: 3; così 3/4 della corda dà la quarta, che sta al tono fondamen tale come 3: 4. Questi tre intervalli formavano l'ar monia degli antichi, onde l'importanza dei segni 1, 2, 3, 4. L'unità suprema è pari- dispari. Gli elementi della natura sono compresi nelle seguenti dieci antitesi: 1. Limitato, illimitato: 2. Dispari, pari: 3. Uno, più: 4. Destro, sinistro: 5. Mascolino, femminino: 6. Quiete, moto: 7. Retto, curvo: 8. Luce, tenebra: 9. Buono, cattivo: 10. Quadrato, rettangolo. Tuttavia non furono escluse altre antitesi. L'uno è solo nella terza antitesi, perchè ha due signifi cati, come principio e come sintesi di tutte le an titesi. Nelle antitesi il primomembro significa sem pre il più perfetto, in quanto che tutto nel mondo risulta dal perfetto e dall'imperfetto. L'uno essendo il fondamento di tutti i numeri, perchè è pari e dispari nello stesso tempo, non solamente è il principio del perfetto, ma anche dell'imperfetto. Il perfetto, ossia il buono, non è dunque primamente, ma coesiste all'imperfetto nell'uno come diade; perciò avviene in prima che l'uno forma il mondo, ossia quanto è possibile; imperocchè l'efficacia di Dio è limitata, ed ogni cosa recà al meglio solamente secondo sua potenza. Ma perchè i Pitagorici non prendono l'antitesi per fondamento delle cose, bensi il numero ossia il pari- dispari come dispari e pari? Nella tavola si presentano il limite, ossia il limitanté, ed il limitato. Il limitante è secondo loro, rispetto ai corpi, una pluralità di punti che formano un numero. L'illimitato significa il mezzo tra il limite, ossia lo spazio di mezzo; la quale espressione aveva grande significato nella musica e geometria loro. Dagli spazii musicali mezzani, ossia intervalli, essi derivavano l'accordo de'varii toni. I punti di limite costituendo il principio e la fine, l'illimitato è nel mezzo e produce l'espansione, e precisamente la geometria secondo le tre misure. Il cubo è pro dotto da tre intervalli, la superficie da due, la linea da un solo; il punto non ha intervallo, è l'u nità. Dal limite e dall'illimitato, ossia dalle unità e dagli intervalli, viene la grandezza dello spazio. Ma d'onde lo spazio mezzano? Il secondo membro delle loro antitesi è il negativo; perciò l'illimitato, o lo spazio mezzano, è il vacuo. La separazione delle unità, ossia numeri, avviene per mezzo del vacuo; questo è dunque principio e solamente un'altra espressione dell'illimitato o pari, perchè tutti i membri posteriori delle antitesi possono es sere mutati, e cosi anche i membri anteriori. Qual fu l'opinione dei Pitagorici intorno l'origine del mondo? Le cose provengono dalle unità in diversi spazii mezzani, esse formano un numero di unità, ed in ciò consiste la loro natura e la loro origine, non 'secondo il tempo, ma secondo la maniera umana di pensare. L'unità suprema come circon data dall'infinito, ossia dal vacuo, si sforza di di vidersi in antitesi e di ricongiungersi di nuovo. L’uno si divide in una pluralità di cose per mezzo dello spazio vacuo, perció l'illimitato si partisce in più parti affinchè entri nel limitante. Il vero essere ha dunque il suo fondamento nel limite. L'entrare dell'illimitato nel limitato vien detto l'alito ossia la vita del mondo. Perciò bisogna prendere il mondo come numero, come unità, le quali sono congiunte in Dio, che è l'unità primitiva, e separate dallo spazio mezzano. Dalla composizione delle unità provengono diverse relazioni, che sono ordinate armonicamente e con simmetria. Il legame di ogni relazione è l'armonia. Ora l'unione delle antitesi trovandosi nell'unità suprema, essa è il principio dell'armonia e l'universo numero ed armonia, ed anche l'armonia è di bel nuovo il principio dell'unità di tutte le cose. Ma nell'armonia è pur anco compreso il concetto di ordine. Avuto riguardo all' importanza della deca, adottavano dieci corpi mondani che si trovano in armoniche distanze. Rispetto ai sette toni, dal tono fondamentale all'ot tava adottavano sette -vocali. La monade è il punto, la diade la linea, la triade la superficie, la tetrat tisi il corpo geometrico, la pentattisi i corpi fisici. In questo modo arbitrario continuavano essi a porre cinque elementi, e dicevano paragonando: Il cubo significa la terra, la piramide il fuoco, l'ottaedro l'aria, l'icosaedro l'acqua, ed il dodecaedro l'etere come quinto elemento. Il migliore di questi ele menti è il fuoco, probabilmente perchè fra le dieci antitesi la luce e l'inerte significano il perfetto. Il fuoco riposa nel mezzo del mondo ed è la guardia ο castello di Giove (Διός φυλακή.Ζηνός πύργος), ha la forma di un cubo, perché questo, essendo consi derato il corpo più perfetto a cagione dei tre inter valli simili, secondo i Pitagorici era l'altare dell'u niverso; il qual fuoco si forma prima da sè e guida poi la formazione del mondo. Dal mezzo il fuoco si spande per tutto l'universoe lo abbraccia. Attorno al fuoco centrale sono ordinati i dieci corpi mon dani, cioè il cielo delle stelle fisse, i cinque pianeti, il sole, la luna, la terra e la controterra (artiyJabí), il quale ultimo corpo è invisibile. Essi si vibrano in direzione circolare, ad eccezione della terra im mobile nel mezzo (probabilmente con la contro terra ), e la quale contiene il fuoco; perchè anche il mondo intiero corrispondente alla deca è una palla: onde l'armonia delle sfere, perchè ogni corpo vibrandosi rende un tono. Tuttavia noi non sentiamo quell'armonia, giacchè appartiene alla nostra so stanza, e come ogni tono si può solo sentire pel contrapposto del silenzio, l'armonia delle sfere è senza pausa. I corpi circolanti sono otto solamente, e questi sono ordinati in quattro intervalli e sette toni, talchè la sfera delle stelle fissé ha il tono più basso, quello della luna il più alto. L'imperfezione è particolarınente sulla terra; però la luna e gli altri mondi sono più perfetti e più belli. Sulla terra ba luogo il cangiamento disordinato ed in appa renza molto fortuito; essa stessa è soggetta all'in stabilità. Si annodano ai numeri anche i concetti di per fezione e d'imperfezione in senso morale. La diade è principalmente il simbolo dell'immorale. L'anima dell'uomo è parimenti un numero od armonia, l'intelletto o pensiero è l'uno, la scienza il due, l'immaginazione il tre, il sentimento il quattro. L'anima è inserita nel corpo pel número e relazione armonica del corpo, perciò non è corporea, ma solo apparente in una relazione corporale. Vi sono anche anime prive di corpo che hanno vita di fan tasma, e le quali non sono mai entrate in alcun corpo o di nuovo ne sono uscite; queste sono i de moni. A questo si riferisce la dottrina esoterica della metempsicosi e la fede nella ricompensa dopo morte, a cui conseguita la personalità e l'immor talità dell'anima. L'unione dell'anima con un corpo è la pena di qualche empietà; la vita terrena è uno stato d'infelicità, ma necessario ed ordinato al buo no per mezzo dell'unione col tutto. L'anima umana possiede l'essenza ragionevole e l'essenza irragio nevole, quella delle bestie solamente la seconda, però ha qualche germe d'intelligenza. La virtù è armonia, la giustizia è detta anche numero uguale. Tutta la vita è sotto la cura divina: il suicidio è da condannarsi. Pare che la morale e la politica dei Pitagorici si appoggiasse a massime separate di ca rattere ascetico; essi inculcavano la moderazione nei desiderii e nelle passioni, la fedeltà, l'amore, l'amicizia, il lavoro, la costanza e l'educazione ri gorosa. Cosi la dottrina pitagorica è in parte etica, rappresentata dall'armonia e dalla musica, in parte fisica per la matematica, pei fenomeni fisici derivanti dalla forma della sensibilità; la quale si ricava da ciò che l'unità del principio si risolve in una pluralità di cose. La presupposizione della ori ginale imperfezione deve unire ambe queste parti. L'unità suprema è semplice, ma considerata nella sua attività, nello sviluppo mondano della sensibi lità è composta; il soprasensibile ossia l'unità su prema è indeterminato. In ciò sta riposta senza dubbio l'idea di Dio come creatore del mondo, ma è offuscata dal modo forzato con cui si presenta all'uopo di spiegare l'origine del mondo, la natura delle cose singolari e la loro connessione, e dalla nozione simbolica e particolarmente matematica della provvidenza divina. Onde l'applicazione di questa dottrina alla parte spirituale è difficilissima. Pertanto la dottrina pitagorica è nell'etica tanto difettosa, quanto pare siano stati eccellenti i parti giani di essa nell'esercizio della virtù.  I lonii e Pitagorici tentarono spiegare l'origine del mondo; essi ammettendo la produzione delle cose riuscirono realisti. Per l'opposto gli Eleati sono idealisti, tendono alla cognizione del non -sensibile ed affermano: Nulla viene all'essere, tutto esiste. Il nome loro proviene dalla città d'Elea nella Magna Grecia, dov'era la sede principale di questa scuola filosofica. SENOFANE da Colofone, sede della poesia epica e gnomica, contemporaneo di Pitagora, si porta a VELIA nella Magna Grecia, ed e prima poeta epico ed elegiaco. Rimangono solo frammenti delle sue opere. La sua tesi fondamentale è questa: Dio è, e non può divenire; come pure in generale nissuna cosa può cominciare ad esistere; imperocchè il generato dovrebbe essere uguale al generante, epperò ambi non sarebbero fra loro differenti; ma l'ineguaglianza, come per esempio, che il più pic colo nasca dal più grande e vi ritorni, si deve attri buire all'opinione insussistente che alcuna cosa non esistente possa venir prodotta da ciò che esiste. Per ciò vi ha solamente l'uno, e questi è il divino, il quale forma col cielo e la terra un essere solo, unico (in TÒ öv xai tò Tây). Per conseguenza il politeismo o la mitologia parvegli un'empietà, particolarmente i miti immorali. Sostenne contro le scuole jonica e pitagorica che Dio non è mosso e limitato, nè inerte ed illimitato, perchè le prime limitazioni sono pro prie della pluralità, le altre appartengono al non esistente. Dio è perfettamente uguale perchè non ha parti; considerato spiritualmente è pura intelli genza, considerato corporalmente è da paragonarsi ad un globo. Secondo tali principii era impossibile una spiegazione della natura. Cosi egli oppose alla verità l'opinione, ossia l'intuizione sensibile; ep però non seppe trovare il nesso tra l'unità e la pluralità. Per la qual cosa si duole che l'ignoranza sia retaggio dell'umana schiatta. Senofane è pan teista; ma importante il suo pensiero dell'essere assoluto. PARMENIDE da VELIA fa con Zeno ne un viaggio ad Atene, dove forse conobbe Socrate. Egli sviluppò il sistema di Senofane; tuttavia non prese le mosse dal concetto di Dio, ma da quello dell'essere e del non-essere, della certezza e dell'o pinione, riconducendosi poi all'idea di Dio siccome quella che è riposta nell'esistente. Secondo lui v'ha un doppio sistema di conoscenza, quello della ra gione ossia del vero, e quello dei sensi ossia del l'apparenza. Il suo poema sulla natura trattava di ambe le maniere, ma dai frammenti che pervennero a noi conosciamo la prima meglio della seconda. Es sere, pensare e conoscere è tutt'uno. Il non-essere è impossibile, tutto l'essere è identico; perciò il reale non lią cominciamento, è invariabile, indivisibile, riempie tutto lo spazio, da se stesso si limita, sussi ste per legge di necessità: onde qualunque cangia mento, qualunque movimento è mera apparenza. Ciò non ostante la stessa apparenza è regolata da una legge, per cui le rappresentazioni delle cose sono costanti (80% a ). A fine di spiegare la natura di tali rappresentazioni ricorre a due principii, il caldo, ossia il fuoco etereo, il freddo ossia la notte della terra; il primo è penetrante, positivo, reale, pensante (Saucoupyós), epperò più vicino alla verità; il secondo è denso, pesante (@an), negativo, sola mente una limitazione del primo. Questa dottrina della natura è meccanica. Da tali due principii de rivò egli tutti i cangiamenti ed anche i fenomeni del senso interno. L'uomo è un composto di fuoco etereo e di notte, per conseguenza partecipa alla cognizione della verità ed all'apparenza. MELISSO da Samo, celebre an che come politico e capitano di flotta contro Pericle, adottò lo stesso idealismo, e prese a combattere particolarmente la filosofia naturale della scuola ionica. Non si deve far parola degli dei, perchè gli uomini non hanno cognizione alcuna di tali enti. Presso Melisso ritorna il concetto di perfezione. Ciò che esiste è infinito, non è prodotto, nè può perire. Non v'ha movimento o trasformazione, perché avvi un essere solo e nissun vacuo; epperò non si danno la porosità e la densità. L'esistente non può essere diviso, cosi non ha parti, non è corporeo. La plu ralità è sola apparenza sensibile. Quello che in ve rità esiste è dotato di vita. ZENONE di VELIA (il VELINO), discepolo ed amico di Parmenide, fece con questo un viaggio ad Atene e si distinse tanto per acume d'intelletto e sottile dialettica, quanto per fortezza d'animo, avendo sacrificata in battaglia la propria vita a difesa della patria. Egli sostene va il sistema di Parmenide in ciò che nega la plu ralità delle cose, il movimento e lo spazio. Data la pluralità delle cose, ne dovrebbe conseguitare che nello stesso tempo fossero infinitamente piccole ed infinitamente grandi; la prima condizione perchè risultano di ultime unità indivisibili, il cui aggregato non può produrre grandezza; la seconda con dizione perchè risultano da una quantità infinita di parti sempre più estese e per conseguenza divisi bili. Qui il sofisma consiste in ciò, che nel primo caso suppone l'indivisibilità, nel secondo la rigetta. In seguito diceva: la pluralità è ad un tempo limitata ed illimitata; limitata perchè più o meno determinata, illimitata perchè ogni distanza da un punto di una grandezza fino all'altro è infinito, avuto riguardo all'infinita quantità di parti di mez Egli contestava il movimento per le contrad dizioni inerenti a questo concetto; imperocchè bi sogna che lo spazio misuratore, il quale consta di parti infinite, venga percorso in un intervallo limi tato. Onde l'argomento detto l'Achille, con cui af fermava che se una testuggine avesse il vantaggio d'un passo avanti, non potrebbe essere raggiunta da Achille, perchè la distanza non cesserebbe mai appieno, quantunque si facesse sempre più breve. Diceva poi che non dovevasi accettare la dottrina del movimento, risultando da semplici momenti di quiete, in quanto ciò che si muove perpetuamente si sviluppa in qualche parte. Lo spazio vacuo è ines cogitabile, appunto perché la pluralità ed il mo vimento non sono pensabili. Che se fosse alcun che reale, esso dovrebbe trovarsi in uno spazio, giac chè ogni realità è compresa in quello, epperò una continuazione senza fine dovrebbe trovare luogo in uno spazio che la contenesse. Queste prove apago giche, appoggiate all'assurdità dell'opinione con traria, sono sofistiche per lo scambio delle forme rappresentative logico -matematiche di valore su biettivo e delle forme razionali di valore obiettivo. Nell'Achille si trova una falsa applicazione della ce lerità all'espansione, ossia del tempo allo spazio. Per mezzo dell'antitesi della ragione e dell'espe rienza Zenone pose le fondamenta della dialettica e dello scetticismo, che ben presto venne continuato dalla scuola di Megara e finalmente corruppe tutta la filosofia greca. EMPEDOCLE di GIRGENTI in Sicilia, naturalista, medico, celebre come taumaturgo, perfezionò la fisica degli Eleati, siccome Zenone la metafisica. L'unità delle cose è il mondo, simile ad un globo, ragione per cui lo chiama opalpos, opera perfetta dell'amore, da lui governata, a lui identica. La materia e la forza non si decompongono. L'amore irradiandosi dal centro penetra tutto ed è ad un tempo necessità: dipende da tutto pel con trasto delle forze. Essendo l'uomo solamente una parte della divinità, la cognizione umana non può essere che imperfetta,' e quantunque conosca gli elementi del tutto, non può penetrarne l'unità, che Dio solo può comprendere. Egli distingue dalla mas sa la forza movente. Le forze solamente movono, ma non variano le cose; però questa dottrina della natura è meccanica. Egli è impossibile che il nulla produca alcuna cosa, e che venga a mancare ciò che esiste. Egli ammette quattro elementi, fra i quali dà preferenza al fuoco, considerandolo come l'essenza divina delle cose; imperocchè tutto si ri cava dal fuoco ed in esso tutto si risolve. La sepa razione avviene per odio, ma senza che riman gano intervalli vacui. L'amore congiunge le cose eterogenee, l'odio le omogenee, operando la sepa razione del composto. Vi sono periodi nella for mazione del mondo. Ma il mondo mosso è sola mente una parte del tutto, il dominio dell'odio solo sottordinato, ed anche solo presente nella rappre sentazione. Prima si formano le cose elementari, il sole, l'aria, il mare, la terra, poi da questi pro vengono le organiche per mezzo dell'amore; le piante e gli animali si formano dal concorso degli elementi, ma in principio le membra esistendo se paratamente hanno prima luogo i mostri. La na tura organica essendo formata dall'amore è il pas. saggio alla vita beata nello sfero. Gli spiriti sono trasmigrati in corpi per delitto, epperò sono neces sarie le purificazioni. Tutto è ripieno di ragione e partecipa alla conoscenza. Gli elementi non godono di vita pacifica, essendo svelti dallo sfero, mossi dall'odio, epperciò ricevono diverse forme senza propria metempsicosi. Tale migrazione per tutte le forme è la miseria delle cose, conseguenza dell’o dio. Rimedio contrario è l'intiero abbandono all'a more. Non v'ha guarentigia d'intelletto se ci diamo alla vita sensuale. La cognizione de' corpi ha per fondamento l'osservazione sensibile, ed è opera dell'unione meccanica de'corpi per mezzo dei tras corrimenti á toppolai) e delle correnti che pene trano in altri corpi per via de'pori (xotha ). L'unione delle impressioni sensibili nella coscienza, spiegasi col congiungersi del sangae nel cuore. Questa co gnizione procura l'opinione, ma non il vero sapere. La cognizione divina è somministrata dalla ragione ed avviene in maniera mistica per mezzo della pu rificazione. La filosofia di GIRGENTI (si veda) è il primo tenue saggio per rettificare le nozioni sensibili coi puri concetti della ragione, e disgiungere dai feno meni fisici la cognizione del vero reale, ossia il fondamento sensibile delle cose. La sua fisica ha tutti i difetti della spiegazione meccanica della na tura. Anch'egli si duole della ristrettezza dell'uma no intendimento. Si racconta che incontrò la morte nel cratere dell'Etna. Empedocle aveva scritto un poena didattico sulla natura, ma non ne perven nero a noi che frammenti. GORGIA da Leonzio, discepolo d’Empedocle, e anche maggior dispregiatore di Protagora di quanto è vero e buono. Egli si portò in Atene in qualità d'ambasciatore, si attirò gli sguardi per una nuova maniera oratoria, viaggið all'intorno, raccolse molto danaro dall'insegna mnento e morì in età avanzata. Le sue orazioni sono meramente pompose, svolte per mezzo di antitesi, epperciò fredde. Egli si vantava di parlare all'im provviso di tutto, sia brevemente sia a lungo, e di sapere a tutto rispondere. Il suo insegnamento nel l'arte oratoria consiste in artifizii, specialmente in paralogismi. Egli sprezzava la virtù, tenendo l'arte di persuadere per la suprema. In luogo dell'esistente degli Eleati pose il non - esistente. Egli sosteneva tre tesi: 1 ° egli v'ha niente, nè l'essere nè il non essere, nè ambi assieme. L'essere non è perchè o non deve aver principio o deve averlo, od ambi assieme. Se non ha principio è eterno, perciò un non - essere, è come eterno anche infinito, ma poi dovrebbe essere od in se stesso od in -un altros ma in se stesso dovrebbe essere ad un tempo contenente e contenuto, in un altro vi sarebbe un infinito in un altro infinito; però ambi i casi sono impossibili. Se ha principio, dev'essere prodotto o dall'esistente o dal non esistente. Nel primo caso sarebbe contro la presupposizione eterno e non avrebbe principio, nel secondo dovrebbe il nulla come non esistente, produrre alcuna cosa. Ma il nulla esistendo, l'es sere dovrebbe essere non esistente, perchè il nulla e l'essere sono contrapposti. L'essere poi non po trebbe avere principio e non averlo nello stesso tempo per essere un'antitesi. Parimenti il non essere non può essere, perchè altrimenti l'essere stesso non potrebbe essere. Quand'anche qual che cosa fosse, tuttavia non si potrebbe conoscere, perchè non si può pensare che il pensabile, non il reale che è fuori del pensiero. Vi ha differenza tra il pensato ed il reale (questa distinzione è vera, ma LEONZIO (si veda) ne fece un'applicazione falsa ). 3° Quando anche alcuna cosa fosse pensabile, essa pero non sarebbe comunicabile, perchè solamente il concetto ed il discorso si possono comunicare, non già la cosa stessa.- Zenone aveva già adoperato gli ele menti delle nozioni sensibili per mostrare in esse stesse la loronullità a frontedella verità puramente razionale; Gorgia si prevalse degli elementi della dottrina eleatica intorno alla ragione per annullare l'ultima stessa, essendo contraria alla verità delle nozioni sensibili, ed il pensiero potendo solamente produrre apparenze. $ 80 In tal maniera fini il primo periodo della filosofia greca. I lonii partirono dalla natura, ossia dalmondo, gli Eleati da Dio; i primi rifletterono meno alla Di vinità, facendone conto solamente come dellaforza prima della natura o della vita; imperocchè per essa solamente intendevano a spiegare l'origine del mondo o per via dinamica o meccanica, finchè Anassagora separò Dio dalla materia, però ad ambi attribuendo pari originalità e concedendo solo al primo la direzione del mondo. Gli Eleati rigetta rono cotesto dualismo, ritornarono al monismo, ma non poterono accordare la perfezione di Dio coll'im perfezione del mondo, cercando un rifugio col dire che il mondo non è alcuna cosa reale, ma solo ap parente. Fu questo il grave errore, che sempre più ingrandito aboli finalmente Dio, la religione e la moralità. Già la scuola ionica aveva lasciato la mo rale in un canto. Pitagora, il quale trattò l'origine ed il governo del mondo col suo ingegnoso ma farzato e sterile paragone colla matematica, ebbe riguardo al morale, però meno in teorica che in pratica. –La filosofia ebbe poi un nuovo eccita mento della parte morale per - mezzo di Socrate, quantunque egli non abbia seguito la direzione scientifica, ma solo la pratica e religiosa. A ciò conseguitarono i sublimi saggi di Platone e d'Aristo tele per investigare la natura, Dio e la moralità; ma anche questi uomini dovettero soccombere al grande incarico, per quanto inspirato sembrasse il primo e circospetto il secondo. Finalmente la scuola epicurea prese, come gli Atomisti e Sofisti sul finire del primo periodo, a proteggere la sensualità e l'ateismo. Per opera degli Scettici prese a domi nare il dubbio; si cercò invano di risolvere il pro blema dell'unione della materia e dello spirito, dell'intuizione e del pensiero, e bisogno gettarsi nelle braccia del teosofismo: Così terminava la fi losofia greca, avendola dal principio alla fine ac compagnata il dubbio e la tristezza. Il Cristiane simo salvo poiil mondo dalla corruzione intellettuale e morale. I romani non hanno mente filosofica. Essi accolgeno la filosofia greca, particolarmente la apparetenente all’Orto, che risponde al loro lusso, e Tito LUCREZIO TERZO PERIODO -ECLETTICI E SINCREBISTI. ne fa soggetto di un poema didattico, cui da l'antico titolo: Della natura delle cose; anche più famigliare si resero la dottrina del PORTICO, che accor dandosi all'antico carattere romano, esercita influenza sulla loro legislazione ed amministrazione, e trova ancora rinomati partigiani al tempo del l'impero, cioè Lucio ANNEO SENECA, maestro di NERONE, autore di molti scritti filosofici, EPITTETO da Terapoli in Frigia, verso lo stesso tempo, schiavo, il cui discepolo FLAVIO ARRIANO da Nicomedia compila un piccolo manuale secondo le lezioni del maestro, e MARCO AURELIÓ ANTONINO, imperatore romano, autore di meditazioni  sotto il titolo: Eis éautóv. Seneca e più eclettico, Epitteto si attenne ai voti della natura e ridusse la dottrina stoica alla formola ανέχον και απέχου, 81 stine et abstine. Lo scritto di Antonino ha carattere di dolcezza e pietà; tutti e tre abbracciarono sola mente la parte etica della filosofia stoica. Che se questi romani dell’orto e il portico a Roma si mantennero fedeli ad un solo sistema, CICERONE (si veda) da esempio di un compiuto eclettismo, e tanto egli contribui co'suoi numerosi saggi e dialogi a rendere accessibile ai Romani la filosofia quanto gli manca originalità filosofica. Nella pratica prefere il sistema del portico, nella teoretica l'accademia, accettandovi anche l'orto e il lizio. In generale poi le dottrine di Platone ed ancora più quelle di Aristotele rimaneno pei Romani tesori nascosti. Francesco Bertinaria. Keywords: l’indole e le vicende della filosofia italiana. Refs.: determinazione dell’assoluto. Luigi Speranza, “Grice e Bertinaria” – The Swimming-Pool Library. Bertinaria.

 

Grice e Berto: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale della reduzione all’assurdo – scuola di Venezia – filosofia veneziana – filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Venezia). Filosofo veneziano. Filosofo veneto -- Filosofo italiano. Venezia, Veneto.  Grice: “I like Berto, but then, my first unpublication is on negation and privation! Against my tutee, Sir Peter, I always took Aristotle’s tertium non datur pretty seriously, but the consequentia mirabilis I had to re-label implicature; for, as Tertulliano used to say, ‘Just because it is deaf (ab-surdum), I believe it!” --  Grice: “If Peirce (I lectured on him for years, and deem him my friend) is right that ‘dictum,’ in Roman, is cognate with Hellenic ‘deixis,’ Boezio was too hasty to translate ‘anti-phasis’ as ‘contra-dictio,’ for ‘phrasis’ is indeed Hare’s phrastic, while the dictio can be just a signal – as a spoon casting the shadow of a fork, to use Berto’s genial example!” – Grice: “Berto likes to pose the thing as an x-rhetorical question: che cosa e una contradizione, -- implicaturum: ‘if anything AT ALL!” – “He is friends with Priest, so what can you expect!? J). Francesco Berto (Venezia), filosofo. Laureatosi a Venezia con una tesi su Emanuele Severino, ha conseguito il dottorato presso la stessa università con una tesi sulla dialettica hegeliana. Dopo aver conseguito un post-doc in Filosofia teoretica all'Università degli Studi di Padova è stato Chaire d'Excellence Fellow al CNRS di Parigi, dove ha insegnato Ontologia all'École Normale Supérieure ed è stato membro dell'Istituto di Filosofia della Scienza e della Tecnica della Sorbona. È stato Research Fellow all'Institute for Advanced Study della University of Notre Dame (Indiana, USA). Ha insegnato Logica anche all'Università Ca' Foscari di Venezia e all'Università Vita-Salute San Raffaele. È stato Structural Chair of Metaphysics alla Universiteit van Amsterdam e membro del Northern Institute of Philosophy di Wright alla University of Aberdeen. Attualmente tiene la Chair of Logic and Metaphysics al dipartimento di Filosofia dell'University of St Andrews ed è Research Chair all'Institute for Logic, Language and Computation alla Universiteit van Amsterdam.  Premio Filosofico Castiglioncello, nella sezione giovani, con il libro Teorie dell'assurdo. I rivali del Principio di Non-Contraddizione.  Nel  l'Università Ca' Foscari di Venezia gli ha assegnato il Premio Ca'Foscari alla Ricerca per ricercatori.  Nel  ha ottenuto dall'AHRCResearch Council di Gran Bretagna un finanziamento per il progetto "The Metaphysical Basis of Logic".  Nel  ha ottenuto dall'European Research Council un finanziamento di 2.000.000 di euro per il progetto "The Logic of Conceivability".  Altre opere: “Logica” (Roma, Carocci); “Che cos'è una contraddizione” (Roma, Carocci); “L'esistenza non è logica: dal quadrato rotondo ai mondi impossibili” (Roma-Bari, Laterza); “Tutti pazzi per Gödel. La guida completa al Teorema di Incompletezza” (Roma-Bari, Laterza); “Logica da Zero a Gödel” (Roma-Bari, Laterza); “Teorie dell'Assurdo. I rivali del Principio di Non-Contraddizione” (Roma, Carocci); “Che cos'è la dialettica hegeliana? Un'interpretazione analitica del metodo” (Padova, Il Poligrafo); “La Dialettica della struttura originaria, Padova, Il Poligrafo). “Il Pensiero”; “Sistemi intelligenti”; “Iride”, “Rivista di estetica”, “Divus Thomas” “Il Giornale di metafisica.  Comune RosignanoLivorno, su comune.rosignano.livorno ).  Università Ca'Foscari di Venezia, su unive. Aberdeen  Amsterdam Archiviato il in.  Aberdeen Archiviato il 9 settembre  in.  Phil Papers.org  Stanford Encyclopedia of Philosophy: Dialetheism, su plato.stanford.edu. Stanford Encyclopedia of Philosophy: Impossible Worlds, su plato.stanford.edu. Stanford Encyclopedia of Philosophy: Cellular Automata, su plato.stanford.edu.).Filosofia Filosofo Logici italiani Accademici italiani Professore Venezia Professori dell'Università Ca' Foscari Professori dell'AmsterdamStudenti dell'Università Ca' Foscari Venezia. Francesco Berto. Keywords: reductio ad absurdum, pegaso, il quadrato redondo, incompletezza goedeliana, Grice’s System Q, Myro’s System G, Speranza’s System GHP, R. J. Jones’s System C., dialettica, contradizzione, negazione, quadratto di opposizione, Hegel e l’opposizione, Hegel e la contradizione, che e inompleto secondo Godel? Sistema G incompieto, incopetiezza, Bellorofonte in sistema G, Parmenide, neo-Parmenide, Severino come neo-Parmenidiano, circolo quadrato, la quadratura del circolo, calcolo di predicate di primo ordine con identita, la struttura originaria della dialettica, dialettica, posizione, contraposizione, composizione – Oxonian dialectic, dialettica hegeliana, severino, dialettica oxoniense, dialettica ateniense. -- Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Berto” – The Swimming-Pool Library.

 

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