Grice
e Berardi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale telepatica
– scuola di Bologna – filosofia bolognese – filosofia emiliana -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The
Swimming-Pool Library (Bologna).
Filosofo italiano. Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Bologna, Emilia-Romagna. Grice: “You
gotta love Berardi, but I wonder if his background is in the classics – he has
written on ‘il futuro della comunicazione,’ and coined some nice neologisms,
like ‘psiconautica,’ – which is like my telementationalism, only different –
and dialogued with Guattari -- While
Berardi is into ‘il futuro della comunicazione,’ we at Oxford, them with a
lit.hum. are usually into the PAST of communication!” -- Franco Berardi (n.
Bologna), filosofo. Detto “Bifo”
-- Agitatore culturale italiano. All'età di quattordici anni si iscrive alla
FGCI, ma ne viene espulso tre anni più tardi per "frazionismo".
Partecipa al movimento del '68 nella facoltà di lettere dell'Bologna, ove
conosce Negri. Si laurea in Estetica con Luciano Anceschi e aderisce a Potere
Operaio, gruppo della sinistra extraparlamentare di cui diviene figura di
spicco a livello nazionale. Nel 1970 pubblica il suo primo libro, Contro il
lavoro (edito da Feltrinelli). Fonda la rivista A/traverso, un foglio che era
espressione dell'ala "creativa" del movimento bolognese. Nei suoi
scritti mette al centro della propria analisi il rapporto tra movimenti sociali
e tecnologie comunicative. Partecipa alla fondazione dell'emittente libera
Radio Alice e subisce l'arresto per l'accusa di partecipazione alle Brigate
Rosse, da cui viene assolto un mese dopo. Per richiederne la scarcerazione,
Radio Alice organizza una festa in Piazza Maggiore, a cui partecipano oltre
diecimila persone. Berardi viene scarcerato poco dopo, e diviene il leader
dell'"ala creativa" della protesta studentesca bolognese del 1977.
Dopo la chiusura della radio da parte della polizia, contro Berardi viene
spiccato un mandato per "istigazione di odio di classe a mezzo
radio", per sottrarsi all'arresto fugge da Bologna. Si rifugia a Parigi
dove frequenta Félix Guattari e Michel Foucault e pubblica il libro Le Ciel est
enfin tombé sur la terre (Éditions du Seuil).
Negli anni ottanta rientra brevemente in Italia e poi si trasferisce a
New York dove collabora alle riviste Semiotext(e), Almanacco musica e Musica
80. Viaggia a lungo in Messico, India, Cina e Nepal. In quel periodo inizia ad
occuparsi della crescita delle reti telematiche e preconizza la futura
esplosione della rete quale vasto fenomeno sociale e culturale[senza fonte]. Alla
fine degli anni ottanta si trasferisce in California dove pubblica alcuni saggi
sul cyberpunk. Ritorna a Bologna e, in veste di protagonista, partecipa al
documentario Il trasloco di Renato De Maria, prodotto dalla RAI nel 1991,
incentrato sulla storia del suo appartamento. Collabora poi con varie riviste
culturali fra cui Virus mutations, Cyberzone, Millepiani e varie case editrici
fra cui la Castelvecchi e DeriveApprodi. Collabora, inoltre, alla stesura di
testi per MediaMente, la trasmissione televisiva prodotta da RAI Educational e
condotta da Carlo Massarini dedicata al mondo di Internet e delle nuove
tecnologie di comunicazione. Collabora
alla rivista DeriveApprodi insieme a Sergio Bianchi e altri. Cura con
Pasquinelli l'ambiente di rete Rekombinant. Nel 2002 fonda Orfeo Tv, la prima
televisione di strada italiana. Nel 2005 un suo pamphlet che si scaglia contro
le politiche sociali del nuovo sindaco di Bologna Sergio Cofferati viene
ripreso con enfasi dalle testate giornalistiche nazionali. Lavora come
insegnante presso l'istituto tecnico industriale Aldini Valeriani di Bologna.
Pubblica regolarmente sul quotidiano Liberazione, sulla rivista alfabeta2 e sul
sito Through Europe. Collabora alla rivista canadese Adbusters. Anima la
mailing-list Rekombinant con Pasquinelli.
Altre opere: “Contro il lavoro”; “Scrittura e movimento” (Marsilio); “Teoria
del valore e rimozione del soggetto: critica dei fondamenti teorici del
riformismo” (Verona, Bertani); “Primavera” (Roma, Stampa Alternativa); “Chi ha
ucciso Majakovskij” (Milano, Squi/libri); “L'ideologia francese: contro i
"nouveaux philosophes"” (Milano, Squi/libri); “Finalmente il cielo è
caduto sulla terra. Milano, Squi/libri); “La barca dell'amore s'è spezzata.
Milano, SugarCo); “Dell'innocenza” (Bologna, Agalev); “Presagi. L'arte e
l'immaginazione visionaria” (Bologna, Agalev); “Terzo dopo guerra” (Bologna,
A/traverso); “La pantera e il rizoma” (Bologna, A/traverso); “Una poetica
Ariosa” (Milano, ProgettoArio); “Più cyber che punk. Bologna, A/traverso); “Politiche
della mutazione. Milano-Bologna, Synergon), “Dalla psichedelia alla telepatica”
(Milano-Bologna, Synergon); “Hip Hop rap graph gangs sullo sfondo di Los
Angeles che brucia. Milano-Bologna, Synergon); “Cancel & Più cyber che
punk. Milano-Bologna, Synergon); “Come si cura il nazi. Castelvecchi); “Mitologie
Felici. Milano, Mudima); “Mutazione e cyberpunk. Immaginario e tecnologia negli
scenari di fine millennio. Costa & Nolan); “Lavoro zero. Castelvecchi); “Neuromagma.
Lavoro cognitivo e infoproduzione. Castelvecchi); “Ciberfilosofia”; “Dell'innocenza”,
“Premonizione. Verona, Ombre Corte); “Exit. il nostro contributo all'estinzione
della civiltà. Costa & Nolan); “La nefasta utopia di Potere operaio.
Castelvecchi); “Alice è il diavolo. storia di una radio sovversiva”; “Shake
edizioni. La fabbrica dell'infelicità: new economy e movimento del
cognitariato. Roma, DeriveApprodi); “Felix. Narrazione del mio incontro con il
pensiero di Guattari, cartografia visionaria del tempo che viene. Luca Sossella
Editore), “Quando il futuro incominciò. Fandango Libri); “Un'estate all'inferno”;
“Telestreet. Macchina immaginativa non omologata. Baldini Castoldi Dalai); “Il sapiente,
il mercante, il guerriero. Dal rifiuto del lavoro all'emergere del
cognitariato” (Roma, DeriveApprodi); “Da Bologna (serie A) a Bologna (serie B).
DeriveApprodi); “Skizomedia. mediattivismo. Roma, DeriveApprodi); “Europa 2.0
Prospettive ed evoluzioni del sogno europeo, edito da ombre corte, Un'utopia
senile per l'Europa. Run. Forma, vita, ricombinazione, Mimesis); L'eclissi.
Dialogo precario sulla crisi della civiltà capitalistica, Manni Editori); “La
Sollevazione. Collasso europeo e prospettive del movimento. Manni Editori); “L'anima
al lavoro, DeriveApprodi); “After the future AKPress, Oakland); “Dopo il
futuro. Dal futurismo al cyberpunk. L'esaurimento della modernità,
DeriveApprodi); “La nonna di Schäuble. Come il colonialismo finanziario ha
distrutto il progetto europeo, Ombre corte,
Heroes Suicidio e omicidi di massa, Baldini & Castoldi, Asma, C&P Adver Effigi); “Contro il
lavoro, DeriveApprodi); “Il secondo avvento. Astrazione apocalisse comunismo,
DeriveApprodi); “Futurabilità, Produzioni Nero); “Respirare. Caos e poesia,
Sossella), “Il trasloco”, “Io non sono un moderato”. Note
Filmato audio Alexandra Weitz, Andreas Pichler, L'eterna rivolta, su
YouTube, 2006, a 0 min 47 s. 6 agosto.
Cronologia di Radio Alice, radiomarconi.com. 6 agosto. E-text s.r.l. (http://e-text/), MediaMente:
Franco Berardi, su mediamente. rai.).
Bifo: "Con la Gelmini non insegno" Sospeso dall'insegnamento |
Bologna la Repubblica Cominciamo a
parlare del collasso europeo, alfabeta2
rekombinant liste.rekombinant.org, su
rekombinant.liste.rekombinant.narkive.com. 6 aprile. A/traverso | Casa Editrice Etichetta
Discografica | AlterAlter Erebus press & label, su Alter Erebus. Guattari
Deleuze Movimento del 'Radio Alice Telestreet Internet Movie Database,
IMDb.com. //th-rough.eu/Pagina personale di Bifo sul Through Europe Interregno[collegamento
interrotto]Hacer lo imprevisible… después del 68: Entrevista con B. Bifo (Español)
Rekombinant"Listblog" animato da Franco Berardi e Matteo Pasquinelli
radioalice.orgsito web su Radio Alice Il Trasloco (scaricabile) su New Global
Vision, su ngvision.org. podcast. Fm la tribu.com Podcast en castellano Entrevista
con Bifo en FM La Tribu, Buenos Aires Articoli su arte e sensibilità, European
School of Social Imagination San Marino; scepsi.eu.). Interviste a Franco
Beradi di Christian Brogi, su ltmd. B. su Bookogs. Biografie Biografie Letteratura Letteratura Politica Politica Categorie: Saggisti italiani Filosofi
italiani Professore Bologna Militanti di Potere Operaio Movimento Studenti
dell'Bologna Fondatori di riviste italianeAttivisti italiani. Franco Berardi.
Keywords: telepatica, implicatura del presagio, poetica ariosa, progetto ario,
telepatia, pre-sagio, sagio. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Berardi” – The Swimming-Pool Library. Berardi.
Grice
e Bernardi: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale del duello
– scuola di Mirandola – filosofia emiliana -- filosofia italiana – Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Mirandola). Filosofo emiliano. Filosofo italiano. Mirandola,
Modena, Emilia-Romagna. Grice: “We
discussed Bernardi with Sir Peter – when we were tutoring on ‘Categoriae’ –
“Surely this is not propedeutic logic! This is pure metaphysics, and even pure
physics!” Bernardi held the same view! On top, I love Bernardi because he does
not use ‘logica,’ which he thinks for ‘kids,’ but ‘dialettica,’ which is real
philosophy!” Aristotelico, nominato vescovo di Caserta.
Duomo di Mirandola. Compiuto gli studi presso Bologna avendo come maestri Boccadiferro
(l’autore di un trattato sui luoghi comuni d’Aristotele) e Pomponazzi. Si
trasferì poi a Roma presso la corte di Farnese, dove frequenta Bembo, Casa e Giovio,
e si conquista una fama di filosofo aristotelico e letterato. Consacrato vescovo di Caserta. Poi a Parma nel monastero di San Giovanni dei
Cassinesi. Fu tumulato nel Duomo di Mirandola. In occasione del centenario della sua nascita,
il Centro Internazionale Pico gli dedicò
un convegno. Saltini utilizzat la figura di B. come personaggio del suo romanzo
storico L'assedio della Mirandola. Atre
opere: “La Monomachia” -- dove si sostiene che il duello è legittimo secondo la
ragione e la filosofia morale ma illecito sotto il punto di vista
religioso. Duello cavalleresco. ,
Antonio Bernardi della Mirandola. Un aristotelico umanista alla corte dei
Farnese. Atti del convegno "Antonio Bernardi nel V centenario della
nascita" (Mirandola), M. Forlivesi, Firenze, Olschki, Aristotelismo. Zambelli,
B., in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 9, Roma, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana, Filosofia Categorie: Vescovi cattolici italiani Filosofi italiani Professore Mirandola Bologna.
EVERSIONIS SINGVLARIS
CERTAMINIS. PROPOSITVM NOBIS EST, SINGVLARE certamen, quantum quidem
poterimus, fundamentis ſanctiſsimæ religionisnoſtræinnitentes, euertere, ac pe
nitus ex animis hominum extirpare, (utpote quod ab homine qui Chriſti
ſeruatoris noftri religionem & pie tatem profitetur, abhorreat.) Sed quia
edituseſtliber quidam, infcriptus Contra uſum duelli,in quo multa e tiam
diſputanturcontra libros noſtrosDehonore,ubi agitur de ſingulari certamine: qui
libri ſub nomine loan nis Baptiſtæ Poſleuinifallò in lucem prodierunt:etlino
lateat nos illud Ariſtotelis, to gasto TutóvG-gvarſíce tas Sofaes espolwaulio
agorti{ eup vxbés oszy: tamen faciendum nobis primùm uidetur,ut ea refellere
conemur, quæ contra libros noſtros De honore fcripta ſunt: ut,qui tantű. modò
uerborum faciem intuentes, interius autem non expendentes reconditam rerum
ueritatem, putauerunt eius libri quem diximus, auctorem, Ariſtotelis ſenten
tiam, ueritatem ipſam omnino affequutum effe, facileintelligant,non folùm no.
ftra quæ is refellit Peripateticorum doctrinæ prorſus conſentire, fed etiam
tantum abeſleut ille (quiquidem magnum ſeadiumentum fuo hoclibro generi humano
at tuliſſe putauit) ex doctrina Ariſtotelis, & ex
philoſophiamoralilingulare certamē euerterit,ut id etiam ex ipfiuſmet uerbis
dari ac permitti in omnibus fere cauſis per, ſpicuè appareat.At ita plane
intelligetur,fierinon poſſe utſingulare certamene, uertatur,niſiex fundamentis
ſanctiſsimæ religionis noftræ. Quæ quidem res potiſ fimùm nos impulit,ut ad
hæcſcribenda aggrederemur. Hocigitur (niſi fallimur) cum ita futurum ſit contra
id quod ſibi iſte propoſuerat,magis probandữmihiqui dem uidetur eius conſilium,
uoluntas, quàm eo ipfe laudandus, quòd quæ uel let præſtiterit. Sed primùm
loquamur generaliter, ponentes id quod ipfe fatetur totius ſuæ cau fæ
fundamétum efle,uidelicet ipſius ſingularis certaminis plura eſſe genera. Verùm
antequam ueniamus adipfius uerba, uideamus quam facilè hoc eius fundamentum
peruertamus:accipientes ex eis quæ ipfe conceſsit &dixit, arma, quibus eius
impe, tus aduerſusnoftrum librum labefactetur atą frangatur. Sed quia nos, qui
deopi nione Ariſtotelis diſſerimus, hujus controuerſiæ iudicem Ariſtotelem
conſtitui mus: afferemus in omnibus uerba ipſius Ariſtotelis, ponentes ea ante
oculos, ucho mines qui non certis quibuſdam, deſtinatis ſententijs addicti
confecratiga funt, fed ueritatem amplecti deſiderant, facile intelligant quam
iniuſtè, quàm etiam con. tra hominum utilitatem, iſte in me quali grauiſsimum
aliquod facinus admiſillem, inuaferit. Sed iam ad rem ueniamus. Omnia
ſingularia certamina, quæ ex fundamentis naturæ, non ex fancta noftra religione
permitti poffunt, ſuntunius generis,uel fpeciei(utiſte loquitur:)ergo fun
damentum eius à ueritate abhorret, quod ſcilicet fint plura genera: & quòd
ob hanc caufam unum genus fuerit permiſſum, &aliud nõ permiſſum. Ex quo
poftmodum emanat, me in libro Dehonore non eſſe lapſum, quia ignorauerim nomen
&no. tionem, uim; & originem fingularis certaminis,cum dixerim eius
nomen apud GræcosfuiffeMonomachiam,apud Romanos Singulare certamen: quia non
fue runt generalia nomina(ut ipſe dicit )fed folùm nomina unius fpeciei uel
generis. Conſequentia perſpicua eft: id uero quod antecedit, probemus in hunc
modum. Illa certamina quorum eft idem finis, effe etiam eiuſdem generis uel
ſpeciei neceſſe eſt.hoc enim loco pro eodem ſumuntur genus & ſpecies.
Propofitio ifta conceſſa eſt ab ipſo, etenim a diltinctione finium ſumpſit
diſtin, a ctioncm EVERS. SING CERTA M. ctionem illorum certaminum:ut ex
fine,qui erat honor,concluſit unum genus cer, 2. Deanima. taminis. Sed probemus
ipfam ex Ariſtotele. etenim ipſe inquit: Quoniam autem à text.49.
fineappellariomnia iuſtum eſt. Item inquit: Determinatur enim
& definitur u. 3.Ethic.o. numquodą fine. Siquidem &ſuperabundantia ut
nominetur ad finem, &excellen " tia uirtutum oporter. Si ergo
unumquodq; determinatur &definitur fine: ſingu laria ergo certamina
decerminabuntur & definientur fine. Ergo ſi finis
erit unus, una erit ſpeciesſingularis certaminis:ſi plures,ergo plures ſpecies.
De cælo Item Ariſtoteleshæc ſcripta reliquit:Cuius enim cauſa unumquod eſt,
&factű mundo,tex.116 eſt ipſum eſt illius ſubſtātia. Quæ ergo certamina
habent eundē finē, ut fint etiam 1.Oeconom. eiuſdem ſpeciei neceffe eft: etenim
ſunt eiufdé fubftantiæ & formæ,necefTech eſt ut materia tantùm differant.
Sed omnia illa ſingularia certamina quæ ipſe conceſsit ex fundamentis naturæ,
& illud etiam genus quod nos conceſsimus in libris Deho. nore, ſunt
certamina ſingularia, quorum eſt idem finis:ut igitur ſint eiuſdem gene. ris
uel ſpeciei,neceſſe eſt. Minor probaturſic:llla quorum honeſtum eſt
finis, ſunt eiuſdem finis. Propofi tio iſta perſpicua eſt. Sed omnium illorum
quæ ipfe conceſsit (utpugnare pro pa tria,pro coniuge,pro regnis, honeſtum eſt
finis:ergo habent eundem finem. Sed oftendanus pofterioris
huiusſyllogiſmiminorem. Sienim honeſtum non effet eo. rum finis, non eſſent
concedenda a Republica bene inſtituta: quandoquidem Rer publica bene inſtituta
nunquã concedicinhoneſta, alioquin nõ eſec bene inſtituta. 1. Rhet... Item
inquit Ariſtoteles:Ėc fimpliciter bona ſunt honeſta, & quæcunq pro patria
facit,perdens fua. Qui ergo facit pro patria, facit propter honeltatem. "
Item, Viri fortis finis eſt honeſtum. Qui pugnant pro patria, pro coniugibus,
pro filijs, prore. gno,ſuntuirifortes:ergo eorum quipugnant pro patria, pro
coniugibus,pro filijs, pro regnis,eſt finis honeſtum. Maior etli perſpicua ex
ſe eſt, declaraturtamen ab Ariſtotele his uerbis, quæ ſư 3. Ethic.io. prà etiam
citauimus ad aliud probandum: Finis enim, inquit, omnis actionis eft fe.,
cundum habitum: &uiro forti fortitudo eft honeſta, &talis eſt finis:
determinatur, ' & definitur unumquodq; fine.Honeſtienim gratia fortis
ſuſtinet &agit ea quę funt, ' ſecundum fortitudinem Ergo uiri fortis eſt
finis honeſtum. Deinde paulo pòſt inquit: Oportet autem non propter
neceſsitatem fortem el so ſe,ſed quia honeſtum eſt. Item paulo poſt inquit:Fortes enim agunt propter honeſtā ira
aūtadiuuatipſos." 1. Rhet... Item inquit:Quæcunq; funt opera fortitudinis,
funt honeſta & iufta: & opera iu. ftè facta,ſupple ſunt honeſta. Bernardi
(Ant., Mirandulani, Episcopi Casertani ). B. / di Mirandulani, epiſcopi
Caſertani, Eversionis / Singvlaris Certaminis Libri XL. / In quibvs cvm omnes
inivriæ ſpecies declarantur: tum uerò offenſionum, & côtentionum, quæ ex
illis nafcuntur, honeſtė atque ex uirtute tol- / lendarum ratio traditur: &
præter multos, ac propè in- ! finitos locos Ariſtotelis, qui ſunt difficilimi,
obiter explicatos. Animi etiā immor talitas ex ipfius ſententia oſten- / ditur:
Aſtrologiæ quoq; diuinatio omni pene autoritate fpoliatur, atque libertas
humana ſtabilitur. Ad amplißimum uirum Alexandrrm Farnesium Cardinalem,
S. R. E. Vicecancellarium. Acceſsit locuples rerum & uerborum
toto Opere memorabilium, Index. --- Basilea, Per llenricum Petri. [ W - 1 '] In
folio, al princ. Di queste: 3 per la dedica e 13 pel Rerum atqve verborum
locuple tibimus Index. Nel testo alcune iniziali con vignette. La stessa opera
di questo autore, detto da alcuni il Mi randola, dalla patria, e da altri il
Caserta dalla dignità, è stata pure pubblicata sotto l'altro titolo: -
Mirandulani, epiſco- i pi Caſertani, 1 Dispvtatio / nes. I – In qvibvs primvm
ex professo / Monomachia (quam Singulare certamen Latini, recentio- res Duellum
uocant) philoſophicis ra tionibus aſtruitur, & mox. diuina authoritate labefactata penitùs
euertitur: omnes quoq: iniuriarum ſpecies declarantur, easq'; conciliandi /
& è medio tollendi certiſsimæ rationes traduntur. Deinde uerò omnes
utriuſque Phi lofophiæ, tam contemplatiuæ quàm actiuæ, Loci obfcuriores, &
ambiguæ Quæſtiones, / (præſertim de Animæ immortalitate, & Aſtrologiæ iudi-
/ ciariae diuinationibus) Ariſtotelica methodo / luculentiſsimè examinantur
& / expli cantur. Ad amplißimum uirum Alexandrem Farnesirm / Cardinalem,
S. R. E. Vicecancellarium. Acceſsit locuples rerum & uerborum
toto Opere / memorabilium, Basileae, Per Henriccm / Petri, et Nicolarm SCIENZA
CAVALLERESCA ANTICA Bryling. | - (In
fine:) Finis Qvadragesimi et vltimi i libri Euerfionis fingularis certaminis. /
[ Fer] In folio p. 694 con iniziali con vignette. Al princ. 18 p. 1. n. pel
titolo, pella dedica al Cardinale Farnese (nella quale accusa di plagio
Possevino, uditore suo, per essersi appropriata un'opera sull'Onore da esso
scritta ) e pell' Index. Il Tiraboschi nel t. 1.o della Bibliot. Modenese a p.
241 erroneamente sem brasa credere, che questa seconda edizione losse la stessa
cosa della 1.a edizione, della quale essố aveva trovato il titolo nel
Mazzuchelli. – Di quest'opera voluminosa del Bernardi, divisa in 40 libri e
scritta col preteso assunto di abbattere il duello, stampa il Maffei, che è
stata stesa; « con metodo sco « lastico e coll'argomentazione usata in quegli
scrittori, che si chiamano di Filosofia; ma procedendo sempre con « equiroci, e
confusion di vocaboli e con perpetui sofismi talvolta intrigatissimi e
difficili e talvolta manifesti e palesi » Eppure, narra lo stesso Maffei, che
dell'opera del Bernardi quattro doppie si stimava modesto prezzo. In
quell'epoca i libri di scienza cavalleresca erano tanto ricercati, che, scrive
lo stesso Maffei, quattro doppie è pur stata valutata un'edizione dell'Ariosto,
quella di Venezia per il Valvassori, « sol per poche righe, che in alcuni
luoghi vi si trovano con titolo di Pareri in Ducllo ». - In quanto all'accusa
di plagio dita apertamente dal Bernardi a G. B. Possevino, essa è abbastanza
giustificata. Il G. B. Posse vino era scolaro del Bernardi e questi ebbe dal
maestro il suo lavoro sul duello per copiarlo, ma il Pos sevino non si fece
alcuno scrupolo di rafazzonarlo alquanto per poterlo far passare come proprio.
È vero peró, che la pubblicazione dello scritto non avvenne per opera del
Possevino, ma di suo fratello Antonio, che appartenne alla Compagnia di Gesù,
ed anzi vuolsi, che G. B. Possevino morendo raccomandasse al fratello di non
pubblicare quell'opera sul duello da esso lasciata, ma Antonio Possevino non
avrebbe però tenuto conto di questa raccomandazione, tanto più, che al dire del
Tiraboschi, a vincer i suoi scrupoli gli era oppor tanamente giunta
all'orecchio la falsa notizia della morte avvenuta a Ferrara del Bernardi, vero
autore del trattato sul duello, ed egli a tale notizia aveva prestato fede. Il
Tiraboschi, che dapprima aveva difeso G. B. Possevino dall'accusa di plagio
doveva finire per persuadersi, che tale accusa era ben fondata. Antonio Bernardi. Keywords: il duello, L’assedio della
Mirandola. i duellisti, la legittimita del duello, i duellisti, mono machia,
duo machia. Il duello nell’antichita romana, roma antica, il duello, statua di
due duellisti antichi, armi bianchi, Boccadiferro, Pomponazzi, aristotelismo
Bolognese. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Bernardi” – The Swimming-Pool
Library. Bernardi.
Grice e Bernardo: la ragione
conversazionale e l’implicatura
conversazionale della tradizione iniziatica italica – scuola di Benne –
filosofia piemontese -- filosofia italiana -- Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P.
Grice, The Swimming-Pool Library (Benne). Filosofo piemontese. Filosofo
italiano. Benne, Biella, Piemonte. Grice: “I like Bernardo: he
is a philosophical mason – but then most Italian philosophers are, as a way of
NOT being Roman!” Massone.
Gran maestro del Grande Oriente d'Italia, ha poi fondato la Gran Loggia Regolare
d'Italia. Diplomato in ragioneria e poi impiegato in banca, si laureò in
Sociologia presso l'Università degli Studi di Trento. Nello stesso ateneo seguì
la carriera accademica, divenendo docente ordinario di Filosofia della scienza
e di Logica, nonché pro-rettore. È inoltre autore di nmerosi saggi e
pubblicazioni sul tema della filosofia delle scienze sociali e della logica
delle norme. Fu iniziato alla massoneria
nella loggia bolognese "Risorgimento-VIII agosto" divenendo Maestro
venerabile della loggia "Zamboni-De Rolandis". Nello stesso anno
chiese e ottenne di venire inserito tra i massoni coperti per ragioni di
riservatezza legata alla sua professione di docente. Stessi requisiti di
riservatezza ebbe la sua appartenenza al Capitolo Nazionale del rito scozzese
antico e accettato. Eletto Gran maestro del Grande Oriente d'Italia. Negli anni
della sua maestranza tenne posizioni di aperto contrasto con la Chiesa
cattolica, dichiarò espressamente il proprio sostegno al Partito Socialista
Italiano, e dovette confrontarsi con la cosiddetta "inchiesta
Cordova" (dal nome del pubblico ministero di Palmi Agostino Cordova). Al
centro di polemiche anche con i vertici del GOI, Di Bernardo decise di
dimettersi dalla carica di Gran maestro al termine della Gran Loggia annuale a
Roma alla quale si era presentato dopo aver redatto atto costitutivo e statuto
di una nuova Obbedienza, la Gran Loggia Regolare d'Italia. Al vertice del GOI
gli succedette il reggente Eraldo Ghinoi.
La neonata Obbedienza si regge su uno sparuto gruppo di Logge
fuoriuscite dal GOI, caratterizzandosi per l'uso esclusivo del rito inglese
Emulation. Otto anni dopo la fondazione, viene espulso dalla GLRI; gli succede
alla guida dell'Obbedienza Venzi. Quindi avvia un nuovo progetto di un ordine
paramassonico, denominato Dignity Order, che tuttavia non è un'Obbedienza
regolare. Pur dichiarando di essere fuoriuscito dalla Massoneria, Di Bernardo
da anni si presta a rilasciare interviste e dichiarazioni sull'argomento sia a
giornalisti che ad organi inquirenti. Nel
ha polemizzato con il GOI dopo aver reso una dichiarazione alla
Commissione Antimafia relativa a presunte rivelazioni di Loizzo (vedi ). Il GOI
ha annunciato l'intenzione di denunciare Di Bernardo per diffamazione e
calunnia. Il lo stesso Di Bernardo annuncia di voler a sua volta querelare il
Gran Maestro del GOI Stefano Bisi per diffamazione. La querela di B. a carico
di Bisi viene archiviata per insussistenza.
Aldo Alessandro Mola, Gelli e la P2: fra cronaca e storia, Bastogi
Editrice Italiana, Giuliano Di Bernardo, unitn. Il Gran Maestro: chi è B. Mola. Pubblicazioni di Giuliano Di Bernardo, unitn. Fra
tradizione e rinnovamento: la lunga traversata del deserto, GOI. Aldo A. Mola,
801 e ss. Mola, Di Bernardo fonda
la nuova Grande loggia, in Corriere della Sera. Sito ufficiale del Dignity
Order, dignityorder.com. Aldo Alessandro Mola, Storia della massoneria
italiana, Bompiani, Gran loggia regolare d'Italia Massoneria in Italia
Massoneria Citazionio su Giuliano Di Bernardo
Intervista a Giuliano Di Bernardo del, Predecessore Gran maestro del
Grande Oriente d'Italia Successore Square compasses.svg Armando Corona. Eraldo Ghinoi
(reggente) Predecessore Gran maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia SuccessoreSquare
compasses.svg Carica inesistente Fabio VenziB Filosofia Università Università Filosofo del XX secolo Filosofi
italiani Professore Penne Gran maestri del Grande Oriente d'Italia. Giuliano Di
Bernardo. Bernardo. Keywords. la
tradizione iniziatica italica, logica dei sistemi normativi, normativa sociale,
l’implicatura del massone, psicologia filosofica, Homo sapiens sapiens. Refs.:
Luigi Speranza, “Grice e Bernardo” – The Swimming-Pool Library.
Grice
e Berneri: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale -- filosofia
italiana nel ventennio fascista – scuola di Lodi – filosofia lombarda -- filosofia
italiana – Luigi Speranza (Lodi).
Filosofo lombardo. Filosofo italiano. Lodi, Lombardia. Grice: ‘I like Berneri;
of course we need to know more about his philosophical background and education
– he represents the epitome of what Italian philosophers call ‘filosofia
militante,’ but then I fought the Hun – so I was militante, too!” – Figlio di padre
originario di Ronco, frazione di Corteno Golgi (nella Val Camonica, in
provincia di Brescia) e da madre emiliana, ben presto, si trasferì con la
famiglia dapprima a Milano, poi a Palermo, e Forlìdove, a Varallo Sesia (in
provincia di Vercelli) e, infine, a Reggio nell'Emilia. Qui, da una testimonianza di Angelo Tasca
risulta che Camillo Berneri militava nella Federazione Giovanile Socialista di
Reggio Emilia (da "Mussolini-Psicologia di un dittatore", Camillo
Berneri, Pier Carlo Masini, Milano). Dopo essere stato membro del Comitato
Centrale della Federazione Giovanile Socialista reggiana, e dopo aver collaborato
all'Avanguardia (organo nazionale della FGS), rassegna le dimissioni dalla FGS,
attraverso una lettera ai compagni, avendo maturato convinzioni anarchiche.
Sarà colpito dal gesto dei compagni che, nonostante le dimissioni, vorranno che
presieda un'ultima riunione della FGS a Reggio, e dal gesto del mentore Camillo
Prampolini, che lo convocherà per conoscere le ragioni del suo dissenso.
Berneri ricorderà sempre "i dolci ricordi del mio catecumenato
socialista". Si trasfere ad Arezzo dove frequenta il liceo. Chiamato alle armi ed escluso dall'Accademia
Militare di Modena per le sue idee, fu inviato al fronte; quindi, ancora in
servizio, venne confinato nell'isola di Pianosa in occasione dello sciopero
generale. Iniziava intanto con lo pseudonimo Camillo da Lodi la sua copiosa
attività pubblicistica collaborando per anni a vari periodici libertari: da
Umanità Nova a Pensiero e Volontà, da L'avvenire anarchico di Pisa a La Rivolta
di Firenze e a Volontà di Ancona.
Laureatosi in filosofia, insegnò tale materia per qualche tempo a
Camerino. Pronta e decisa si manifestava la sua avversione al fascismo e,
dall'Umbria in particolare, egli manteneva i contatti con gli antifascisti
fiorentini diffondendo il battagliero giornaletto Non mollare. Molto intensa fu
in quegli anni l'attività nell'Unione anarchica italiana. Inaspritasi la dittatura
fascista, dovette espatriare clandestinamente in Francia e lo raggiunse poco
dopo la moglie con le figlie; sua moglie era Caleffi anche lei militante
anarchica così come poi le figlie Marie Louise Berneri e Berneri. Scoppiata la guerra
civile spagnola, fu tra i primi ad accorrere in Catalogna, centro dell'attività
di massa libertaria esprimentesi nella Confederación Nacional del Trabajo: qui
si trovò a fianco di Rosselli con tanta parte dell'antifascismo italiano e
internazionale. Al di là della solidarietà militante, a Rosselli lo legava
anche l'atteggiamento critico, e l'apertura mentale verso le prospettive del
socialism. Collabora con l'organo clandestino del movimento socialista-liberale
"Giustizia e Libertà", argomentando con Rosselli sull'alternativa
secca tra socialismo libertario e socialismo dispotico ("Gli anarchici e
G.L.", B. e Rosselli, Giustizia e Libertà). Furono gli ultimi mesi
febbrili della sua vita: inadatto alle fatiche del fronte, si dedicò con
entusiasmo all'opera formativa, al dibattito ideale e alle incombenze politiche
pubblicando un proprio periodico dal titolo “Guerra di classe” che sintetizza
la sua precisa interpretazione del conflitto in corso. In esso infatti Berneri,
preoccupato per il crescente isolamento non tanto del legittimo governo
repubblicano quanto delle più tipiche realizzazioni rivoluzionarie e libertarie
conseguite in Catalogna, Aragona e altre regioni, si batté vigorosamente per la
stretta connessione di guerra e rivoluzione ponendo agli antifascisti e ai suoi
stessi compagni anarchici il dilemma: vittoria su Franco, grazie alla guerra
rivoluzionaria, o disfatta. Tale la sostanza di numerosi suoi articoli e
discorsi come della famosa Lettera aperta alla ministra anarchica della Sanità
Federica Montseny che con altri tre anarchici era nel governo di Largo
Caballero. Molteplici, seppure
inascoltati, furono anche i suoi suggerimenti politici per colpire le basi operative
del fascismo proclamando l'indipendenza del Marocco, coordinare gli sforzi
militari, potenziare gradualmente la socializzazione. Fu dunque quella di
Berneri una funzione singolarmente impegnata che lo espose ben presto alle
feroci repressioni condotte dai comunisti ormai prevalsi dopo l'avvento del
governo di Juan Negrín: scomparvero così tragicamente, vittime dei massacri di
massa, migliaia di combattenti antifascisti non comunisti, anarchici ma anche
comunisti non stalinisti, come i miliziani del POUM. L'assassinio di B., sulle
cui esatte circostanze esistono diverse versioni, si colloca precisamente nella
sanguinosa resa dei conti tra stalinisti e loro avversari antifascisti
conosciuta come le giornate di Maggio. B. fu prelevato insieme con l'amico
anarchico Barbieri dall'appartamento che i due condividevano con le rispettive
compagne. I cadaveri dei due anarchici italiani furono ritrovati crivellati di
proiettili. La moglie allevò i figli di Cieri, anche lui caduto in Spagna. In
morte di B., il leader socialista Nenni scrisse: "Se l'anarchico B. fosse
caduto su una barricata di Barcellona, combattendo contro il governo popolare,
noi non avremmo niente da dire, e nella severità del suo destino ritroveremmo
la severa legge della rivoluzione. Ma Berneri è stato assassinato, e noi
dobbiamo dirlo" (Pietro Nenni, Nuovo Avanti, Parigi). Altre opere: “Lettera aperta ai giovani socialisti
di un giovane anarchico” (Orvieto); “I problemi della produzione comunista” (Firenze);
“Le tre città” (Firenze); “Un federalista russo. Kropotkin, Roma); “Mussolini
normalizzatore, Zurigo); “Lo spionaggio fascista all'estero, Marsiglia); “Nozioni di chimica antifascista”;
“L'operaiolatria, Brest); “ll lavoro attraente, Ginevra); “Ed ancora: Mussolini normalizzatore La donna e la
garçonne”; “Pensieri e battaglie Il cristianesimo e il lavoro” – “Il Leonardo
di Freud”. da "Mussolini-Psicologia di un dittatore", B., Edizioni
Azione Comune, Masini, Milano, Mirella Serri, I profeti disarmati, la guerra
fra le due sinistre, Milano, Corbaccio, Cfr. Nicola Fedel, Introduzione e
criteri di edizione in B., Lo spionaggio fascista all'estero, Fedel (prefazione
di Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano, Enciclopedia POMBA. B.,
Anarchia e società aperta, Pietro Adamo, M&B Publishing, Milano, Errico,
Anarchismo e politica. Nel problemismo e nella critica all'anarchismo del
Ventesimo Secolo, il "programma minimo" dei libertari del Terzo
Millennio. Rilettura antologica e biografica di Camillo Berneri, Mimesis,
Milano 2007. Roberto Gremmo, Bombe, soldi e anarchia: l'affare Berneri e la
tragedia dei libertari italiani in Spagna, Storia Ribelle, Biella 2008. Mirella
Serri, I profeti disarmati. La guerra tra le due sinistre, Milano, Corbaccio,
2008. Flavio Guidi, "Nostra patria è il mondo intero". B. e
"Guerra di Classe" a Barcellona, pubblicato dall'autore, Milano.
Berti, Sacchetti, Un libertario in Europa. B.i: fra totalitarismi e democrazia.
Atti del convegno di studi storici, Arezzo, Archivio famiglia Berneri A.
Chessa, Reggio Emilia. B., Lo spionaggio fascista all'estero, Nicola Fedel (e
prefazione di Mimmo Franzinelli), Fondazione Comandante Libero, Milano,, Antifascismo Archivio Famiglia Berneri Guerra
civile spagnola Giornate di maggio Treccani Enciclopedie, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Camillo
Berneri, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Camillo Berneri, in Dizionario biografico
degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Opere di Camillo Berneri, su Liber
Liber. Opere di B., su openMLOL,
Horizons Unlimited srl. B. B. su Goodreads.
Altri particolari sul sito dell'ANPI di Roma, su romacivica.net. Maria Un
convegno e una nuova stagione di studi su B. su storiaefuturo). Socialismo
LibertarioProfili biobibliografici libertari, su socialismolibertario.
Abolizione ed estinzione dello stato, Anarchismo e federalismo di Camillo
Berneri, su magozine. Antifascismo. Anarchia
Anarchia Biografie Biografie
Politica Politica Storia Storia Filosofo Scrittori italiani del XX
secoloAnarchici italiani Lodi BarcellonaAntifascisti
italianiAssassinati con arma da fuocoVittime di dittature comuniste. Camillo
Berneri. Berneri. Keywords: normalizazzione, delirio racista, Refs.: Luigi
Speranza, “Grice e Berneri” – The Swimming-Pool Library. Berneri.
Grice
e Berti: la ragione conversazionale e l’implicatura della morte di Cicerone – scuola
di Valeggio sul Mincio – filosofia veneta -- filosofia italiana – Luigi
Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool Library (Valeggio sul Mincio). Filosofo veneto. Filosofo italiano. Valeggio sul Mincio, Verona, Veneto.
Grice: “I like Berti; of course he has philosophised on the only two
philosophers worth philosophising about Plato and Aristotle – his interest is
in the ‘number idea’ in Plato, the unity in Aristotle, and various other things
– notably Socratic dialectic as the basis for both!” -- Grice: “I also love his courtesy: cf. Sir
Peter, “Introduction to logical theory,” versus the gentle “Un invite alla
filosofia,” – for philosophy needs to be invited to, rather than intro- and
extro-ducted to and fro’!” Professore emerito di storia della filosofia, presidente
onorario dell'Istituto internazionale di filosofia. Laureatosi in filosofia all'Padova, è stato
allievo di Marino Gentile. Assistente
presso l'Padova. Nel diventa professore di storia della filosofia antica
all'Perugia e di storia della filosofia nella stessa Università. Si trasferisce all'Padova, dove insegna
storia della filosofia. È poi docente anche nelle Ginevra, di Bruxelles, di
Santa Fé (Argentina) e alla Facoltà di Teologia di Lugano. Presiede la Società Filosofica Italiana. Vince
il premio dell'Associazione internazionale "Federico Nietzsche" per
la filosofia, il premio Iannone per la filosofia antica, il premio Santa
Marinella e il premio Castiglioncello per la filosofia, il premio "Athene
Noctua" e nel il premio
giornalistico Lucio Colletti. Nel è nominato "doctor honoris causa"
dell'Università nazionale capodistriana di Atene e nel Honorary Fellow dell'"Interdisciplinary
Centre for Aristotle Studies" dell'Salonicco. Pensiero Interessato particolarmente alla
filosofia di Aristotele, Enrico Berti ne ha intravisto le tracce nella
metafisica, nell'etica e nella politica contemporanea in particolar modo per il
problema della contraddizione e della dialettica. Berti si è poi inserito nella dibattuta
questione del rapporto tra filosofia e scienza, cercando di definire la
specificità della filosofia, che si fonda su una razionalità non rapportabile a
quella scientifica, ma piuttosto alla dialettica e alla retorica. Su un piano
più propriamente teoretico si è interessato alla possibilità di riproporre oggi
una filosofia di tipo metafisico, formulando una concezione «umile« o «povera»
della metafisica come consapevolezza della problematicità, e quindi
dell'insufficienza, del mondo dell'esperienza, considerato nella sua totalità
(comprendente scienza, storia, individuo e società). Altre opere: “L'interpretazione neo-umanistica
della filosofia presocratica” (scuola di Crotone, la porta di Velia); “La filosofia del primo
Aristotele” (Padova, Milani); Il "De republica" di Cicerone e il pensiero
politico classico”; “L'unità del sapere in Aristotele”; “La contraddizione” (la
porta di Velia, la dialettica della struttura originaria, Bontadini); “Studi
sulla struttura logica del discorso scientifico”; “Studi aristotelici”;
“Aristotele: dalla dialettica alla filosofia prima” (Padova, Milani); “Ragione
scientifica e ragione filosofica” (Roma, La Goliardica); “Profilo di
Aristotele, Roma, Studium); “Il bene” (Brescia, La Scuola); “Le vie della ragione” (Bologna, Il Mulino);
“Contraddizione e dialettica negli antichi” (Palermo, L'Epos);:Le ragioni di
Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Storia della filosofia” (Roma-Bari, Laterza);
“Aristotele nel Novecento, Roma-Bari, Laterza); “Introduzione alla metafisica,
Torino, POMBA); “Il pensiero politico di Aristotele, Roma-Bari, Laterza); “Aristotele
e altri autori, Divisioni, con testo greco a fronte, coll. Il pensiero
occidentale); “In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia
antica, Laterza, Roma-Bari); “Il libro primo della «Metafisica» (Laterza,
Roma-Bari); Sumphilosophein. La vita
nell'Accademia di Platone, Roma-Bari, Laterza); “Nuovi studi aristotelici”
(Morcelliana); “Invito alla filosofia, Brescia, La Scuola); “La ricerca della
verità in filosofia, Roma, Studium. Ha scritto un dialogo satirico, un
"falso d'autore" attribuito ad Aristotele, Eubulo o della ricchezza:
dialogo perduto contro i governanti ricchi.
Traduzioni Aristotele, Metafisica, traduzione, introduzione e note di E.
Berti, Collana Biblioteca Filosofica, Roma-Bari, Laterza. Onorificenze e
riconoscimenti Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica
Italiana È membro delle seguenti
accademie e istituzioni scientifiche:
Accademia nazionale dei Lincei Institut international de philosophie
Istituto veneto di scienze, lettere ed arti Société européenne de culture
Fédération internationale des sociétés de philosophie Pontificia accademia delle
scienze Pontificia accademia di San Tommaso d'Aquino Accademia galileiana di
scienze, lettere ed arti Società filosofica italiana Note festivalfilosofia, su
festivalfilosofia). Enciclopedia
multimediale delle Scienze filosofiche, su emsf.rai.). Biografia Enrico Berti [collegamento interrotto], su
comune.ancona. Aristotele Opere di B., su openMLOL, Horizons Unlimited
srl. Opere di B.,. Registrazioni di B.,
su RadioRadicale, Radio Radicale.
Intervista a Enrico Berti () Enrico Berti scheda nel sito dell'Padova
(con l'elenco delle pubblicazion. Filosofia Filosofo del XX secoloFilosofi
italiani Professore Valeggio sul MincioProfessori dell'Università degli Studi
di Padova Studenti dell'Università degli Studi di Padova Professor dell'Università
degli Studi di Perugia Accademici dei LinceiStorici della filosofia italiani. I
pitagorici -- Gli eleati -- Parmenide -- Zenone, Melisso -- Empedocle --
Gorgia --. LA FILOSOFIA A ROMA Lo stoicismo medio il neo-epicureismo e
Lucrezio -- L’Accademia nuova e Cicerone -- Il neo-stoicismo romano Seneca,
Epitteto, Marc'Aurelio, Enrico
Berti. Berti. Keywords. la morte di Cicerone, Cicerone res publica – “De
republica” – cf. il bene/il buono/il bello, “il bene e il buono”, Cicerone e la
filosofia politica classica, il De Republica. Refs.: Luigi Speranza, “Grice e
Berti” – The Swimming-Pool Library. Berti.
Grice
e Bertinaria: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’indole
e le vicende della filosofia italiana – scuola di Genova – filosoia genovese –
filosofia ligure -- filosofia italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di
H. P. Grce, The Swimming-Pool Library (Genova). Filosofo genovese. Filosofo ligure. Filosofo
italiano. Genova, Liguria.
Grice: “I like Bertinaria; he is, like me a philosophical cartographer – in his
case, of ‘filosofia italiana’ for which he has identified ‘indole’ e this or
that ‘vicenda,’ – now J. L. Austin once remarked that ‘sake’ has no denotatum –
but ‘vicem’ does!” Studia a Pisa.
Si trasfere a Torino per collaborare con l'editoria Pomba. Curato la traduzione
Abriss der Geschichte der Philosophie di Kennegieszer, professore
dell'Breslavia. Si occupa anche di filosofia orientale e di filosofia italiana.
Oottenne la cattedra di filosofia della storia a Torino. È chiamato a Genova. Muore
a Genova. Altre saggi: “La filosofia italiana” (Pomba, Torino);
“Compendio di storia della filosofia” (Pomba, Torino); “Discorso sull'indole e
le vicende della filosofia italiana” (Pomba, Torino). “Concetto della filosofia
e delle scienze inchiuse nel dominio di essa, «Antologia italiana»”; “Disegno
di una storia delle scienze filosofiche in Italia dal Risorgimento delle lettere
sin oggi, Antologia italiana», “Concetto scientifico della storia, Stamp.
sociale degli artisti tipografi, Torino); “Saggi filosofici” (Tip. Fory e
Dalmazza, Torino); “Prospetto dell'insegnamento della filosofia della storia” (Stamperia
dell'unione tipografico editrice, Torino); “Della teoria poetica e dell'epopea
latina, Torino); “Dell'importanza della filosofia della storia e sue relazioni
con le altre scienze” (Torino); “L'antica filosofia del diritto” (Tip. Cavour,
Torino); “Principi di biologia e di sociologia, Negro, Torino); “La storia
della filosofia e la filosofia della storia” «Riv. cont.», Estr.: Baglione,
Torino); “Sulla formola esprimente il nuovo principio dell'enciclopedia” «Riv. cont.»,Il
positivismo e la metafisica” «Riv. cont.», Estr.: Negro, Torino); “Scienza, Arte e
Religione, «Gerdil», Estr.: Tip. Torinese, Torino); “Dell'origine, progresso e
condizione presente della filosofia civile, Riv. bol., “Saggio sulla funzione
ontologica della rappresentazione ideale, FSI); “Concetto del mondo civile
universale, FSI); “La dottrina dell'evoluzione e la filosofia trascendentale”
(Tip. Ferrando, Genova); “Ricerca se la separazione della Chiesa dallo Stato
sia dialettica ovvero sofistica, FSI, Estr.: Tip. dell'Opinione, Roma); “Il
problema dell'incivilimento, ossia come possano essere conciliate fra loro le
dottrine della civiltà nativa di Vico e della civiltà nativa di Romagnosi,
FSI); “La psicologia fisica ed iperfisica” (Unione tipografico-editrice,
Torino); “Ricerca se l'odierna società civile progredisca ovvero retroceda,
FSI); “L'odierno antagonismo sociale. Discorso inaugurale nella Genova”
(Martini, Genova); “Il problema critico esaminato dalla filosofia trascendente,
FSI); “Discorso per l'inaugurazione dei corsi filosofici e letterari nella R.
Genova, Tip.Martini, Genova); “Idee introduttive alla storia della filosofia,
RIF, Estr.: Tip. della R. Accademia dei Lincei, Roma); “Determinazione
dell'assoluto. Saggio di filosofia esoterica, «Giornale della Società di
letture e conversazioni scientifiche di Genova», Estr.: Tip. A. Ciminago, Genova); “Il problema
capitale della scolastica risoluto dalla filosofia trascendente. Nota
storico-critica, RIF, Estr.: Tip. alle Terme Diocleziane di Giovanni Balbi,
Roma); “Scritti Bulgarini, G. B., Recensione dell'articolo del prof. F.
Bertinaria apparso sulla «Rivista Italiana»: Idee introduttive alla storia
della filosofia, «Rosmini», B.. Studio biografico, «Annuario della R. Genova»,
Estr.:Martini, Genova, CecchiL., Francesco Bertinaria. Commemorazione, Martini,
Genova); D'Ercole, P., Notizie biografiche del prof. F. Bertinaria, «Annuario
della R. Università degli studi di Torino», Estr.: Torino; Mamiani, T., Rec. di
B., La dottrina della evoluzione e la filosofia trascendente.Discorso, Genova FSI);
“Mamiani T., Intorno alla sintesi ultima del sapere e dell'essere. Lettere a B.,
FSI, Estr.: Roma; Tolomio. B., su dif.unige.
Piero Di Giovanni, Un secolo di filosofia italiana attraverso le riviste,
FrancoAngeli. Opere di Francesco Bertinaria, su openMLOL, Horizons Unlimited
srl. Biografie Biografie
Letteratura Letteratura Filosofo
Saggisti italiani Insegnanti italiani Professore Genova. TAVOLA GENETICA
DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA (Secondo
la legge di creazione) I. Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne
fanno condi zionalmente un essere razionale, vale a dire un ente creato,
soggetto alle condizioni della sua vita presente ossia all'orga namento
terrestre. = UOMO MORTALE. A ) Teoria o Autotesia; quello che v’ha di dato
nello spirito dell'uomo per istabilirne le facoltà fisiche ossia create. a )
Contenuto, ossia costituzione psicologica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ
ELEMENTARI (in numero di sette ). a3) Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE.
a4) Elemento fondamentale ossia neutro; facoltà di sapere, = COGNIZIONE
(Kenntniss]. Elementi primordiali ossia polari. Cognizione del Non - Io. =
RAPPRESENTAZIONE (Vorstellung]. Per la lettura delle nostre Tavole genetiche
noi.dobbiamo far notare alle persone non peranco abituate a siffatta
esposizione tabellare, che, a seconda della divisione dicotomica, ch'è la sola
rigorosamente logica, le due sottoclassi di ciascuna classe suddivisa sono
notate colle lettere a) e b) a destra accompagnate da un numero superiore
d'un'unità a quello che ha il medesimo indice della classe così suddivisa. In
tal maniera, muo vendo dai due generi primitivi, designati da A) e B), ciascuno
di questi due generi ha due classi designate rispettivamente da a) e b);
ciascuna di queste classi a) e 6) può avere di nuovo due sottoclassi a2) e 62 );
ciascuna di queste ultime classi a2) e può avere di nuovo due sotto classi,
designate rispettivamente da a3) é 73 ); e così di seguito finchè ciascuna di
queste diverse sottoclassi ammette divisioni ulteriori. BERTINARIA -3 34 TAVOLA
GENETICA Cognizione dell'Io. = COSCIENZA (Bewusztsein ).(III) 63) Elementi
derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. a4) Elementi derivati immediati ossia distinti.
a5) Combinazione della Cognizione colla Rappresen tazione. = SENSIBILITÀ. (IV)
Nota. Qui hanno luogo i Sensi esterni ed il Senso interno. 65) Combinazione
della Cognizione colla Coscienza. = INTELLETTO. (V) Nota. Qui hanno luogo
l'Intelligenza, il Giudizio e la Ragione condizionale (quella che si trova
incarnata nel. l'organismo fisico ossia terrestre dell'uomo). 64) Elementi
derivati mediati ossia transitivi. = IM MAGINAZIONE, a5) Transizione dalla
Sensibilità all'Intelletto. = IM MAGINAZIONE RIPRODUTTIVA. (VI) Nota. —Qui
hanno luogo la Memoria e la Previsione. 65) Transizione dall'Intelletto alla
Sensibilità. = IM MAGINAZIONE PRODUTTIVA. (VII) Nota. — Qui hanno luogo la
Costruzione e la Fantasia. 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in
numero di quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi
primordiali. a4) Influenza parziale. a5) Influenza della Rappresentazione nella
Coscienza. = SENTIMENTO. (I) 65) Influenza della Coscienza nella Rappresenta
zione. = COGNIZIONE. Influenza reciproca di questi elementi primordiali;
armonia sistematica tra la Rappresentazione e la Coscienza per mezzo del loro
concorso teleologico alla generazione delle Cognizioni. = COMPRENSIONE. ( Qui
hanno luogo il Giudizio teleologico (per la cognizione dell'ordine ), ed il
Gusto estetico (per la cogni zione del bello e del sublime). DELLA FILOSOFIA
DELLA PSICOLOGIA 35 63) Identità finale nella riunione sistematica dei due ele
menti distinti, della Sensibilità e dell'Intelletto, per mezzo dell'elemento
fondamentale ossia neutro, for mante la Cognizione. = POTENZIALITÀ. Qui hanno
luogo, nell'aspetto speculativo, ch'è quello della cognizione senza causalità,
il GENIO, e nel l'aspetto pratico, che è quello della cognizione colla cau
salità, la VOLONTÀ. b ) Forma, ossia relazione psicologica. a2) Nella parte
elementare della costituzione psicologica. a3) Per le facoltà primitive. a4)
Per l'elemento fondamentale; forma della Cogni zione. = ATTENZIONE) Per gli
elementi primordiali. Forma della Rappresentazione. = OBJETTIVITÀ. b5) Forma
della Coscienza. = SUBJETTIVITÀ. 63 ) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o
distinte. a5) Forma della Sensibilità. = INTUIZIONE (An schauung). 65) Forma
dell'Intelletto. = CONCETTO (Begriff) Mediate o transitive. Forma
dell'Immaginazione riproduttiva. = IM MAGINE. Forma dell’Immaginazione
produttiva. = SCHEMA. Nella parte sistematica della costituzione psicologica.
a3) Nella diversità sistematica. a4 ) Per l'influenza parziale degli elementi
primordiali. a5) Forma del Sentimento. = APPRENSIONE. 65) Forma della
Cognizione. = APPERCEZIONE. Per la loro influenza reciproca; forma della Com
prensione. = RIFLESSIONE. Nell'identità
finale degli elementi distinti; forma della Potenzialità. = AZIONE [Thaetigkeit
).TAVOLA GENETICA Tecnia o Autogenia; quello che bisogna fare pel compimento
delle facoltà fisiche ossia create nell'uomo. Nel contenuto ossia nella
costituzione psicologica. a2) Nella parte elementare di questa costituzione.
Per gli elementi immediati ossia distinti. al) Compimento della Sensibilità. =
PERFEZIONE ESTE TICA. Compimento dell'Intelletto. = PERFEZIONE LOGICA. I
caratteri di questa doppia perfezione, estetica e logica, sono: l'estensione,
la chiarezza, la varietà, la precisione, il complesso e la certezza. 63) Per
gli elementi mediati o transitivi. Compimento dell'Immaginazione riproduttiva,
per la legge d'associazione delle immagini. = As SIMILAZIONE (spiritualizzazione
delle intuizioni. Compimento dell'Immaginazione produttiva, per la legge di
schematizzazione delle idee. = MOSTRA (corporificazione dei concetti ). 62)
Nella parte sistematica di questa stessa costituzione. Per il compimento
dell'armonia prestabilita (préfor mation primitive] nei due elementi
primordiali, nella Rappresentazione e nella Coscienza; la quale armonia
prestabilita fornisce le ragioni sufficienti per la desi gnazione reciproca (facultas
signatrix ) dei concetti per mezzo delle intuizioni, e delle intuizioni per
mezzo dei concetti. = LINGUAGGIO (in generale). Per il compimento dell'identità
primitiva negli ele menti distinti, nella Sensibilità e nell'Intelletto; la
quale identità fornisce il compimento della Potenzialità per via d'indefinita
ascensione ai principii, e per mezzo d'indefinita deduzione delle conseguenze,
siccome legge suprema delle umane cognizioni. = RAGIONE INCONDI ZIONALE. 6 )
Nella forma ossia nella relazione psicologica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA
Nella parte elementare di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà
organiche in ordine all'uniformità nella generazione delle cognizioni umane,
siccome regola ossia canone psicologico. = METODO. (DESTINO ). 62) Nella parte
sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle facoltà sistematiche
in ordine all'identità finale negli oggetti delle cognizioni umane, siccome pro
blema universale della Psicologia. = IDEE (trascendenti) (RAGIONE ASSOLUTA ).
II. Facoltà spirituali ed iperfisiche dell'uomo, le quali ne fanno in
condizionatamente un essere razionale, vale a dire un ente assoluto,
indipendente da qualsivoglia condizione. = UOMO IMMORTALE. Nota. - Questa
seconda parte della vera psicologia, da niuno finora avvertita, appartiene
solamente alla filosofia assoluta del Messianismo. Essa non potrebbe in alcun
modo venir raggiunta dall'esperienza, perchè le facoltà che ne formano
l'oggetto sono, non solamente iperfisiche, ma al tresì creatrici, vale a dire
poste fuori del mondo creato, dove si trovano gli oggetti dell'osservazione e
dell'espe rienza. Eccone la genesi assoluta. A) Teoria o Autotesia; quello che
vha di dato nell'ipostasi dello spirito dell'uomo per poterne ricavare le sue
facoltà iper fisiche ossia creatrici. a) Contenuto ossia costituzione
eleuterica. a2) Parte elementare. = FACOLTÀ CREATRICI ELEMENTARI (in numero di
sette ). Elementi primitivi. = FACOLTÀ PRIMITIVE. a4) Elemento fondamentale o
neutro; principio ipo statico nell'uomo. = COSCIENZA POTENZIALE. Elementi
primordiali o polari. a5 ) Coscienza potenziale del Non - 10. = ALTERIETÀ.
Coscienza potenziale dell’Io. = IPSEITÀ. (III) 38 TAVOLA GENETICA. Elementi
derivati. = FACOLTÀ ORGANICHE. Elementi derivati immediati o distinti. a5)
Combinazione della Coscienza potenziale coll’Al terietà. = ETERONOMIA. (IV) 65)
Combinazione della Coscienza potenziale con l'Ipseità. = AUTONOMIA. Elementi
derivati mediati o transitivi. a5) Transizione dall'Eteronomia all'Autonomia. =
RELIGIONE RIVELATA. Transizione dall'Autonomia all'Eteronomia. = RELIGIONE
ASSOLUTA. (VII) 62) Parte sistematica. = FACOLTÀ SISTEMATICHE (in numero di
quattro ). a3) Diversità nella riunione sistematica degli elementi primordiali.
a4) Influenza parziale. a5) Influenza parziale dell'Alterietà nell'Ipseità. =
ETEROTELIA. (Influenza parziale dell'Ipseità nell’Alterietà. = AUTOTELIA.
Influenza reciproca di questi elementi primordiali; armonia sistematica tra
l’Alterietà e l'Ipseità, per mezzo del loro concorso teleologico alla creazione
propria dell'uomo. = SPIRITO (Geist]. (III) Nota. Questo è il principio più
alto della filosofia di Hegel; ma si vede ch'esso non raggiunge il Verbo e nem
meno l'Assoluto, del quale secondo riesce, in certa ma niera, solamente
peristilio. Identità finale nella riunione sistematica degli ele menti distinti
dell'Eteronomia e dell'Autonomia per mezzo dell'elemento fondamentale o neutro,
formante la Coscienza potenziale. = ASSOLUTO nella coscienza ossia COSCIENZA
ASSOLUTA. Forma o relazione eleuterica. Nella parte elementare della
costituzione eleuterica. DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA 39 a3) Per le facoltà
primitive. a4) Per l'elemento fondamentale; formadella Coscienza potenziale. =
GENIALITÀ. Per gli elementi primordiali. a5) Forma dell'Alterietà. =
RECETTIVITÀ (nella co scienza ). 65) Forma dell'Ipseità. = PROPRIETIVITÀ (nella
co scienza ). 63) Per le facoltà organiche: a4) Immediate o distinte. a5) Forma
dell'Eteronomia. = MORALITÀ. 65) Forma dell’Autonomia. = MESSIANITÀ. 64 )
Mediate o transitive. a5) Forma della Religione rivelata. = GRAZIA. 65) Forma
della Religione assoluta. = MERITO. Nella parte sistematica della costituzione
eleuterica. Nella diversità sistematica. Per l'influenza parziale degli
elementi primordiali. a5) Forma dell'Eterotelia. = DIPENDENZA PROVVI DENZIALE.
65 ) Forma dell'Autotelia. = INDIPENDENZA UMANA. 64) Per l'influenza reciproca;
forma dello Spirito. = SPONTANEITÀ. Nell'identità finale degli elementi
distinti; forma dell'Assoluto nella coscienza. = RAZIONALITÀ CREATRICE) Tecnia
o Autogenia; ciò che bisogna fare pel compimento delle facoltà iperfisiche o
creatrici nell'uomo. a) Nel contenuto o nella costituzione eleuterica. a2)
Nella parte elementare di questa costituzione. a3) Per gli elementi immediati o
distinti. a4) Compimento dell’Eteronomia; stabilimento proprio, operato
dall'uomo stesso, del suo essere assoluto. = AUTOTESIA. 40 TAVOLA GENETICA
DELLA FILOSOFIA DELLA PSICOLOGIA Compimento dell'Autonomia; stabilimento
proprio, operato dall'uomo stesso del suo sapere assoluto. = AUTOGENIA. 63) Per
gli elementi mediati o transitivi. a4) Compimento della Religione rivelata. =
Per mezzo della LEGGE DEL PROGRESSO. Compimento della Religione assoluta. = Per
mezzo della LEGGE DI CREAZIONE) Nella parte sistematica di questa stessa
costituzione. Per il compimento dell'armonia prestabilita (préfor mation
primitive] nei due elementi primordiali, nella Alterietà e nell'Ipseità;
armonia che fornisce le ra gioni sufficienti per l'esplicazione della
Virtualità creatrice nell'uomo. = VERBO) Per il compimento dell'identità
primitiva nei due elementi distinti, nell'Eteronomia e nell'Autonomia; identità
che fornisce il compimento dell'Assoluto nella coscienza per mezzo della sua
identificazione col Verbo, come legge suprema della creazione propria dell'ờomo.
= ARCIASSOLUTO ossia ciò che è INDICIBILE (nell'ipostasi della coscienza umana
). Nella forma o nella relazione eleuterica. Nella parte elementare di questa
relazione; compimento delle facoltà organiche in ordine all'uniformità nella
pro pria creazione umana, come regola o canone eleuterico per la liberazione
dell'uomo dalle sue condizioni fisiche. = RIGENERAZIONE SPIRITUALE DELL'UOMO.
62) Nella parte sistematica di questa stessa relazione; com pimento delle
facoltà sistematiche in ordine all'identità finale nel risultamento della
propria creazione umana, cioè in ordine all'individualità assoluta dell'uomo,
come problema universale di questa parte eleuterica della Psi cologia. =
CREAZIONE PROPRIA DELL'UOMO (Immortalità ). COMMENTO ALLA TAVOLA GENETICA DELLA.
PSICOLOGIA FISICA ED IPERFISICA DI HOENATO WRONSKI PARTE PRIMA PSICOLOGIA
FISICA Facoltà spirituali e fisiche dell'uomo, le quali ne fanno condi
zionatamente un ESSERE RAZIONALE, vale a dire un ente creato, soggetto alle
condizioni della sua vita presente, ossia all'organamento terrestre. UOMO
MORTALE. In questa prima parte della tavola genetica della filosofia della
Psicologia l'autore tratta solamente delle facoltà spirituali da lui dette
fisiche per ciò ch'esse sono date immediatamente dalla natura, e si svolgono
per necessità della costituzione naturale dell'uomo, riserbandosi di trattare
delle facoltà iperfisiche nella seconda parte della Tavola stessa. L'Autore
dice che le facoltà fisiche fanno dell'uomo condizio natamente un essere
razionale, e spiega l'avverbio, chiamando l'uomo, in quanto egli è solamente
fornito di tali facoltà, un ente creato soggetto alle condizioni della sua vita
presente. Chiun que non conosca l'ontologia wronskiana, e si trovi solamente
iniziato alla psicologia ancora comunemente coltivata oggidì, avrà motivo
d'inarcare le ciglia udendo queste espressioni; ma colui il quale sappia che
l'Autore ammette due sorta di creazione, delle quali la prima è opera dell'Ente
supremo, e costituisce, rispetto alla mente umana che la contempla, l'ordine
eterono mico governato dalla necessità, e la seconda è opera dello Spi ſito
creato, e costituisce, rispetto allo spirito stesso, l'ordine autonomico
governato dalla libertà di cui egli è dotato, capirà pure facilmente che
l'uomo, quale creatura del dvino, è essenzial mente eteronomico, e per
conseguenza soggetto alle condizioni dell'organamento terrestre, al quale la
sua vita è vincolata in forza delle leggi necessarie del cosmo; e quale autore
del proprio svolgimento, egli è essenzialmente autonomico, vale a dire crea
tore di se stesso. Posta questa teoria ontologica, si debbono pure ammettere
due ordini di umane facoltà, fra loro così distinti che non vadano mai fra loro
confusi, sebbene siano fra loro collegati come qualità di un medesimo soggetto,
ed il primo si trovi logi camente e cronologicamente anteriore al secondo, che
in dignità gli è superiore. Laonde, chiamando naturale o fisica l'entità
eteronomica, e soprannaturale od iperfisica l'entità autonomica dell'uomo, si
vengono a caratterizzare benissimo i due ordini di facoltà fra loro così
diversi, che quelle del primo fanno dell'uomo bensì un ente razionale, ma
condizionato, laddove quelle altre del secondo rendono l'uomo stesso ente
razionale incondizionato cioè assoluto. A Teoria o Autotesia. Presso le
colonie greche nell'Italia inferiore, le quali erano per lo più composte di
Dori ed Achei, ebbe luogo molto svolgimento di vita esteriore ed interna;
imperocchè vennero a rinomanza per le legislazioni di Saleuco e Caronda, per
l'arte orato ria e la poesia lirica, per un'eccellente scuola me dica stabilita
in Crotone, città salita a prospera for tuna, e per molti vincitori ai giuochi
olimpici, che quivi ebbero i natali. PITAGORA portossi a CROTONE e dimora per
lo più nella Magna Grecia. La sua vita è oscura e molto favolosa. Egli fu dotto
particolarmente in matematica, musica teoretica, astronomia e ginnastica. Le
favole lo dicono tau maturgo e rivelatore di sapienza divina. Egli deve essere
figlio d'Apollo e d'Ermete, con una gamba d'oro, e fu veduto in più luoghi
nello stesso tempo. Gl’animali seguivano la sua chiamata. Da Ermete ebbe il
dono della ricordanza della sua vita ante riore, come Euforbio, e seppe
ridestare la medesima in altri. Egli sentiva l'armonia delle sfere celesti, e
venne considerato come una divinità. Però è che si parla di un culto sacro e di
orgie pitagoriche. Egli deve aver conosciuto Ferecide e Talete, ed essere stato
educato dai sacerdoti egiziani; ma da se stesso si procacciò la maggior parte
di sue cognizioni. Fonda a CROTONE una società segreta in cui si professavano i
principii politici dell'aristocrazia: Prima che un individuo venisse accettato
in quella do veva subire prove. I membrisi distinguevano in eso. terici ed
essoterici, cioè più e meno iniziati. In tale società praticavanşi esercizii
corporali e spirituali, vita e costumi comuni e regole, parole simboliche,
invocazioni al fondatore (aútòs špa), banchetti (ovo oltia) e funerali; ma non
già comunione di beni. I fini principali della società erano prima la mo rale
religiosa, poi la scienza, particolarmente la matematica e la musica. La
società pitagorica ebbe influenza diretta sugli interessi politici nelle città
di CROTONE, SIBARI, METAPONTO, LOCRI, e TARENTO. Ma essendo stata cagione di
una guerra, molti Pitago rici perirono e fors’anche lo stesso Pitagora mori a
Metaponto, e dopo morte fu onoratissimo. I pitagorici perseguitati e scacciati,
conservarono pure influenza politica. A molti di essi, come Timeo, Archita ed
Ocello da Lucania, sono attribuiti scritti, e le lettere attribuite a Pitagora
ed a sua moglie o figlia Teano, come pure i versi d'oro, sono d'ori gine
posteriore. Fra gli ultimi Pitagorici i migliori sono Filolao ed Archita, e dei
primi scritti riman gono ancora frammenti. Quantunque la filosofia pitagorica
abbia seguito varie direzioni, pure dobbiamo considerarla nella sua unità.
L'esporre la medesima riesce difficile sia pella diversità delle vedute
de'varii scrittori che le appartengono, sia pei segni simbolici di cui servi
vasi quella scuola per significare le idee ed i varii sensi a cui
s'impiegavano. Come Ferecide, miti camente esprimendosi, diceva che Erebo aveva
dato forma al Caos e ne venne il Tempo, Pitagora volle la pluralità generata
dall'unità, ossia dal numero. Que sto è l'essenza (ovoia) od il principio
(apxn) di tutte le cose. Il numero è pensato come uno, però anche quale unità
di due antitesi, del pari e dispari. Onde la monade e la diade sono i principii
delle cose. La diade è il principio della sostanza informe, ossia il numero
indeterminato; la monade è il principio ordinatore. La sostanza informe viene
alla pluralità ed alla varietà per mezzo dell'unità; però tutte le cose si
fanno ad imitazione del nu mero, possono considerarsiqualinumeri. Il numero. è
il principio generale tanto della natura, quanto della cognizione. Cosi l'uno è
l'essenza del numero, il numero semplicemente, il fondamento di tutti i numeri,
l'unità suprema, la divinità nel mondo. I Pitagorici dissero triade il numero
del tutto consi derato nell'integrità di principio, mezzo e fine. La tetrattisi
è importante, perchè i primi quattro nu meri formano assieme dieci, ed i primi
quattro pari e dispari formano trentasei; parimente im portante è la deca, e
vale come l'unità per sim bolo del principio di tutte le cose. Nell'essenza del
numero, ossia nell'unità suprema, si contengono tutti i numeri, e per
conseguenza gli elementi della natura e dell'universo. Questa teoria si accorda
colla divisione dei toni del monocordo inventato da Pitagora. Dividendo in due
parti una corda tesa, la metà produce l'ottava; cosi il tono fondamentale della
corda intiera sta all'ottava come 2: 1, che è la perfetta proporzione musicale.
La corda divisa in tre parti dà 2/3 della corda divisa, la quinta che sta al
tono fondamentale come 2: 3; così 3/4 della corda dà la quarta, che sta al tono
fondamen tale come 3: 4. Questi tre intervalli formavano l'ar monia degli
antichi, onde l'importanza dei segni 1, 2, 3, 4. L'unità suprema è pari-
dispari. Gli elementi della natura sono compresi nelle seguenti dieci antitesi:
1. Limitato, illimitato: 2. Dispari, pari: 3. Uno, più: 4. Destro, sinistro: 5.
Mascolino, femminino: 6. Quiete, moto: 7. Retto, curvo: 8. Luce, tenebra: 9.
Buono, cattivo: 10. Quadrato, rettangolo. Tuttavia non furono escluse altre
antitesi. L'uno è solo nella terza antitesi, perchè ha due signifi cati, come
principio e come sintesi di tutte le an titesi. Nelle antitesi il primomembro
significa sem pre il più perfetto, in quanto che tutto nel mondo risulta dal
perfetto e dall'imperfetto. L'uno essendo il fondamento di tutti i numeri,
perchè è pari e dispari nello stesso tempo, non solamente è il principio del
perfetto, ma anche dell'imperfetto. Il perfetto, ossia il buono, non è dunque
primamente, ma coesiste all'imperfetto nell'uno come diade; perciò avviene in
prima che l'uno forma il mondo, ossia quanto è possibile; imperocchè
l'efficacia di Dio è limitata, ed ogni cosa recà al meglio solamente secondo
sua potenza. Ma perchè i Pitagorici non prendono l'antitesi per fondamento
delle cose, bensi il numero ossia il pari- dispari come dispari e pari? Nella
tavola si presentano il limite, ossia il limitanté, ed il limitato. Il
limitante è secondo loro, rispetto ai corpi, una pluralità di punti che formano
un numero. L'illimitato significa il mezzo tra il limite, ossia lo spazio di
mezzo; la quale espressione aveva grande significato nella musica e geometria
loro. Dagli spazii musicali mezzani, ossia intervalli, essi derivavano
l'accordo de'varii toni. I punti di limite costituendo il principio e la fine,
l'illimitato è nel mezzo e produce l'espansione, e precisamente la geometria
secondo le tre misure. Il cubo è pro dotto da tre intervalli, la superficie da
due, la linea da un solo; il punto non ha intervallo, è l'u nità. Dal limite e
dall'illimitato, ossia dalle unità e dagli intervalli, viene la grandezza dello
spazio. Ma d'onde lo spazio mezzano? Il secondo membro delle loro antitesi è il
negativo; perciò l'illimitato, o lo spazio mezzano, è il vacuo. La separazione
delle unità, ossia numeri, avviene per mezzo del vacuo; questo è dunque
principio e solamente un'altra espressione dell'illimitato o pari, perchè tutti
i membri posteriori delle antitesi possono es sere mutati, e cosi anche i
membri anteriori. Qual fu l'opinione dei Pitagorici intorno l'origine del mondo?
Le cose provengono dalle unità in diversi spazii mezzani, esse formano un
numero di unità, ed in ciò consiste la loro natura e la loro origine, non
'secondo il tempo, ma secondo la maniera umana di pensare. L'unità suprema come
circon data dall'infinito, ossia dal vacuo, si sforza di di vidersi in antitesi
e di ricongiungersi di nuovo. L’uno si divide in una pluralità di cose per
mezzo dello spazio vacuo, perció l'illimitato si partisce in più parti affinchè
entri nel limitante. Il vero essere ha dunque il suo fondamento nel limite.
L'entrare dell'illimitato nel limitato vien detto l'alito ossia la vita del
mondo. Perciò bisogna prendere il mondo come numero, come unità, le quali sono
congiunte in Dio, che è l'unità primitiva, e separate dallo spazio mezzano.
Dalla composizione delle unità provengono diverse relazioni, che sono ordinate
armonicamente e con simmetria. Il legame di ogni relazione è l'armonia. Ora
l'unione delle antitesi trovandosi nell'unità suprema, essa è il principio
dell'armonia e l'universo numero ed armonia, ed anche l'armonia è di bel nuovo
il principio dell'unità di tutte le cose. Ma nell'armonia è pur anco compreso
il concetto di ordine. Avuto riguardo all' importanza della deca, adottavano
dieci corpi mondani che si trovano in armoniche distanze. Rispetto ai sette
toni, dal tono fondamentale all'ot tava adottavano sette -vocali. La monade è
il punto, la diade la linea, la triade la superficie, la tetrat tisi il corpo
geometrico, la pentattisi i corpi fisici. In questo modo arbitrario
continuavano essi a porre cinque elementi, e dicevano paragonando: Il cubo
significa la terra, la piramide il fuoco, l'ottaedro l'aria, l'icosaedro
l'acqua, ed il dodecaedro l'etere come quinto elemento. Il migliore di questi
ele menti è il fuoco, probabilmente perchè fra le dieci antitesi la luce e
l'inerte significano il perfetto. Il fuoco riposa nel mezzo del mondo ed è la
guardia ο castello di Giove (Διός φυλακή.Ζηνός πύργος), ha la forma di un cubo,
perché questo, essendo consi derato il corpo più perfetto a cagione dei tre
inter valli simili, secondo i Pitagorici era l'altare dell'u niverso; il qual
fuoco si forma prima da sè e guida poi la formazione del mondo. Dal mezzo il
fuoco si spande per tutto l'universoe lo abbraccia. Attorno al fuoco centrale
sono ordinati i dieci corpi mon dani, cioè il cielo delle stelle fisse, i
cinque pianeti, il sole, la luna, la terra e la controterra (artiyJabí), il
quale ultimo corpo è invisibile. Essi si vibrano in direzione circolare, ad
eccezione della terra im mobile nel mezzo (probabilmente con la contro terra ),
e la quale contiene il fuoco; perchè anche il mondo intiero corrispondente alla
deca è una palla: onde l'armonia delle sfere, perchè ogni corpo vibrandosi
rende un tono. Tuttavia noi non sentiamo quell'armonia, giacchè appartiene alla
nostra so stanza, e come ogni tono si può solo sentire pel contrapposto del
silenzio, l'armonia delle sfere è senza pausa. I corpi circolanti sono otto
solamente, e questi sono ordinati in quattro intervalli e sette toni, talchè la
sfera delle stelle fissé ha il tono più basso, quello della luna il più alto.
L'imperfezione è particolarınente sulla terra; però la luna e gli altri mondi
sono più perfetti e più belli. Sulla terra ba luogo il cangiamento disordinato
ed in appa renza molto fortuito; essa stessa è soggetta all'in stabilità. Si
annodano ai numeri anche i concetti di per fezione e d'imperfezione in senso
morale. La diade è principalmente il simbolo dell'immorale. L'anima dell'uomo è
parimenti un numero od armonia, l'intelletto o pensiero è l'uno, la scienza il
due, l'immaginazione il tre, il sentimento il quattro. L'anima è inserita nel
corpo pel número e relazione armonica del corpo, perciò non è corporea, ma solo
apparente in una relazione corporale. Vi sono anche anime prive di corpo che
hanno vita di fan tasma, e le quali non sono mai entrate in alcun corpo o di
nuovo ne sono uscite; queste sono i de moni. A questo si riferisce la dottrina
esoterica della metempsicosi e la fede nella ricompensa dopo morte, a cui
conseguita la personalità e l'immor talità dell'anima. L'unione dell'anima con
un corpo è la pena di qualche empietà; la vita terrena è uno stato d'infelicità,
ma necessario ed ordinato al buo no per mezzo dell'unione col tutto. L'anima
umana possiede l'essenza ragionevole e l'essenza irragio nevole, quella delle
bestie solamente la seconda, però ha qualche germe d'intelligenza. La virtù è
armonia, la giustizia è detta anche numero uguale. Tutta la vita è sotto la
cura divina: il suicidio è da condannarsi. Pare che la morale e la politica dei
Pitagorici si appoggiasse a massime separate di ca rattere ascetico; essi
inculcavano la moderazione nei desiderii e nelle passioni, la fedeltà, l'amore,
l'amicizia, il lavoro, la costanza e l'educazione ri gorosa. Cosi la dottrina
pitagorica è in parte etica, rappresentata dall'armonia e dalla musica, in
parte fisica per la matematica, pei fenomeni fisici derivanti dalla forma della
sensibilità; la quale si ricava da ciò che l'unità del principio si risolve in
una pluralità di cose. La presupposizione della ori ginale imperfezione deve
unire ambe queste parti. L'unità suprema è semplice, ma considerata nella sua
attività, nello sviluppo mondano della sensibi lità è composta; il
soprasensibile ossia l'unità su prema è indeterminato. In ciò sta riposta senza
dubbio l'idea di Dio come creatore del mondo, ma è offuscata dal modo forzato
con cui si presenta all'uopo di spiegare l'origine del mondo, la natura delle
cose singolari e la loro connessione, e dalla nozione simbolica e particolarmente
matematica della provvidenza divina. Onde l'applicazione di questa
dottrina alla parte spirituale è difficilissima. Pertanto la dottrina
pitagorica è nell'etica tanto difettosa, quanto pare siano stati eccellenti i
parti giani di essa nell'esercizio della virtù. I lonii e Pitagorici
tentarono spiegare l'origine del mondo; essi ammettendo la produzione delle
cose riuscirono realisti. Per l'opposto gli Eleati sono idealisti, tendono alla
cognizione del non -sensibile ed affermano: Nulla viene all'essere, tutto
esiste. Il nome loro proviene dalla città d'Elea nella Magna Grecia, dov'era la
sede principale di questa scuola filosofica. SENOFANE da Colofone, sede della
poesia epica e gnomica, contemporaneo di Pitagora, si porta a VELIA nella Magna
Grecia, ed e prima poeta epico ed elegiaco. Rimangono solo frammenti delle sue
opere. La sua tesi fondamentale è questa: Dio è, e non può divenire; come pure
in generale nissuna cosa può cominciare ad esistere; imperocchè il generato
dovrebbe essere uguale al generante, epperò ambi non sarebbero fra loro
differenti; ma l'ineguaglianza, come per esempio, che il più pic colo nasca dal
più grande e vi ritorni, si deve attri buire all'opinione insussistente che
alcuna cosa non esistente possa venir prodotta da ciò che esiste. Per ciò vi ha
solamente l'uno, e questi è il divino, il quale forma col cielo e la terra un
essere solo, unico (in TÒ öv xai tò Tây). Per conseguenza il politeismo o la
mitologia parvegli un'empietà, particolarmente i miti immorali. Sostenne contro
le scuole jonica e pitagorica che Dio non è mosso e limitato, nè inerte ed
illimitato, perchè le prime limitazioni sono pro prie della pluralità, le altre
appartengono al non esistente. Dio è perfettamente uguale perchè non ha parti;
considerato spiritualmente è pura intelli genza, considerato corporalmente è da
paragonarsi ad un globo. Secondo tali principii era impossibile una spiegazione
della natura. Cosi egli oppose alla verità l'opinione, ossia l'intuizione
sensibile; ep però non seppe trovare il nesso tra l'unità e la pluralità. Per
la qual cosa si duole che l'ignoranza sia retaggio dell'umana schiatta.
Senofane è pan teista; ma importante il suo pensiero dell'essere assoluto.
PARMENIDE da VELIA fa con Zeno ne un viaggio ad Atene, dove forse conobbe
Socrate. Egli sviluppò il sistema di Senofane; tuttavia non prese le mosse dal
concetto di Dio, ma da quello dell'essere e del non-essere, della certezza e
dell'o pinione, riconducendosi poi all'idea di Dio siccome quella che è riposta
nell'esistente. Secondo lui v'ha un doppio sistema di conoscenza, quello della
ra gione ossia del vero, e quello dei sensi ossia del l'apparenza. Il suo poema
sulla natura trattava di ambe le maniere, ma dai frammenti che pervennero a noi
conosciamo la prima meglio della seconda. Es sere, pensare e conoscere è
tutt'uno. Il non-essere è impossibile, tutto l'essere è identico; perciò il
reale non lią cominciamento, è invariabile, indivisibile, riempie tutto lo
spazio, da se stesso si limita, sussi ste per legge di necessità: onde
qualunque cangia mento, qualunque movimento è mera apparenza. Ciò non ostante
la stessa apparenza è regolata da una legge, per cui le rappresentazioni delle
cose sono costanti (80% a ). A fine di spiegare la natura di tali
rappresentazioni ricorre a due principii, il caldo, ossia il fuoco etereo, il
freddo ossia la notte della terra; il primo è penetrante, positivo, reale,
pensante (Saucoupyós), epperò più vicino alla verità; il secondo è denso,
pesante (@an), negativo, sola mente una limitazione del primo. Questa dottrina
della natura è meccanica. Da tali due principii de rivò egli tutti i
cangiamenti ed anche i fenomeni del senso interno. L'uomo è un composto di
fuoco etereo e di notte, per conseguenza partecipa alla cognizione della verità
ed all'apparenza. MELISSO da Samo, celebre an che come politico e capitano di
flotta contro Pericle, adottò lo stesso idealismo, e prese a combattere
particolarmente la filosofia naturale della scuola ionica. Non si deve far
parola degli dei, perchè gli uomini non hanno cognizione alcuna di tali enti.
Presso Melisso ritorna il concetto di perfezione. Ciò che esiste è infinito,
non è prodotto, nè può perire. Non v'ha movimento o trasformazione, perché avvi
un essere solo e nissun vacuo; epperò non si danno la porosità e la densità.
L'esistente non può essere diviso, cosi non ha parti, non è corporeo. La plu
ralità è sola apparenza sensibile. Quello che in ve rità esiste è dotato di
vita. ZENONE di VELIA (il VELINO), discepolo ed amico di Parmenide, fece con
questo un viaggio ad Atene e si distinse tanto per acume d'intelletto e sottile
dialettica, quanto per fortezza d'animo, avendo sacrificata in battaglia la
propria vita a difesa della patria. Egli sostene va il sistema di Parmenide in
ciò che nega la plu ralità delle cose, il movimento e lo spazio. Data la
pluralità delle cose, ne dovrebbe conseguitare che nello stesso tempo fossero
infinitamente piccole ed infinitamente grandi; la prima condizione perchè
risultano di ultime unità indivisibili, il cui aggregato non può produrre
grandezza; la seconda con dizione perchè risultano da una quantità infinita di
parti sempre più estese e per conseguenza divisi bili. Qui il sofisma consiste
in ciò, che nel primo caso suppone l'indivisibilità, nel secondo la rigetta. In
seguito diceva: la pluralità è ad un tempo limitata ed illimitata; limitata
perchè più o meno determinata, illimitata perchè ogni distanza da un punto di
una grandezza fino all'altro è infinito, avuto riguardo all'infinita quantità
di parti di mez Egli contestava il movimento per le contrad dizioni inerenti a
questo concetto; imperocchè bi sogna che lo spazio misuratore, il quale consta
di parti infinite, venga percorso in un intervallo limi tato. Onde l'argomento
detto l'Achille, con cui af fermava che se una testuggine avesse il vantaggio
d'un passo avanti, non potrebbe essere raggiunta da Achille, perchè la distanza
non cesserebbe mai appieno, quantunque si facesse sempre più breve. Diceva poi
che non dovevasi accettare la dottrina del movimento, risultando da semplici
momenti di quiete, in quanto ciò che si muove perpetuamente si sviluppa in
qualche parte. Lo spazio vacuo è ines cogitabile, appunto perché la pluralità
ed il mo vimento non sono pensabili. Che se fosse alcun che reale, esso
dovrebbe trovarsi in uno spazio, giac chè ogni realità è compresa in quello,
epperò una continuazione senza fine dovrebbe trovare luogo in uno spazio che la
contenesse. Queste prove apago giche, appoggiate all'assurdità dell'opinione
con traria, sono sofistiche per lo scambio delle forme rappresentative logico
-matematiche di valore su biettivo e delle forme razionali di valore obiettivo.
Nell'Achille si trova una falsa applicazione della ce lerità all'espansione,
ossia del tempo allo spazio. Per mezzo dell'antitesi della ragione e dell'espe
rienza Zenone pose le fondamenta della dialettica e dello scetticismo, che ben
presto venne continuato dalla scuola di Megara e finalmente corruppe tutta la
filosofia greca. EMPEDOCLE di GIRGENTI in Sicilia, naturalista, medico, celebre
come taumaturgo, perfezionò la fisica degli Eleati, siccome Zenone la
metafisica. L'unità delle cose è il mondo, simile ad un globo, ragione per cui
lo chiama opalpos, opera perfetta dell'amore, da lui governata, a lui identica.
La materia e la forza non si decompongono. L'amore irradiandosi dal centro
penetra tutto ed è ad un tempo necessità: dipende da tutto pel con trasto delle
forze. Essendo l'uomo solamente una parte della divinità, la cognizione umana
non può essere che imperfetta,' e quantunque conosca gli elementi del tutto,
non può penetrarne l'unità, che Dio solo può comprendere. Egli distingue dalla
mas sa la forza movente. Le forze solamente movono, ma non variano le cose;
però questa dottrina della natura è meccanica. Egli è impossibile che il nulla
produca alcuna cosa, e che venga a mancare ciò che esiste. Egli ammette quattro
elementi, fra i quali dà preferenza al fuoco, considerandolo come l'essenza
divina delle cose; imperocchè tutto si ri cava dal fuoco ed in esso tutto si
risolve. La sepa razione avviene per odio, ma senza che riman gano intervalli
vacui. L'amore congiunge le cose eterogenee, l'odio le omogenee, operando la
sepa razione del composto. Vi sono periodi nella for mazione del mondo. Ma il
mondo mosso è sola mente una parte del tutto, il dominio dell'odio solo
sottordinato, ed anche solo presente nella rappre sentazione. Prima si formano
le cose elementari, il sole, l'aria, il mare, la terra, poi da questi pro
vengono le organiche per mezzo dell'amore; le piante e gli animali si formano
dal concorso degli elementi, ma in principio le membra esistendo se paratamente
hanno prima luogo i mostri. La na tura organica essendo formata dall'amore è il
pas. saggio alla vita beata nello sfero. Gli spiriti sono trasmigrati in corpi
per delitto, epperò sono neces sarie le purificazioni. Tutto è ripieno di
ragione e partecipa alla conoscenza. Gli elementi non godono di vita pacifica,
essendo svelti dallo sfero, mossi dall'odio, epperciò ricevono diverse forme
senza propria metempsicosi. Tale migrazione per tutte le forme è la miseria
delle cose, conseguenza dell’o dio. Rimedio contrario è l'intiero abbandono
all'a more. Non v'ha guarentigia d'intelletto se ci diamo alla vita sensuale.
La cognizione de' corpi ha per fondamento l'osservazione sensibile, ed è opera
dell'unione meccanica de'corpi per mezzo dei tras corrimenti á toppolai) e
delle correnti che pene trano in altri corpi per via de'pori (xotha ). L'unione
delle impressioni sensibili nella coscienza, spiegasi col congiungersi del
sangae nel cuore. Questa co gnizione procura l'opinione, ma non il vero sapere.
La cognizione divina è somministrata dalla ragione ed avviene in maniera
mistica per mezzo della pu rificazione. La filosofia di GIRGENTI (si veda) è il
primo tenue saggio per rettificare le nozioni sensibili coi puri concetti della
ragione, e disgiungere dai feno meni fisici la cognizione del vero reale, ossia
il fondamento sensibile delle cose. La sua fisica ha tutti i difetti della
spiegazione meccanica della na tura. Anch'egli si duole della ristrettezza
dell'uma no intendimento. Si racconta che incontrò la morte nel cratere
dell'Etna. Empedocle aveva scritto un poena didattico sulla natura, ma non ne
perven nero a noi che frammenti. GORGIA
da Leonzio, discepolo d’Empedocle, e anche maggior dispregiatore di Protagora
di quanto è vero e buono. Egli si portò in Atene in qualità d'ambasciatore, si
attirò gli sguardi per una nuova maniera oratoria, viaggið all'intorno,
raccolse molto danaro dall'insegna mnento e morì in età avanzata. Le sue
orazioni sono meramente pompose, svolte per mezzo di antitesi, epperciò fredde.
Egli si vantava di parlare all'im provviso di tutto, sia brevemente sia a
lungo, e di sapere a tutto rispondere. Il suo insegnamento nel l'arte oratoria
consiste in artifizii, specialmente in paralogismi. Egli sprezzava la virtù,
tenendo l'arte di persuadere per la suprema. In luogo dell'esistente degli Eleati
pose il non - esistente. Egli sosteneva tre tesi: 1 ° egli v'ha niente, nè
l'essere nè il non essere, nè ambi assieme. L'essere non è perchè o non deve
aver principio o deve averlo, od ambi assieme. Se non ha principio è eterno,
perciò un non - essere, è come eterno anche infinito, ma poi dovrebbe essere od
in se stesso od in -un altros ma in se stesso dovrebbe essere ad un tempo
contenente e contenuto, in un altro vi sarebbe un infinito in un altro infinito;
però ambi i casi sono impossibili. Se ha principio, dev'essere prodotto o
dall'esistente o dal non esistente. Nel primo caso sarebbe contro la
presupposizione eterno e non avrebbe principio, nel secondo dovrebbe il nulla
come non esistente, produrre alcuna cosa. Ma il nulla esistendo, l'es sere
dovrebbe essere non esistente, perchè il nulla e l'essere sono contrapposti.
L'essere poi non po trebbe avere principio e non averlo nello stesso tempo per
essere un'antitesi. Parimenti il non essere non può essere, perchè altrimenti
l'essere stesso non potrebbe essere. Quand'anche qual che cosa fosse, tuttavia
non si potrebbe conoscere, perchè non si può pensare che il pensabile, non il
reale che è fuori del pensiero. Vi ha differenza tra il pensato ed il reale
(questa distinzione è vera, ma LEONZIO (si veda) ne fece un'applicazione falsa
). 3° Quando anche alcuna cosa fosse pensabile, essa pero non sarebbe
comunicabile, perchè solamente il concetto ed il discorso si possono
comunicare, non già la cosa stessa.- Zenone aveva già adoperato gli ele menti
delle nozioni sensibili per mostrare in esse stesse la loronullità a
frontedella verità puramente razionale; Gorgia si prevalse degli elementi della
dottrina eleatica intorno alla ragione per annullare l'ultima stessa, essendo
contraria alla verità delle nozioni sensibili, ed il pensiero potendo solamente
produrre apparenze. $ 80 In tal maniera fini il primo periodo della filosofia
greca. I lonii partirono dalla natura, ossia dalmondo, gli Eleati da Dio; i
primi rifletterono meno alla Di vinità, facendone conto solamente come
dellaforza prima della natura o della vita; imperocchè per essa solamente
intendevano a spiegare l'origine del mondo o per via dinamica o meccanica,
finchè Anassagora separò Dio dalla materia, però ad ambi attribuendo pari
originalità e concedendo solo al primo la direzione del mondo. Gli Eleati
rigetta rono cotesto dualismo, ritornarono al monismo, ma non poterono
accordare la perfezione di Dio coll'im perfezione del mondo, cercando un
rifugio col dire che il mondo non è alcuna cosa reale, ma solo ap parente. Fu
questo il grave errore, che sempre più ingrandito aboli finalmente Dio, la
religione e la moralità. Già la scuola ionica aveva lasciato la mo rale in un
canto. Pitagora, il quale trattò l'origine ed il governo del mondo col suo
ingegnoso ma farzato e sterile paragone colla matematica, ebbe riguardo al
morale, però meno in teorica che in pratica. –La filosofia ebbe poi un nuovo
eccita mento della parte morale per - mezzo di Socrate, quantunque egli non
abbia seguito la direzione scientifica, ma solo la pratica e religiosa. A ciò
conseguitarono i sublimi saggi di Platone e d'Aristo tele per investigare la
natura, Dio e la moralità; ma anche questi uomini dovettero soccombere al
grande incarico, per quanto inspirato sembrasse il primo e circospetto il
secondo. Finalmente la scuola epicurea prese, come gli Atomisti e Sofisti sul
finire del primo periodo, a proteggere la sensualità e l'ateismo. Per opera
degli Scettici prese a domi nare il dubbio; si cercò invano di risolvere il pro
blema dell'unione della materia e dello spirito, dell'intuizione e del pensiero,
e bisogno gettarsi nelle braccia del teosofismo: Così terminava la fi losofia
greca, avendola dal principio alla fine ac compagnata il dubbio e la tristezza.
Il Cristiane simo salvo poiil mondo dalla corruzione intellettuale e morale. I romani
non hanno mente filosofica. Essi accolgeno la filosofia greca, particolarmente la
apparetenente all’Orto, che risponde al loro lusso, e Tito LUCREZIO TERZO
PERIODO -ECLETTICI E SINCREBISTI. ne fa soggetto di un poema didattico, cui da
l'antico titolo: Della natura delle cose; anche più famigliare si resero la
dottrina del PORTICO, che accor dandosi all'antico carattere romano, esercita
influenza sulla loro legislazione ed amministrazione, e trova ancora rinomati
partigiani al tempo del l'impero, cioè Lucio ANNEO SENECA, maestro di NERONE,
autore di molti scritti filosofici, EPITTETO da Terapoli in Frigia, verso lo
stesso tempo, schiavo, il cui discepolo FLAVIO ARRIANO da Nicomedia compila un
piccolo manuale secondo le lezioni del maestro, e MARCO AURELIÓ ANTONINO,
imperatore romano, autore di meditazioni
sotto il titolo: Eis éautóv. Seneca e più eclettico, Epitteto si attenne
ai voti della natura e ridusse la dottrina stoica alla formola ανέχον και
απέχου, 81 stine et abstine. Lo scritto di Antonino ha carattere di dolcezza e
pietà; tutti e tre abbracciarono sola mente la parte etica della filosofia
stoica. Che se questi romani dell’orto e il portico a Roma si mantennero fedeli
ad un solo sistema, CICERONE (si veda) da esempio di un compiuto eclettismo, e
tanto egli contribui co'suoi numerosi saggi e dialogi a rendere accessibile ai
Romani la filosofia quanto gli manca originalità filosofica. Nella pratica
prefere il sistema del portico, nella teoretica l'accademia, accettandovi anche
l'orto e il lizio. In generale poi le dottrine di Platone ed ancora più quelle
di Aristotele rimaneno pei Romani tesori nascosti. Francesco Bertinaria. Keywords: l’indole e le vicende della
filosofia italiana. Refs.: determinazione dell’assoluto. Luigi Speranza, “Grice
e Bertinaria” – The Swimming-Pool Library. Bertinaria.
Grice
e Berto: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale della reduzione
all’assurdo – scuola di Venezia – filosofia veneziana – filosofia veneta -- filosofia
italiana – Luigi Speranza, pel Gruppo di Gioco di H. P. Grice, The Swimming-Pool
Library (Venezia). Filosofo veneziano.
Filosofo veneto -- Filosofo italiano. Venezia, Veneto. Grice: “I like Berto, but then, my first
unpublication is on negation and privation! Against my tutee, Sir Peter, I
always took Aristotle’s tertium non datur pretty seriously, but the
consequentia mirabilis I had to re-label implicature; for, as Tertulliano used
to say, ‘Just because it is deaf (ab-surdum), I believe it!” -- Grice: “If Peirce (I lectured on him for
years, and deem him my friend) is right that ‘dictum,’ in Roman, is cognate
with Hellenic ‘deixis,’ Boezio was too hasty to translate ‘anti-phasis’ as
‘contra-dictio,’ for ‘phrasis’ is indeed Hare’s phrastic, while the dictio can
be just a signal – as a spoon casting the shadow of a fork, to use Berto’s
genial example!” – Grice: “Berto likes to pose the thing as an x-rhetorical
question: che cosa e una contradizione, -- implicaturum: ‘if anything AT ALL!”
– “He is friends with Priest, so what can you expect!? J). Francesco Berto (Venezia), filosofo. Laureatosi a Venezia
con una tesi su Emanuele Severino, ha conseguito il dottorato presso la stessa
università con una tesi sulla dialettica hegeliana. Dopo aver conseguito un
post-doc in Filosofia teoretica all'Università degli Studi di Padova è stato
Chaire d'Excellence Fellow al CNRS di Parigi, dove ha insegnato Ontologia
all'École Normale Supérieure ed è stato membro dell'Istituto di Filosofia della
Scienza e della Tecnica della Sorbona. È stato Research Fellow all'Institute for Advanced
Study della University of Notre Dame (Indiana, USA). Ha insegnato Logica anche all'Università Ca' Foscari di
Venezia e all'Università Vita-Salute San Raffaele. È stato Structural Chair of
Metaphysics alla Universiteit van Amsterdam e membro del Northern Institute of
Philosophy di Wright alla University of Aberdeen. Attualmente tiene la Chair of
Logic and Metaphysics al dipartimento di Filosofia dell'University of St
Andrews ed è Research Chair all'Institute for Logic, Language and Computation
alla Universiteit van Amsterdam. Premio Filosofico Castiglioncello, nella sezione giovani,
con il libro Teorie dell'assurdo. I rivali del Principio di
Non-Contraddizione. Nel l'Università Ca' Foscari di Venezia gli ha
assegnato il Premio Ca'Foscari alla Ricerca per ricercatori. Nel ha
ottenuto dall'AHRCResearch Council di Gran Bretagna un finanziamento per il
progetto "The Metaphysical Basis of Logic". Nel ha
ottenuto dall'European Research Council un finanziamento di 2.000.000 di euro
per il progetto "The Logic of Conceivability". Altre opere: “Logica” (Roma, Carocci); “Che
cos'è una contraddizione” (Roma, Carocci); “L'esistenza non è logica: dal
quadrato rotondo ai mondi impossibili” (Roma-Bari, Laterza); “Tutti pazzi per
Gödel. La guida completa al Teorema di Incompletezza” (Roma-Bari, Laterza);
“Logica da Zero a Gödel” (Roma-Bari, Laterza); “Teorie dell'Assurdo. I rivali
del Principio di Non-Contraddizione” (Roma, Carocci); “Che cos'è la dialettica
hegeliana? Un'interpretazione analitica del metodo” (Padova, Il Poligrafo); “La
Dialettica della struttura originaria, Padova, Il Poligrafo). “Il Pensiero”;
“Sistemi intelligenti”; “Iride”, “Rivista di estetica”, “Divus Thomas” “Il
Giornale di metafisica. Comune
RosignanoLivorno, su comune.rosignano.livorno ). Università Ca'Foscari di Venezia, su unive.
Aberdeen Amsterdam Archiviato il in. Aberdeen Archiviato il 9 settembre in.
Phil Papers.org Stanford
Encyclopedia of Philosophy: Dialetheism, su plato.stanford.edu. Stanford
Encyclopedia of Philosophy: Impossible Worlds, su plato.stanford.edu. Stanford
Encyclopedia of Philosophy: Cellular Automata, su plato.stanford.edu.).Filosofia
Filosofo Logici italiani Accademici italiani Professore Venezia Professori
dell'Università Ca' Foscari Professori dell'AmsterdamStudenti dell'Università
Ca' Foscari Venezia. Francesco Berto. Keywords: reductio ad absurdum, pegaso, il
quadrato redondo, incompletezza goedeliana, Grice’s System Q, Myro’s System G,
Speranza’s System GHP, R. J. Jones’s System C., dialettica, contradizzione,
negazione, quadratto di opposizione, Hegel e l’opposizione, Hegel e la
contradizione, che e inompleto secondo Godel? Sistema G incompieto,
incopetiezza, Bellorofonte in sistema G, Parmenide, neo-Parmenide, Severino
come neo-Parmenidiano, circolo quadrato, la quadratura del circolo, calcolo di
predicate di primo ordine con identita, la struttura originaria della
dialettica, dialettica, posizione, contraposizione, composizione – Oxonian
dialectic, dialettica hegeliana, severino, dialettica oxoniense, dialettica
ateniense. -- Refs.: Luigi Speranza, “Grice e Berto” – The Swimming-Pool
Library.
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